Rosse, succose ciliegie sono
le tue dita nervose,
febbrile il loro agitarsi
che seduce il mio sguardo,
grazioso il disegno
che rapisce i miei sensi.
Mi specchio sulle unghie
tinte di rosso,
come il sangue
che pulsa nelle mie vene.
Il loro lucido bagliore
accende le mie brame
e sono alla tua mercé,
chino al tuo cospetto
come un servo devoto
in presenza della propria sovrana.
E così tendo le mani,
umiliato dal desiderio
che mi rende docile e remissivo,
mendico la gioia
di poter sorreggere il tuo piede.
‘ Come uno schiavo’
sentenzia il suo sorriso,
in tal modo sono prostrato
e mi offro al tuo sguardo
che, divertito, mi canzona,
mentre con ardore
lecco la carne morbida
delle tue piante
e mi sottometto all’allegra danza
del tuo piede che con eleganza
e fare deciso,
adorabilmente
calza il mio viso.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…