Il passato che ritorna…questo ho pensato quando questa estate in un ristorante della riviera adriatica mi sono trovato servito da un cameriere nero la cui fisionomia ha risvegliato il solito “deja vu”. Me lo sono studiato cercando di ricordare se lo conoscessi e dato che mia moglie se n’era fatti parecchi di neri specialmente quando si faceva portare in vacanza in africa, come ho già raccontato, l’ho subito collegato a quei tempi. E infatti l’ho inquadrato restando sorpreso e anche per lui dovevo essere una faccia nota perchè dopo un rapido scambio di battute ci confermammo reciprocamente il riconoscimento con qualche imbarazzo e decidemmo di incontrarci poi fuori per bere qualche cosa insieme e rivangare i nostri ricordi.
Come ho già raccontato dopo le brutte esperienze avute andando alla ventura la zozza, memore delle violenze subite, per mia fortuna, era diventata più prudente, ma visto che smaniava sempre per beccarsi cazzoni neri in tutti i buchi di nascosto dal pappone aveva chiesto consiglio all’operaio nero colla mazza enorme amico del pappone che se la montava spesso. Il porco ridendo le aveva dato la referenza di un parente che lavorava in un resort in Tunisia assicurandole che aveva una stanga da cavallo e l’avrebbe fottuta per bene dato che non era la prima bianca a cui faceva la festa. Così mi toccò portarla in quell’hotel dove la troia contava di sfogare le sue sconce voglie di cazzi neri (come se le mancasse la mazza a casa) ma la fava nera la faceva sempre sbrodolare di voglia e le vacanze erano perciò dedicate a trovarne di molto grosse e toste da svuotare a piacere e senza farsi sfruttare dal pappone.
Arrivati chiedemmo del contatto e lui si presentò dicendoci che aveva avuto già l’informazione dal suo parente in Italia e si mise a disposizione per “ogni servizio” e per far capire subito cosa intendeva impugnò, attraverso il pareo che la copriva appena, la patacca della mia vacca che senza vergogna già si leccava le labbra vogliosa dicendoci:”… mio cugino che ti monta in Italia mi ha già detto dei vostri gusti… stai tranquilla che qui trovati mazza quanta ne vuoi…” e sfoderando il suo cazzone lo mostrò con orgoglio insistendo:”…e se non ti basta questa fava ho altri amici che ne hanno di uguali e tutti pronti a fottere le puttane bianche che vengono in vacanza… di solito sono single o si fanno chiavare di nascosto dei mariti… questa è la prima volta che mi capita uno che invece vuole partecipare… tu sei recchione?..”. Io per non complicare la situazione gli risposi:”… no a me piace la figa… però se lei me lo chiede e permette guardo… spero che qui ci sia per me qualche puttana da montare mentre mia moglie si gode i vostri manici…” Il nero si offrì subito di procurarmela:”… non c’è problema per trovare da fottere… te ne mando una giovane con cui puoi divertirti a volontà… stasera potete testare tutti e 2 la nostra accoglienza e vedere se tutto è di vostro gradimento…”
Così dopo cena rientrati in camera ci trovammo il nero nudo e a cazzo duro insieme a una ragazza anche lei nuda che si sgrillettava la figa sugandogli la cappella per intostarlo. Mia moglie leccandosi le labbra di voglia alla vista del grosso cazzone nero mi ordinò:”… dai coglione! vaffanculo con la tua bocchinara mentre io mi faccio fottere e non rientrare prima di un paio d’ore che ho fame di mazza nera su per i buchi…” Io mi portai via la puttanella lasciandola sola col nero.
Ora il caso me l’aveva fatto rincontrare in Italia e la sera ci vedemmo per una chiacchierata tra amici. Amici di porcate dato che il nero si era strafottuto mia moglie per 3 settimane e io nel frattempo avevo usato tutti i buchi di sua sorella. Infatti lui mi confermò che la ragazza che mi aveva messo a disposizione durante quella vacanza era proprio la sorella. Alla mia faccia meravigliata mi confessò ridendo che proprio lui l’aveva sverginata per bene e addestrata a fare la puttana con in bianchi in vacanza a cui la metteva a disposizione per soldi. Insomma faceva il pappone della sorella e dividevano i guadagni oltre a divertirsi. Io mi ero goduto parecchio la ragazza e quella fu una delle poche volte che ricordo con piacere per non aver subito violenze e umiliazioni e aver potuto fottere a volontà anche io e anche sfogarmi su mia moglie all’insaputa del suo pappone aggiungendo le mie alle multiple sborrate che le ficcavano in corpo i neri che la montavano. Infatti quel nero non era stato il solo a trombarsi la mia troia ma data la sua fame di mazza insaziabile aveva fatto partecipare anche altri alla festa. Tutti amici con grossi cazzi del personale del posto che era composto da una ventina di maschi tra neri e arabi. Lui mi confermò che tutti avevano approfittato abbondantemente della zoccola viziosa appena saputo che fotteva senza problemi con chiunque avesse una gran mazza.
Ricordo che mia moglie mi ordinò allora di togliermi dalle palle e al mattino io me ne andavo con la mia puttana e ci appartavamo su spiagge isolate dove la trombavo a volontà e tra pompini chiavate e inculate passavo la giornata rientrando solo alla sera quando spesso incrociavo i neri che riuscivano dalla nostra stanza dove avevano scaricato i coglioni in tutti i buchi della depravata che trovavo soddisfatta e sfinita dopo le sfondate di quei cazzoni neri. Per rispondere alla mia curiosità la zozza sfottendomi si metteva a pecora e aprendosi le chiappe e la fregna colle mani mi offriva i buchi spalancati e arrossati dal pompaggio subito che spurgavano rivoli schifosi di sborra collosa che traboccava dalle sue viscere stracolme sfottendomi e insultandomi come cornuto recchione e coglione mezza-sega mi informava di quanti cazzi e sborra s’era digerita con mio grande scorno e arrapamento.
Lo ricordai al nero che mi confermò che c’erano altri amici che a turno le scaricavano i coglioni in panza dato che lui aveva visto subito che quella era una porcona ninfomane ma non me l’ aveva detto all’ epoca per paura che non fossi d’accordo sul far fottere la vacca da altri. Io gli risposi che invece ne sarei stato orgoglioso e soddisfatto anche perché trovavo la troia così arrapata che per umiliarmi mi invitava a ficcarle anche il mio cazzo in panza per sguazzare nella sborra che la colmava e io non mi facevo pregare per infiocinarle i buchi sfondati alternando botte dure in fregna e in culo. La sorca della maiala era tanto scivolosa che a ogni affondo le arrivavo nell’ utero facendone schizzare fuori spruzzi di sborra e libidine. Nel suo buco del culo sgarrato i miei affondi furiosi mi facevano sprofondare fino a sbatterle i coglioni tra le chiappe facendola scorreggiare come una chiavica intasata e più le rovistavo le budella più la maiala godeva insultandomi:”… forza recchione… più forte con quel grissino… neanche lo sento dopo le mazze equine dei neri… la nera ti ha svuotato le tue palle da frocio gran cornuto… dai cazzo moscio dai pompa… forza merdoso guardone… fammi spurgare stronzo…” Allora per saziare la pervertita la fistavo di brutto e con la mano a pugno le forzavo la sorca e lo sfintere ficcandole in panza le braccia fino ai gomiti godendomi i suoi lamenti e rutti e gli strilli soffocati fino a quando scalciando impazzita di foia bestiale la porca scaricava godute oscene sbattendosi come invasata. Il nero mi confermò che anche loro le facevano subite stirate di buchi tremende ma invece che con le mani preferivano sgarrarla con 2 cazzi insieme e mi raccontò che erano stupiti di quanto quella troia bianca fosse spalancata e capace di stirate estreme.
Dato che l’ultima settimana io ero dovuto rientrare per lavoro e avevo lasciato mia moglie sola volevo sapere quanto ne avessero approfittato e lui ammise senza problema che in mia assenza in pratica avevano raddoppiato le monte. Infatti se nei primi giorni ci erano andati piano poi scoprendo quanto fosse porca e troia avevano aumentato sia le trombate che il numero dei montoni e con la sua complicità nell’ ultima settimana erano una più di una dozzina i neri a sbattersi la mia vacca a turno.
Chiesi dettagli anche se la storia la immaginavo bene e non mi stupiva e lui mi raccontò che all’ inizio se la fotteva lui da solo. Al mattino per colazione la ingozzava con un pompino con ingoio. Poi dopo pranzo passava a chiavarla e alla sera la inculava con calma aspettando il mio rientro. Ma visto che gli altri sapendo delle sue trombate volevano partecipare alla festa lui, anche per soddisfare la troia sempre affamata, glieli aveva presentati a così la zoccola era passata da 3 sborrate al giorno a 4 ,5 e oltre. Quando poi ero partito potevano fottersela giorno e notte con calma e con tutti quei neri e arabi a disposizione in pratica passava tutto il tempo imbottita di mazze nere in ogni buco.
L’ amico nero mi confessò che per lui era stato un sollievo che mia moglie fosse disposta e vogliosa di fare porcate anche con tutti gli altri perché non poteva sostenere quel ritmo di 3 sborrate al giorno con una tale troia sempre arrapata e poi prendendo soldi dagli amici ci guadagnava pure. Così montandola a turno erano tutti soddisfatti e anche la porca ninfomane che li svuotava a turno. Io sapevo bene che mia moglie era capace di fottere per ore godendo da vera maiala e a volte rientrando la sera avevo incrociato 2 montoni che uscivano stanchi e li avevo anche pagati come mi aveva ordinato la zozza che ci godeva a umiliarmi:”…stronzo quando incontri i miei mandrilli dagli una bella mancia… se la sudano quei gran cazzi… ti assicuro che mi sfondano come tori in calore ogni volta… e in due mi svangano in panza come furie… vieni a leccarmi i buchi e assapora la sborra di veri montoni… te ne ricago in bocca quanta me vuoi frocio di merda… mica quegli schizzetti da finocchio che fai tu… questi quando sborrano mi ficcano in corpo sugo di palle a sazietà…” e per confermarmelo mi mostrava sfottente le scolate collose che spurgava oscenamente da ogni buco.
Quindi, pur immaginando la storia, io chiesi curioso al nero cosa le avevano fatto in dettaglio alla mia partenza. L’amico ormai era lanciato e ridendo delle mie corna ramificate mi confermò che con tutti quei maschi infoiati era un via vai continuo e che praticamente non la lasciavano riprendere fiato che per mangiare o svuotarsi la panza stracolma:”… amico mio non ti puoi immaginare come tutto il personale impazziva per tua moglie… erano tutti arrapati come mandrilli… anche quelli di noi che avevano avuto già l’occasione di fottere turiste mai avevano montato delle ninfomani assatanate come la tua vacca… era una cosa inimmaginabile potersi trombare a sazietà una tale zoccola depravata… e la porca ci godeva ad infoiarli come tori in calore… si scosciava al massimo allargandosi la figa o in ginocchio si apriva le chiappe e pompava col buco del culo… roba da far intostare anche un frocio impotente… e poi le oscenità che diceva per invitarli a montarsela… una vera maiala da bordello… sconce e viziose come lei non ne avevamo mai viste…”
Seduti insieme dovevamo sembrare vecchi amici che parlano di calcio mentre invece ascoltavo interessato il racconto osceno che mi faceva il nero che per giorni si era sbattuta mia moglie in tutti i modi con amici e parenti. La fama di porcona affamata di mazza nera di mia moglie si era sparsa tanto che il nostro amico non riusciva più a tenerli a bada e mi confermò:”… si era un bordello continuo sia col mio permesso che senza… tanto la gran vacca non diceva mai di no e bastava che le sfoderassero davanti un grosso manico nero che se lo faceva buttare in panza senza problemi… ne avevamo viste altre di zoccole bianche che volevano farsi a farsi fottere ma non avevamo mai trovato una porcona così arrapata e insaziabile… tanto che si faceva anche 4 o 5 chiavate al giorno e non era mai sazia di sborra… mai vista una troia simile capace di fottere per ore sane…”
Io che la purtroppo la conoscevo a fondo gli confermai:”… non mi stupisce perchè le trombate quotidiane per mia moglie erano parecchie… oltre alle 6 o 7 che le somministravano di solito i clienti puttanieri ogni giorno a pagamento la sera poi si godeva le quelle dei suoi amici e del pappone che la sbudellavano a fondo pompandosela a turno o insieme per ore… anzi mi meraviglio che se ne facesse solo 4 o 5 dato che era venuta proprio per farsi un’ abbuffata di mazze nere e sborra facendosi sfondare a sazietà…”
