Ed io chiuderò gli occhi, mentre svaghi il mio gioiello con le tue giovani dita.
Che ansia mi dai, che ambascia, mentre misuri a palmo a palmo! E, poi,
rinnovi la presa, strozzandomi i marroni nel sacchetto umido di te.
Con quella tua prensile lingua piatta di maschione, lecchi le oblunghe
palle colme che rigonfiano lo scroto, mentre svetta la rossa bandiera,
di sanguigna linfa piena, sulla conica estrema guglia che s’agita mossa
da ogni stimolante ingoio che tu fai della tesa, lucida pelle, involucro
prezioso dei miei ovuli gemelli. Invidia, il glande, prova per i suoi distanti
parenti genitali. Provare vorrebbe l’afflato, l’intimo calore della tua bocca ardita;
scorrazzare fra l’arco palatale e l’elastica tua lingua che il frenulo sfrega
portandolo all’ingresso dell’estremo piacere. E così mentre succhi, spremi
e sbertucci, con versi acconci mi seghi. “Mia schiava! Zoccola, porca, figlia
di mignotta…puttana…gran troia…troione mio…mia gioia…!” – mi sussurri,
portandomi al delirio dei miei sensi. Ansimo, ora, completamente assente,
fuori di me, alle stelle rivolta, mentre il tuo sole giunge alla vetta del mio monte
e illumina la valle che sotto d’essa volge lo sguardo al tuo solenne imbocco.
Pietà chiede il corpo sotto i colpi violenti che infliggi al turgido vermiglio
stendardo che tende la testa spinto dal vento possente che da te promana.
Torcere mi fai dallo sperato ingoio , dalla sfrenata voglia di salutarti in bocca
e disperata elevo un disumano grido che cielo e terra accoglie e raggela;
“Pietaaaà!” -io grido – “della mia vuota carcassa.”
Pietà ti chiedo, se mai avuto avessi d’essere graziato necessità. Pietà ti chiedo
non di lasciare la preda, ma d’affondare i denti tuoi nella parte più tenera del mio
sensuale turgido arnese di carne viva e strapparmelo in un attimo estremo di voglia
e di follia; così il mio sangue schizzi via e t’inondi la bocca, il viso insozzi; il tuo bel viso,
che tanta cruenza cela, fionda il mio sperma. Alto nel cielo piomba e spegne l’incendio
che arde e divora, in una fiamma crepita e brucia, e che soltanto nel cuore m’acquieta!
Dimmi se gradisci…!



Cara Errica, scusami se ti rispondo con ritardo ma ho letto adesso il tuo commento. Grazie. Scrivimi le tue fantasie…
Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche