i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Ho l’hobby dei video, nel senso che li giro. Una passione nata quando ero giovanissimo e praticamente portavo dappertutto la macchina fotografica digitale non accontentandomi della scarsa qualità della camera del cellulare.

Crescendo sono passato ai video procurandomi attrezzature via via migliori tanto da poter rivaleggiare con i professionisti. Mi sono fatto anche un certo nome e mi capita di lavorare come free-lance per agenzie oltre a matrimoni, cresime e ricorrenze varie di amici e di amici degli amici.

Un hobby che svolgo nel tempo libero e che continua ad appassionarmi dandomi belle soddisfazioni.
Mai avrei pensato ad un certo “tipo” di soddisfazione se non fosse stato per il mio amico Cristiano. Ci conosciamo fin da piccoli, anche con sua moglie Elisabetta (sono sposati da due anni) e spesso usciamo in quattro con la mia morosa. La confidenza è profonda ma non mi aspettavo la richiesta che mi fecero una sera.

Eravamo al solito locale per un aperitivo e Anna, la mia morosa, era come sempre in ritardo. Cristiano e Elisabetta si guardavano nervosi; sembravano sul punto di dire qualcosa e poi si bloccavano. Alla fine fu lui a parlare:

- Senti Jay (è il mio soprannome, in realtà mi chiamo Adolfo, capirete perché preferisco il soprannome), ho un favore da chiederti –

- Dimmi Jolly, se posso no problem –

Risposi usando anche io il suo soprannome.

- Vorrei…… anzi vorremmo che…….. insomma, dovresti fare un video e……. –

S’interruppe bruscamente perché vide arrivare Anna. Velocemente mi disse di non volerne parlare davanti a lei e passò ai saluti festosi che solitamente ci scambiavamo.
La mia curiosità iniziale si spense subito persa nelle chiacchiere leggere ed amichevoli di ogni incontro. Già non ripensavo più alla richiesta quando Cristiano, mentre eravamo alla cassa a dividerci il conto, me ne parlò ancora.

- Scusa ma preferisco non parlarne davanti ad Anna. Potresti venire domani pomeriggio a casa nostra? Ti diremo tutto –

- Senz’altro Cris, ma hai qualche problema? –

- No, no, domani ti spiego tutto –

Ci lasciammo così e il giorno dopo, recandomi da loro, la curiosità si faceva pressante, non immaginando mai il perché di tutto quel mistero per un video (avevo tra l’altro fatto quello del loro matrimonio a un prezzo veramente da amico).
Mi fecero accomodare in salotto e, bicchiere di birra in mano, Cristiano cominciò a spiegarmi. Elisabetta era seduta vicino a lui, addosso un vestito leggero a fiori il cui orlo tormentava con le mani, evidentemente nervosa.

- Jay, è una cosa un po’ particolare, capirai perché sono nervoso nel dirtelo ma………. Insomma, io e Eli vorremmo che ci facessi un video nella nostra intimità –

Lo disse tutto di un fiato respirando forte alla fine e guardandomi con aria d’attesa. Elisabetta al suo fianco si torceva le dita alzando più del dovuto il vestito e mostrandomi la bellezza delle sue cosce.

Elisabetta è una bella ragazza, ma fino a quel momento non mi ero mai soffermato a “valutarla” da un certo punto di vista. Le parole di Cristiano mi indussero a notare quel che prima probabilmente non avrei mai notato. Ero parzialmente scioccato, non mi aspettavo proprio una richiesta del genere.
Vedendomi pensieroso Cristiano proseguì:

- Vedi, è imbarazzante dirlo ma io e Eli siamo un po’………… esibizionisti. Ci piace che gli altri ci guardino. L’abbiamo fatto dappertutto, soprattutto dove c’era il pericolo di essere scoperti. Qualche volta siamo andati anche a XXXXX –

E mi disse il nome di una località appena fuori città conosciuta per le coppiette che vi si appartavano e per i guardoni appostati.

- Da qualche mese abbiamo fatto amicizia con una coppia che ha i nostri stessi gusti e ci troviamo a vedere insieme i nostri e loro video però………. non ci piace come vengono. Vorremmo un video fatto veramente bene da mostrare loro. So che di te possiamo fidarci, che non rischiamo di trovarci sbattuti su internet a nostra insaputa. Allora che ne dici? –

Li guardai entrambi. Ancora non completamente ripreso dalla sorpresa, per evitare fraintendimenti la buttai sul tecnico chiedendo cosa volessero esattamente e cosa volessero invece evitare.

