I bei lunghi capelli sciolti,
seduta alla scrivania antica,
la penna bagnavi nel calamaio
per confidare mille pensieri
al tuo diario,
oh, quanti affanni,
quante gioie,
quali appassionati inganni
gli narrasti!
Il lume di candela
ti illuminava appena,
mentre portavi le mani bianche
al volto
e sospiravi
pensando all’ultimo tramonto.
La voce del pianoforte
si è spenta,
nel brivido della tormenta.
Ho parlato
ai pupazzi di neve
e alle befane
dalle canute chiome,
io non so davvero dove
conduce il sentiero
dietro i caprifogli.
Il gelo ha rapito
gli ultimi germogli
nel suo abbraccio fatale.
Le tue trecce morbide
carezzeranno
il tuo cuscino candido,
mentre un sorriso languido
regalerai alle stelle.



Cara Errica, scusami se ti rispondo con ritardo ma ho letto adesso il tuo commento. Grazie. Scrivimi le tue fantasie…
Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche