Vorrei che la mia rosa rossa
Avesse odor di te
Di te che ci sei stato
Di te che mi hai avuto
Di te che sei venuto
Così dentro di me
Voglio il tuo marchio a fuoco
Di te nelle mie carni
Di te che sai spogliarmi
Della mia ingenuità
Voglio tu sia il pestello
Dentro al mio mortaio
Il tappo del mio acquaio’
Chiudimi la bocca e il resto
Chiudili … con quel tuo arnese’
Le mie non son pretese
Ma vere necessità!
Voglio per ogni giorno
Avere il tuo sapore
Provare il tuo calore’.
‘.e non mi toglierai di torno
se non mi dirai di sì!



Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie