Le amorose, languide tue braccia,
di donna dai lunghi e morbidi capelli,
dalle labbra di fata,
gli occhi stellati
fatti soltanto
per ammirare i cieli di Parigi’
Le amorose, languide tue braccia,
che stringono solo per regalare affetto,
non mi resta altro che quello,
abbracciami forte e teneramente,
sussurrandomi le fiabe,
fatte di tetti bianchi di neve,
di campanili tristi
e delle grida allegre dei fanciulli,
che fanno a girotondo
tutt’intorno alla fontana morta,
mentre un vagabondo
bussa alla tua porta.
Le tue amorose mani di donna
mi accarezzano
e di mille sconsolati pianti
mi confortano,
l’ultimo giorno senza nome
è volato verso i cieli
dell’immenso.
Le tue labbra mormoreranno
parole di passione
dinanzi al fuoco del camino,
mentre la mano amica del destino
ti farà cadere addormentata
fino a quando
la misteriosa aurora
non ti risveglierà
carezzando
le tue trecce scarlatte.
Ricordi?
T’innamorasti
al primo istante
delle stelle cadenti
e dei ramoscelli di primavera,
del passero che vola di ramo in ramo,
anche se tutto quanto al mondo è vano.
Ti risveglieranno
i baci del sole d’inverno,
e dalle tue amorose ciglia
fuggirà una lacrima,
come una casta meraviglia.
Già brilla’



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…