Al bar sotto la pioggia- Il ritorno di Laura by Il delicato
Summary: Con la seconda storia della saga " Al bar sotto la pioggia" inauguro un genere che forse ha più del comico che dell'erotico ma spero vi piaccia lo stesso.
Categories: Trio, Etero Characters: None
Genres: None
Warnings: None
Challenges:
Series: None
Chapters: 8 Completed: Yes Word count: 9624 Read: 20246 Published: 29/03/2018 Updated: 15/04/2018

1. Capitolo 1- FESTEGGIARE LA PROMOZIONE by Il delicato

2. Capitolo 2- CONFIDENZE by Il delicato

3. Capitolo 3- DOPO LA PIZZA by Il delicato

4. Capitolo 4- LA SBRONZA DI LAURA by Il delicato

5. Capitolo 5- TRE NEL LETTO by Il delicato

6. Capitolo 6- GARA DI SEGHE by Il delicato

7. Capitolo 7- GARA DI SEGHE-IL TURNO DI SARA by Il delicato

8. Capitolo 8- PREMI E PENITENZE by Il delicato

Capitolo 1- FESTEGGIARE LA PROMOZIONE by Il delicato
Quella domenica pomeriggio di maggio scendeva la pioggia: calma, costante e insolitamente fredda per il periodo. Al bar di Tommy verso le 18 c'era abbastanza movimento: soprattutto compagnie di amici che si ritrovavano per un aperitivo prima di andare a cena. La domenica era sempre un giorno impegnativo per Tommy , tanto che spesso si faceva dare una mano da una giovane ragazza, Sara, poco più che 20enne, che aveva conosciuto qualche mese prima nel reparto di ortopedia dell'ospedale cittadino: entrambi si erano recati per una visita da uno specialista, Tommy per il mal di schiena che lo perseguitava costantemente e Sara per l'infortunio che aveva patito durante una partita di pallavolo: militava infatti nella squadra cittadina di volley ma da qualche tempo era fuori proprio per l'infortunio. Parlando con Tommy emerse che, non potendo più allenarsi, avrebbe avuto tempo e le avrebbe fatto piacere un lavoretto, anche a chiamata. Mattia le rivelò a quel punto che aveva un bar e che in alcune circostanze un aiuto gli avrebbe fatto davvero comodo, invitandola a provare. Sara accettò e si rivelò una collaboratrice davvero preziosa: precisissima negli orari, paziente anche coi clienti più rognosi, sorridente e infaticabile. Quella domenica Sara aveva chiesto di poter arrivare più tardi perchè le sue compagne di squadra si giocavano la promozione contro una squadra tosta e desiderava andarle a vedere e sostenere. Era arrivata alle 17 e 30, senza il suo solito sorriso e Tommy le aveva chiesto subito: " Avete perso? Dalla tua faccia scura si direbbe di sì".
" Si', abbiamo perso. Per tre punti di merda al quinto set. Fanculo, avevamo giocato benissimo ".
" Dai, Sara, non te la prendere. Nella vita si può anche perdere, ma l'importante è saperlo fare con onore. E da quello che mi dici le tue compagne hanno lottato con le unghie e coi denti".
" Sì, Tommy, sono state veramente delle guerriere. Anche i nostri tifosi, bravissimi: alla fine abbiamo ricevuto quasi più applausi noi di loro. Intendiamoci, hanno meritato, niente da dire sulla loro prestazione: l'unica cosa è che darei fuoco alla loro capitana".
" Antipatica?".
" Non è nemmeno quello il problema: è l'atteggiamento di sfida che tiene in campo, fa la superiore, fa sentire le avversarie delle merde, gioca sporco col pressing psicologico". Sara e Tommy smisero di chiacchierare per servire i clienti che cominciavano ad arrivare numerosi quando a un certo punto entrarono schiamazzando giovani ragazze con la tuta di una società di pallavolo gridando a ripetizione_: " La capitana paga da bere, la capitana paga da bere". Sara rimase immobile: " No, Tommy, loro io non le servo".
Notando la tuta e l'euforia della ragazze Tommy intuì: "Sono loro, Sara? Sono loro quelle che vi hanno battuto?".
" Proprio loro".
A un certo punto si fece strada verso il bancone, mentre le pallavoliste continuavano a gridare " La capitana paga da bere" , una di esse, una bionda sulla trentina, e a quel punto fu il barista a rimanere stupito quando lo salutò :
" Ciao Tommy".
" Laura! Che sorpresa rivederti. Non mi dire che la capitana sei tu!"
Prima che potesse rispondere , l'ancor più sorpresa Sara di fianco a Tommy gli chiese:
" Conosci la loro capitana? '".
" Siamo dello stesso paese- rispose Laura- Ma tu... non ci conosciamo noi?"
" Gioco nella squadra che avete battuto oggi ma sono infortunata. Ero sugli spalti ma ci siamo incrociate tante volte nei campionati".
" Ma sì, è vero... tu sei la Moretti. Sei bravissima nei muri. Forse se oggi ci fossi stata tu in campo non avreste perso". rispose sarcasticamente Laura.
" Non ti mando a quel paese soltanto per rispetto del mio datore di lavoro. Comunque Tommy, loro io non le servo".
" Stai tranquilla, occupati degli altri. Loro le servo io".
" Grazie" e detto questo voltò le spalle a entrambi.
" Allora, Laura, cosa vi porto? Quante siete?
" Siamo dieci e nessuna è astemia".
" Due bottiglie di buon prosecco, ok? Con qualche stuzzichino dei miei"
" Andata. Ce la fai poi a sederti con noi dieci minuti?
" Ma sì, dai, visto che gli altri li serve Sara mi posso fermare un attimo".
" E' la tua fidanzata?"
" No, no. Mi dà una mano al bar. Sono solo sentimentalmente".
" Come me! - sottolineò Laura- Dai, ti aspettiamo al tavolo".
Dopo nemmeno dieci minuti Tommy si presentò al tavolo delle euforiche ragazze con due bottiglie ghiacciate, bruschette al pomodoro, crostini con acciuga e cipolla, wuster avvolti in sottilette e verdurine grigliate, scatenando ancora di più l'entusiasmo delle pallavoliste. Laura fece sedere Tommy accanto a lei e a quel punto il barman parlò: " Ragazze, una delle bottiglie la offro io per festeggiare la vostra promozione". Un urlo di gioia salì nuovamente al cielo e appena calò un po' di silenzio, Tommy motivò la sua generosità: " Io e la vostra capitana siamo dello stesso paese". Seguì un altro urlo, e Laura ne approfittò per schioccare un sonoro bacio a Tommy, talmente vicino alle labbra che lo mise in imbarazzo. Ma poi si alzò e riempì i bicchieri a tutte. Distratte dal prosecco dopo il brindisi, le ragazze calmarono i loro animi e Laura spiegò il motivo della loro permanenza in quella città bagnata dalla pioggia : " Il nostro pullmann ha avuto un guasto , è domenica e non ci sono officine aperte. In più c’ è sciopero dei treni e perciò la società ha trovato un albergo qui per stanotte. Ci sarebbe stato un treno prima ma abbiamo perso tempo negli spogliatoi a festeggiare con tanto spumante e docce al coach".
" E il vostro coach dov'è ora?".
" E' rimasto in albergo con gli altri dirigenti. E' una persona veramente seria, è già stato difficile fargli fare un brindisi con noi, nonostante la promozione"- rispose Vera, la compagna posizionata di fianco a Laura:
" E' vero- aggiunse Laura- E' talmente moralista che lui entra negli spogliatoi, ci dà la formazione e poi non rientra fino a che non siamo cambiate. Idem al termine delle partite, non entra finchè non abbiamo tutte finito di farci la doccia".
" Oggi però gli abbiamo fatto uno scherzetto, eravamo talmente euforiche" sogghignò Vera
Laura rise: " Fuori dagli spogliatoi lo abbiamo convinto a fare un brindisi con noi, poi alcune di noi lo hanno trascinato sotto la doccia vestito , mentre noi lo abbiamo fatto diventare matto perchè i vestiti ce li siamo tolti
" Tutte nude?" chiese Tommy.
