Di mari che sospiravano al vento,
di tramonti disegnati
per il fuoco dell’oblio,
di colli addormentati
nella notte stellata
eri poetessa,
la voce bianca, fredda,
accompagnata
dall’eco favolosa
che racchiude ogni cosa
e del vento fatato
è la sposa.
Eri poetessa
di pensieri turchini e scarlatti,
me ne confidasti tanti,
oh, quante parole
verdi, gialle e rosa
scrisse la tua penna
allegra e spiritosa!
Incatenasti la tua anima
alle grotte,
sospiravi
appassionata e forte,
narravi segreti di malinconia
alle nature morte.
Il tuo spirito
vaga tra le foglie,
mentre mi parli
appoggiandomi
la mano sulla spalla.



Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie