Ridenti, gaudiose, scarlatte labbra,
dove brillano le gioie scintillanti
e i tuoi denti dolci e bianchi.
Mi parlasti affettuosamente un giorno,
dopo aver fatto
un meraviglioso girotondo.
Ridenti, gaudiose, scarlatte labbra,
che baciano ardentemente e con passione,
erravamo zingari sui prati di primavera,
tenendoci per mano,
il vento d’Olanda scarmigliava
i tuoi lunghi capelli
sulla tua fronte di perla,
oh, se solo potessi averla!
Allora, eri tanto bella di fiori di campo
e di margherite delicate,
di cui regalavi al vento i petali
o adornavi le chiome di fata.
Ridenti, gaudiose, scarlatte labbra,
sono un sole magico che incanta,
tutta la vita mi parrà un tuo bacio,
mentre vestita di neri manti
mi rincorri
per i campi
di frumento dorato,
spazzati dal vento d’immenso.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…