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Racconti Trans

Il trans cinese

By 26 Settembre 2026No Comments

Mi recavo spesso in cina, nella regione di Chengdu, vasta area dedicata essenzialmente al mercato tecnico informatico per l’occidente. Il mio compito era di consegnare personalmente progetti supersegreti su nuovi componenti da destinare alla produzione per i più avanzati sistemi tecnologici in ambito server. L’azienda non si fida del sistema virtuale neanche scomponendo le immagini o criptando i files da inviare via telematica, per via dell’alto spionaggio che vi era nel settore, preferiva le scelta anche se più onerosa di affidarsi a corrieri il più “normali” possibili. Io sono uno di quei corrieri, sono alquanto “normale”, ho superato i cinquanta portati discretamente bene, ed il mio mascheramento è da turista sessuale.
Faccio finta, anche se non del tutto, di viaggiare nel paese di mezzo, come viene definita letteralmente, la Cina. Negli anni precedenti vi erano stati altri sotterfugi, tutti scoperti dalla concorrenza, e l’ultima trovata da cinque anni a questa parte era di impiegare dei corrieri, mascherati da turisti sessuali. Benché siano quasi cinque anni che viaggio con una media di cinque sei viaggi all’anno, sino ad ora, assieme ad altri tre miei colleghi, sembra sia il sistema più sicuro. Per conto mio durante i miei frequenti voli, mi ritrovo con gente varia che cerca di attaccare bottone data la lunghezza del viaggio, ma di natura io non mi fido mai, e preferisco fare la figura del pedofilo che lasciarmi coinvolgere in giri di parole e quant’altro.
Devo dire che mi è difficile sopportare la faccia quasi sempre schifata dei miei interlocutori quando con varie domande cercano di carpirmi il motivo del mio viaggio. Motivo che “con molta difficoltà”, oramai ho acquisito una certa esperienza, riesco con i silenzi, le mezze parole o le pause, ad arrivare come a “svelare” la mia vera motivazione del viaggio nel cathay. Riesco così facendo a non essere più disturbato per il resto del viaggio, alcuni sono anche riusciti a farsi cambiare posto sull’aereo pur di non rimanere vicino al sottoscritto. Quasi sempre fingendo di affidare un segreto al mio interlocutore, gli sussurro: in realtà faccio di tanto in tanto questo viaggio per le donnine cinesi, famose per la loro devozione in campo amatoriale. E poi vi si trova parecchia carne giovane, sono le mie preferite.
E nel vedere l’espressione scettica quasi stupita ma non ancora convinta, dò loro il mio affondo preferito. Ah si, e più sono giovani più mi piacciono sa !. Questo è l’unico momento in cui gusto l’inizio della mia tranquillità, l’interlocutore squadrandomi da capo a piedi con sguardo malefico e schifato che se potesse soffierebbe dalle nari vampate di zolfo, spesso non riesce ad emettere alcun altra parola e non mi degna più della sua compagnia per tutta la rimanenza del viaggio. Ah come mi è dolce allora il rumore di fondo dell’aereo per niente inframmezzato dai discorsi di un vicino.
Fu però durante un viaggio nel corso del quarto anno della mia attività, in cui stavo usando la stessa tecnica con il vicino di allora, dopo avergli svelato con bisbigli e confidenze altamente private,il mio tremendo segreto, lo vidi squadrarmi a lungo in silenzio anche se non con la solita faccia schifata, cosa che mi stupì. Al che pensai di stenderlo con il mio affondo: sa in realtà vado lì per le ragazzine giovani che vengono istradate in pochi bordelli d’élite, le garantisco che si trova carne veramente fresca. Dicevo, il mio interlocutore dopo il suo lungo sguardo, mi si avvicinò e sussurrò: Ma lo sa,anch’io vado là per la medesima ragione, in verità ho sempre prediletto la thailandia, ma da un po’ apprezzo di più la donna cinese, più fine più elegante.