- Ti facciamo vedere –

Elisabetta si alzò di scatto e andò alla tv accendendola e facendo partire il lettore DVD.
Sullo schermo apparvero i loro corpi nudi sul letto.

- Guarda, vedi come le immagini sono buie? E qui è sfocato, qui non si vedono i volti e poi, soprattutto, la ripresa è fissa, dobbiamo sempre fare attenzione a non finire fuori dall’inquadratura quando usiamo lo zoom, e senza è troppo distante –

Era chiaramente una ripresa amatoriale con una videocamera di poca qualità e i difetti che mi descriveva Cristiano c’erano tutti, ed anche altri che vedevo evidenti. Sentii un calore al basso ventre. Guardai Elisabetta che arrossì abbassando la testa, vergognandosi forse un po’, stessa cosa anche se minore Cristiano. Presi in mano il discorso per evitare di guardare ancora le immagini di loro due che si rotolavano sulle lenzuola, sul divano dove ero seduto in quel momento, sul tavolo della cucina. Per non sentire i gemiti che venivano dalla TV.

- Scusate, mi avete detto di essere esibizionisti, perché allora ora vi vergognate? –

- E’ perché sei tu Adolfo, con gli altri è diverso, con te che ci conosci così bene…….. –

Fu Eli a rispondermi mentre Cristiano annuiva convinto.

- Non sappiamo come potresti prenderla. Non ci offenderemo se ci dirai di no ma soprattutto speriamo di non aver offeso te chiedendotelo. Se l’abbiamo fatto ti chiediamo scusa ma tu sei l’unico di cui possiamo fidarci, veramente. Capisci anche perché non ne abbiamo voluto parlare davanti ad Anna? –

Lo capivo sì, Anna sarebbe saltata in aria insultandoli. Li considerava amici ma non come me che, in pratica, c’ero cresciuto assieme.
Li tranquillizzai e, trattenendo una risata in parte di nervosismo, decisi di accontentarli.

- Tranquilli non mi sono offeso. D’accordo, se volete posso riprendervi, ma siete sicuri che non vi bloccherete davanti a me? Un conto è farlo con una videocamera appoggiata a un mobile, un conto è se la videocamera è in mano a un operatore –

- No, no, non ci saranno problemi……… forse solo all’inizio magari ma passeranno subito. Grazie Jay, grazie, ti pagheremo quello che vuoi –

- Ora mi offendi Jolly, pagare cosa? Non se ne parla. Dimmi piuttosto quando volete farlo che mi organizzo. –

- Che ne dici di domani sera? Potresti venire qui a cena e poi…….. ti crea problemi con Anna? –

- Facciamo dopodomani, Anna è di turno. Va bene lo stesso per voi? –

- Sì, sì. Grazie Jay, non so dirti quanto ti sono grato. –

- Lascia perdere, ora vado. Ci vediamo dopodomani. Se cambiate idea chiamatemi senza problemi. –

Li lasciai pensando di avere forse fatto una cazzata ad accettare, ma oramai era fatta e in fondo ci tenevo a loro, e la faccenda non era forse una dimostrazione di amicizia nei miei confronti?
Due giorni dopo mi presentai all’ora di cena con telecamera e un po’ di luci che pensavo di dover usare.
La cena fu entusiasmante, nel senso che loro erano entusiasti e presto coinvolsero me nella loro allegria. Elisabetta indossava un abito da sera con due ampi spacchi laterali che mostravano le belle gambe, Cristiano era in giacca e cravatta, solo io, vestito comodamente con jeans e maglietta parevo fuori luogo. Il cibo era delizioso, il vino bianco fresco e sincero. Quasi dimenticai il motivo della cena godendomi la loro compagnia. Solo dopo il dessert Cristiano mi chiese:

- Allora, quando vuoi cominciare? –

- Anche subito, anche qui se volete, datemi solo due minuti per prepararmi. –

In fretta sistemai le luci per non lasciare zone d’ombra nella cucina, misi in spalla la videocamera e dissi:

- Da questo momento inizio a riprendervi, fate come se io non esistessi –

Inquadrai Cristiano che si avvicinava a Eli lentamente, poggiandole la mano su un fianco, tirandola a sé per baciarla. Lei era legnosa, si muoveva nervosamente, solo quando le loro labbra si unirono parve rilassarsi, sciogliersi. Li ripresi mentre limonavano per un paio di minuti, le mani di Cristiano che scorrevano sul corpo di lei stringendo con forza le curve messe in evidenza dal morbido abito. Quando si staccarono lei si accovacciò slacciando con furia cintura e bottoni, abbassando i pantaloni e i boxer e facendo svettare fuori l’uccello di lui. Se ne impadronì velocemente con la mano che mosse su e giù un paio di volte prima di aprire la bocca e prenderne dentro la punta.

