L’altro giorno tra le tue gambe c’era il mio viso. Ho giocato con le tue labbra e con il piercing sul tuo clitoride. Succhiavo, stringevo con la bocca, mordicchiavo e leccavo. Ogni tanto mi guardavi e allora io ero felice. Volevamo entrambe la stessa cosa, questo lo sapevamo prima e ce lo siamo detto più tardi, quando eravamo ormai rilassate l’una nell’abbraccio dell’altra. Desideravamo fonderci nel tuo orgasmo, io te lo chiedevo silenziosamente, di venirmi in bocca e farmi bere tutto, mi veniva quasi da piangere, perché sapevo che non l’avrei avuto. ‘Non riesco a squirtare sempre. Vuoi che ti pisci in bocca un giorno?’ ‘ mi hai chiesto poi. Io ho abbassato lo sguardo, mostrando poca convinzione, come si fa nelle case altrui, quando per cortesia non si accetta immediatamente ciò che ci viene offerto. Però tu non mi hai detto di non fare complimenti, in fondo conoscevi già la risposta.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…