i racconti di Milu
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Volo sulle ali del vento e rubo un raggio di luna
Volo dolcemente tra le nuvole amiche di questo giorno d’ inverno e entro dalla finestra accostata della tua stanza, ti guardo mentre dormi soavemente e appoggio il mio raggio di luna rubato sul tuo cuscino per farti compagnia.
Mi sdraio vicino a te e comincio ad accarezzarti dolcemente il viso,nasce sulle tue splendide labbra un dolce sorriso. con le labbra solletico il tuo collo e piano scendo lungo la schiena fino alla fine della tua leggera camicia da notte.
Apro la tua camicia da notte e la faccio scivolare ai piedi del tuo letto e dolcemente rimani in lingerie,mi soffermo ad ammirare il tuo corpo nella splendida cornice delle candele accese e del tepore dei nostri corpi che vicino tremano.
Giocano a rincorrersi le ombre sul muro in una danza fatta di fate e fanciulle che corrono su foglie ormai cadute.
Mi avvicino a te e le mie mani cominciano a cercare il calore della tua pelle lungo tutta la tua schiena, tu sdraiata sulla pancia,ne godi il leggero tocco un tocco velato che fa nascere brividi sulla pelle dorata tocco goliardico che piano diventa sensuale a stanare sensazioni sommerse da solitudine accesa.
Scivolano le mani sulla tua schiena accompagnate da labbra golose di vento fatto brezza dove leggiadro esplora e si appropria di anfratti ancora inesplorati dove audace scivola in tocchi solo nostri dove la consapevolezza di esibire il nostro io e le nostre voglie è uguale alla sensazione dolciastra di lingue golose.
Gioco con le mani sul tuo corpo, tu assopita ti appropri dei miei movimenti, divarichi piano le gambe per permettermi di assaporare appieno la pelle più morbida di cosce calde e vibranti
Gioco con le tue mutandine e intenso movimento di mugolii sommersi dove l’intenso calore riscalda prepotente le mie mani già calde.
Linfa che scorre sulle mie mani al scostare della fine seta di un tessuto ormai inutile a contenere la tua gioia nel sentire le mie mani sul tuo paradiso,movimenti ormai troppo audaci per tirarsi indietro e volare come tempesta in luoghi lontani ,gioco come a rincorrere correnti tra montagne ormai bagnate di fiume in piena, cerco rifugio tra di esse e penetro dolcemente in te tra colline che sono labbra dolci e lisce come ghiaccio ma calde come cuore ritmato di una musica ansimante di sospiri che diventano intensi.
Mani che diventano due a impadronirsi del tuo fiore gustoso e fare ondeggiare al passare del vento le dita in frenesia e ritmo di rotatorio movimento. Golosa la mia bocca raggiunge le mie dita che giocano con il tuo fiore e ne sostituiscono il rotatorio movimento in un avido risucchio e come tempesta le dita dentro di te cercano ogni tuo sospiro ogni tuo brivido.
Mano assente che si sposta in carezze di ventre morbido a trovare il tuo seno e capire che sei dolcemente consenziente, mano golosa che scorre per appropriarsi delle tue natiche e veloce scivolare in cerca di calori profondi,cercare una stella,la tua stella più nascosta e cominciare a inondarla di mare e salsedine,saliva salata come dolce mare a bagnare e permettere movimento fugace di dolce pressione per entrare in te mentre tutte le fate sul muro sono scappate a rincorrere sospiri immensi di leggero dolore.
Sono in te,sono dentro di te, sono tempesta e terremoto,sono brezza e rugiada, le mie mani come splendide cascate penetrano davanti e dietro di te la mia bocca come pioggia bagna tutto quello che tocca ,i tuoi lamenti come tuoni rompono il silenzio di danzante candela,sento che ti contrai come maremoto nel richiamare a te il mare e mi inondi viso e mani nel ridonarmi le onde gigantesche di mare in un fragrante urlo di esplosione di montagna nascente. Tu come vulcano io a osservare il ritorno delle fate sui muri e dolce ridiventa il tuo respiro come scarpette da sposa, sogno ancora nostro, ascolto il silenzio della notte nell’attesa di questo giorno che nasce e io vento piano riprendo il mio volo per ritrovarti ancora al mio dolce e sicuro passaggio.