Per tutta la rimanenza del viaggio rimasi comunque guardingo, non mi fidavo, forse avevo trovato uno alquanto furbo e non volevo lasciarmi coinvolgere. Scoprii malvolentieri che alloggiava nello stesso albergo e questo aumentò considerevolmente il mio dubbio su di lui, così decisi di tenerlo d’occhio. Pur condividendo con il nuovo amico pensieri lubrici sulle giovani cinesi e tutta la loro sapienza, stavo sempre sul chi vive, non si sa mai. Ci frequentammo spesso in quei cinque giorni di soggiorno, e devo dire che fu lui a svelarmi alcuni posti segreti ove trovare ragazze meravigliose, ma di queste ve ne parlerò più avanti.
La penultima sera avevamo deciso di cenare assieme in un ristorante poco distante dall’hotel, alquanto rinomato per la raffinata cucina cinese di quella zona. Nella mattinata avevo recuperato il materiale che affidai alla cassaforte dell’hotel, famoso per la sua efficienza, discrezione e sicurezza, la rimanenza della giornata la dedicai ad acquisti per dei colleghi. Verso sera, all’ora pattuita, mi ritrovai con il nuovo amico al bar dell’albergo ove ci prendemmo un aperitivo. Fu però durante la cena dopo la prima bottiglia di delizioso vino bianco del sud est, unica nostra deroga in quella tipica cena cinese, che il mio ospite mi chiese: che ne diresti di andare in un club super privé cui ho accesso per via di alcune mie conoscenze, e provare qualcosa di nuovo? Non colsi la sottile variazione al solito menù, ed acconsentii subito, grato di farmi partecipe di codesta chicca.
Al termine dell’ottima cena che volli offrire al mio socio, prendemmo dunque un taxi e lui dette l’indirizzo dato che masticava benissimo la lingua locale, così ostica per me che non sono mai andato oltre alla conoscenza del saluto e dei ringraziamenti. L’entrata in quel locale era alquanto selezionata, necessitava di mostrare la tessera alla guardia esterna quindi per corridoi così stretti da passarci solo una persona alla volta, su per scale ed altri lunghi corridoi giungemmo ad una porta dal tipico colore rosso cinese. Lo spioncino si aprì al nostro suonare per un controllo visivo e dopo l’aver dato la segreta tessera fummo invitati ad entrare.
Molti clienti, come mi spiegò il mio amico preferivano lasciare il loro abbigliamento nonché le calzature al vestiaire ed indossare kimono e calze speciali onde essere a proprio agio nel piccolo club. Nel salone principale ove si affacciava un enorme bar decorato con la forma del tipico drago cinese, vi erano pochi clienti in attesa di decidersi quale ragazza scegliere. Dovetti ammettere che la bellezza delle ragazze del locale superava di gran lunga quelle incontrate sin ora, il mio amico mi svelò che in realtà la maggior parte erano misto coreane nuova frontiera della bellezza orientale, ma lo disse con un fare ironico allegro, quasi divertito, non capivo… ancora.
Poco dopo la madame, sua grande amica dal modo in cui si salutarono, coinvolgendo anche me nella domanda, ci chiese nel suo perfetto inglese con quante meraviglie avremmo desiderato appartarci. Il mio amico esoso come i suoi modi di fare subito le rispose due, le migliori che hai, mentre io avrei voluto attendere e vedere quale avrebbe attirato di più la mia attenzione. Da come mi squadrò capii che la madame aveva in serbo qualche chicca perché mi disse che forse sapeva lei e sparì. Poco dopo tornò con le tre ragazze e ci invitò a seguirla nella piccola suite poco distante, ci lasciò dicendoci che avrebbe presto mandato la cameriera.
E fu lì che mi venne svelato il vero segreto di quel club, in realtà le ragazze tutte erano transessuali coreani o misti. Rimasi allibito dalla loro bellezza e modi di fare, si capiva che erano state “educate” d’altronde avevano a che fare con un certo livello di gente, non tutti riuscivano ad ottenere la tessera del locale. Semi sdraiati sugli ampi divani della suite vidi il mio socio occuparsi più a fondo e senza perdere tempo delle sue due nuove accompagnatrici, mentre io un po’ indeciso e raggelato dalla scoperta non sapevo decidermi né come comportarmi. Ma l’educazione della ragazza prevedeva anche il sciogliere il ghiaccio con i clienti e nel suo ottimo inglese si offrì di massaggiarmi per togliere la tensione.
