i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +
Note dell'autore:

http://iRaccontiEroticiDiLupoArtico.blogspot.it/

 

 

O la va o la spacca! - pensai d'impulso in quel momento.
E mi scoprii a sorridere del gioco di parole che quel pensierò mi fece subito balenare in mente. Il sintomo chiaro di quanto animalesco e istintivo fosse diventata la brama che avevo di possederla.
Eh già! O la va... o la spacco!

Non ce la facevo più a reprimere il mio desiderio. Erano cinque giorni che mia sorella Giulia, più piccola di me di un paio d'anni (io ne ho 23), mi gironzolava attorno seminuda. Avevamo preso assieme una stanza d'albergo - letti separati, ma unica camera - per dividerci i costi e goderci una settimana di mare in riviera all'insegna della spensieratezza più assoluta. Eravamo d'accordo che ognuno avrebbe trascorso quei giorni di vacanza nel modo che più desiderava, cogliendo ogni occasione di divertimento senza sentirsi condizionato dalla presenza dell'altro.

I primi due giorni andammo in spiaggia assieme, ma in vacanza si fa presto a fare nuove conoscenze. Dal secondo giorno ci trovammo a frequentare compagnie diverse, rientrare in camera a orari diversi e passare le serate in posti diversi. Io avevo trovato un gruppo di ragazzi e ragazze molto affiatati e simpatici con cui avevo legato subito. Passai la giornata con loro, e alla sera li seguii in discoteca. E idem la sera dopo. Ma nonostante la compagnia fosse eccellente e il divertimento non mancasse certo (e nemmeno fossero mancate le occasioni di far conquiste) non ero riuscito a concretizzare. In breve... ero andato in bianco. E dire che ci avevo provato sia con le ragazze del gruppo che con altre incontrate in disco. 

Dopo due serate sfigate, soddisfatto comunque da alcool, ballo e compagnia, mi ritirai relativamente presto nella camera che condividevo con mia sorella. Con Giulia però condividevo solo la stanza... non la sfortuna. Era la terza sera di vacanza e lei tornò in camera verso le 4 di notte. Mi ero addormentato da poco e il rumore che fece entrando mi svegliò, sebbene lei tentasse di essere più silenziosa possibile. Dischiusi appena un occhio sonnolento, intravedendola nel contrasto della luce proveniente dal corridoio.
La sua andatura era abbastanza incerta. Forse aveva bevuto un po', ma ero sicuro che ci fosse anche altro. Intravidi la sua espressione, rilassata e soddisfatta. Nonostante la poca luce colsi anche il dettaglio della sua chioma bionda arruffata, in contrasto con la sua compulsione - quasi ossessiva - che la obbligava a controllare continuamente d'esser sempre con i capelli in ordine. 

Richiusi gli occhi facendo finta di non essermi mai svegliato, e quando Giulia si fece più vicina a me per infilarsi nel suo letto, poco distante dal mio, ebbi la conferma. L'odore di sesso che aveva addosso era inconfondibile. Magari - mi dissi - si era solo sfrenata in discoteca sudando un po' e quell'odore accendeva la mia immaginazione. Però ero pronto a scommettere che la sorellina avesse appena scopato.

Buon per lei – pensai - E peggio per me!
 
Avevo sonno e mi riaddormentai immediatamente. Ma appena un'ora dopo, con le prime luci dell'alba che penetravano debolmente attraverso gli spiragli della pesanti tende, mi risvegliai: tremendamente lucido... come se avessi dormito dieci ore di fila. E con una erezione incredibile. Non avevo dubbi che non fosse solo la classica reazione fisiologica notturna. Erano già tre giorni che, in vari momenti, avevo potuto ammirare il bel corpicino di mia sorella vestito solo da striminziti bikini, o al più fasciato da uno svolazzante pareo a suo modo ancora più stuzzicante. Tutto questo non mi aveva solleticato alcun pensiero particolare, eccetto il piacere che provavo nel posare gli occhi su un corpo così giovane e fresco. Invece, l'averla immaginata poco prima come femmina passionale pronta a di dare libero sfogo alle sue voglie, mi aveva provocato un effetto inaspettato.

Che sciocco... eccitarsi per così poco, e sulla propria sorella poi! Come se non la conoscessi da sempre.
Scacciai quel pensiero e mi alzai silenziosamente per andare in bagno, attento a mostrare le spalle a lei nel caso non fosse addormentata come sembrava. Per fortuna orinare in piena erezione richiede un attimo di concentrazione, e intanto che ci si concentra sullo stimolo quella finisce per sgonfiarsi naturalmente.

Bè... col cavolo! - quando usciì dal bagno ero esattamente nello stesso stato di prima.

Di nuovo attento a dare le spalle a Giulia, mi reinfilai nel letto. Il fruscio che produssi mentre mi stendevo alleggerì anche il sonno della sorellina. La sentii respirare profondamente e rigirarsi nel letto dandomi le spalle. Il leggero lenzuolo che la copriva scivolò via. Ora potevo vedere la sua schiena dalla pella liscia, e seguirne con lo sguardo l'incavo della colonna vertebrale fino a... Oh cazzo!

Dalla vita in giù non indossava nulla. Due splendide terga senza un filo di cellulite offerte bene in mostra alla mia vista. Troppo buio, forse, per cogliere bene i dettagli, ma giurai di intravedere anche la sua fighetta affatto ricoperta da peluria. La porcellina si era depilata. Proprio quel che mi ci voleva per riprendere sonno. La guardai per un po' come ipnotizzato e infine mi sforzai nuovamente di pensare ad altro. Mi girai dall'altro lato per non vederla, con una erezione ancora più prepotentemente presente. Stetti ancora sveglio per una mezz'ora, un tantino turbato, e infine ripresi sonno.

Mi risvegliai a mattina inoltrata. Saranno state le dieci, dieci e mezza. Luce intensa in camera e rumore di acqua corrente proveniente dalla doccia. Mi stavo stiracchiando sul letto quando Giulia uscì dal bagno in accappatoio, e d'impulso finsi nuovamente di dormire. Lei andò verso il letto, dove aveva preparato già il costume da bagno da indossare. Ne percepivo i movimenti ma non osavo aprire gli occhi. Rimandavo perché speravo di veder accadere esattamente quello che accadde. Probabilmente mi aveva scrutato per un attimo e si era convinta che dormissi, così non afferrò come suo solito il bikini per andare a indossarlo in bagno. Ero sicuro che si era tolta l'accappatoio e stava indossando il costume a pochi passi da me.

Non resistetti e aprii gi occhi. La vidi, di spalle e completamente nuda mentre si infilava il pezzo inferiore. Poi si infilò le spalline del reggiseno e...
Dio!...Era troppo bella!

Non ero eccitato come la sera prima, ma sicuramente ero molto molto intrigato dalla visione. Senza accorgermene mi ero mosso leggermente nel letto. Si accorse del mio movimento e, mentre ancora armeggiava con le mani dietro la schiena per abbottonarsi il reggiseno, si girò di scatto un tantino allarmata. Oramai era praticamente vestita e non aveva più nulla da temere a mostrarsi così, ma le passò comunque sul volto una fugace espressione di perplessità. Sospettava che l'avessi vista anche poco prima, ben meno vestita. Il suo turbamento comunque sembrò scomparire in un attimo. Con le mani ancora dietro le spalle mi sorrise:
- "Buongiorno!"

Ma nei suoi occhi c'era qualcosa. Una espressione di divertito rimprovero per non averle rivelato prima che ero sveglio. Bè, non era certo colpa mia se lei s'era vestita davanti a me. Semmai la mia colpa era che... sì, mi accorsi bene di dove le cadde lo sguardo! Ero in uno stato di erezione più intenso di quello della notte e me ne accorgevo solo ora. Il lenzuolo mi copriva, ma la bozza che avevo in mezzo alle gambe lo tendeva in modo inequivocabile. Mi girai appena su un fianco per mascherarla e feci finta di nulla.

- "Buongiorno a te" - le risposi. Ancora un lieve divertimento nei suoi occhi. Poi anche lei fece finta di nulla, mi annunciò che stava andando in spiaggia e uscì dalla stanza salutandomi allegramente. Restai solo concentrandomi sulle mie sensazoni. Inutile mentire a sè stessi: la volevo da morire.
Un'oretta dopo in spiaggia ci andai anche io. Trovai i miei amici ma - affatto strano a dirsi - non scorsi Giulia da nessuna parte. Mi scoprii a impazzire di gelosia all'idea che si era di nuovo appartata con la sua nuova conoscenza della sera prima, chiunque fosse. E non la vidi neanche per il resto della giornata. Di nuovo, serata in disco... ma questa volta non tentai nessun approccio. Ero distratto, disinteressato. Riuscivo a pensare solo a Giulia... e a come l'avevo vista quel mattino. Non mi ritirai tanto presto in camera. Fra cazzeggi vari e vagabondaggi in auto, mi congedai dai ragazzi della mia compagnia che erano ormai quasi le 5 del mattino. Albeggiava, ormai, e rientrai in camera silenziosissimo, sicuro di trovarci dentro Giulia.

Non era ancora rientrata. Mi obbligai a riprendermi dalla sorpresa e, distrutto dal sonno e dai bagordi, crollai sul mio letto. Mi risvegliai verso le undici del mattino. Giulia era nel suo letto che dormiva, vestita solo degli slip. I suoi seni meravigliosamente proporzionati esposti alla mia vista. Mi alzai piano, e mi avvicinai a lei. Guardavo quella bocca morbida leggermente aperta, rilassata. Avevo voglia di baciargliela. Per non parlare di quanto avessi voglia di leccarle i seni.
O la va o la spacca!

