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Racconti Erotici

La violenta scopata con la barista

By 31 Agosto 2014Dicembre 16th, 2019No Comments

Vedete, io sono un ragazzo normale, che ha sempre mantenuto le sue passioni nascoste a se stesso, e, a dire il vero, sono sempre stato un po’ timido con le donne.

Poi, Yulia è entrato nella mia vita.

Era una barista del pub vicino al mio appartamento, che frequentavo a volte dopo il lavoro. Per lavoro ho sempre dovuto indossare camicia e cravatta, così nel mio tempo libero preferivo ricercare posti dove potermi vestire come più mi piaceva, e al pub, mentre sorseggiavo il mio bourbon, lo potevo fare.

 Yulia era una bellissima ragazza. Era giovane, non troppo alta, sinuosa, e madre natura l’aveva omaggiata, come lei stessa amava ripetere, con: “Tette perfette e un culo tutto da sculacciare.” Amava flirtare e scherzare, ed è sempre rimasta simpatica un po’ a tutti, forse anche grazie alla sua bellezza.

Beh, Yulia ed io diventammo subito amici, il suo atteggiamento rilassato e la sua natura civettuola resero facile, essere me stesso. Il venerdì sera mi trattenevo più a lungo, poiché il giorno dopo non dovevo lavorare, e il più delle volte le davo mano a buttare fuori gli ultimi ubriachi rimasti e a ripulire il locale. Quando eravamo soli, il suo atteggiamento diventava per me ancora più insopportabile, perché delle volte si strusciava su di me facendomi sentire il suo seno o quando si chinava per raccogliere le cose sculettava con quel suo fantastico culo. Tutti i venerdì sera tornavo a casa con il cazzo bello dritto. Forse lei si comportava con me così perché pensava fossi innocuo, e lo ero…. Fino a quando…

Quella sera indossava una gonna lunga e top con una scollatura mozzafiato. Per tutta la serata, quando passava vicino al mio tavolo, si chinava sia per mettere in mostra il suo scollo e le sue tette, sia per ostentare il suo culo. I miei bourbon andavano giù come l’acqua. Il “coraggio liquido” mi aveva reso un po’ più disinibito e al contempo mi stavo eccitando da morire; avevo un cazzo duro che stava spingendo dentro i miei pantaloni. A un certo punto le ho detto, “Faresti meglio a stare attenta stasera, o potrei sul serio … “.

Lei rise, come se niente fosse, quasi a prendermi in giro.

Arriva così il tempo di chiudere il pub e dopo aver buttato fuori gli ultimi ubriachi, che continuavano a fare apprezzamenti sul suo culo a voce alta anche da fuori, ho iniziato ad aiutarla a pulire. Mentre stavo risistemando i tavoli, lei si era messa a pulire i bicchieri, chinandosi per farmi vedere bene le sue tette. Mi fermai per un minuto a guardarla e poi le ho detto: “Questo è l’ultimo avvertimento.” Lei ridacchiò di nuovo, alzò gli occhi, e tornò ai suoi piatti.

Una volta che ho finito con i tavoli sono andato dietro il bancone per aiutarla; mi ero messo a pulire le bottiglie e ad un certo punto mi voltai e inavvertitamente il suo culo si appoggiò sul mio inguine spingendo sul mio cazzo. La mia mente si svuotò. Qualcosa andò in corto nel mio cervello.

Posai la bottiglia che avevo in mano e improvvisamente afferrai i suoi capelli, tirando forte verso di me e poi spingendo la sua faccia sul bancone; allo stesso tempo stavo spingendo il mio cazzo verso il suo culo e con la mia mano libera le diedi una sculacciata, più forte che potevo. Poi scesi con la mano e afferrai la gonna e la tirai su lungo la sua schiena… Comparve il suo perizoma fra le sue chiappe. era uno spettacolo…
Mi chinai su di lei, sempre tenendola ferma la testa sul bancone e le sussurrai all’orecchio: “Ti avevo avvertito. Non mi hai ascoltato. Ora ho intenzione di scoparti! ” Spinsi ancora di più i miei fianchi verso di lei non appena terminai di dire le mie parole ho sentito il suo culo spingere verso di me, mentre lei stava iniziando a gemere sempre più docilmente. Non ha detto una parola quando ho preso il suo perizoma e l’ho spostato di lato e con due calci ai suoi piedi le ho divaricato le gambe. Ho tirato fuori il mio cazzo sempre tenendole schiacciata la sua faccia e premendo perché le sue tette sode si schiacciassero sul bancone.

Non potevo credere a quanto fosse duro il mio cazzo… lo presi e guidai la mia cappella tra le sue gambe, e mi accorsi che nel frattempo si era totalmente bagnata. Lo spostai verso il suo culo e poi di nuovo verso il suo clitoride. E poi spinsi con un solo colpo tutta la mia asta dentro la sua fica, sprofondai senza trovare resistenza!
 
Ho tenuto il mio cazzo lì, sprofondato in lei, per un tempo che mi che sembrò un’eternità, arrivando a toccare il suo culo con la mia pancia. Poi, ho iniziato a scoparla. Non c’era tenerezza. Né delicatezza. Nessuna dolcezza. Solo pura lussuria carnale! Ogni spinta era sempre più forte, tiravo fuori quasi tutto il mio cazzo per poi spingerlo dentro con violenza, cercando di entrare sempre più in fondo alla sua fica fradicia. Mentre con una mano la continuavo a tenere schiacciata sul bancone, con l’altra la sculacciavo fino a renderle le chiappe rosse. Poi iniziai a giocare con il suo buco del culo con il mio pollice. Nessuno dei due disse una parola, si sentivano solo le sculacciate e il mio cazzo che entrava e usciva dalla sua fica.

La tirai per i capelli verso di me in modo da sollevare quel suo scollo e le infilai la mano dentro, e afferrai uno dei suoi capezzoli duri attraverso il reggiseno, mentre dissi: “Tu mi hai veramente provocato troppo, ti sto dando quello che si meritano le puttane come te”. Dopo quelle parole e con la complicità del piacere che il dolore al capezzolo le stava provocando, esplose in violento orgasmo. Ha iniziato ad ansimare e a gemere, le gambe le stavano tremando, e ho sentito la sua fica stringersi intorno al mio cazzo, come una morsa di velluto. Allora spinsi tutto il mio cazzo dentro di lei. Era come se tutto il suo corpo si stesse contraendo e la sua fica si strinse intorno alla mia asta.

Una volta che la sua fica finì di contrarsi, ho riiniziato a spingere. C’era solo una cosa che volevo adesso. Volevo inondarla di sperma. Le mie spinte diventarono più veloci… via via che stavo accelerando, sentivo il mio cazzo diventare sempre più grosso nella sua fica. Sentivo il suo corpo tremare di nuovo e sentii i suoi gemiti farsi sempre più forti. Appena ho tirato fuori il mio cazzo dalla sua fica, sentii la sua voce a metà strada fra un lamento e un gemito: “Per favore non smettere”.

Ho fatto un passo indietro e tirandola per i capelli la alzai dal bar, la feci girare verso di me e la spinsi in ginocchio per metterle il mio cazzo che pulsava a pochi centimetri dal suo viso. I suoi occhi scesero dal mio volto per poi soffermarsi sul mio cazzo e la sua mano scivolò sulla sua fica per tentare di darsi quel sollievo di cui aveva disperatamente bisogno.

Non ci pensare neanche, Ora dovrai solo a farmi sborrare”.

Diedi un altro strattone ai suoi capelli, allontanai con un calcio la sua mano dalla fica e dissi: ”Le puttane prima devono sempre fare venire il loro padrone”.

Le sue labbra sorrisero, mentre le sue mani presero il mio cazzo. Inizio ad appoggiare dolcemente le sue labbra sulla mia cappella per poi tirare fuori la sua lingua e leccarmi tutta la mia asta fino alle palle per poi risalire fino alla cappella e di nuovo appoggiò le sue labbra su di essa, Non appena aprì la bocca per prenderlo dentro tirai i suoi capelli per spingere la sua testa verso di me e contemporaneamente spinsi il mio cazzo fino in fondo fino a che non ho sentito colpire la sua gola. Il mio cazzo era così conficcato nella sua gola che non la stava facendo respirare, i suoi occhi erano spalancati, e iniziavano a versare lacrime che le rigavano le guance. Mi ritirai indietro tenendola sempre per i capelli per vedere la saliva che colava dalla sua bocca.

Questa volta fu lei a spingere la testa avanti verso il mio cazzo e afferrandomi per il culo s’infilò di nuovo tutta l’asta in gola. Ho cominciato a scoparle la bocca, mentre lei con le unghie si teneva al mio culo. Ho alternato movimenti lenti a spinte velocissime. Le mie palle si stavano stringendo ed ero quasi al limite. Ho trattenuto a più a lungo possibile, ma quando le sue dita passarono a sfiorarmi le palle, andando a metà strada con il culo, ho perso il controllo. Ho sfilato il mio cazzo dalla sua bocca tirandola per i capelli e il primo schizzo le va a finire sul viso. Lei apre la bocca e appoggiando la mia cappella sulla sua lingua finisco di sborrare tutto dentro la sua bocca..

Ho spinto in avanti, sprofondando il mio cazzo in tutta la sua lunghezza nella sua bocca, mentre lei succhiava avidamente le ultime gocce di sperma dalla mia asta.

La stavo fissando per vedere il mio sperma che colava dal suo viso, sempre tenendo ben conficcato il mio cazzo dentro la sua bocca. Poi lentamente le ho lasciato i capelli e sono uscito da lei.

 

Iniziò a leccare il mio cazzo e mentre mi guardava balbettò: “Non ho mai … nessuno ha mai … Tu… per favore … di più …” e ho sentito le sue labbra baciare le mie palle e iniziare a succhiarle avidamente. di nuovo un sorriso attraversò il mio volto. Era mia oramai!

To be continued (forse).

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