Trema la vizza mano
sopra i fatati tasti
ch’aprono le porte del Cielo
o varcano le soglie dell’Inferno,
canuti,
i lunghi capelli del vegliardo
nel vento se ne van volando,
volando’
Le canne d’argento
sussurrano al vento
di streghe incatenate ai ghiacci,
di angeli dai fatati abbracci,
di istanti affettuosi e dolci sguardi,
di veneri dai capelli biondi e morbidi,
di bare seppellite nei crepacci,
preparate per i giganti’
Trema la vizza mano
sopra i fatati tasti,
dorate scale scendono invano
sulla terra dagli astri,
le scavalcheranno
i giganti, sì, i giganti’



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…