Entrare, penetrare
prepotente con la forza
dolcemente con la parola,
la tua mente, il tuo corpo.
Trovo un muro,
una difesa poco convinta,
la paura ed il desiderio più forte
di spalancare le porte.
Le porte di un’anima che conosce
la propria vera natura,
nata per appartenere
non riesce più a mentire a sè stessa.
Le porte di un corpo che agogna
di essere usato e umiliato,
che sogna una mano decisa
che spera una mano clemente.
Catene sono pronte per te,
non bloccheranno la tua mente vivace,
ma saranno stimolo alla sua realizzazione.
Non un martirio per il tuo splendido corpo,
ma la certezza che non appartiene più a te.
Questo ti spetta,
questo avrai da chi sa benissimo
che possederti sarà comunque amarti.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…