Vivremo spazi aperti e di sereno,
carezzati da promesse impossibili
e lusinghe
fatte delle tue morbide chiome di fata
e fiori tristi
che sbocciano a mazzi
sulle siepi bianche del destino.
Vivremo
correndo mano nella mano,
fanciulli, figli di una vita
che vola sulle ali del mistero,
i tulipani e i papaveri
di porpora
fioriscono accanto all’acqua che mormora,
sotto il ponte delle streghe.
Suonano sempre liete
le campane della vecchia torre,
mentre l’allegro vegliardo
s’appoggia al suo bastone
e bacia infelice le prime rose.
Vivremo
vite perdute e affettuose,
dolci come un tuo sguardo
o un dito posato sulle labbra
mentre ogni cosa passa,
rapita dal vento
e dalle braccia fredde del tempo.
Oh, sì, io lo sento,
vivremo
visioni dorate,
circondate da un’aurora
di perle’
Soltanto le più belle.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…