Allora il nero mi confessò sollevato:”… si ma non ti ho detto tutto… l’ ultimi giorni quando tu eri dovuto partire la zozza si è veramente scatenata anche perché tutto il personale sapendo che era sola la voleva fottere… c’era la fila davanti alla camera e litigavano pure per i turni quegli arrapati… ma se li sentiva discutere era capace di farli entrare anche a 3 o 4 alla volta e non puoi immaginare quanto te la sfondavano in ogni buco quei cazzoni… e più la imbottivano di mazza nera più ne voleva la maiala… svuotava palle in serie… gliene ficcavano tanta di sborra in corpo che pisciava come una chiavica intasata…”
Io eccitato lo spinsi a raccontarmi e lui non si fece pregare:”… certo che un cornuto contento come te non l’ho mai visto… qualche altra bianca l’abbiamo montato davanti ai mariti ma erano sempre storie… – non gli fate questo – … – non fate cosi… – piano che è troppo grosso… – non me la sborrate in figa… – così le fate male… – niente inculate… non troppo a fondo… – me la strozzate così…- insomma sempre problemi mentre con tua moglie non c’erano limiti e più gliene facevamo poi ne voleva e ne chiedeva la gran maiala… una vera troia da monta zozza e depravata come nessun’altra… e scusami se la chiamo cosi ma lo sai anche tu di sicuro quanto era pervertita e porca… una vera scrofa mai vista… ma ti assicuro che te l’abbiamo strafottuta in ogni modo e in ogni buco fino a saziarla…”
Io glielo confermai:” … si quando è rientrata infatti era sfinita e è dovuta stare a riposo un paio di giorni curandosi i buchi doloranti prima di rimettersi al suo lavoro da puttana tanto era stanca e sfondata… lo avevo capito che dovevate averle sturato i buchi fino a sfinirla anche se non mi aveva voluto raccontare bene tutto perché la viziosa ci godeva a farmi le corna senza farmi assistere ben sapendo che per me era un supplizio non poter vedere le sue porcate e sconce perversioni…”
Lui mi guardava un po stupito ma io ero curioso di sapere altri dettagli e chiesi:”… ma in dettaglio cosa le avete fatto?… una settimana sono parecchie trombate se non sbaglio…” E lui un po’ incerto mi confermò:”… si ma non solo trombate… ti assicuro che quella camera era un vero bordello continuo… penso che i buchi di tua moglie non siano stati vuoti che qualche minuto al giorno quella settimana… neanche il tempo di cagare e pisciate le davano ti assicuro… e poi uno spreco di banane e panna mai vista…”
Incuriosito chiesi come mai. Lui mi spiegò senza problema:”…purtroppo tutto quel traffico era stato anche scoperto dal vecchio padrone che era un vizioso con un cazzo enorme e nonostante l’età fotteva di brutto… ci metteva parecchio per armare ma tua moglie era la regina del pompino e glielo intostava come ferro… si gustava ogni sera il suo gran manico nodoso… siccome di giorno lavorava e non poteva andare a chiavarsela a sera saliva anche lui a fottersela e mentre lei lo spompinava le ficcava nei buchi le banane una dopo l’altra fino a riempirle i condotti… poi il vecchio porco se la trombava mettendola scosciata gambe all’aria ribaltate e tenendole spalancate le cosce lasciava un buco libero per quelli che volevano infiocinarglielo… c’era sempre la fila perché la voce si era sparsa e tutti quei mandrilli arrapati andavano a turno a scaricarsi i coglioni in panza alla tua maiala… era uno spettacolo incredibile vedere come le ficcavano i cazzi in corpo e gli schizzi di banana che lei sparava fuori dai buchi spalancati sotto le botte furiose che le davano in panza… i più porci godevano anche a leccare quella purea che riusciva fuori sotto il pompaggio furioso che le davano… il vecchio porco si godeva il doppio infilaggio e i più intostati riuscivano anche a sfondarle il buco del culo ficcandoci il loro nerbo in tiro insieme all’enorme manico del vecchio che l’inculava… e gli strilli della zoccola sbudellata li strozzavamo ficcandole in bocca cazzi da sugare… ogni tanto la stappavamo e dalla rondella tua moglie sparava fuori la roba che le intasava le budella cagando stronzi di banana e sborra merdosa… il vecchio e altri si leccavano di gusto quella purea viscida e la ficcavano in bocca alla scrofa che ingoiava estasiata e si leccava anche la sborra che le scolava dalla sorca e dalla faccia… poi ricominciava a farsi spaccare chiappe e fregna da tutti quei cazzoni tosti… a quell’ epoca ero giovane e ti ricordi che avevo una stanga bella grossa e purtroppo per le tue corna ti confesso che ero tra quelli che le imbottiva le chiappe in doppio ogni sera… mai vista una porcona così sgarrata e zoccola… si faceva fare qualunque porcata e anzi ne chiedeva di più sconce… non aveva paura di niente e più avevano le mazze enormi più se le beccava di gusto… tutti i cazzi più grossi se la inculavano per ore e ci davamo il turno… e non era mai stanca la maiala… prima delle 3 o 4 di notte non finivamo di montarcela e t’assicuro che dovevamo sempre tenerle un cazzo in gola per non far sentire i suoi strilli… quando ci eravamo svuotati i coglioni la lasciavamo riposare qualche ora ma poi la monta riprendeva con quelli del turno di mattina… come t’ho detto non aveva neanche il tempo di mangiare e cagare durante quei giorni… tanto era cosi sazia di sborra che non aveva neanche fame perché era gonfia di sugo di palle… te l’ abbiamo sbudellata in ogni modo fino a sfiancarle la fregna e sgarrarle le chiappe come una fogna… sarà tornata a casa finalmente sazia di mazza nera e sborra la tua vaccona…”
Io glielo confermai soddisfatto:”…si avete fatto un buon lavoro e la zozza ci godeva a dirmi quanto l’ avevate trombata ma ti ringrazio dei dettagli che la perversa non mi aveva raccontato per farmi incazzare… ma li avevo immaginati perché la troia era dovuta restare qualche giorno a riposo prima di poter ricominciare a ricevere i puttanieri e soprattutto a farsi sbudellare dai suoi vecchi amici porci e da suo montone cazzuto…”.
“…amico mio di corna te ne deve avere fatto portare un carretto quella gran porcona depravata di tua moglie… ma tu mi sei sempre parso contento e soddisfatto e questo per noi era veramente strano dato la nostra cultura ma tua moglie ci ha tolto ogni freno e ridotti a veri mandrilli scatenati… però 3 giorni prima della partenza tua moglie aveva stoppato quella serie di trombate continue per il ciclo e per 2 giorni non aveva chiavato facendo soltanto seghe o pompini… informati della sua partenza tutti volevano sfogarsi a fottersela tanto che dopo aver litigato ci mettemmo d’accordo per montarcela tutti insieme… eravamo tutti arrapati e vogliosi di farle il mazzo come e più di quello che già gli avevamo fatto… così la sera prima ci radunammo dopo il lavoro nella vostra camera… eravamo quasi tutto il personale salvo pochi che non potevano per servizio ma se l’erano strafottuta durante il giorno lasciando alla dozzina di noi il piacere di sgarrarla a fondo montandola tutta la notte… il vecchio padrone porco prese il comando mentre la gran puttana sbocchinava i cazzi in tiro andando dall’uno all’altro sugandoci tutti a turno per intostarci e ci spiegò quello che voleva far subire alla tua maiala… così noi ce la mettemmo in mezzo e la infilavamo 3 alla volta culo figa e bocca ma anche se la pompavamo come assatanati senza sosta dandoci il cambio non la sborravamo… la tua troia affamata di sborra ci insultava incazzata:”…ma che avete stronzi… basta fottermi solo… sborratemi a fondo… riempitemi la panza col sugo dei vostri coglioni neri… ho voglia di scariche che mi debbono traboccare dai buchi… che aspettate bastardi…” Ma noi c’eravamo accordati e quando non potevamo più trattenere la venuta la sfilavamo dei nostri manici tosti e ci scaricavamo in una grande coppa che fu presto colma di sperma denso. Allora la troia capì le nostre intenzioni oscene e infatti noi tappandole il naso le offrimmo da ingoiare quella purea vischiosa e densa obbligandola a mandare giù a boccate quel mezzo litro di sborra. La scrofa – mi raccontò il nero eccitato al solo ricordo – “…non solo se la scolò in gola gustandosela ma lecco con cura anche tutti i cazzoni neri grondanti tra la nostra ammirazione arrapata e alla fine ruttando sazia ci invitò a montarla finalmente per bene:”…bravi porci… un bel brindisi di sugo di palle alla salute delle vostre nerchie nere e delle corna di quello stronzo di mio marito… forza che i miei buchi hanno ancora fame di mazza tosta… mica sarete spompati come froci… datemi in corpo che vi faccio spurgare anche l’ anima adesso che siete scarichi… dovete sturarmi tutti i buchi fino a farmi schiattare di cazzo nero…” E a forza di pompini e leccate di palle e di buchi di culo ci aveva riarmati tutti e smaniavamo infoiati per rificcargli in panza i nostri pali neri.
