Questo racconto mi è stato richiesto da un lettore che mi ha fornito buona parte delle idee e della storia, io ho solo romanzato ed appesantito nei gesti e nel linguaggio ma il fondo ed anche di più sono veri.
Mi chiamo Ermanno, sono sposato e vorrei essere cuck ma mia moglie è ben lontana dal prendere in considerazione questa cosa. Nel corso degli anni l’ardore iniziale si è placato e le occasioni per fare sesso, sono rade e nemmeno con grande soddisfazione anche per questi miei desideri. Credo sia lo stesso anche per lei e penso che ogni tanto, soprattutto quando esce il venerdì sera con le colleghe del lavoro per andare a ballare, si conceda delle “distrazioni”.
Per tutto il resto è una donna fantastica ci vogliamo bene ci facciamo compagnia, siamo complici ma il sesso no, proprio non esiste quasi più fra noi.
Ho trasferito il mio desiderio di vederla scopare con uno o più uomini su di me che ora desidero essere uno schiavo nelle mani di una o più donne e, spinto da questo impulso, ho cominciato a setacciare il web. Nel corso di un paio di anni ho fatto di me un mix di cuck procurandomi una gabbietta ed usandola per andare in giro mortificandomi insieme ad una serie di cunei anali sempre più grandi.
L’ultimo acquisto è un pistolone di colore con un motorino che fa andare avanti ed indietro il corpo, il tutto vibrando e pure scaldandosi comandato con un telecomando e ricaricabile via usb. Quando ne ho occasione e sono solo in casa, mi vesto come una zoccola con autoreggenti e tacco 12 indossando la gabbietta e facendomi trapanare da quel cazzone nero dotato di ventosa, il tutto pensando a mia moglie che in discoteca si fa rimorchiare e poi si apparta in auto e scopa selvaggiamente con ragazzi più giovani. L’apice lo raggiungo se la immagino in mezzo a dei ragazzi di colore che si strusciano addosso a lei con cazzi sovradimensionati e lei che li incoraggia con movimenti lascivi per terminare in un van dai vetri oscurati nel parcheggio della discoteca a farsi riempire in tutti i buchi. Ah, come vorrei che un venerdì notte rientrasse grondante sborra e mi costringesse a ripulirla tutta!
Durante queste fantasie a volte capita se è un po’ che non sborro di venire nella gabbietta senza toccarmi.
Ma ancora non mi basta adesso vorrei essere io la troia preso con degli strap-on ed usato da una o più donne che mi facciano di tutto.
Di tutto intendo ovviamente penetrarmi, calpestarmi con i tacchi, sculacciarmi e frustarmi e, per finire quando sono sazie, pisciarmi addosso.
Navigando per siti specializzati in queste cose ho ovviamente trovato film che fanno ciò che mi piace (anche se non ce ne sono molti in giro) ma ho anche trovato un forum a cui mi sono iscritto.
Navigando nel forum ho trovato Gianniculorotto un nick che raccontava che lui, uomo di circa 40 anni (più o meno la mia età) era andato a fare una visita dermatologica per un neo comparso da poco. Aveva trovato posto velocemente solo presso una dermatologa molto esperta, sui 60 anni. Aveva dovuto tornare alcune volte entrando in confidenza e le aveva fatto anche vedere una irritazione al glande. Lei, indossando i guanti in lattice, lo aveva preso in mano e scappellato guardando poi con uno strumento tutto il membro. Lui si era eccitato e, soffrendo di eiaculazione precoce, era venuto.
Ovviamente non finiva più di scusarsi e, dopo essersi ripulito era uscito notando però un mezzo sorriso sul volto della donna.
Aveva dovuto tornare ancora diverse volte per il neo, la dottoressa gli aveva dato anche una cura per la malattia venerea che era regredita. Ogni volta, più o meno ogni 15 giorni, che tornava per il trattamento, l’appuntamento era sempre l’ultimo e la dottoressa gli controllava anche il cazzo. Ormai lo aveva capito, per evitare di venirle in mano si masturbava un paio di volte prima di andare alla visita e l’incidente non era più capitato anche se ogni volta lo scappellamento gli provocava un’erezione.
Ormai in confidenza con la dottoressa si era sentito chiedere come mai un uomo di 40 anni si eccitasse con una donna della sua età e lui, senza più trattenersi, aveva raccontato delle sue pulsioni.
La volta successiva al termine della visita, la dottoressa gli aveva detto di spogliarsi completamente e mentre lui lo stava facendo aveva estratto un sacchetto da un armadietto.
Lui nudo con il cazzo dritto la guardò incuriosito e dal sacchetto uscirono un cuneo anale, un fallo di gomma ed una gabbietta per cuck.
La dottoressa Daniela (nome di fantasia) gli aveva detto: “Mettiti a 90° appoggiato al lettino”
Lui aveva obbedito incredulo di quello che gli stava succedendo.
La dottoressa aveva estratto da un cassetto del gel, lo aveva spalmato abbondantemente sul suo ano e poi sul cuneo e lo aveva infilato senza eccessivo sforzo nel suo buchetto posteriore quindi, piegandosi su di lui gli aveva chiesto
D: “il tuo culo dice che ti piace così come il tuo cazzo, continuo o vuoi rivestirti ed andare via?”
Giovanni stava in paradiso e rispose: “Dottoressa faccia tutto ciò che vuole”.
Daniela gli mise il fallo finto davanti alla bocca e gli ordinò
D. “fammi vedere quanto sei bravo a fare i pompini”
Giovanni, che con i falli che aveva in casa di esperienza ne aveva parecchia, aveva iniziato a leccarlo dalla base dove c’erano due grossi testicoli sopra la ventosa per assicurarlo a superfici lisce, ed era risalito fino a leccarne la cappella e quindi ad inghiottirla.
D. “prendilo tutto” aveva detto Daniela spingendo sulla testa facendogli entrare il cazzo fino in gola tanto da soffocarlo senza allentare la presa.
Quando Giovanni stava per svenire Daniela aveva allentato la pressione ed estratto di colpo il cuneo dal suo culo quindi preso il cazzone ben più grande del cuneo, lo aveva fatto puntare al bucone bene aperto.
Con un colpo secco la cappella era entrata strappandogli un versolino di dolore. A casa ne aveva anche di più grossi ma se li era sempre infilati gradualmente ed abbondando con il gel.
D. “fammi sentire la tua voce da frocetto con il culo rotto, dimmelo che ti piace” gli aveva sussurrato nell’orecchio mentre faceva entrare sempre di più il cazzone nel suo culo raggiungendo il fondo.
G. “si mi piace, sfondami per bene”.
Daniela smise immediatamente.
D. “ricordati che sei qui per il mio piacere, non per il tuo, schiavo. Adesso togliti il cazzo dal culo, infilaci il cuneo e non toglierlo. Stasera alle 22 presentati al parco della vittoria 15 con il cuneo nel culo ed indossando la gabbietta (che gli porse). E’ una villa suona e quando ti verrà chiesto rispondi che sei lo schiavo numero 3”.
Gianni si rivestì e tronò a casa. Non vedeva l’ora di scoprire cosa sarebbe successo.
Gianniculorotto non aveva scritto più nulla ed io ero curioso di sapere cosa aveva fatto per immedesimarmi in lui. Così decisi di mandargli un messaggio privato sul forum e lui mi rispose.
Mi raccontò tutto quello che era successo poi. Abitava in una città vicina a soli 30 minuti e ci vedemmo a metà strada per scambiarci dal vivo opinioni e consigli anziché via chat.
Entrammo in confidenza e gli confessai che lo invidiavo terribilmente e che avrei voluto essere al suo posto, la sua risposta fu che forse poteva fare qualcosa per me se ero veramente deciso a provare quel tipo di esperienza. Gli dissi che ero disposto ad accettare tutto quello che avevano fatto a lui e che aveva raccontato ed anche di più. Ci lasciammo con l’accordo che avrebbe provato a parlare con la dottoressa per capire se volesse un altro schiavo.
Mi contattò dopo una settimana e mi disse che se avessi voluto quello che avevo chiesto avrei dovuto prendere appuntamento con la dottoressa per una visita. Telefonai il giorno stesso per l’appuntamento che sarebbe stato dopo 15 giorni. Chiamai Gianni per ingraziarlo, una vista dermatologica poi mi serviva dato che era un paio di anni che non la facevo.
Durante la telefonata Gianni mi disse
G. “perché ti riconosca e tu abbia chances di convincerla, dovrai essere il più sottomesso possibile. Se non la hai procurati una gabbietta da cuck ed un cuneo anale, più grosso è meglio è e mettiteli per andare alla visita, vedrai che la dottoressa apprezzerà”
Lo ringraziai ulteriormente e passai direttamente da un sexy shop nel viaggio di ritorno a casa recuperando un tris di tappi anali di diverse dimensioni. Avrei provato ad indossarli tenendo per la vista quello dei 3 più grande che fossi riuscito a sopportare.
I 15 giorni furono un supplizio, cercare di isolarmi per simulare la sensazione e masturbarmi furiosamente senza farmi beccare da mia moglie fu molto impegnativo ma finalmente venne il giorno. Dissi a mia moglie che uscito dall’ufficio sarei andato a farmi visitare, che un amico mi aveva suggerito una dermatologa molto brava che però riceveva solo nella città vicina e di non aspettarmi per cena. Era venerdì e lei sarebbe andata a mangiare una pizza e quindi in discoteca con le colleghe.
Avevo appuntamento per le 19, il mio culo sopportava agevolmente il cuneo intermedio da 3,2cm di diametro massimo mentre quello più grande non riuscivo proprio ad infilarlo. Prima di uscire dall’ufficio andai in bagno ed indossai la gabbietta e mi infilai, con una buona dose di gel, il cuneo nel culo. Mi sentivo strano ed eccitato cosa avrebbe riservato la serata?



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Aspetto il seguito :)
Aspettiamo il seguito o i seguiti. Non farci aspettare troppo
letti tutti 3 tutti d'un fiato. Si leggono bene, la mente viaggia e la mano... pure!
Bello, aspetto il seguito