Accovacciata così Eli mostrava ampiamente le cosce, solo il davanti dell’abito, ricaduto tra le gambe, le copriva le parti intime. Il seno florido, evidentemente nudo sotto la stoffa, si alzava e abbassava al ritmo del suo respiro. Feci un primo piano del suo volto, gli occhi chiusi, le guance incavate, le labbra chiuse strettamente intorno all’asta che scivolavano su e giù facendo un rumore umido e eccitante.

Li lasciai fare per qualche minuto, inquadrando anche la faccia in preda al godimento di lui, le cosce di lei che, devo ammetterlo, mi affascinavano, per poi tornare al primo piano del pompino.

- Basta o vengo subito –

La voce di Cristiano la fece smettere a malincuore. Si rialzò voltandosi, appoggiandosi al suo uomo con concupiscenza. Lui la spinse verso il lavabo, la fece chinare in avanti e, rimboccatole l’abito sulla schiena, mostrò all’obiettivo le natiche appena coperte da una striminzita culotte. Gliela fece scendere sulle gambe e, accostatosi, le strusciò la punta dell’uccello un paio di volte sulle labbra prima di penetrarla lentamente. Il gemito roco di lei mi fece effetto; mi accorsi di avere un’erezione. Mi concentrai sulle riprese per non pensarci e continuai a riprenderli mentre lui la sbatteva con forza per diversi minuti con lei che gemeva in continuazione. Senza staccarsi da lei Cristiano arretrò di qualche passo e la fece chinare sul tavolo dove avevamo appena mangiato.

Mi spostai velocemente dall’altra parte per inquadrare il viso di lei, perso nel godimento, la bocca semiaperta da cui usciva un unico gemito prolungato, le mani aggrappate all’orlo, il corpo scosso dai colpi di lui. Mi mossi per riprenderli di lato, le mani di lui sui suoi fianchi scoperti, un seno che usciva dal lato del vestito oscillando per le spinte di lui, In fretta riguadagnai la posizione davanti e la ripresi così mentre veniva, incitandolo a spingere più forte, a godere dentro di lei. I corpi sovrapposti, i visi stravolti dal piacere, la mano di lei che lo stringeva al collo tirandolo a sé. Pensai che come video porno sarebbe stato un successo. Senza farmi vedere mi aggiustai il cavallo dei pantaloni ed attesi che tornassero alla realtà.
Quando si sollevarono dal tavolo erano evidentemente felici.

- Andiamo in camera –

Cristiano si avviò tirandola per la mano e io mi sbrigai a spostare le luci nel nuovo ambiente.
Con un’aria eccitata attesero che io finissi e poi si riabbracciarono baciandosi. Feci un altro primissimo piano delle loro lingue che si intrecciavano e tornai in campo lungo lasciandoli fare.

Lei si staccò e con un solo movimento fece cadere l’abito ai suoi piedi, uscì dal cerchio di stoffa e io feci una panoramica del suo bel corpo dai piedi alla testa, soffermandomi sul sorriso libidinoso che rivolgeva all’obiettivo. Riallargai l’inquadratura per riprenderla mentre si toglieva le culotte e, non so cosa mi prese, iniziai a guidarla:

- Voltati lentamente Eli. Chinati in avanti, allargati le natiche. –

Lei eseguì con gesti fluidi, come se non aspettasse altro. Ripresi la posizione oscena, i due buchini dell’amore esposti, la micina che iniziava a trasudare il seme di lui, le unghie curate che segnavano la carne soda.

Intanto Cristiano si era spogliato del tutto e reclamò l’attenzione della moglie sdraiandosi sul letto e tirandola a sé.
Lei salì in ginocchio sulla coperta e si chinò per omaggiarlo con la bocca. Girai intorno al letto per riprendere da più angolazioni il pompino goloso che in breve fece tornare completamente turgida l’asta di lui. Mi tirai indietro riprendendo il totale, le natiche esposte di lei, la schiena curvata, la testa che si muoveva lentamente sull’inguine di lui. Poco dopo lui la fece smettere e salire sopra di sé. La ripresi mentre scendeva lentamente facendo scomparire dentro di sé, centimetro dopo centimetro, l’asta lucida di lui. Quando lo sentì tutto dentro Eli cominciò a muoversi, prima piano, oscillando avanti e indietro, poi più velocemente, roteando le anche, infine come in una giga impazzita spronandolo a darle di più, a darglielo tutto, mugolando impazzita mentre raggiungeva un altro orgasmo abbandonandosi poi sul petto di lui.

- Ho bisogno di una pausa –

La voce flebile di Eli mi fece interrompere la ripresa. Mi sedetti sulla sponda del letto aspettando le loro decisioni. Lei si tolse da sopra il suo uomo e con aria stanca si avviò al bagno. Restai a guardare Cristiano che mi sorrideva felice.

- Come pensi sia venuto finora? –

- Non mi intendo di film porno ma credo che i vostri amici apprezzeranno molto questo –

- Grazie ancora Jay, spero che non ti stiamo creando problemi –

Lo disse ammiccando verso il mio inguine dove l’evidente bozzo tradiva la mia condizione.

- No, tranquillo, credo sia normale nel vedervi. Siete molto eccitanti devo ammetterlo, ma non c’è problema. Al limite passo a trovare Anna al lavoro dopo –

Cristiano fece una risatina mentre Eli rientrava nella stanza.

- Che avete da ridere voi due? Che c’entra Anna? –

- Niente amore, è che Jay ha un piccolo problemino che Anna potrebbe sistemare –

Ammiccò ancora verso il mio inguine; Eli seguì lo sguardo e, notato il mio gonfiore, ridacchiò anche lei.

_ Mi dispiace Adolfo (lei usava spesso il mio vero nome), se vuoi smettiamo così puoi andare da Anna –

- No, tranquilli, è solo una reazione fisica. Se volete riprendiamo senza problemi. –

Lei salì di nuovo sul letto e di nuovo prese in bocca l’uccello di lui che nel frattempo aveva perso parzialmente vigore. Lo succhiò a lungo e, alla fine, si sdraiò sul letto allargando le cosce. Lui le salì sopra e la penetrò. Io mi sbrigai a zoomare e riprendere l’asta che si muoveva nella micina come uno stantuffo, il buchino dell’ano che occhieggiava poco sotto.
Presto i gemiti di entrambi riempirono di nuovo la stanza. Io cambiavo inquadratura in base alla sensazione del momento, riprendendo le loro bocche unite, la faccia di lei stravolta da un ulteriore orgasmo, la bocca di lui sul capezzolo, il movimento frenetico delle anche, le braccia e le gambe di lei che lo stringevano forte quando lui godette nuovamente riempiendole ancora l’utero.

Stanchi ma non paghi restarono abbracciati sussurrandosi parole dolci, come se io non esistessi. Ripresi anche quelle. Stavo diventando esperto nel riprendere le loro sfumature, le loro emozioni, i piccoli gesti che si scambiavano. Devo ammettere che mi sentivo coinvolto emotivamente e fisicamente. La sensazione al basso ventre si era fatta pressante e meditavo di passare veramente a trovare Anna non appena finito.

- Ancora? Così presto? –

La voce stupita di Elisabetta mi distolse dai miei pensieri. Si era accorta che Cristiano era di nuovo in erezione. Probabile che la novità influisse su di lui.

Lo vidi scivolare tra le gambe della moglie, succhiarle il clitoride, usare le dita su di lei, ed Eli si contorse gemendo per il nuovo piacere che la invadeva. La leccò a lungo fregandosene dei loro umori mescolati insieme e quando Eli sembrava pronta per un nuovo orgasmo la fece girare bocconi affondando ancora il viso tra le natiche. Ripresi il volto trasfigurato dal piacere di lei, la sommità della testa di lui che sporgeva tra quelle colline di carne, i rumori che facevano.

- Fammi ora, fammi dove vuoi ma fammi ora. –

Eli anelava la penetrazione, la lingua di Cristiano la stava portando oltre ogni limite. Lui si erse incombendo sopra di lei, puntò il pene e si lasciò andare di peso.

- Oooohhhhhhhhhh –

Gli occhi chiusi, la bocca spalancata, Eli emise un gemito più forte degli altri, il suo volto inquadrato in un primissimo piano era di un erotismo sconvolgente per me. Le girai intorno per riprendere i due sessi uniti e mi accorsi che Cristiano l’aveva penetrata dietro, affondato fino alla radice in lei scuoteva le anche lentamente. La micina spalancata trasudava umori; apparvero le dita di Eli protese in una masturbazione veloce mentre la sua voce lo incitava a muoversi di più, che la stava aprendo in due, che le piaceva, di fare più forte.

Tornai a inquadrare le loro facce: accasciati sulle coperte: le loro teste erano vicinissime, la lingua di lui nell’orecchio di lei, lei che girava la testa protendendo la lingua per baciarlo.
Infine lui la tirò su in ginocchio, la prese per le anche e si mosse con forza avanti e indietro.

Stavo per tornare dietro loro per riprendere la furibonda cavalcata quando la voce arrochita di Eli mi bloccò sul posto:

- Amore, posso? –

Nell’oculare vidi Cristiano guardare prima me e poi dirle qualcosa all’orecchio. Gli occhi eccitati di Eli mi fissarono, la sua mano si protese verso di me:

- Avvicinati Adolfo, ti dobbiamo ringraziare per quello che stai facendo per noi –

Come un automa feci un passo avanti arrivando a portata della sua mano che, lesta, slacciò la cintura e calò la zip intrufolandosi tra le mie gambe. Me lo tirò fuori con qualche difficoltà tanto era teso e i jeans attillati ma appena lo ebbe a disposizione lo prese tra le labbra con un mugolio contento.
Mancò poco godessi in quell’istante. Troppo forti le emozioni vissute fino a quel momento, troppa l’eccitazione nel vederli fare l’amore, troppo morbida la sua bocca, troppo dolce il tocco della sua lingua. Sobbalzai perdendo l’inquadratura e mi sbrigai a sistemarla. Fu questo che mi salvò dal riempirle la bocca all’istante. Ripreso il controllo delle mie emozioni mi godetti il tocco vellutato delle sue labbra inquadrando alternativamente la sua bocca piena di me, gli occhi chiusi, le guance incavate, il pene di Cristiano che come uno stantuffo scorreva tra le sue natiche.

Guardai lui negli occhi e lo vidi eccitato. Mi strizzò l’occhio e prese a colpire più forte, più veloce. Persi ogni timore nel vederlo eccitato dal fatto che sua moglie mi tenesse in bocca mentre lui l’inculava con forza. Era tutta la situazione ad essere particolare, ma ci avrei pensato dopo; in quel momento sentivo avvicinarsi l’orgasmo. La avvertii e lei, con libidine, si puntò l’uccello in faccia segandolo velocemente finché non esplosi rantolando. Riuscii non so come a mantenere l’inquadratura (anche se mossa), a riprendere i miei schizzi che le colpivano la faccia, le centravano la bocca aperta, la sua lingua che saettava fuori a lambirmi la cappella prima che le sue labbra si chiudessero ancora intorno ad essa dandomi un ulteriore brivido di piacere. Quando mi lasciò andare, quando non avevo più nulla da darle, alzò lo sguardo verso di me, la faccia impiastricciata di sperma, la bocca spalancata in un sorriso prima di fare una smorfia mentre era lei a godere sotto i colpi di lui che a sua volta mugolava riempiendole l’ano.

Furono momenti brevi ma che mi parvero durare anni. Mi staccai da loro allontanandomi di un passo, riprendendoli di tre quarti mentre il loro orgasmo si completava e lui si accasciava sopra di lei senza forze.

Spensi la videocamera e mi recai in bagno a lavarmi. Dovetti sciacquarmi più volte la faccia per riprendermi ripensando incredulo a ciò che era appena successo. Ero contento ma temevo il momento in cui sarei rientrato nella stanza, in cui a bocce ferme avrebbero realizzato quel che era accaduto. Timore infondato il mio perché li ritrovai abbracciati e sorridenti salutandomi festosamente.
La serata si concluse con un brindisi a tre. Dissi loro che, se volevano potevo tagliare l’ultima parte, quella dove c’ero io, per non far vedere ai loro amici quelle scene. Mi risposero che no, andava bene così, che anzi erano contenti di mostrare le loro “prodezze”.

Tornai a casa in uno stato d’animo tra il felice e l’inquieto, ma oramai era fatta, e, in fondo, sembrava andare tutto bene.
Pochi giorni dopo ci ritrovammo per il solito ape tutti e quattro insieme. Approfittando del ritardo di Anna mi dissero che i loro amici erano stati entusiasti del video e che, anzi, avrebbero voluto farne uno anche loro, magari tutti e quattro assieme…….cinque con me.

L’arrivo di Anna mi salvò dal rispondere subito. La proposta mi aveva eccitato e, nel contempo, mi sentivo in colpa verso la povera Anna ignara di tutto questo. Dovetti fingere spensieratezza quella sera, perché il pensiero mi andava sempre lì, e Cristiano ed Eli parevano intuirlo guardandomi maliziosamente ad ogni occasione.

Quella notte scopai Anna come forse mai avevo fatto, con sua grande sorpresa e piacere.