" In topless" rispose Laura. " Te le immagini, cinque o sei ragazze tra i 20 e i 30 anni, tutte in forma proprio grazie alla pallavolo, davanti a uno rigido come lui? Scommetto che di rigido oggi non aveva solo la morale"
" A me non capitano mai queste cose"- riflettè ad alta voce Tommy .
" Laura si alzò in piedi e urlò:
" Ragazze, il mio amico Tommy vorrebbe vedere lo scherzetto che abbiamo fatto al coach negli spogliatoi". Le ragazze urlarono entusiaste e aspettavano solo un cenno della capitana, ma Tommy cercò di dissuaderle:
" No, dai, Laura, c'è anche altra gente al bar".
" Va beh, dai, visto che siamo in un bar- propose Laura- facciamo solo tre secondi in reggiseno. Uno, due, tre... su le tute!".
Nessuna delle ragazze disubbidì all'ordine della capitana e dopo essersi ricoperte, Mattia le salutò: " Ragazze, complimenti ancora, per tutto. Torno al lavoro. Laura, se volete altro, chiama me. Anche perchè Sara, incazzata com'è per la partita, potrebbe mettervi il lassativo nei bicchieri.
Capitolo 2- CONFIDENZE by Il delicato
Quando Mattia tornò dietro il bancone, Sara stava preparando una caraffa di spritz accanto a lui e vista la confusione che c’era ancora nel bar e nessuno sembrava fare caso alle parole che si dicevano i due baristi, approfittò per fare una domanda al suo datore di lavoro che si era messo a lavare le tazzine sporche:
“ Siete molto amici tu e lei?”.
“ Io e Laura dici? Una volta lo eravamo, quando abitavo ancora al mio paese, poi ci siamo persi di vista. Frequentavamo la stessa compagnia, ci conoscevamo bene, poi le circostanze della vita ci hanno allontanato. Anche perché io sono venuto qua a lavorare e col bar capisci bene che non torno molto spesso al mio paese”.
“ Tommy, posso farti una domanda…. intima?”
“ Ho già capito quale possa essere: no, non c’è mai stata una relazione tra noi, anche perché lei era fidanzata all’epoca. E io pure: poi, come ti dicevo, sono venuto qui…”
“ E non l’hai più rivista da allora?”
Tommy arrossì:
“ Sara, ma perché mi fai tutte queste domande personali? Non sei mai stata curiosa per il poco che ti conosco.
Sara sorrise e rispose sarcasticamente: “ E’ che potrei essere gelosa del mio datore di lavoro… pensavo che la sua dipendente fosse l’unica donna del suo cuore”.
Sorrise anche Tommy con un rimprovero ben poco credibile per Sara che un po’ aveva imparato a conoscerlo:
“ Manteniamo le distanze, Sara. Ok?”
“ Dai tranquillo. Sai cosa c’è? E’ che sapere che ti intriga quella che ci ha fatto perdere mi sta sullo stomaco”.
“ Sara, ascolta. Laura è una bella ragazza, la conosco da tempo, ma non c’è nessun legame sentimentale tra me e lei. Contenta?”.
“ Comunque non mi hai ancora risposto: l’hai rivista o no dopo che sei venuto qui?”.
Tommy sbuffò poi le sussurrò in un orecchio:
“ Sì!”
Sara stava per ribattere ma Tommy la bloccò continuando a sussurrarle nell’orecchio:
“ L’ho rivista casualmente, aveva perso un treno dopo cena e il bar della stazione era chiuso. Io ero ancora aperto ed è capitata qua per caso, non sapeva nemmeno che questo bar fosse mio”.
Sara sussurrò nell’orecchio la sua curiosità sempre più morbosa:
“ E quindi avete passato la notte insieme?”
Dopo un istante di riflessivo silenzio, Tommy guardò Sara negli occhi e le fece una proposta:
“ Quando va via un po’ di gente, se mi giuri di tenere tutto per te, ti racconto tutto per filo e per segno”.
“ Giuro. Dai, servo questi spritz. Vedo che la tua amica sta tornando da te”
La bionda pallavolista dai lunghi capelli biondi e dai lucenti occhi azzurri si era avvicinata con un incredibile sorriso al bancone:
“ Mi fai il conto, mio vecchio amico?”.
“ Già fatto. Sono quindici euro”
Laura pagò e poi dopo si soffermò a guardare Tommy negli occhi e gli chiese sottovoce:
“ Ricordi l’ultima volta che sono stata qui’?”
Tommy arrossì: come poteva dimenticare che una semplice gentilezza da parte sua si era trasformata in una notte calorosa tra loro? Rispose proprio così, sottovoce:
“ Come potrei dimenticarlo?”
Laura, senza mai smettere di sorridere, restò ancora un attimo in silenzio prima di avanzare la sua proposta, sempre sottovoce:
“ Non è che ti andrebbe un po’ di compagnia anche stasera?”
Tommy diventò rosso come una brace e guardando nei dintorni per evitare che Sara o certi clienti fossero a portata di orecchio, rispose:
“ Credo che sia l’euforia per la vittoria che ti fa dire queste cose. Forse hai bevuto troppo, Laura”.
“ Il tuo prosecco era ottimo in effetti. E’ che… insomma, va bene festeggiare con le ragazze e società ma non sarebbe male festeggiare anche con un uomo.
“ Ma tu non devi tornare in albergo con le altre? ”.
“ Sì. Potresti venire a trovarmi tu in effetti. Il vantaggio di essere la capitana è di avere una stanza singola”.
“ E come faccio col bar?”
“ Ci lasci la tua dipendente. Mi sembra che se la cavi benissimo”.
“ Sara va sempre via alle 8”
“ Non devi venire presto. Alle 8 siamo a cena anche noi. La reception è aperta fino alle 11. Non andrai in rovina se chiudi un paio di ore prima e mi vieni a trovare. Hotel Asia, stanza 17, primo piano. Un chilometro e mezzo da qui.”
“ Laura, ma mi stai davvero invitando a passare la notte con te? Non ci credo: sarei un uomo troppo fortunato”.
“ Lo dice anche il proverbio- replicò Laura, palesemente su di giri- La fortuna aiuta i barmen. Ciaoooo”.
“ Veramente sarebbero gli audaci” le urlò dietro Tommy mentre Laura tornava dalle compagne, le quali dopo un minuto si alzarono e andarono a salutare l’amico della loro capitana, tutte baciandolo a un millimetro dalle sue labbra: era chiaro che era una provocazione ordinata alle compagne da Laura. Quando furono tutte uscite, il bar si era svuotato: Sara che aveva appena finito di pulire il tavolo degli ultimi clienti, stava guardando le pallavoliste con occhi carichi di odio: le avrebbe fulminate mentre salutavano con quel mezzo bacio languido Tommy e avrebbe tirato un vassoio sulle loro teste anche mentre uscivano schiamazzando.
“ Guardale lì, le gallette- commentava ad alta voce Sara, con disprezzo- Come se la tirano, quanto le odio”.
“ Dai, Sara, capisco che sei arrabbiata per la partita, ma loro hanno vinto, è normale che siano allegre”.
Sara a quelle parole tornò in tuffo nel mondo reale:
“ Hanno corrotto anche te con tutti quei bacetti, eh?”
“ Ma che c’entra, Sara? Sono solo state educate”
“ Tommy, ti posso chiedere un favore? Te lo posso dare anch’io un bacio? Ma un bacio come dico io!”
Tommy rimase sorpreso e poi acconsentì:
“ Sì, perché no?”
Sara gli si fiondò addosso e abbracciandolo appoggiò le proprie labbra su quelle di Tommy con veemenza. Una veemenza tale che gli fece aprire la bocca per accogliere la lingua di Sara ma appena la sentì dentro di sé Tommy si ritrasse ed espresse la sua perplessità:
“ Cavolo, Sara, pensavo a un bacetto a stampo io”.
“ Scusa. E’ che volevo apprezzassi di più un bacio mio che di quelle stronze. Scusa”.
