i racconti di Milu
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Da 15 anni sono sposata e nel guardare indietro negli anni posso dire di ritenermi soddisfatta. Da un po’ di tempo non nego di sentire piacere provocato dall’immaginare di essere toccata da una mano che ti accarezza casualmente o provocatoriamente la spalla, dagli sguardi di sconosciuti nei supermercati, le attenzioni particolari fatte da complimenti o velate allusioni dei colleghi di lavoro, le confessioni intime di amiche e così via dicendo tante altre sollecitazioni dei miei sensi.
Mi davo per donna ormai madre di famiglia tutta dedita a marito e figli in cui il sesso era relegato a brevi momenti e decisamente non era certo la mia prima necessità.
L’estate passata al mare porta sempre a nuove conoscenze e non solo. Nel luglio scorso ho avuto modo di intrattenere un dialogo, basato su argomenti generali e sulla cronaca di attualità, con una donna che in spiaggia tutti i giorni portava un libro. Il titolo e la copertina anonima non lasciavano assolutamente trasparire quante sensazioni ed idee ho trovato scritte in quelle pagine e tantomeno i risvegli dei sensi, ormai sopiti, che avrebbero provocato il risveglio sessuale inimmaginabile.
La curiosità verso quel libretto anonimo era diventata tanta. Pensavo di trovare sotto la copertina morbida una agenda oppure un libretto sacro con delle preghiere oppure ancora leggere un romanzo d’amore del tipo usa e getta, melenso e scritto solo per un rapido consumo.
Un giorno la donna, che ormai consideravo amica, lo aveva lasciato li vicino a me prima di andare a fare una lunga nuotata che solitamente durava almeno due ore. Lei era una vera nuotatrice di fondo.
Io essendo una donna poco dinamica rimasi sulla spiaggia a crogiolarmi e mi venne spontaneo, spinta dalla curiosità e dalla solitudine, andare a leggere parole che rapidamente mi hanno portato ad immergermi in un mondo di lussuria fisica con una sensualità caratteristica di noi donne.
Presa dalla lettura, le parole e le frasi trasformavano tutto che ciò che mi circondava, dando all’ambiente un’ottica diversa ed un’atmosfera particolare ed eccitante.
La spiaggia con i suoi rumori, i suoi profumi, la gente che la popolava avevano un altro senso ed un altro gusto. I miei sensi , già acquietati si erano risvegliati diventando acuti e vivaci come anni prima dandomi delle sensazioni dimenticate.
Mi chiedevo se potesse essere solo l’effetto della lettura.
Da ragazzina l’eccitazione mi portava in situazioni prossime al mutismo ed a farfugliare vocaboli senza senso che erano indice di alta libido e arrapamento.
Mio marito pur essendo un uomo che consideravo bellissimo e con modi a dir poco raffinati, non corrispondeva al modello di maschio che avevo sempre sognato. Renato era l’uomo che fin da ragazzina accendeva le mie fantasie sempre pronto a conoscere i miei desideri ed a soddisfarli pienamente. Il suo porto sicuro era tra le mie gambe ed ero felice di accoglierlo. Non ero di sicuro una cacciatrice di uomini.
Leggendo quelle pagine mi immedesimai molto rapidamente nella protagonista del libro ed avrei voluto provocare e valutare l’uomo per il suo valore sessuale e non per le sue idee, per la sua capacità di eccitarmi e farmi godere e non per la vastità culturale che possedeva; insomma, volevo diventare da femmina preda di maschi a loro cacciatrice.
Il Caso mi faceva trovare nel posto giusto e nel momento giusto per farlo.
I giorni precedenti avevo visto un bell’uomo dotato di un bel fisico, capelli leggermente brizzolati e mossi, barba sempre be curata, movenze prettamente maschili e voce attraente ma i nostri contatti non erano andati oltre un saluto e frasi convenzionali.
Ora ai miei occhi la preda era lui. Il Caso me lo aveva messo li davanti. I suoi sguardi clandestini, nel leggere il libro assumevano un altro significato ed un altro contenuto.
Volli provocare sciogliendo i nodi del mio costume intero facendolo scivolare sino al pube.
Sul mio seno nudo sentivo i suoi occhi, la sua ammirazione e il suo desiderio di toccarlo e succhiare i capezzoli per sentirne la consistenza. Finsi di ripulirlo dalla sabbia ma era l’occasione per eccitarmi ancora di più passando le mani a sfiorare i capezzoli lentamente e ripetutamente.
Leggevo che la protagonista della lettura si masturbava sul balcone di casa sicura di essere osservata.
Nella mia immaginazione desideravo farlo con lei, ma ovviamente non potevo farlo, ma pensai di essere più audace e sfrontata allargando le gambe mostrando bene l’inguine e la fessura nel cavallo piegando anche le ginocchia sul lettino. Nel ricomporre il costume passai lentamente ‘inavvertitamente’ un dito sul clitoride. Un misto di sudore, umori e di sale si depositarono sul dito.
Non mi resi conto se Lui si era accorto della mia mossa ad allora ripetei più volte la stessa operazione durante la lettura distraendo gli occhi dalle pagine per guardare una sua reazione. Finalmente mi resi conto degli sguardi sempre più mirati del mio vicino; era quello che volevo.
Lui aveva deciso di massaggiare la sua compagna sdraiata al sole soddisfacendo così i miei desideri e le mie smanie. Sparse e spalmò una crema solare sulla pelle della sua compagna; era chiaramente una giustifigazione futile perché i suoi sguardi erano rivolti con insistenza a me ed inoltre notai che il suo massaggio, iniziato sulle scapole, si concentrò per parecchi minuti sui glutei sodi della compagna.
Fantasticai realizzando nella mia mente le sue dita che esploravano la mia vagina da cui uscivano caldi umori che finivano sulle mani di lui, inoltre pensai alle sue mani su me ed anche il suo sesso dentro a riempirmi e squassandomi urtando nel fondo sulla bocca dell’utero.
Mi agitavo per la voglia e lui che continuava a guardare.
Decisi che in qualche modo dovevo soddisfarmi; ero in preda ad un attacco di lussuria e libidine come non ricordavo da molti anni. Non sapevo come raggiungere con le dita l’entrata della mia figa senza che altri, lui escluso, mi vedessero. Volevo vedere la sua eccitazione e godere della figura del suo sesso dritto e turgido sotto il suo costume da bagno.
Aprii lentamente le gambe e sollevando leggermente il bacino feci in modo che le dita della mano che potessero infilarsi sotto di me e potessero finalmente arrivare dove speravo fortemente.
Decisa, infilai l’indice in quel  anfratto, che non era la mia altro che la figa, che non aspettava altro che essere sollecitato. Ebbi un movimento brusco che mi provocò un sussulto.
L’uomo si accorse di tutto e in pochi secondi vidi il suo sesso sotto pi pantaloncini raggiungere grandi dimensioni. Lo vedevo toccare il suo cazzo da sopra l’indumento e immaginavo la sua sofferenza ed il desiderio di eruttare su di me ed anche dentro di me.
Avevo voglia, tanta voglia. Avrei occupato la mia vagina con qualsiasi cosa perché mi accorsi che l’indice che già mi titillava lentamente il clito, non mi bastava più.
Decisi di lasciare la spiaggia ma la voglia di sesso non diminuì. Ero in albergo nella mia stanza, mio marito Giovanni era li steso sul letto a riposare. Non resistevo più ed allora presi l’iniziativa; tolsi dai suoi slip il suo sesso e rapidamente lo accolsi in bocca nonostante l’aspro odore del sudore che solitamente mi dava fastidio. Il cazzo di Giovanni si ingrossò e la pelle del suo glande divenne sempre più tesa al punto che non riuscivo a contenerlo tutto interamente nella mia bocca; i miei giochini lo svegliarono e gli dissi di non toccarmi. In quel momento ero la cacciatrice e non più la preda come è sempre accaduto durante i nostri rapporti sessuali.
Ero diventata improvvisamente ingorda di quel grosso arnese e allo stesso tempo infilai tre dita nella mia figa. Per la prima volta mi masturbavo davanti a lui provando una sensazione nuova e piacevolissima. Dovevo ringraziare quel libercolo per ciò che percepivo e che avevo immaginato stando sdraiata in spiaggia
Nella stanza riecheggiavano i mugugni di Giovanni ed io, in preda all’estasi di nuove sensazioni e stimoli mai avuti prima, gemevo.
Avendo poca esperienza non mi resi conto di quando Giovanni stava per avere l’orgasmo e quindi senza che lui mi avvertisse fuori uscì in modo irruento il suo sperma.
Le situazioni lette sulle pagine nella spiaggia si stavano realizzando ed allora quasi contemporaneamente i fremiti di un orgasmo vaginale scossero il mio corpo come una scarica elettrica.
Mi stendo al fianco di Giovanni e mi sento sfinita.
Solo ora mi ricordo di aver dimenticato di chiedere in prestito alla mia vicina di spiaggia il libro.
Erano passate circa due settimane da quel singolo episodio per me cosi sconvolgente e si era rientrati a casa in città il che significava casa, lavoro e qualche scopata matrimoniale d’ordinanza.
La vita continuava cosi come sempre lo era stata ma in me il fuoco acceso continuava a bruciare; era un fuoco covante. Giovanni usciva alle otto del mattino e tornava solitamente alle diciannove circa.
Io avevo orari diversi e rincasavo verso le 16.
Da due anni circa avevamo una ragazza moldava come ragazza alla pari. Il suo nome era Irina.
Capirete che quando rientravo a casa passavo gran parte del mio tempo con lei. Irina non mi ha mai voglie omosessuali e tanto meno la voglia di sedurla pur essendo una ragazza molto bella.
In me era rimasta sempre come una voglia inesauribile quella di leggere storie erotiche o pornografiche per  provare nuovamente quei turbamenti intimi e provocatori che già mi avevano scosso, fatto godere ed aperto nuove sensazioni nel fare sesso.