“…a quel punto il vecchio porco che comandava l’orgia intervenne ordinando a tua moglie di prepararsi per la sua nerchia e lei obbedì affascinata dall’enorme cazzo nero del vecchio porco tosto e nodoso da paura… Noi aspettavamo segandoci i cazzi intostati e ansiosi di rificcarglieli in panza… la tua troia quando lui si fu accomodato in poltrona girandogli le spalle si passò le mani tra le cosce impugnandogli la stanga e se la passo spennellandosi tra le chiappe già slargate e sbrodolate e da esperta se l’accomodò dritta al buco del culo e poi mugolando si calò in basso impalandosi sul palo insalivato che lentamente vedemmo scomparire su per il retto della vacca che sbavava a denti stretti con guaiti acuti… A noi giovani sembrava impossibile che una femmina anche se troia riuscisse a beccarsi tutto quel nerbo nero su per il culo senza crepare ed eravamo ammirati e impressionati. Quando ne restavano ancora fuori 4 o 5 dita sembrava che non ne potesse pigliare di più nonostante che la maiala sculettando ondeggiasse per aiutare lo sfondamento anale ruotando il culo e dilatandosi le chiappe colle mani. Spingeva a scatti con strilli soffocati sbuffando sudata e il bozzo che le gonfiava la panza fino alle pocce ci indica a che livello era la mazza che le stirava le viscere. Sembrava che non potesse beccarne di più e con un fruscio umido la vacca delusa si rialzò lentamente scosciandosi e sfilandosi dal palo che le riempiva le chiappe ma il vecchio passandole le mani sul petto l’ aggancio alla spalle e se la tirò violentemente in basso dandole contemporaneamente una botta poderosa di reni da sotto in su e tua moglie con uno strillo ricadde seduta con forza sul gran cazzo nodoso che le sprofondò di colpo su per il culo fino alle palle. La troia non potè trattenere un urlo che io sbalordito mi affettai a soffocare mettendole il pugno in bocca.
“…non scorderò mai – amico mio – il suo sguardo sbarrato e i suoi gemiti strozzati mentre pesava sul tronco che le perforava le budella scossa dalle botte feroci che il vecchio porco le sparava sadicamente nel culo sfondato e il lungo rantolo rauco che le sfuggi quando il suo inculatore se la tiro addosso stendendola e la depravata spalancando le cosce ribaltate indietro si allargò la figa offrendocela oscenamente… Il nerbo nero del vecchio era entrato tanto che sembrava le spuntassero due grossi coglioni neri sotto la patacca dilatata di voglia che scolava rivoli di sugo aspettando le nostre mazze in tiro… e noi ci scatenammo infiocinandole la fregna in fila uno dopo l’ altro e infoiati come eravamo bastavano poche pompate per farci sborrare senza freni e le riempimmo la sorca di sborrate a pressione fino a svuotarci le palle… Per soddisfare quella maiala scatenata l’imbottivamo ficcandole a forza le mazze armate a 2 per volta sia in fregna dove la bagascia li prendeva bene scosciandosi al massimo e sia in culo dove quei tronchi neri insieme al nerchione del vecchio porco che le stirava le viscere la sbudellavano ferocemente strappandole strilli che le soffocavano ficcandole 2 cazzi in bocca… Poi circondammo tua moglie restata impalata sul manico del vecchio cominciando a leccarla dappertutto sditalinandole la figa fradicia che scolava sborra come una fontana e dandole i cazzi da spompinare a turno per riarmarci perché mai sazi di una tale porcona volevamo sfinirla di trombate…
Era stata un’orgia scatenata e l’amico nero mi confessò che a un certo punto era dovuto intervenire per calmare un po quegli scatenati per paura che le strappassero la rondella di brutto e il casino poi attirasse problemi. Io che conoscevo bene la dilatazione che potevano raggiungere i buchi di mia moglie abituata alle tremende svangate del suo pappone sentendo della sua preoccupazione ne ridevo e gli spiegai che la gran troia avrebbe potuto beccarsene anche 3 o 4 su per il suo culo sgarrato delle loro stanghe nere.
