Mi stavo rilassando sotto l’acqua della doccia quando squillò il telefono. Veloce presi l’accappatoio e presi il telefono. Era Ludovico. Mi chiamava dalla sua cabina. In effetti era una videochiamata. Ciao amore. Sono arrivato. Fra qualche ora salpiamo. Tu cosa fai? Ma sei in bagno? Eh si tesoro, anche le signore la fanno. Ridemmo tutti e due come due ragazzini. Poi disse. Dai fammela vedere. No dai mi vergogno. Mi tolsi l’ asciugamano e mi ripresi col telefono. Cosa ti farei ora mi disse Ludovico. Ehh caro, ora aspetti tre settimane. Devo andare, mi stanno chiamando. Mi saluto con un bacio e mise giù. Come facevo ad essere così serena con lui mentre fino a 10 min prima succhiavo il cazzo di un altro. Mi stavo abituando a quel doppio ruolo. Brava mogliettina davanti e Troia dietro. Ritornai a riflettere sul da farsi. Come uscire da quella situazione.
In quell’istante suonò il campanello. Pensai subito a Giacomo. Andai ad aprire e con grande sorpresa mi trovai la signora Maria con una faccia sconvolta.
Scusi se la disturbo cara. Avrei bisogno di parlarle. La feci accomodare. Andai a vestirmi e prepararmi veloce un caffè.
Mentre uscisse il caffè non proferimmo parola. Le si leggeva in faccia che qualcosa non andava. Proto il caffè a tavola e mi sedetti vicino a lei.
Cosa c’è che non va, le chiesi. Fece un sospiro, poi allungo la mano verso la tasca della giacca e tirò fuori qualcosa che continuava a stringere in mano.
Dopo un po’ disse….
Mi vergogno a dirlo cara Martina, ma l’altro giorno ho trovato una mutanda da donna nel camicione di mio marito. Lentamente apri la mano e il sangue mi si congelò nelle vene. Sbiancai all’improvviso e il cuore si fermò. Riconobbi subito che erano le mie. Ma quanto è deficente pensai con la rabbia che mi saliva.
Maria era così presa da quell’indumento che continuava a fissare che non si accorse della mia espressione. Continuò dicendo che mutanda si fa per dire. Una specie di filo che usano oggi le ragazzine. Una cosa oscena e volgare. Solo le prostitute indossano roba simile. Quel maiale; chissà dove è andato.
Infatti la signora Maria non immaginava proprio che maiale fosse suo marito.
Lo sa cosa mi ha detto. Che le trovate in cantina. Figuriamoci se nella nostra cantina girano le prostitute.
Mi dica signora Martina, cosa devo fare, cosa devo pensare.
La fissavo ma non riuscivo a dire nulla. Quella povera donna stava soffrendo per colpa anche mia. Sentivo una grande vergogna dentro di me.
Il mio Giacomo non può andare con certe donnaccie aggiunse con le lacrime agli occhi. Eccome se può pensai, anche se la donnaccia in quel caso ero io.
So di non essere una donna aperta per certi versi, continuò lei. Sa ci siamo innamorati da giovani. Sono rimasta incinta subito e ci siamo sposati. Per me il sesso è stato sempre un problema. Provengo da una famiglia molto cattolica e ho studiato dalle suore. Andiamo bene pensai.
Non ho mai goduto del piacere vero e proprio, anzi mi ritenevo sporca nel farlo. Mio marito ha sempre cercato di farmi crescere e provare esperienze nuove. Io ho sempre rifiutato. Non sono una puttana!! Con il tempo si è rassegnato e ora mi accetta così. Ma io non gli credo. Prego tutti i giorni che il signore ci aiuti e ci indichi la strada.
Ma cara Maria, fare del buon sesso con il proprio marito non significa essere puttana. Con mio marito ci divertiamo da matti e proviamo cose nuove che portano piacere ad entrambi.
Finalmente alzo lo sguardo verso di me. Mi guardo allibita quasi schifata.
Si deve scogliere un po’, le dissi. E una donna molto attraente. Non ha mai avuto certe fantasie lei? Si, ma le scaccio subito. Sono tentazioni del demonio. Non potevo credere che l’avesse detto con tale convinzione. E poi mi vergognerei di fare certe cose.
Non credevo alle mie orecchie. Ora tutto iniziava ad avere un senso, almeno per i comportamenti dí Giacomo.
A questo punto decisi di andare a fondo. Se fossi riuscita ad aiutare lei, avrei in fondo risolto anche il mio problema. Questo è quello che credevo allora.
Cara Maria, non vorrei risultare indiscreta,ma lei come fa l’amore con suo marito. Tentennò a rispondere, ma prese coraggio e disse…E da tanto che non lo facciamo, ma di solito nel letto con la luce spenta. E poi, incalzai io. Niente, lui sopra, io sotto. Altre posizioni, chiesi incuriosita. Beh una volta mi fece girare, sa a quattro zampe. Mi prese da dietro. In fondo non era male ma poi mise un dito dove non doveva. Cioè incalzai io. Sa li nel buco del diavolo. Non riuscì a trattenermi. Scoppiai a ridere e lei arrossì.
Mi scusai subito con lei. Martina, mi fa credere che concede il suo….beh lato B a suo marito. Ma certo cara Maria. Fa godere me e pure lui. No le piacerebbe fare felice suo marito? Certamente rispose lei. In fondo credo che lo sia.
La povera signora non immagina minimamente cosa fa piacere al marito.
La nostra conversazione venne interrotta dal suono del campanello. Pensai subito a Giacomo. Mi alzai e andai verso la porta. Appena aprì si fiondò dentro Angelica. Non feci in tempo a chiederle cosa facesse qui che iniziò come un fiume in piena. Martina ti devo ringraziare. Ho seguito il tuo consiglio dell’altra sera. La fissavo ma non capivo a cosa si riferisse. Sai quando mi hai detto di essere più provocante e di prendere l’iniziativa?
Avevo completamente rimosso la scena fuori al ristorante.
Andando verso casa mi sono tolta le mutandine in macchina che glie lo messe sotto il naso. Poi gli slacciato i pantaloni e gli ho fatto un pompino con i fiocchi che per poco non finivano fuori strada. Arrivati a casa mi ha scopata a sangue che mi tremano ancore le gambe. La scema ha scelto il momento peggiore per raccontarmi le sue porcate.
Dalla cucina si affaciò timidamente la signora Maria che ovviamente aveva sentito tutto e disse che si era fatto tardi e che doveva andare via. Maledetta Angelica pensai. Angelica arrossì scusandosi con lo sguardo basso. Non sapevo avessi ospiti. Tu non sai mai niente le stavo per dire. Poi presi la palla al balzo e invitai tutte per un aperitivo in terrazzo. Angelica poteva diventare un’alleata.
Ormai si era fatto tardi e da lì a poco sarebbero arrivati i bambini. Rimandammo l’aperitivo per il giorno seguente.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…