Ho cominciato con mio zio by Giovanna
Summary:

Cambiare aria fa bene.
Andare in campagna per passare la stagione estiva fa anche meglio... e poi le avventure più belle, nei nostri ricordi, non son quelle di gioventù? Collegate ai primi calori, mentre ci si perdeva in giochi che nascondevano desiderio e curiosità.
Questa è anche la storia di Lucilla, solo che lei giocava con lo zio!


Categories: Incesto Characters: None
Genres: Confessione
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 4 Completed: No Word count: 3175 Read: 35556 Published: 30/12/2017 Updated: 12/01/2018
Capitolo 1 by Giovanna

Cara Giovanna, vorrei raccontare un episodio molto speciale che ha segnato un po’ la mia giovinezza e il mio modo di vivere e sentire il desiderio sessuale. Oggi, che ho 35 anni, e sono persino mamma, dovrei guardare con disgusto a questo tipo di manifestazioni di “affetto”, quelle cui sono stata sottoposta nel mio passato, ma devo ammettere che, invece, ripensarci mi scalda il cuore, e persino tra le cosce mi torna un languorino e una sete di riprovare il gusto proibito.

Ma ecco come andò.

Quando la scuola finì, insieme con i miei, ci spostammo in un paesino vicino a Tortona. La c’era una grande casa di campagna, una vera fattoria, era dei miei nonni e ci vivevano anche le famiglie di zii e zie, che avevano continuato la tradizione contadina e abitavano nei dintorni.

La vita in campagna era bellissima e, per me, ragazzina di città, ogni girono era un avventura. Purtroppo non c’erano cuginetti coetanei, o erano molto più piccoli, oppure talmente grandi da sembrare adulti, guardati dal mio punto di vista. Adesso, per come sono andate le cose, mi dico che forse non mi sarei neppure interessata troppo a loro e ai loro giochi infantili.

Infatti successe una cosa del tutto inattesa, che attrasse tutta la mia attenzione e rivoluzionò tutte le mie aspettative. Il mio corpo vibrava e tremava, aspettando che ciò che mi aveva tanto attratta, succedesse di nuovo!

Ero molto giovane ma avevo gambe tonite e sode, e un bel culetto prorompente.

Indossavo le mie gonnelline corte, senza malizia, per cercare refrigerio dal calore dell’estate. Non potevo immaginarlo che il mio fisico ancora tanto acerbo

potesse attrarre gli sguardi di un vero maschio.

Il cugino di mia madre era molto grande rispetto a me ed era sempre molto gentile, nonostante fosse un uomo grosso, dalle grandi mani callose e il viso cotto dal sole, un po’rubizzo la sera, dato che la, tutti non disdegnavano un corposo bicchiere di buon vino.

Aveva grande pazienza; appena possibile mi portava in giro e mi mostrava tutto della fattoria e dei lavori di campagna. Quando era possibile, poi, mi donava l’emozione più incredibile che potessi desiderare: mi aiutava a salire sull’alta cabina del trattore e poi giravamo per il podere. Lui doveva controllare un sacco di cose, la intorno… il sedile era molto scomodo, così, appena ci allontanavamo dalla casa, lui diceva:

- Lucilla, se stai troppo stretta, puoi sederti in braccio a me.

Io ne approfittavo subito, era bello stargli così vicino, mentre mi godevo i sussulti piacevoli e la veduta da una prospettiva del tutto diversa. E poi, sotto di me, tra le su gambe, c’era un qualcosa che, tra i morbidi cuscinetti della carne, s’induriva… era per me una sensazione del tutto nuova. Eppure, quel corpo calloso che sentivo, turgido, sotto il sederino, mi portava delle vampate di calore alle tempie, ma senza farmi arrossire.

 

La sera, sola nel mio lettino ci ripensavo, ero quasi certa di non sbagliare, quello che sentivo quando sedevo sullo zio era il suo pene. Ormai lo sapevo abbastanza bene; anche a scuola se ne parlava con le amiche e avevo visto i disegni del corpo, studiando Scienze. Non posso negarlo, tutta questa strana cosa mi faceva effetto dentro e mi turbava, anche se ancora non capivo perché. Le uniche cose di cui ero certa erano: quelle emozioni mi rendevano contenta e… per la prima volta sentii di non dover raccontare a mia madre, nessuna di quelle cose che provavo con lo zio. Dopotutto, lei doveva avere una grande fiducia in lui, visto che mi lasciava volentieri in sua compagnia.

End Notes:

Vi aspetto per il prossimo capitolo

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