Lui non voleva crederci ma gli raccontai delle feroci trombate che le davano dicendogli che poteva chiedere conferma al suo cugino che conosceva bene le stirate estreme che subiva da lui e dal pappone quando i due bastardi infoiati le spaccavano il culo con furia fino a farla urlare come una maiala sgozzata.
Lui meravigliato continuò il suo arrapante racconto:”…alla fine eravamo svuotati a forza di sborrare tua moglie e ci godevano le porcate della gran troia che mai sazia ci sfotteva invitandoci a montarla ancora:”…dai porci fottuti… già spompati?… ho ancora voglia di mazza su per i buchi… dai che aspettate e riempirmeli…” E allora tutti cominciarono a ficcarle in fregna quello che c’era banane panna e pezzi di torta e impazziti di libidine si buttavano a mangiare la purea che le traboccava dalla sorca colma di sborra e sugo di figa leccandole la patacca come cani in calore. Il vecchio porco che la teneva impalata da 2 ore alla fine cedette e ordinò agli altri di fargliela pompare e quelli in 4 prendendo la tua vacca per le gambe e le braccia cominciarono a sollevarla e lasciarla ricadere sul nerbo che le stirava le chiappe pompandole le chiappe con un su e giù bestiale fino a quando con un grugnito il vecchio si scarico i coglioni sciacquando nelle budella della porcona già colme di sborra. Lasciandola ricadere lei si sculò violentemente annaffiando di sborra merdosa il vecchio con una enorme scorreggia. Il porco allora ordino tutti di salutarla con un brindisi e presa una bottiglia di spumante la stappò e dopo averla agitata tappandola col dito la pianto con un colpo violento nello sfintere spalancato della troia che lancio un urlo acuto e cadendo in ginocchio sparò una fontana di spumante e robaccia collosa dalle sue viscere strapiene annaffiandoci tutti tanto che alla fine la camera era ridotta come un cesso pubblico con un vero schifo di robaccia impiastrata dappertutto.
Così prima di lasciarci da vecchi amici il nero per salutarmi m’ha detto:”…comunque da cornuto guardone ti deve essere piaciuta quella vacanza ma di sicuro tua moglie se l’è goduta di più da quella gran troia depravata che era… cazzo quanto te l’abbiamo trombata e sborrata tua moglie… l’imbottivamo di mazza e sborra a ripetizione… a quel tempo ero giovane e sempre arrapato e sborravo come un toro… te lo ricordi vero la sera che ti schizzai in faccia…” Io annuii ripensandoci ancora ammirato.