“ Ma quale scusa- sorrise Tommy riabbracciando affettuosamente la sua dipendente- In fondo mi è piaciuto”.
Sara ne fu compiaciuta e rispose semplicemente con un
“ Grazie” accompagnato da un sorriso.
Tommy strinse affettuosamente Sara forse più del dovuto ma d’altro canto lei non dimostrava di essere infastidita da quella tenerezza. Si guardarono negli occhi e a un certo punto Tommy fece una proposta alla ragazza:
“ Sai cosa credo, Sara? Che tu abbia bisogno di affetto in questo periodo. Che ne dici se chiudiamo e andiamo a mangiarci una pizza?”
“ E’ una buona idea. Però il dolce torniamo a prenderlo qui: i nostri gelati sono squisiti”.
“ Ok, dai, faccio chiusura”.
“ E io avviso i miei che non torno a cena. Tra l’altro visto che saremo soli mi puoi raccontare quella storia”
“ Quale storia? “
“ Non fare il finto tonto. La storia tra te e la capitana”.
“Aaahh, e va bene... però te la racconto quando torniamo qua” cercò di prendere tempo Tommy, sperando che Sara stesse talmente bene con lui a cena da scordarsene.
Capitolo 3- DOPO LA PIZZA by Il delicato
La pizza tra Tommy e Sara era stata davvero un buon conforto per la giornata di entrambi: faticosa per il lavoro per lui e deludente per la mancata promozione della sua squadra per lei. Si erano rilassati in quel piccolo locale rustico dove si erano recati a piedi poiché non troppo distante dal bar: in quell’antica taverna del centro di quella piccola e accogliente città Tommy e Sara avevano gustato una pizza davvero squisita cotta nel forno a legna. Fuori dal contesto lavorativo i due ragazzi non sembravano titolare e dipendente di un’attività ma semplicemente due buoni amici, complice anche l’età ravvicinata dei due: 22 anni compiuti Sara e quasi 29 Tommy. Davanti a due buoni boccali di birra bionda e fresca entrambi si erano aperti: Tommy aveva parlato di come era capitato in quella città, delle amicizie che conservava al suo paese, della sua passione per la montagna un po’ abbandonata da quando lavorava lì; Sara aveva raccontato soprattutto della sua passione viscerale per la pallavolo e anche della sua sfortuna con i ragazzi che le faceva sempre incontrare delle persone, apparentemente normali, ma che poi, conoscendoli meglio, si rivelavano degli psicopatici. Si erano raccontati a vicenda qualche aneddoto, qualche figura di merda che avevano fatto, le conseguenze di qualche sbornia, e alla fine, dopo aver ripreso un altro boccale di birra e saldato il conto al quale da gentiluomo pensò Tommy uscirono dalla pizzeria teneramente abbracciati, un contatto che non era usuale tra loro: anche se da quando Sara lavorava con lui, avevano preso più confidenza, avevano mantenuto un minimo distacco professionale. Ma quella sera, mentre una leggera pioggia continuava a scendere dal cielo e a bagnare i due ragazzi privi di ombrello ma assolutamente indifferenti al meteo, il distacco si era annullato. Tornarono al bar di Tommy tra risate e battute e quando entrarono il ragazzo richiuse la serranda: non voleva essere disturbato mentre si godeva quella serata spensierata con Sara, la quale, appena arrivata, fu invitata ad accomodarsi a un tavolo mentre Tommy avrebbe preparato due squisite coppe gelato. Ma prima del gelato arrivò davanti a una stupita Sara una bottiglia di prosecco con due calici. Vedendo la sua espressione stranita, Tommy le spiego:
“ Per godersi meglio il dolce, ci vogliono un po’ di bollicine”.
“ E’ lo stesso che hai dato alla tua amica? ”.
“ Questo è meglio, Sara. Una bottiglia gliel’ho offerta io oggi, e secondo te ci voglio rimettere? Ho dato loro un prosecco buono ma che a me non costa più di tanto”.
Sara rise:
“ Però ci stai rimettendo offrendolo a me”.
“ E’ un premio per la bella serata che stiamo passando. Vado a prendere i dolci”.
Tommy arrivò al tavolo con due meravigliose coppe ai frutti di bosco, riempì i bicchieri, si sedette e fece un brindisi “ all’amicizia”. Prima ancora di assaggiare i gelati, i due si guardarono in silenzio, mentre dalla strada l’unico rumore che si avvertiva era il ticchettio della pioggia incessante. In quell’istante spensierato Tommy, portando il calice alla propria bocca, osservò bene Sara e le rivolse un complimento.
“ Sai che coi capelli bagnati dalla pioggia stai proprio bene? Hai un aria sensualissima”
“ Tommy! Credo che tu abbia bevuto troppo. Ma credo di aver bevuto troppo anch’io perché stavo per dirti che i tuoi occhi stasera hanno una luce magnetica che mi intriga da morire”.
“ Ce lo ridiamo un bacio?”.
Senza attendere una risposta, Tommy si alzò in piedi, Sara di fronte a lui anche: si allungarono sul tavolino fino a trovare reciprocamente le proprie bocche: le loro labbra si assaggiarono prima timidamente, poi si dischiusero per dare il via a una sensuale danza di lingue. Mentre Tommy allungava una mano sui fianchi di Sara per abbracciarla e portarsela più vicino, urtò senza volere la bottiglia di prosecco che si rovesciò in parte sulla felpa di Sara che era china per baciare Tommy. In quell’istante Tommy si staccò dalla presa:
“ Accidenti, Sara, scusa, ti ho bagnata tutta”.
Sara rispose, ridendo, con una battuta, dettata dall’alcool e dall’eccitazione:
“ Tanto io mi stavo già bagnando”.
Tommy non potè fare a meno di arrossire, e notando il suo imbarazzo, Sara prese in mano le redini della situazione:
“ Che ne dici se continuiamo a baciarci davanti al bancone? Lì non ci sono ostacoli”
Tommy non disse una parola ma si portò timidamente davanti al bancone, subito raggiunto da Sara: la abbracciò appena fu a portata del suo corpo e ricominciò a baciarla. Fu naturale per Tommy, durante quella limonata spensierata, far scivolare le sue mani fino ad accarezzare il fondoschiena di Sara, ancora tonico nonostante non potesse più allenarsi, e poi portare la mani sui lembi della felpa di Sara e sollevarli, staccandosi un istante dal bacio per levarle l’indumento e lasciarla in una sexy canottierina nera.
Mentre gettava sul bancone la felpa di Sara, le disse:
“ Tanto è bagnata, si deve asciugare “.
A quel punto Sara riprese a baciarlo e poi gli spinse dolcemente la testa sulla parte dei suoi seni lasciata allo scoperto. Mentre Tommy la sbaciucchiava lì, Sara esclamò: “ E’ bagnata pure la canottiera”.
“ Hai ragione- disse Tommy, mentre gliela toglieva e la gettava dietro il bancone.
Quando fu in reggiseno Tommy si fermò un istante a guardarla e Sara replicò:
“ Lo so, sono un po’ ingrassata. Purtroppo non posso allenarmi ora e come hai visto mi piace tanto la pizza”.
“ Sara, ma chi se ne frega se sei ingrassata! ” rispose Tommy, e le si avventò di nuovo addosso baciandola con passione e carezzandole il seno e il suo fondoschiena mettendo le mani dentro i suoi jeans e sfregandole sulle sue mutandine.
Nel frattempo Sara si sbottonò i jeans e liberandosi per un attimo dal bacio di Tommy, se li sfilò insieme alle scarpe spiegando la sua mossa:
“ Credo tu possa toccarmi meglio così”.
Guardando la strana amica di una sera in mutande e reggiseno, a Tommy venne spontaneo dire:
“ Sarai pure ingrassata ma io ti trovo quantomai seducente. Sai cosa piace tanto a me di voi pallavoliste? Le cosce”.
“ Serviti! ” esclamò Sara divaricando le gambe
Tommy a quel punto si inginocchiò tra le sue gambe e cominciò a baciarle, leccarle e mordicchiarle le sue robuste cosce da giocatrice di volley, sfiorando anche il tessuto delle sue mutandine. Mentre era chino sotto di lei, Sara approfittò per sfilare a Tommy il maglione e la maglietta che indossava, lasciandolo a petto nudo, e gettando gli indumenti dietro il bancone insieme ai suoi. Mentre notava che risaliva sempre più vicino al suo luogo segreto, lo bloccò: “ Fermati!”
Lui si fermò e la guardò interrogativo. Lei parlò:
“ Tu mi devi ancora raccontare quella storia. Me l’hai promesso!”
“ Sara! Cazzo, Stiamo pomiciando e tu pensi a farti raccontare quello che è successo tra me e Laura?”
“ Guarda che potrebbe essere una cosa buona anche per te, magari mi eccito e ti faccio divertire!” rispose Sara facendo l’occhiolino.
A quel punto Tommy si sedette su una delle sedie in un angolo vuoto del bar, dicendo solo:
“ Ok, te la racconto”.
Sara lo raggiunse e si mise a smorzacandela su di lui dandogli un bacio a sorpresa:
“ Così magari sei più motivato a raccontarmela”.
“ Secondo me se ti togli il reggiseno lo sarò ancora di più”.
“ Io lo tolgo ma guarda che non mi distrai anche se ti dai da fare con le mie tette. Io la storia la voglio sentire tutta”.
“ Va bene”.
Anche il reggiseno di Sara fece la fine degli altri vestiti sparsi dietro il bancone.
“ Che belle tettine!” esclamò Tommy, guardando quei due globi sui quali svettavano due irti capezzoli ai quali diede una sonora leccata prima di cominciare la sua storia.
Mentre alternava una leccata di tette e qualche bacio a una parte del racconto di ciò che era successo in quel bar tra lui e Laura, fuori la pioggia si faceva più intensa, come erano più intensi i respiri dei due ragazzi.
“ E questo è tutto” esclamò Tommy concludendo la sua storia, guardando Sara negli occhi mentre entrambi si cingevano reciprocamente i fianchi.
“ Visto che siamo in tema di confidenze, sai che io non ho mai fatto sesso orale? Né fatto né ricevuto”.
“ Perché è una pratica che non ti piace?”
“ No. Semplicemente non mi è mai capitato”.
“ Ho capito. Te lo faccio io”. Tommy invitò Sara ad alzarsi e poi prendendola per mano la condusse su uno dei tavoli dove la fece sdraiare. Le allargò le gambe ma proprio mentre stava per toglierle gli slip si sentirono forti colpi alla serranda chiusa: qualcuno stava bussando. Sara ne fu spaventata tanto che si sedette di scatto sul tavolo abbracciando Tommy e dicendo:
“Cazzo, i ladri”.
“ Sara! E secondo te i ladri bussano? Sarà qualche ragazzino che si diverte a fare gli scherzi”.
Nel frattempo i colpi alla saracinesca continuavano e a un certo punto si udì una voce, palesemente impastata dall’alcool ma riconoscibile
“ Tommy, lo so che ci sei. Ho visto la luce. Per favore, aprimi”.
“ Cavolo, ma è Laura” esclamò Tommy.
“ E quindi? ” chiese interrogativa Sara.
“ Tu nasconditi nella stanzetta sul retro mentre io cerco di mandarla via”.
Sara ubbidì proprio mentre Laura continuava a sferrare pugni sulla porta. Tommy a quel punto parlò:
“ Arrivo, Laura, ti sto aprendo
Capitolo 4- LA SBRONZA DI LAURA by Il delicato
Quando fece varcare la soglia del bar a Laura, essa si abbarbicò al collo di Tommy sbiascicando un grazie e dimostrando un equilibrio precario. Tommy si accorse immediatamente dello stato di ebbrezza della ragazza e anche che i suoi abiti erano fradici della pioggia che negli ultimi minuti si era messa ad aumentare di intensità.
“ Laura, sei fradicia e sbronza. Cos’hai bevuto? Hai l’alito di un dinosauro.”
“ Qualche cicchetto. Forse ho un po’ esagerato”.
“ Siediti che ti faccio un caffè.”
Tommy riaccese la macchina del caffè e nel frattempo fece alcune domande alla ragazza, che era riuscita a sedersi a un tavolino raggiunto barcollando.:
“ Cosa ci fai qui? Come sei venuta?”
“ A piedi”.
“ E’ già un miracolo che non ti abbiano investito in quelle condizioni”.
“ Tu non venivi in albergo e io ero stufa di aspettarti: così ti ho raggiunto io.”
“ Non ti avevo promesso che sarei venuto”
“ Sì ma… io ci contavo. Che facevi al bar con la serranda chiusa?”
“ Stavo sistemando: facevo le pulizie di fine giornata”.
“ A petto nudo?”
“ … soffro il caldo terribilmente”.
“ E i due bicchieri su quel tavolino con le coppe e la bottiglia di prosecco?”
“ Mi mancava solo quello da sistemare”.
“ Bugiardo. Ci sono solo due bicchieri, e non avresti tirato fuori la bottiglia intera per una coppia di clienti. Tu hai appena fatto un brindisi in dolce compagnia”.
Nel frattempo Tommy le servì un caffè forte al tavolino , pensando che pur ubriaca avesse mantenuto il fiuto della cacciatrice in cerca della preda, e dicendole di aspettarlo che andava in bagno. In realtà andò nella stanzetta sul retro, dove Sara lo aveva aspettato indossando una maglietta e un paio di pantaloncini che aveva preso in prestito dalla cassettiera del suo titolare, tanto per non rimanere solo con gli slip.
“ Sara- esclamò trafelato- Laura è ’ ubriaca fradicia, non posso mandarla via così. Oltretutto ha tutti gli abiti bagnati di pioggia”.
“ Riaccompagnala in albergo in macchina. Ti ha detto dove alloggia?
“ Sì, ma sei matta? Se la vede qualche dirigente o qualche compagna invidiosa in quello stato, non so cosa potrebbe succederle”
“ Dici di non provare sentimenti ma ti preoccupi parecchio per lei, eh?
“ E’ pur sempre una mia amica.”
“ E quindi?”
“ Quindi la faccio dormire qui, domattina prestissimo la riaccompagno in albergo e lei potrà raccontare di essere uscita a fare jogging e di essere rientrata”.
“ E la lasci qui da sola?”.
“ Certo che no, resto anch’io”.
“Se resti con lei allora resto anch’io”
“ Sara, ma sei gelosa? Non penserai mica che io voglia farmi una in quello stato?
Sara non rispose, alchè Tommy sbuffando, rispose con sarcasmo. :
“ Ma sì, resta anche tu, magari facciamo una bella ammucchiata. Dai, Sara, dammi una mano a trascinarla qui”.
Sara a malincuore ubbidì e seguì Tommy nel locale, dove videro che Laura, dopo aver finito il caffè fortissimo che il ragazzo le aveva preparato , si era accasciata con la testa sul tavolo.
“ Uno da una parte e una dall’altra la solleviamo, ok Sara?”
La ragazza assentì, ma appena Laura si sentì sollevare per le braccia aprì gli occhi chiedendo chi fosse :
“ Siamo noi- parlò Tommy – Vieni con noi, è meglio se ti sdrai un attimo”.
Mentre trascinavano la ragazza verso la stanza, Laura si voltò un attimo verso l’altra giovane donna:
“ Ehi- disse farfugliando.- Tu sei Sara, la fidanzata di Tommy”.
“ Non sono la sua fidanzata, sono la sua dipendente”.
“ Ma io ho visto i bicchieri, i brindisi, dopo l’orario di chiusura… voi due, soli… sono ubriaca ma mica scema”.
Una scazzatissima Sara a quel punto rispose a tono:
“ Non siamo fidanzati ma stasera ci è venuta voglia e stavamo pomiciando. Poi sei arrivata tu e ci hai interrotto”.
“ Scuuuusate- disse Laura, gettandosi a tuffo sul letto appena entrata nella stanza.
“ No, Laura- la rimproverò Tommy- Non puoi andare sul letto così, ti devi spogliare”.
“ Tommy, va bene ma… vuoi farlo qui davanti a Sara? O facciamo una cosa a tre?”
“ Non hai capito niente, Laura- continuò Tommy- Ti devi spogliare perché sei bagnata fradicia e rischi una polmonite. Ce la fai a toglierti gli abiti?
Laura non rispose e fece per abbassarsi i pantaloni della tuta ma chiuse nuovamente gli occhi prima di finire il gesto.
“ Ho capito- disse , guardando negli occhi Sara- La spoglio io”.
Senza tanti complimenti , sotto gli occhi di Sara, Tommy le tolse tuta, scarpe e calzini, lasciandola in reggiseno e slip. Andò in bagno dove stese la tuta e prese un asciugamano, chiedendo a Sara se, per evitare fraintendimenti, avesse voluto asciugare lei Laura.
“ Io lei non la tocco- fu la ferma risposta della ragazza. A quel punto Tommy si occupò di asciugare il sensuale corpo della ragazza: la cosa gli fece tornare in mente la sera in cui quel giovane fisico sportivo e attraente era stato suo. Ma voltandosi la presenza di Sara gli fece scrollare dalla mente quel pensiero e asciugò Laura con decisione, finchè, quando fu asciutta, gettò l’asciugamano per terra e senza tanti complimenti sollevò il bacino di Laura per tirare giù le coperte e poi, prendendola per le gambe invece ce la infilò sotto e le rimboccò tutto fino al collo.
“ Ok, lei è a posto” esclamò Tommy, rivolto verso Sara.
“ E tu? “ replicò la giovane
Tommy si tolse quello che gli era rimasto addosso, pantaloni e scarpe, rimanendo in boxer attillati di colore scuro:
“ Ora sono pronto per andare a letto anch’io”.
“ Ok. Vai tu nel mezzo perché io vicino a quella lì non ci dormo”.
“ Sara, sei sicura di volere rimanere? Ti assicuro che non ho intenzione di sfiorare una ragazza ubriaca e incosciente”
Sara stava per replicare ma fu distratta da un rumore che cominciava a diffondersi nella stanza: entrambi si voltarono verso Laura e notarono che stava russando.
“ Visto? – parlò Tommy- “ Secondo te voglio andare a letto con una in quelle condizioni? ”
“ Io rimango- rispose Sara- La tua amica mi ha decisamente rovinato la giornata: prima la mancata promozione, poi arriva in questo stato mentre tu stavi per leccarmela… Che palle!
Dopo un attimo di silenzio, Tommy espresse tutta la sua buona volontà a Sara:
“ Stasera è andata così ma giuro che te la lecco, magari domani o il prima possibile. E poi- scherzò Tommy- chi ti dice che ti sarebbe piaciuto?”
“ Se anche tu fossi il peggior leccatore del pianeta, io ero eccitata, cazzo, e lo desideravo tanto”.
Tommy si fermò a guardarla un attimo e poi con tenerezza la invitò a dormire:
“Dai, andiamo a letto che sono stanco” e dicendolo si infilò sotto le coperte di fianco alla russatrice Laura e e quel punto Sara si infilò nel letto di fianco a Tommy. Era piuttosto stretto per tre ma Tommy, prima di spegnere la luce, fece una battuta che rasserenò un pochino l’animo di Sara facendola sorridere:
“ In fondo è sempre stato il mio sogno un sandwich con due giocatrici di volley. Buonanotte.”
Capitolo 5- TRE NEL LETTO by Il delicato
Tommy si trovava stretto nel mezzo tra due seducenti ragazze: la compaesana Laura, ubriaca come una spugna e intenta in un lamentoso russare, con la quale aveva avuto un’ inaspettata e graditissima esperienza erotica qualche mese prima, e la giovane Sara, sua collaboratrice nel bar, portatrice di odio verso Laura in quanto capitana della squadra che aveva battuto la sua e in quanto responsabile dell’interruzione del momento sexy che Sara stava vivendo con passione col suo titolare. Nel buio, sotto le coperte, in quello spazio davvero stretto, Tommy era a contatto con i corpi di entrambe: Laura indossava solo l’intimo e Sara un paio di pantaloncini con una maglietta senza reggiseno, tolto poco prima mentre si trovava a cavalcioni di Tommy. Il barman era un gentiluomo: non aveva davvero intenzione di approfittarsi di una ragazza non in grado di intendere e volere, come del resto non voleva combinare qualcosa con Sara alla presenza della sbronza Laura. Ma sentire contro di se quei due corpi femminili caldi e prorompenti non poteva fare a meno di eccitarlo, e l’amico che si nascondeva sotto i suoi boxer era in piedi e sull’attenti costantemente: in quella maniera Tommy sapeva già che sarebbe rimasto sveglio tutta la notte. Completamente lucido, ripensò anche a quello che stava combinando con Sara e si ricordò che era una sua dipendente: pensava che avrebbero potuto accusarlo di mobbing o qualcosa del genere, ma poi si diede del coglione tra sé e sé: “ Io non l’ho costretta a fare nulla, anzi, lei si è pure incavolata perché non abbiamo potuto continuare, perciò devo stare più che tranquillo. Non la volevo nemmeno trattenere qui a dormire”.
Tommy provò a chiudere gli occhi e a rilassarsi: finalmente Laura aveva smesso di russare e poteva provare a dormire. Ma dopo pochi minuti, sentì una mano estranea adagiarsi sui suoi boxer: dapprima pensò a un movimento involontario nel sonno di una delle due ragazze e lasciò fare, ma quando la succitata mano si infilò sotto e strinse audacemente tra le mani il suo membro, cominciando una tradizionalissima sega, Tommy rimproverò la sua dipendente:
“ Dai, Sara, non mi sembra il caso con Laura qui di fianco”.
“ Ma che c’è?”- rispose Sara che non si era ancora addormentata- “ Io non ho fatto niente! T”
A quel punto Tommy accese la luce, guardò Sara negli occhi mentre sentiva che la mano sotto i suoi boxer continuava il movimento verticale e, vincendo ogni pudore, tirò giù le coperte: la mano che gli stava facendo una sega era quella di Laura, la quale però aveva ancora gli occhi chiusi e non sembrava particolarmente lucida. Sara non fu particolarmente interessata dalla vista del cazzo di Tommy ma al fatto che Laura fosse consapevole o no di quello che stava facendo.
“ Tommy- chiese Sara- Secondo te si è ripresa dalla sbornia e finge di essere ancora in catalessi per masturbarti in tranquillità o sta sognando?”
Tommy guardò Laura in viso: non sembrava proprio una persona cosciente.
“ Credo stia davvero sognando”.
“ Va beh, dai, toglile il braccio e rimettiamoci a dormire”
“ E’ una parola Sara. Ha una presa fortissima, mi fa quasi male, e se va avanti ancora un po’ io vengo”.
Provò Sara a quel punto a togliere la mano di Laura ma anche ella noto che la presa era piuttosto tenace, e adottò allora un’altra strategia: si piazzò di fianco al suo orecchio e le urlò: “ Svegliatiiii”.
Laura sobbalzò e si svegliò staccando la mano dall’uccello di Tommy. Aprì gli occhi e passati un po’ gli effetti dell’alcool fece alcune domande:
“ Tommy. Che ci fai con l’uccello di fuori? E io in mutande e reggiseno? Ma dove sono? Chi è questa tizia?”.
Dopo un attimo di silenzio da parte di tutti per far riordinare le idee a Laura, questa trovò alcune risposte:
“ Sì, tu sei Sara, la dipendente di Tommy. Ragazzi, ma cosa abbiamo fatto? ”.
“ Niente- spiegò Tommy, rimettendosi l’uccello nei boxer- Siamo nel retro del mio bar, nella stanzetta d’emergenza. Dopo cena io e Sara stavamo bevendo qualcosa, poi sei arrivata tu ubriaca come una spugna e bagnata fradicia dalla pioggia. Non potevo riportarti in albergo in quello stato e allora abbiamo deciso di farti dormire qui. Ti ho spogliato io perché tu non eri in grado, i tuoi abiti sono stesi ad asciugare. Non potevamo lasciarti sola, quindi abbiamo deciso di dormire tutti qui.
“ Ragazzi, grazie. Veramente… scusate, scusatemi tanto”.
“ Cosa stavi sognando Laura?’” le chiese all’improvviso Sara.
“ Io.. ho anche un po’ vergogna a dirlo ma ve lo devo… stavo sognando di masturbare un mio amico”.
“ Non era solo un sogno- rispose Tommy- Tu mi stavi davvero masturbando nel sonno, per quello avevo il cazzo fuori. Credevo fosse Sara, poi ho acceso la luce e tirato giù le coperte e abbiamo visto che eri tu nel sonno. Così Sara ti ha svegliato.
“ Oddio che sbornia” si coprì il volto con le mani Laura che, sentendo il suo arto superiore destro impregnato di un inconfondibile odore di maschio, si rese conto che stava davvero facendo una sega nel sonno
“ Ragazzi, mi dispiace. Tommy, non volevo davvero farti una sega… cioè, non offenderti… non che mi sia dispiaciuto ma … insomma, sognavo ed evidentemente il sogno mi ha coinvolto e io mi sono ritrovata nel sonno a farti una sega”.
“ E adesso gliela finisci, stava quasi venendo” le urlò Sara, che era in piedi di fianco al letto”
“ Sara, piantala!”- la sgridò Tommy
“ No, Sara ha ragione-replicò Laura – Se sono arrivata a quel punto è giusto che ti faccia venire. Sara, vuoi lasciarci soli dieci minuti?”
“ No! Io voglio guardare. Tanto ho già visto prima”.
Sul volto di Laura si fece un’espressione perplessa, poi accettò con condizioni:
“ Se Tommy non ha niente in contrario, per me va bene”.
Tommy, stupito, perplesso, imbarazzato , decise di dare una svolta alla serata:
“ Perchè invece non facciamo una vera e propria gara di seghe? Quella che mi masturba meglio di voi due riceverà un premio, mentre la perdente dovrà scontare una penitenza’”.
“ Io ci sto! ” rispose subito Sara.
Laura sorrise: “ Sara, io faccio seghe ai ragazzi da quando ho 16 anni: le ho fatto con la destra, con la sinistra, coi piedi… hai perso in partenza!”
“ Le sfide difficili mi intrigano… e poi anche se sono più piccola, un po’ di seghe le ho fatte anch’io”.
“ Allora ok. Gara accettata. Tommy, decidi tu le regole del gioco”.
Dopo un attimo di esitazione , Tommy si espresse:
“ Ognuna mi masturberà davanti all’altra: quella che guarda dovrà restare in silenzio. Vietato per tutti scattare foto e fare filmati. Voglio venirvi sulle tette, a entrambe. Alla vincitrice della gara, che decreterò a seconda del piacere provato, leccherò la figa come premio, mentre la perdente me lo dovrà succhiare. E soprattutto già da ora voglio entrambe completamente nude. Siete d’accordo su tutto?
Le ragazze assentirono e si levarono quel poco che avevano addosso, offrendo le delizie del proprio corpo atletico alla vista di Tommy: Laura era più in forma ma anche Sara, nonostante i mancati allenamenti, non era per niente male
Capitolo 6- GARA DI SEGHE by Il delicato
Le ragazze, su richiesta di Tommy che nel frattempo si era seduto sul letto, si piazzarono in piedi davanti a lui che le osservava estasiato: quelle due femmine nude che avevano in comune la passione per il volley erano diverse sia fisicamente sia caratterialmente ma entrambe erano certo avvenenti e desiderabili. Tommy doveva decidere chi far cominciare per il gioco proposto, il cui solo pensiero lo intrigava come non mai: nei suoi boxer l’uccello aveva raggiunto ormai la consistenza del granito e non vedeva l’ora di sfogarsi.
“ Comincerà Laura! ” decretò poi, dopo una riflessione. “ Privilegio per la più anziana”.
“ Ma vaffanculo. Anziana a chi?- gridò Laura ridendo, poiché aveva perfettamente capito il senso della frase. Tommy poi pregò Sara di sistemarsi davanti alla finestra per guardare lui e Laura, che si piazzarono seduti fianco a fianco a bordo del letto. Senza provare più nessun pudore, Tommy si levò i boxer facendo svettare la sua erezione.
Tommy ricordò a Sara le regole del gioco:
“ Sara, dal momento in cui Laura me l’avrà preso in mano, non potrai più parlare fino a quando verrò. Non puoi scattare video e foto ma se vuoi ti puoi toccare. Se hai domande fammele adesso.
“ Nessuna domanda, ho capito tutto”.
“ Ok. Ora darò un bacio a Laura come augurio di buona fortuna, poi dai il via”.
Tommy abbracciò Laura con ardore mentre poggiava le sue labbra su quelle della ragazza e le infilava decisamente la lingua in bocca. Anche se durò pochi secondi, a Laura parve che quel bacio fosse più sentito di un semplice augurio. Ma quando Tommy si staccò, fu concentrata sulla gara. Guardò Sara che diede l’inizio alla gara con voce e dita: “ Tre, due, uno, via”. Laura impugnò il cazzo di Tommy con tutta la mano e cominciò a muoverlo con lentezza esasperante: un su e giù sinuoso, senza fretta, ma col solo desiderio di far impazzire con la sua presa decisa e voluttuosa il suo amico e vincere la gara, per ricevere l’ambito premio di una leccata di passera che già pregustava lunga e piacevole, ricordando anche l’esperienza di qualche mese prima. Sara guardava con interesse quella sega fatta in religioso silenzio, pensando che la rivale, per quanto odiata, ci sapesse comunque fare con le mani e sperando di carpirle alcuni trucchi. Tommy si godeva quella sega, alternando il suo sguardo tra il viso di Laura, fisso sul suo cazzo, e il volto di Sara, che osservava ingolosita a braccia conserte sul proprio seno. A un certo punto però Tommy penso di rendere meno “ agonistica” quella gara e disse alla sua masturbatrice:
“ Laura, Sara deve stare zitta ma noi possiamo parlare!”
Laura sorrise, senza interrompere il suo lavoro:
“ E di che vuoi parlare mentre ti faccio una pippa, scusa?”
“ Per esempio potresti dirmi se è la prima volta che masturbi qualcuno con degli spettatori”.
Laura stette un attimo in silenzio:
“ Hai la memoria corta, Tommy, eh?”
Tommy la guardo interrogativa:
“ Cosa mi dovrei ricordare, Laura?”
“ Alla festa estiva del nostro paese, tu avevi 18 anni e io 19. Non ricordi proprio?
Sara a quel punto era incuriosita più da quel segreto che prometteva di essere rivelato a breve che dall’esito della sega”.
“ Ricordo che una sera ti avevo accompagnato a casa dopo la festa e ci eravamo salutati con una limonatina, roba da ragazzi”.
“ A parte quella slinguata di tre secondi non ricordi altro di quelle feste? ”.
“ Non che ti riguardi, Laura. Forse ero sbronzo”
Laura continuava imperterrita a masturbare Tommy durante la narrazione
“ … sì, ripensandoci , non eri proprio tra i più lucidi. Comunque ti rinfresco la memoria: verso la fine di una quelle feste al campo sportivo, eravamo rimasti praticamente solo in cinque, tutti più o meno della nostra età: io, te, Francesca, Marco e Angelica. Tu eri in effetti brillo ma anche noi non scherzavamo. Angelica ha proposto di giocare al gioco della bottiglia con penitenze a sfondo erotico e tutti abbiamo aderito entusiasti. Il primo giro di bottiglia è stato di Angelica che è caduto su Marco e come penitenza ha dovuto limonare con Francesca palpandole il culo per due minuti. Poi è toccato a Francesca girare e la bottiglia e ha indicato me: la mia penitenza è stata masturbare Marco davanti a tutti per un minuto. Ed ecco dove ho già masturbato qualcuno davanti ad altri. Non te lo ricordavi proprio?”.
