Ninfa,
dalle membra di mare e di cielo,
emersa spumeggiando dagli abissi,
casto, languido, sereno e senza un velo
era l’attimo, prima che svanissi.
Io t’ammiro e già tu mi tradisci
con i fiori della stagione perduta
e le foglie di acanto,
mentirò ai gigli e alla tempesta
pur di averti accanto,
cerbiatti dai vermigli incanti
corrono nel bosco
dei tuoi pensieri
dolci e infranti.
Ti ho sognata
racchiusa in un’amaca
di pelle,
eri meravigliosa e assai fremente
mentre ti donavi
alle gioie proibite della carne,
come in questo istante.
Ninfa,
che appassionata e selvaggia
ti addormenti nuda sulla spiaggia,
un gabbiano ti si posa sulla spalla,
spalanca le ali al vento e canta.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…