Si risvegliò.
La luce che entrava
dalla finestra di cristallo
svelò ai suoi sogni
gli alberi verdi del parco
lontano, lontano, lontano.
Era una foresta incantata e triste,
fra le torri d’acciaio,
le torri del silenzio.
Egli vi corse,
fu accolto soltanto
dal sussurro del mare.
Lì, gli sembrava, le sirene assordanti,
le urla dei gangster e delle bande
non potevano giungere.
Forse, pensò,
si trovava in realtà nei parchi
di Vicenza.
Oh, quanto avrebbe desiderato morire
in quei luoghi ameni, quanto, quanto, quanto,
e se solo avesse saputo’ Oh!
No, sussurrava agli alberi,
voi non sapete che presto
non ci rivedremo più!
Adagerò il mio corpo nudo
e virile
su di a voi,
piccoli fiori bianchi e fili d’erba,
voi, cui ora sussurro!
Sarete dolci,
come le carezze
di un’amante affettuosa.
Il clacson delle automobili
lo destò
all’improvviso.
Era sveglio.
Era sveglio, maledettamente sveglio,
in quel mondo di caos
e rumori, che lo divorava
a poco a poco.
Laggiù, in quella
Manhattan che uccideva
e lusingava, fatalmente,
con i suoi rapinatori di banche,
le sue belle donne
e il profumo dello champagne.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…