Mi inginocchiai vicino al suo letto e avvicinai le mie labbra alle sue... senza toccarle. Sarebbe bastato poco per baciarla davvero. Assaporavo quel momento senza ancora aver deciso se osare o limitarmi a fantasticarlo. Ma lei aprì gli occhi mentre ero proprio sopra di lei.
- "Ciao" - mi disse.
Per la sopresa mi scostai molto più bruscamente di quanto dovessi. "Ciao. Volevo vedere se dormivi." Nella scelta delle mie parole mostrai una certa prontezza di riflessi per tentare di dissimulare la situazione, ma il mio atteggiamento nervoso aveva già tradito le mie intenzioni. E infatti quelle parole ottennero l'unico effetto di strapparle una risatina leggermente sprezzante.
- "Che coglione!" - esclamò. Però mi sorrideva. Io mi ero alzato in piedi e stavo per allontanarmi, piuttosto turbato... e accadde quello che non avrei mai sperato. Giulia allungò una mano e la posò sotto il mio scroto, palpandomi le palle da sopra il tessuto dei boxer. Mi guardò con uno sguardo malizioso che avrebbe fatto sciogliere il metallo.
- "Anzi..." - fece sorridendomi ancora più intensamente - "..dovrei dire...che coglioni!"

Ancora un attimo di totale confusione da parte mia, ma lei aveva le idee molto più chiare delle mie. Si sollevò fino a mettersi seduta sul letto, mi pose una mano dietro la nuca e mi tirò la testa verso di lei... per baciarmi. Un bacio che mi tolse il respiro. Un attimo dopo ero con una mano fra le sue cosce, eccitatissimo di scoprirla bagnata. E... depilata. Mi spinse via, scese dal letto e non perdendomi di vista un secondo si tolse lentamente gli slip.
- "E così ti piace la sorellina" - mi provocò – "E magari... vorresti anche scopartela?" - E me li lanciò adosso tornando a stenderti sul letto. Non ci vidi più ovviamente. Come un mandrillo mi buttai su di lei, che rispose alla mia foga passionale con entusiasmo. Si divertiva a provocarmi fino all'inverosimile anche usando un linguaggio molto esplicito.

- "No" - mi fece mentre sistemavo il mio bacino fra le sue gambe – "E’ chiaro che non vuoi solo scoparmi. Tu vuoi fottermi di brutto, vero?". Armeggiavo per tirare fuori il cazzo dal boxer, posseduto solo dalla libidine e riuscii appena a rispondere un impercettibile "Sì!".
- "Ma per chi mi hai preso? Per una troia? Sono tua sorella. Vuoi fotterti la tua sorellina come fosse una qualsiasi tro....oooohhh!!!". - E che cazzo! Ero entrato in lei in un attimo, scendendo a fondo senza neanche spingere tanto la trovai bagnata. Il piacere che mostrò alla mia penetrazione mi fece ritrovare la voce.

- "No... non voglio fotterti come una troia. Voglio fotterti perché sei una troia. Altrimenti perché saresti così bagnata?"

Ora mi guardava più languida, con una espressione meno sfrontata. Uno sguardo dolcissimo e arrapante. Cominciai a spingere con ritmo affondando nella sua figa. Mi aveva attorcigliato le sue gambe sotto le natiche, e mi spingeva dentro di lei puntandomi contro i talloni. Come se ce ne fosse stato bisogno.
- "Troia o no... uhmmmgh... ora sbattimi. Oh sì... dai, fratellino... fottimi!!!"
- "Puoi scommeterci" - le risposi. La pompai per un po' nella più classica delle posizioni. Ma in quella posa missionaria non c'era proprio nulla di scontato. Era Giulia, mia sorella che mi stavo scopando e questo mi faceva impazzire. E il fatto che comunicasse il suo disinibito desiderio in ogni gesto e una spudorata troiaggine in ogni tono e parola, aggiungeva una eccitazione che mi sentivo pulsare fino alle tempie.
- "Ti piace mmmh?" - le chiesi fra un affondo e l'altro. Non rispose subito. Gemeva e si mordeva le labbra per non godere troppo presto. Stava impazzendo anche lei. Anche per lei, evidentemente, farsi sbattere la sera prima da chissà chì era una cosa, ma farsi sbattere dal proprio fratello era tutta una altra goduria. Mi fissò dritto negli occhi.

- "Tu che ne dici? Dai spingi più forte bastardo. Fammelo sentire fino all'utero". Feci come mi chiedeva. – “Ah! Femmine!” – pensai. Noi facciamo tanto per atteggiarci da macho, ma sono sempre loro a puntarci. Io sbavavo su di lei da qualche giorno, persino turbato dai miei pensieri, e lei invece aveva già scelto di prendermi. Tutto già deciso, predestinato. Ma queste sono considerazioni che feci solo dopo. Mi ci immaginate a filosofeggiare immerso nelle sensazioni che mi stava regalando quella fremente stupenda fighetta?

- "Dove hai imparato a parlare così?" - le feci sardonico. – "Ti sembra questo il modo di parlare a tuo fratello?" - non le diedi il tempo di rispondere. Le sferrai un colpo di reni brutale, che spostò anche il letto, e restai piantato dentro di lei fino alle palle premendo forte sul suo inguine.
- "Ti piace farti sbattere da tuo fratello, eh? Non vedevi l'ora. Che porca che sei, Giula, lo sai?"
Sì lo sapeva eccome. Stava rantolando dal piacere. Le diedi un altro paio di colpì e uscì di botto dalla sua figa. Restò imbambolata per una frazione di secondo per l'interruzione inaspettata di quel piacere. Con uno schiaffetto sui fianchi le feci capire che volevo si voltasse e lei mi comprese al volo. Si stava mettendo a pancia in giù quando le afferrai dolcemente i capelli per fermarla.
- "No, sorellina. Non stenderti completamente. A quattro zampe... come la cagnetta in calore che sei!". Mi sorrise.
– "Sei proprio un porco!!!" – ma si stava posizionando proprio come richiesto. – "Te la vuoi sbattere proprio ben bene la sorellina, eh?" - mi provocò.

Non persi tempo a rispondere prima di essere di nuovo entrato in quella deliziosa fighetta.
– "Me la voglio sbattere tutta... e in tutte le posizioni" – io martellavo e lei respirava affannosamente.
- "Tutta?" - mi chiese, ritrovando un po’ di fiato – "Tutta, tutta tutta? E' una promessa?"
Sentii una scarica elettrica dietro la schiena. Ebbi anche un attimo di esitazione mentre la chiavavo. Dio... mi stava forse facendo capire che era disposta anche a...
– "E spingi brutto stronzo! Perché ti sei fermato?" – e accompagnò l'imprecazione rabbiosa con un colpo all'indietro verso di me – "Cos'è? Il pensiero che dopo potrai farmi anche il culo te lo fa ammosciare?" . Sapeva esattamente quali corde pizzicare. Che zoccola!

- "Ti sembra moscio questo?" – ricominciai a fotterla freneticamente, afferrandola per le chiappe.
- "....mmmmh... ooooh!" – Come risposta poteva bastarmi come risposta, ma provai a stuzzicarla anche io. "Questo cazzo qui tu lo chiami mosc..." - non mi fece finire la frase.
- "Io non lo chiamo cazzo. Lo chiamo cazzone. Oddioooo. Spingi, questo cazzone stronzo. Sfondami... spacca la tua sorellina". Mi sollevai, per dare più spinta alla chiavata.
– "Chi devo spaccare? La mia sorellina? O la mia troietta?".

Si irrigidì. Sentì la sua figa contrarsi, con onde di piacere che montavano da lontano raggiungendo il picco in un’istante.
– "Spacca la tua troia! La tua sorellina troia!!! Sfonda quella gran puttana di tua sorella, porco bastardo! Dai, adesso!!! Veeeengooo ooooohhh...." – e si lasciò andare a un orgasmo lunghissimo e intenso mentre io non perdevo un solo colpo.

Non venni solo perché ebbi paura di ingravidarla, ma controllarsi fu dura. Nè ebbi cuore di guastarle il piacere del momento con stupide domande sull'opportunità di scaricarmi dentro di lei. Era ancora più bella, mentre godeva. Uno spettacolo di cui assaporai ogni istante.
Si accasciò sul letto e io mi abbandonai sopra di lei. Ormai ero fermo, ma restai dentro guardandola riprendersi. La baciavo su una guancia. Mi accarezzò teneramente il viso, con occhi sognanti. Capelli appiccicati sulla fronte per il sudore. Il respiro che tornava regolare.
– "E bravo il fratellone. Mi hai scopato da Dio."- e aggiunse subito dopo: "Perché non sei venuto anche tu? Sembravi vicino..."
Capì da sola la risposta prima che avessi il tempo di aprire bocca. Mi sorrise un tantino beffarda.
– "Scemo! Prendo la pillola. Dai... fammi andare un attimo in bagno, che ce ne facciamo subito un’altra".

Mi scostai da lei adagiandomi al suo fianco. Ma lei si era già alzata. Le stavo ammirando il culetto da favola quando mi puntò un dito contro, sorridendo. - "E stavolta godi anche tu. Guai a te se non mi schizzi dentro”.

Note finali:

http://iRaccontiEroticiDiLupoArtico.blogspot.it/