Che bello prendere il sole. Sento i raggi scaldarmi la pelle e il vento accarezza i miei capelli. Sono cullata dalle onde. Il volo dei gabbiani sopra la mia testa mi ricorda Favignana tanti anni fa. La prima vacanza con Ludovico. Ora sento le sue mai sulla schiena. Mi accarezzano dolcemente. Mani forti ma delicate allo stesso tempo. Adoro la sua dolcezza e di come eravamo spensierati all’epoca. Ora siamo in cabina, stiamo facendo l’amore. Qui abbiamo concepito nostra figlia ancora prima di sposarci. Ludovico mi sta leccando tutta e godo mentre stringo forte le lenzuola. Mi penetra dolcemente e iniziamo a muoverci in sintonia. Lo stringo forte a me. Lo bacio e gli dico che lo amo. Stiamo vibrando insieme. In quell’istante siamo tutt’uno. Sento che sto per venire e anche lui. Veniamo insieme e restiamo a lungo abbracciati. Ludovico è ancora dentro di me quando dall’altoparlante si sente un un allarme dire…..abbandonare la nave. Presto tutti sul ponte. Qui è il comandante Giacomo che vi parla. Abbandonare la nave. Ludovico è già in piedi. Io non riesco a muovermi. Mi sento pietrificata. Il comandante Giacomo. Non è possibile. Guardo Ludovico che mi guarda con aria schifata. Ora potete affondare insieme e scappa via. Inizio ad urlare. Non lasciarmi Ludovico.
Mamma, mamma svegliati. La mia piccolina era vicino al mio letto. Mamma gridavi il nome di papà. Cosa succede mamma, mi chiese la mia bambina. Niente tesoro, la mamma ha fatto un brutto sogno. Chiamavi papà come se fosse andato via. Ma torna il mio papà.
Certo che torna piccola mia. Cosa sono queste domande.
Sai il papà di una mia amica e andato via con un’altra donna. Io non voglio che papà vada via. Promettimi mamma che papà non andrà via da noi.
Te lo prometto piccola mia.
Mia figlia mi ha fatto capire cosa stavo rischiando. Se Ludovico se ne fosse mai andato, sarebbe stata solo colpa mia.
Mi alzai e mandai subito un messaggio a Ludovico. Ti amo tanto e mi manchi. Questa notte ho sognato Favignana.
Dopo poco arrivò una sua risposta. Solo un grande cuore rosso. Era il suo solito, ma per me era tutto.
Sistemate le solite faccende, mi dedicai alla preparazione dell’aperitivo pomeridiano. Avvisai mia suocera di prendere i bambini a scuola, fargli fare i compiti e che gli avrei presi dopo cena.
Ero impaziente che arrivasse il pomeriggio e ripensavo al sogno avuto la notte prima. Mi concentrai su mio marito. Voglio lui, solo lui. Suono la porta. Era la signora Maria. La feci accomodare in terrazza. Da lì a poco arrivò anche Angelica.
Preparai loro dei drink, senza risparmiare l’alcol. La signora Maria notò l’aria un po cupa e mi chiese se stessi bene. Indirizza la conversazione sul brutto sogno che avevo fatto. Poi incalzai l’argomento di avere paure che il marito lontano potesse tradirmi. La signora Maria disse che non c’era bio della lontananza per tradire. Si intromise Angelica. Hai voluto il marinaio ora aspettati i guai e rise. La guardammo come se fosse uscita di senno, ma lei era proprio così. La signora Maria rivoltandosi verso di lei disse che certe cose vanno prese sul serio. Anche se lei stessa fosse certa della bontà del marito, ora non riesce più a fidarsi. Raccontò la storia delle mutandine trovate dal marito in cantina. Angelica dal canto suo iniziò a riflettere e chiedere che nel palazzo porta un certo tipo di intimo. Escludendo la signora Maria e le due del primo e secondo piano, resti solo tu Martina e mi strizza l’occhio.
Spoiler: ragazza trafitta da stuzzicadenti per aperitivi.
La guardai fissa e mi alzai la veste, mostrando degli slip color crema e molto comodi. Vedi Angelica cara, non sono le mie dissi.
Dai Martina lo so che anche tu hai dei completini sexy e mi strizza nuovamente l’occhio.
Spoiler 2: il corpo della ragazza e stato lanciato da una palazzina di tre piani. Indagata la futura cognata.
Certo ma lì uso solo in certe occasioni speciali quando c’è mio marito.
Non si può mai scherzare con te, chiuse Angelica.
La signora Maria accennò un sorriso e poi disse. Certo, posso capire che certi indumenti possono piacere agli uomini.
Lei non indossa mai niente di simile per il suo Giacomo, lei chiesi io.
Li trovo scomodi e inadeguati, rispose lei.
Però per tenere viva la coppia sono utili aggiunse Angelica. E poi ci fanno sentire belle e desiderate. Finalmente uscì qualcosa di sensato da quella bocca.
Al ché la signora Maria con sguardo pensieroso disse. Ragazze, mi sa che avete ragione voi. Oggi il mondo è diverso e anche voi ragazzi. Ma gli uomini sono gli stessi aggiunsi io. Provi e poi ci dirà. Ma non l’ho mai fatto e non saprei da dove iniziare, disse lei. Per questo la possiamo aiutare noi.
Andiamo a fare compre insieme le proposi. Lei annuì sorridendomi e imbarazzata allo stesso tempo. Angelica aggiunse di dare dei consigli per farla diventare una vera pantera. Dai Martina, tu sei la più esperta, rincarando la dose. Dissi solo, un passo alla volta e chiusi il discorso.
Mi ritenevo soddisfatta dell’aperitivo e ma il tempo stringeva. Dovevo affrettare il tutto.
La sera stessa prima di prendere i bimbi dai suoceri chiamai mio fratello e gli raccontai del pomeriggio e delle battute fuori luogo della sua fidanzata. Lui si limitò a dirmi che sapevo come era fatta e di evitare di invitarla. Comunque le avrebbe parlato. Io gli suggerì di sculacciarla per bene e misi giù.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…