“No, mi dispiace. Ho giocato tante volte al gioco della bottiglia, ma evidentemente avevo davvero bevuto troppo quella volta “.
“ Comunque per la cronaca ero stata talmente brava che Marco era quasi venuto in un solo minuto, tanto che dopo, prima di andare a casa, mi ha supplicato di finirgli la sega.”
“ E tu?”
“ E io l’ho accontentato, tanto avevo capito che sarebbe venuto in 20 secondi. Siamo andati in un angolo del campo e l’ho fatto venire. Non è stato un grande sforzo”.
“ Cazzo, Laura, non ricordo davvero nulla di quella volta lì. Non ricordo nemmeno le penitenze che ho fatto io”.
“ Tu sei stato fortunato. Sei stato pescato una volta sola, da me tra l’altro. “
“ E che mi hai fatto fare?”
“ Sapevo che all’epoca Francesca ti piaceva ma lei non ti cagava, così ti ho fatto fare un ditalino a lei. Lei si vergognava a spogliarsi davanti a tutti e così abbiamo trovato il compromesso: vi sareste appartati ma poi avremmo voluto vedere le tue dita impiastricciate dei suoi succhi come prova. E in effetti quando siete tornati dopo 10 minuti il tuo indice e il tuo medio erano belli unti e pregni del suo odore”.
“ Ehi, aspetta, questo me lo ricordo , anche se non benissimo. Tra l’altro quando ci siamo appartati in una zona buia del campo, io le feci anche una proposta da gentiluomo: vedendola riluttante le dissi che se non le andava potevo impiastricciarmi le dita con la birra che avevo in mano e avremmo fatto finta. Ma lei disse invece che dovevo sditalinarla sul serio perché tutti avevano fatto le penitenze e si tirò giù di un botto pantaloni e slip fino al ginocchio. A quel punto io ho cominciato a masturbarla standole di fronte e… secondo me le piacque perché a un certo punto mentre ansimava mi abbracciò e mi baciò a sorpresa. Io mi ero bloccato durante quel bacio ma lei mi prese il polso mentre limonavamo e mi mosse le dita dentro la sua passera. Capii che voleva che continuassi. Continuai fino ai 10 minuti prescritti, e secondo me Francesca venne pure”.
“A proposito di venire a che punto sei? ’” chiese Laura
“ Sono ancora lontano” - disse Tommy
A quel punto Laura aumentò il ritmo ma gradualmente, accentuando e mollando la presa e cercando di stuzzicare il più possibile la cappella con le dita. I sospiri di Tommy divennero più profondi e quando Laura capì che il suo amico sarebbe durato pochi secondi ancora, si mise in modo che l’ejaculazione di Tommy colpisse le sue tette come da regolamento. Tommy non fece nemmeno in tempo ad avvisarla che densi fiotti di sperma la colpirono sulle sue sode tettine da atleta, fin quasi a ricoprirle interamente.
Sara che osservava si preoccupò: una venuta così abbondante era sintomo che Laura era stata parecchio brava e non sarebbe stato così semplice superarla in abilità. Avrebbe dunque perso la gara e le sarebbe toccato fare il primo pompino della sua vita?
Capitolo 7- GARA DI SEGHE-IL TURNO DI SARA by Il delicato
GARA DI SEGHE- IL TURNO DI SARA
Appena tolta la sua mano destra dal cazzo di Tommy, Laura sorrise dicendo a Tommy:
“E’ superfluo chiederti se ti sia piaciuto. Guarda quanta roba mi hai spruzzato addosso”.
“Sei stata brava Laura. Ora vedremo se Sara riuscirà a batterti”
“ Sara ora è svantaggiata- sottolineò Laura- Tu sei appena venuto e anche se lei fosse bravissima tu durerai comunque di più e lei sembrerà comunque meno brava di me”.
Sara in silenzio penso dentro di sé: “ La capitana non è poi così stronza”.
“Hai ragione Laura, infatti aspettiamo qualche minuto per riassettare il mio desiderio erotico. Sara, ora puoi parlare”.
“ Grazie Laura per aver sottolineato il mio svantaggio. Ero preoccupata in effetti visti gli abbondanti spruzzi di Tommy”.
Tommy fece una proposta a quel punto:
“ Laura, per ridurre lo svantaggio di Sara, oltre ad aspettare qualche minuto, devo eccitarmi e avrei un’idea”.”
“ Dilla!”
“ Non sciacquarti. Mentre Sara mi masturberà sono sicuro che vedere il mio sperma sulle tue tette mi arraperà”.
“ Ok. Rimandiamo a dopo la doccia alle tette”.
“ Perfetto. E allora, ragazze, scambiatevi di posizione”.
Le due giovani ubbidirono e Sara si sedette sul letto di fianco a Tommy. Lui, come aveva fatto con Laura, la baciò per augurarle buona fortuna: fu un bacio più passionale di quello dato alla vecchia amica. Tommy, infatti, dentro di sé, desiderava che fosse Sara a vincere la gara: non voleva che il primo pompino della ragazza rappresentasse una penitenza e poi desiderava mantenere il giuramento fattole prima di mettersi a letto di leccarle la figa. Anche perché in qualche modo lo eccitava il solo pensiero di essere il primo a compiere quell’atto sulla ragazza. Terminata la breve e passionale limonata, Tommy guardo Laura imbrattata del suo piacere sulle tette e le disse di dare il via, ricordandole che da quando Sara gli avrebbe preso il cazzo in mano sarebbe dovuta restare in silenzio. Laura diede il via e Sara impugnò il cazzo di Tommy, che dopo il bacio era nuovamente tornato duro. Tommy notò subito una differenza di stile tra le due ragazze;: mentre Laura lo aveva masturbato con la mano intera, Sara gli stava facendo una sega stringendo il suo membro solo con pollice, indice e medio. “ Raffinata Sara!” pensò prima di dare il via a una serie di domande:
“ Allora, Sara, anche a te faccio la stessa domanda che ho fatto a Laura: hai mai masturbato qualcuno in pubblico?”.
Sara senza fermarsi sorrise e arrossì:
“ No, però mi sono masturbata io davanti a un ragazzo”.
“ Davvero? E come è stato”
“Bruttissimo. Ero imbarazzata e non mi sono quasi bagnata”
“ Perché l’hai fatto allora?”
“ Perché mi sentivo in colpa. Avevo fatto un paio di corna inutili al mio ragazzo, lui mi ha perdonato però mi ha chiesto di esaudirgli questa sua perversione”
“ Scusa Sara ma cosa significa “corna inutili”?
“ Mi avevano detto che lui le aveva fatte a me e io per ripicca le ho fatte a lui. Poi ho scoperto che non era vero, e quando sono andata a chiedergli scusa lui mi ha perdonato a patto che mi masturbassi davanti a lui. Io mi sentivo talmente in colpa che avrei fatto qualsiasi cosa, anche se mi avesse chiesto di infilarmi una melanzana nel culo”.
“ A proposito di culo, l’hai mai dato?”.
Sara sorrise di nuovo e , senza smettere di segarlo, abbassò lo sguardo sul cazzo di Tommy, mentre questi diede un’occhiata alle tette di Laura verniciate del suo sperma . In effetti quella vista lo eccitava ma anche il racconto di Sara aveva fatto il suo effetto.
Sara poi guardò Tommy negli occhi e gli fece una richiesta:
“ Ti svelo un segreto, ma deve rimanere in questa stanza” . Si girò verso Laura che fece cenno di sì con la testa non potendo parlare. Anche Tommy rassicurò Sara:
“ Certo. Non uscirà di qui”.
“ Tommy, io l’ho preso prima nel culo che nella passera”.
Tommy non disse niente ma la guardava, incuriosito di sapere com’era andata:
“ Avevo 16 anni- proseguì Sara- ed ero fidanzata con un ragazzo di 20. Lui ormai non si accontentava più di seghe e baci, voleva scopare. Ma io non me la sentivo, avevo paura. Finchè un giorno, dopo il mio ennesimo rifiuto mentre eravamo in camera sua a pomiciare, mi ha detto, testuali parole, “se non vuoi darmi la figa, dammi almeno il culo”. Io ci ho pensato e dopo cinque minuti avevo già il suo cazzo dietro. Per fortuna non ce l’aveva enorme”.
“ E ti è piaciuto?” chiese Tommy.
“ Lì per lì non troppo, sentivo un po’ male, ma dopo ci ho preso gusto. E l’ho rifatto sempre finchè siamo stati insieme. Dopo tre mesi mi ha anche sverginato, ormai ero convinta. Nel frattempo mi ero fatta inculare altre 5 o 6 volte, e devo dire che è una pratica che non mi dispiace. Anche se non lo prendo più dietro da anni, dopo che ci siamo lasciati nessuno dei miei uomini successivi me l’ha chiesto”.
Tommy si era straeccitato con quel racconto e i suoi sospiri erano diventati più profondi. Sara aveva capito che stava per venire e l’aveva capito anche Laura, rassegnata a rinunciare alla leccata e a dover fare un pompino a Tommy, il quale dopo due soli movimenti, venne sulle belle tette di Sara, anche se meno abbondantemente di prima. Sara aveva impiegato circa la metà del tempo di Laura”. Quando finì di schizzare sperma, i tre rimasero in silenzio ad ascoltare la pioggia che si faceva sempre più fitta.
Capitolo 8- PREMI E PENITENZE by Il delicato
Tommy, ripresosi dall’estasi del piacere, si rivolse a Laura. “Puoi parlare ora”.
Laura scosse le spalle: “ C’è poco da dire. Sara ti ha fatto venire in meno tempo di me, quindi ha vinto lei e le faccio i complimenti.
Sara al sentire decretarsi la vittoria dalla rivale si eccitò alla grande e non vedeva l’ora di ricevere il suo premio ma Tommy le invitò a bere qualcosa prima di là nel bar.
“ E ci veniamo nude?” replicò Laura.
“ Sì, la serranda è chiusa. Sara e io abbiamo ancora il prosecco mentre per te Laura credo sia meglio una coca-cola.”
“ Hai ragione. Ma possiamo sciacquarci prima?
“ Certo, scusate. Vi aspetto di là”.
Tommy si recò in costume adamitico e versò prosecco e coca-cola in tre bicchieri. La prima a raggiungerlo fu Laura che bevve avidamente la bevanda, mentre Sara, arrivata poco dopo, sorseggiò lentamente il vino insieme a Tommy. Svuotati i bicchieri Tommy fece una domanda alle ragazze:
“ Allora, chi vuole essere la prima?”
Laura fece una controproposta:
“ Io credo che si possa fare contemporanemante. Tu ti metti seduti sul letto, io mi inginocchio e te lo succhio mentre Sara si mette di fianco a te, tu la reggi per le chiappe e gliela lecchi. “
“ Ok- disse Tommy- Però se sono concentrato sulla figa di Sara magari non riesco ad avvisarti quando sto per venire. Te lo dico perché so che non ti piace l’ingoio”.
“ Va beh, se me ne accorgo da sola smetto, se no pazienza, un po’ di sperma non ha mai ammazzato nessuno”.
Tommy, arrapato più che mai, si mise in mezzo alla due ragazze abbracciandole le ricondusse in camera precisando però che prima di cominciare si sarebbe dato una sciacquata all’uccello “ per rispetto di Laura, visto che sono venuto già due volte e magari non sono freschissimo.
Tornato dal bagno, i ragazzi si misero nelle posizioni concordate e Tommy, guardando estasiato la passera di Sara a un centimetro dalla sua bocca, disse a Laura: “ Appena sento la tua bocca sulla cappella, comincio a leccarla a Sara”. Quando il calore delle morbide labbra di Laura avvolse il glande di Tommy, questi cominciò a lappare con passione ogni centimetro del fiore di Sara, che godeva alla grande di quella nuova esperienza. Sospiri e gemiti profondi riempivano senza pudore la stanza e senza più pudori Sara schiacciava la testa di Tommy contro il suo sesso voglioso, mentre Laura succhiava con passionale lentezza l’uccello di Tommy, lavorando elegantemente anche con la lingua. Sara stava impazzendo sotto i colpi di lingua del suo datore di lavoro, e la sua vagina tracimava abbondante umidità : era vicina all’orgasmo e i suoi continui “ sì, sì” stavano eccitando anche Tommy che godeva del bel pompino che stava ricevendo. “ Il “ sì, vengoo” di Sara coincise col grido “ Laura” di Tommy, anch’egli per avvisarla della sua imminente venuta. Laura capì e tolse il cazzo di bocca un istante prima che questi eruttasse il suo piacere sulla ragazza colpendole viso, tette e collo. Sara era ormai impazzita dal piacere e gridò a Tommy:
“ Giurami che me la leccherai ancora. E’ stato bellissimo”.
“ Sei fortunata Sara.- intervenne Laura- Tommy è un bravissimo leccatore”.
Tommy appena si riprese dal godimento che lo aveva coinvolto disse:
“ Grazie ragazze. E’ stato molto bello anche per me. Sì, Sara, quando ti andrà te la leccherò ancora e se non ti dispiace in futuro vorrei rifarlo anche con Laura”.
“ No no, non mi dispiace. Credo che dopo stanotte siamo amiche. Anzi, Laura, scusami se ieri non vi ho servite” .
“ Qua la mano, Sara”. Le due ragazze si strinsero la mano e poi Tommy guardò casualmente l’orologio: le quattro.
“ Cazzo, Laura, lavati e vestiti alla svelta. Ti devo riportare in albergo prima che qualcuno si accorga della tua fuga”.
“ Cavolo, è vero. Questa nottata mi aveva fatto dimenticare tutto.”
Laura si fiondò sotto la doccia e si rimise dopo la tuta ormai asciutta, lasciando il posto a Sara in bagno. Tommy accompagnò Laura in macchina e prima di scendere la ragazza lo salutò con un bacio e gli lasciò il suo numero di telefono. “ Se vieni in paese- disse la ragazza- ricordati che hai promesso di leccarmela”.
Quando Tommy tornò al bar, trovo Sara ancora sotto la doccia. Aveva lasciato la porta aperta e Sara non si scandalizzava di certo a farsi guardare dopo essere stata nuda tutta la notte. Quella visione provocò una nuova erezione in Tommy che, senza pensarci troppo, si spogliò e raggiunse Sara sotto la doccia. Sara non ne fu sorpresa, spense il getto di acqua e diede un vigoroso bacio a Tommy il quale la guardò furtivo e le chiese di girarsi di spalle. Sara aveva già capito le sue intenzioni ma voleva sentirle da lui:
“ Sai, Sara, che hai proprio un bel culo?”
“ Grazie”.
“ Da quanti anni non lo prendi dietro hai detto?”
“ Ne avevo 16, ora ne ho 22, quindi 6”
Mentre parlava Tommy le palpava le chiappe e le stuzzicava l’ano:
“ E hai detto che ti piaceva vero?”
“ Sì, abbastanza”.”
“ Non credi che 6 anni senza essere inculata siano troppi?”
“ In effetti sì”
“ Che dici, rimediamo?”
“ Direi che è una buona idea”
Tommy a quel punto prese il sapone e se lo spalmò sull’uccello, allargò le chiappe di Sara e poggiò la sua cappella sull’ano:
“ Fai piano però” lo pregò Sara.
“ Tranquilla” e detto questo spinse dentro con delicatezza il suo cazzo, che fu accolto bene dal culo di Sara. I due ebbero un breve rapporto anale, al termine del quale Tommy eiaculò sulle chiappe della ragazza. Mentre si lavavano Tommy scherzò.
“ Sara, ti ho promesso che te la rileccherò e lo farò, ma da domani torniamo titolare e dipendente. E non credere che avrai un aumento”
Sara lo baciò e rispose: “L’unica cosa che deve aumentare sono queste nottate”.
Questo racconto è attualmente archiviato su http://www.raccontimilu.com/viewstory.php?sid=35441