Ero rientrato prima del solito colla mia puttana nera e avevo sorpreso il mio amico che insieme a un altro mandrillo stavano montando mia moglie in piedi di sponda sul divano trattenuta da quello che spompinava mentre lui le pompava in culo a tutta forza. Sorpreso l’aveva sculata di botto e la gran mazza nera raddrizzandosi di colpo aveva sparato uno schizzo incredibile che m’aveva annaffiato a 2 m di distanza. Per un momento eravamo restati sorpresi ma quello che sbocchinava le aveva fatto il pieno e la maiala s’era ingoiata con gusto una sborrata enorme tanta che le era traboccata dalla bocca e la mia puttanella nera s’era leccata la sborra del fratello su di me e le scolate che la scrofa ricacciava a boccate dense. Poi i due ci avevano salutato come niente fosse e rinfoderati i cazzoni svuotati se n’erano andati sottobraccio alla puttana nera ridendo soddisfatti. E quella vacca di mia moglie m’aveva anche sfottuto chinandosi ed aprendomi davanti le chiappe per mostrarmi come era ridotto l’enorme cratere che era il suo sfintere dopo quelle poderose rotte di culo dicendomi:”…guarda recchione… queste stanghe da cavallo mi massacrano i buchi ma godo come una maiala… e hai visto bene quanto sborrano… sono stracolma in fregna e in culo… ne ho ingoiata tanta che sto per scoppiare… vieni qui frocio cornuto che te ne voglio far gustare un po…” E io dovetti umilmente andarle a leccare la patacca e il buco del culo che spurgavano robaccia collosa e fumante fino a quando la troia perversa ridendo mi sparò in faccia una scorreggia sonora inondandomi di sborra merdosa e se ne andò a letto incurante della mia rabbia sfottendomi:”…coglione vedi se ci riesci anche tu col tuo grissino da frocio a spaccare il culo alla tua mignotta nera fino a farla scorreggiare sborra come me…” e strizzandomi ferocemente le palle mi fece capire chi comandava:”… zitto e vaffanculo… non ti permettere più di interrompermi mentre mi montano e ringraziami se ti permetto di scaricarti le palle con quella zoccola nera… ma ricordati che i miei buchi li riservo alle stanghe nere… al massimo puoi solo guardarli mentre mi fottono e leccarti la loro sborra quando piscio o cago… e ricordati di pagare bene quelli con le nerchie più grosse e sborrose che ti indicherò… e ringraziami di farmi trombare da te finocchio senza permesso del mio pappa…”
Io ritenni inutile spiegare al mio amico nero quello che la mia moglie pervertita mi faceva subire di solito ma penso che lui avesse capito il mio vizio e infatti insisteva:”…scusa se mi permetto ma debbo dirti che non avevamo idea che potesse esistere una troia sfondata come tua moglie… mai vista una maiala così depravata… oggi sarebbe una pornostar delle più porche e ci faresti parecchi soldi… invece con lei non sapevamo come fare e anche se mio cugino mi aveva informato non credevamo fosse tanto pervertita… ma è stata proprio lei ad aprirci gli occhi perché già la seconda sera quando sono salito a montarla ho trovato un altro che già la fotteva… volevo aspettare che finisse ma lei mi ha invitato a infilarla… ero sorpreso e incerto non sapevo che fare ma la porcona stesa scosciata e impalata di figa si è passata una mano tra le chiappe e da sotto se è infilata la mia fava dritta nel buco del culo… a quell’ invito osceno le sono salito in groppa a cazzo duro e gliel’ho piantato tutto nel buco arrapato come un mandrillo… la tua zoccola ha sfiatato di culo come una vacca dicendoci… forza adesso pompatemi a fondo porci… fatemi riuscire le vostre cappelle nere dalla bocca… voglio una sborrata da cagarla per un mese… fatemi un clistere di sborra e piscio che vi svuoto le palle…”
Io ribattei che la cosa non mi sorprendeva dato che era la specialità di quella gran maiala di mia moglie pigliare più cazzi insieme e farsi delle godute oscene con quelle infilate doppie o triple bestiali che le spaccavano i buchi brutalmente facendola venire da quella zoccola pervertita e ninfomane masochista che era.
Quando ci separammo salutandoci eravamo tutti e due eccitati da quei ricordi sconci e il nero mi chiese se la mia porcona era ancora disponibile perché l’avrebbe rivista e montata volentieri ma dovetti purtroppo spiegargli che ormai era impossibile con suo rammarico. Ma generosamente mi informò che sua sorella era anche lei in Italia e se volevo potevo incontrarla e fotterla e ammiccando complice mi spiegò che anche se ora era sposata e con 4 figli lui di nascosto del marito continuava a trombarsela e a mandarle amici che la fottevano per soldi ma io rifiutai decisamente dato che ora mi disse pesava 80Kg…! una barca e per giunta puttana a pagamento non mi tirava proprio!
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Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie