Il transatlantico solcava
il mare di perla
che come un angelo dalle mani bianche
carezzava New York.
E s’innalzavano di lontano nell’aurora
i grattacieli tristi,
fantasmi,
nelle brume lugubri e cupe
dell’inverno.
Ho salutato i miei parchi,
i miei ponti, sull’immenso,
le automobili veloci, sull’asfalto,
le vetrine tristi,
che brillano solo per i ricchi.
E’ l’ultima volta,
l’ultima volta,
per sempre.
Il transatlantico solcava
il mare di perla,
che come un angelo dalle mani bianche
carezzava New York.
E s’innalzavano di lontano nell’aurora
i grattacieli tristi,
ombre cupe
che brillavano, come i tuoi occhi
dopo il pianto,
nel silenzio grigio
dell’inverno!
Il nostro affetto è immenso.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…