Ci appartammo nella cameretta attigua tutta decorata da antichi motivi cinesi e tendaggi colorati alle pareti, una pesante tenda fungeva da divisorio dal salone della suite. Si tolse il bellissimo kimono e svelando un magnifico seno, rimase con un piccolo tanga di cui dubitavo riuscisse a nascondere in realtà un sesso diverso. Mi fece stendere sul futon dopo che ebbi tolto il mio kimono, e sedutasi a cavalcioni sulle mie reni, sentii il caldo contatto del suo pube sul mio corpo. Poco dopo vagavo nel limbo al leggero tocco delle sue mani calde ed affusolate che spargevano sulla mia pelle un delicato e frizzante olio dal profumo orientale.
Persi la cognizione del tempo, da cui venni ridestato quando il massaggio divenne più insidioso e preciso tra le cosce e quasi all’inguine. Sapienti movimenti nella mia zona perineale risvegliarono i miei piaceri sin lì assopiti, le sue mani erano diventate tentacoli di polipo me le sentivo dappertutto nella zona, si infilavano sotto di me per toccare e subito fuggire dal mio sesso oramai affamato di contatto. In una di quelle mosse e prima che diventasse esageratamente duro riuscii ad estrarlo ed appoggiarlo nella innaturale posizione tra le mie gambe divaricate, e durante i passaggi di massaggio sulle cosce a volte lo sfiorava con la punta delle sue dita che mi infondevano come stilettate di piacere subito svanite. Quel lento tocacciamento durò a lungo e si accorse anche di quando oramai non ce la facevo più ed avevo bisogno del finale, la sentii avvicinarsi a me dai suoi capelli che mi sfiorarono la schiena.
Mi venne come un brivido, sentii il suo sussurro che mi invitava a girarmi mentre le sue mani continuavano ad accarezzare e mantenere un contatto con il mio corpo. Quando fui nella posizione supina, si sedette sul mio sesso inturgidito, e con un lento e lungo movimento di strusciamento avanti ed indietro aumentò il mio desiderio infondendosi pure lei il piacere da quello sfregamento. Con un rapido movimento nel mentre si sdraiava sopra di me per farmi un body massage, si sfilò il piccolo tanga ed io riuscii a vedere il suo piccolo e turgido sesso, ne sentivo il contatto con il mio corpo e devo riconoscere, questo mi eccitò ancor più.
Nel mentre strusciava il suo corpo su di me ed in un momento in cui i nostri visi furono vicini, la bloccai e gli affondai la mia lingua nella sua bocca che scoprii bollente ed affamata. Le nostre lingue giostrarono all’unisono, si cercarono, si combatterono, le nostre bocche risucchiavano la lingua dell’altro come a volerne essere penetrate da quei guizzi vogliosi, ci respiravamo l’un l’altra. Le mie mani non rimasero ferme ero curioso! Le accarezzai l’esile corpo a lungo, e poi la cercai, la sentii bloccarsi quando la mia mano si avvicinò vogliosa al suo sesso, e poi venni premiato! Sentii il suo lungo aaaahhh quando la toccai, sentii il suo corpo abbandonarsi sul mio mentre le possedevo il sesso nella mia mano, mentre lo manipolavo.
Sentii il suo respiro farsi più affannoso a seguito della manipolazione, la tirai leggermente più su e poi le accarezzai a lungo il suo buchetto cui poggiai il mio sesso poco dopo. Lentamente entrai in lei dopo averne bagnato abbondantemente con la saliva la stretta entrata, la sentii esalare un lunghissimo respiro di piacere mentre le scivolavo inesorabilmente dentro, accarezzandole la schiena per farle sentire un contatto, per non lasciarla sola. Le arrivai dentro sino in fondo fermandomi brevemente, poi arretrando leggermente le detti un violento affondo che le strappò un gemito, un grido di piacere. Andai avanti così a lungo, prima dolce e poi brutale, sfregandogli lievemente l’interno mentre arretravo per poi affondare brutalmente dentro le sue viscere per dargli d’un colpo solo la dose di piacere.
Ruscii a strapparle forte grida forti gemiti, mentre il suo corpicino era abbandonato senza forze su di me, qualche volta riusciva a rialzare la testa per guardarmi e ci fissavamo a lungo, leggevo nei suoi occhi il suo totale abbandono mentre scivolavo sin nel suo più profondo. La vedevo combattere nel cercare di trattenere gli occhi aperti mentre le si chiudevano sotto le ondate di piacere sino a quando sentìì una sensazione di freschezza tra i nostri inguini, era venuta! Ed era venuta guardandomi, ero quasi riuscito a leggerlo nei suoi occhi, vidi una lacrima scivolare giù.
Le rimasi dentro a lungo muovendomi di quando in quando, tanto per farle sentire ancora qualche stilla di piacere, mentre la tenevo stretta a me e d accarezzandole schiena e testa. Più tardi quando si sciolse e mi si accoccolò vicino, stette a lungo stretta a me tenendo ben stretto nella sua piccola mano il mio sesso ancora pulsante. Forse dovevo essermi appisolato perché venni svegliato da un calore sul mio sesso, intuii subito che mi aveva inghiottito, sentivo il calore della sua bocca che mi irrigidì il sesso ancor più, la sentivo affondarselo in gola dove lo tratteneva e con la contrazione mi dava una strana sensazione di massaggio, poi lo estraeva quasi tutto trattenendo la cappella con cui giocava velocemente con rapidi guizzi della sua dura lingua per subito dopo affondarselo tutto sino in fondo, a cui non riuscii a resistere a lungo.
Sentivo l’onda aumentare dentro di me, sentivo che oramai non sarei più riuscito a resistere e quando al suo ennesimo affondo sentii che le stavo venendo in gola, volli toglierle la testa per non venirle dentro, ma lei mi bloccò le mani rendendomi inerme, ed in quella costrizione, sentendomi soggiogato mi abbandonai all’ondata del mio orgasmo. Persi completamente le forze, non riuscivo ad alzare nemmeno una palpebra e rimasi inerme a lungo con lei che mi tratteneva nella sua gola dopo avermi completamente bevuto. Molti minuti dopo quando ci staccammo la ringraziai accarezzandole il viso, non avevo mai goduto così intensamente, avevo avuto quasi la sensazione di svenire, di addormentarmi per l’intensità dell’orgasmo.
Mi ringraziò sorridendomi, dicendomi che ero il primo che gli aveva fatto quell’effetto. Probabilmente questo veniva detto a tutti i suoi accompagnatori, ma noi maschietti sognamo sempre di essere l’unico e dunque non ci badai prendendolo per un suo complimento. Poco dopo lei chiamò e fece portare delle pozioni che mi disse avrebbe ridestato velocemente le nostre voglie. La cameriera arrivò mentre la mia bella mi aveva ancora inghiottito, e ci colse così, ci sorrise servendoci le pozioni, ma lei volle farmi venire mentre la cameriera era al nostro fianco, non resistetti a lungo e presto schizzai in alto il mio nettare sotto il sapiente tocco delle sue mani ed al suono di compiacimento dei loro gridolini di stupore.
Restituii la tazza alla cameriera e l’attirai a me, lei mi lasciò fare, forse abituata con gli altri avventori, la baciai mentre una mia mano andava alla ricerca della sua pelle sotto lo stretto kimono. Presto arrivai a sentirla nuda ed a lungo la accarezzai sempre continuando a baciarla, riuscii ad arrivare al suo sesso ed introdotto un dito scoprii che era alquanto bagnata, la sditalinai a lungo strappandole gemiti di piacere, poi mi venne l’idea. La obbligai a togliersi il kimono e malgrado le sue riluttanze, riuscii a farla sdraiare, feci entrare dentro di lei la mia intrattenitrice mentre io possedevo lei a mia volta. A breve sentii i gridolini di piacere della ragazza e della cameriera e ben presto giunsi anch’io a venire, ma volevo entrare dentro la cameriera così mi sostituii alla mia complice ed entrai nell’umida vulva della giovane ragazza.
Le venni dentro quasi subito soggiogato dal calore della sua vulva. Lei rossa in viso si ricompose alla bell’e meglio e scappò via, mentre la mia bella aveva fagocitato il mio sesso con la sua bocca e lo leccava tutto dagli effluvi deliziosi della cameriera. Oramai avevo perso la cognizione di qualsiasi regola e superai l’ultimo mio inconscio limite. Attirai a me la meraviglia e spingendo sulle sue turgide chiappette la forzai ad avvicinare il suo sesso al mio viso, lo vedevo vicino, non più grosso del medio della mia mano, delicatamente lo presi e ne feci scorrere la pelle più volte, sentivo il corpo della ragazza tremare tutto. Con la mano sinistra passai dietro lei e la penetrai con il mio medio dopo averlo inumidito, vidi chiaramente inturgidirsi ancor più il piccolo sesso a quel punto lo presi tra le labbra, stranamente non ero schifato, anzi eccitato di poter così dargli il suo piacere. Mi inumidii esageratamente di saliva e gli avvolsi la cappella, poco dopo me lo affondavo tutto in bocca.
Sentii il suo grido di piacere, mentre il suo corpo fremeva in continuazione, sentivo le contrazioni del suo ano sul mio dito segno che stava per venire, partii subito in un veloce va e vieni e quando sentii le contrazioni aumentare sempre più spasmodiche sostituii la mia bocca con la mia mano accelerando il ritmo. La sentii gemere mentre i suoi schizzi si spargevano sul mio petto, il mio dito era stretto dalle contrazioni del suo buchetto, poco dopo mi crollò addosso priva di forze esalando un ultimo e lunghissimo gemito. Tenni a lungo il mio dito dentro lei per farle sentire il mio contatto. Quando la sentii riprendersi ci baciammo con un lungo ed appassionato bacio. Le accarezzai a lungo il meraviglioso seno bello sodo e rimanemmo a lungo stretti a parlare del più e del meno sino a che, ricomposti tornammo nel soggiorno della suite dove poco dopo ci raggiunse il mio amico visibilmente provato anch’egli.
Tornammo tutti nel salone dove bevemmo un drink in compagnia della madame. Mi chiese se ero soddisfatto della sua scelta, al mio assenso mi spiegò che a differenza di tutte le altre ragazze, Lin Chi, così si chiamava la mia accompagnatrice, già da adolescente le era cresciuto naturalmente il seno, e subito si era vista la sua indole femminile malgrado il piccolo pene. La ringraziai dell’ottima scelta e ne approfittai per chiedergli se potevo diventare socio del suo locale. La madame chiamò la cameriera e le dette le indicazioni, poco più tardi tornò la cameriera che ci aveva serviti a consegnarmi la tessera, trattenendo la mano della ragazza dissi alla madame che avevo approfittato di lei.
Mi rispose che anche se non era il suo lavoro, anche la ragazza ne era rimasta soddisfatta, e mi specificò che questo era un caso eccezionale. Tardi quella notte lasciammo la madame salutandola calorosamente, e quando mi invitò a tornarci, le accennai che senz’altro sarebbe successo se mi avesse trovato anche qualche ragazza degna di nota. Mi promise che avrebbe provveduto e poco dopo ci lasciammo.

Oramai il soggiorno era giunto al termine, ed il giorno dopo al momento della partenza presi accordi con il nuovo amico che ci saremmo senz’altro ritrovati per un altra avventura a luci rosse da condividere. Molto tempo dopo ci rincontrammo, ma questo merita che ve la racconti separatamente date le altre sorprese che mi aspettavano.

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