In realtà ma questo l’ho capito dopo, desideravo essere nuovamente propositiva nel fare sesso e non essere la classica donna che subisce la monta dell’uomo che soddisfa la sua voglia di sesso.
Dopo vari tentennamenti e ripensamenti mi recai in edicola, ovviamente non quella vicina casa. Comprai un giornale porno e con cura maniacale lessi più volte un racconto che era illustrato da foto di accoppiamenti eterosessuali estremamente espliciti.
La storia era molto comune e raccontata chissà quante volte. Si trattava del racconto di una moglie che scopre il tradimento del marito e per fargli un dispetto si concede a due sconosciuti.
Il modo in cui la storia era scritta mi faceva contorcere tanto che se avessi potuto mi sarei masturbata li in auto davanti a tutti dando spettacolo.
Tornai a casa e, dato che faceva caldo essendo i primi giorni di settembre, feci una doccia. Indossai una maglietta di cotone ed una gonna senza indossare biancheria intima; sotto la gonna e la maglietta ero totalmente nuda. Non indossavo nessun tipo di biancheria perché volevo sentirmi libera e cogliere ogni minima variazione delle sensazioni che il mio corpo avrebbe avuto e dilettarmi con il mio sesso in solitario in ogni sua forma.
Non sentendo nessuna attività casalinga pensavo di essere sola ed ero sdraiata sul divano perduta nel mio mondo pieno di sesso leggendo quel giornale e non mi accorsi neppure di Irina. Lei era seduta sprofondata in una poltrona con lo schienale alto che mi impediva di vederla nel leggere un libro cosi come faceva quasi ogni giorno.
In quel momento percepii in lei vedevo qualcosa che mai prima aveva attratto la mia attenzione. Non era più una ragazza come se fosse una figlia di 24 anni ma vedevo in lei una donna. Le sue gambe lunghe, mani affusolate e curate, look ricercato, un seno ben evidente con le tette prominenti, due cosce sode e slanciate che invitavano lo sguardo al punto centrale fra di esse, erano i suoi simboli sessuali e per me era ora un richiamo.
Me ne accorsi perché la vagina si riempì di umori, il seno si gonfiò, i capezzoli strisciavano sulla piacevole ruvidità della maglia di cotone indossata, la bocca divenne secca, la lingua rigida; ero eccitatissima.
Allargai le gambe e tirai su lievemente la gonna continuando a far finta di ma in realtà immaginavo una situazione simile a quella avvenuta in spiaggia e cioè che Irina mi stesse guardando  e ciò mi faceva perdere la ragione.
Lanciavo degli sguardi furtivi nella speranza che lei veramente mi vedesse ed in effetti lei mi vedeva e nel voltarsi a guardarmi notavo la sua espressione imbarazzata sul volto ma il suo corpo aveva ben altro comportamento. Restando seduta si muoveva agitata sulla poltrona. Con le mani andava sempre più spesso a toccare le mammelle ed i capezzoli irrigiditi dall’eccitazione spuntavano con evidenza dalla canottiera indossata, le sue gambe prima raccolte erano ora stese con i piedi allineati, segno chiaro di eccitazione sessuale.
Irina si voltò verso di me per guardarmi ed io passai una mano sulla coscia sollevando ancora più su la gonna  che ora era diventata una mini. Ciò mi consentì di aprire le gambe, mostrare la mia figa depilata e liscia poggiando i piedi sul bracciolo del divano e lasciando che gli sguardi liberamente andassero ad ammirare la mia intimità molto ben esposta.
Mi ritrovavo priva di inibizioni e falsi pudori tanto che qualsiasi cosa avesse sfiorato le mie mammelle, il mio collo, la mia bocca, il mio sesso avrebbe reagito facendomi gemere come una troia incallita.
Ormai senza ritegno passai la mano sulle tette coperte da una sottile maglietta che separava la pelle delicata dalla mia mano facendomi un piacevole massaggio e sarei velocemente passata a ben altro se Irina non si fosse allontanata. Pensai di essere stata troppo audace.
La ragazza chiuse la porta della sua stanza ed io fui assalita dal panico misto ad eccitazione.
Mi avvicinai alla sua stanza e non ebbi il coraggio di aprirla ma origliavo di nascosto.
Sentivo i suoi respiri sempre più affannosi ma non gemeva.
Sapevo cosa stava facendo.
La mia immaginazione era galoppante e le immagini di lei che sul letto a gambe aperte con le dita che correvano sulle tette a sollecitare i capezzoli, la bocca aperta, gli occhi chiusi per pensare a me che facevo la troia nonché le sue dita dell’altra mano a titillare il clito, mi eccitavano e mi portavano irresistibilmente a farmi un ditalino ma volevo anche qualcosa che entrasse dentro di me.
Da un candelabro poggiato su una console non lontana dalla porta, presi una candela e la  spinsi su dentro di me; entrava ed usciva senza nessuna difficoltà. Ero molto lubrificata dagli umori generati dall’eccitazione ed in brevissimo tempo venni pervasa da orgasmo molto forte e violento. Fu talmente violento che mi dovetti appoggiare alla parete per non cadere, mi piegò e mi fece tremare le gambe, mi agitò tantissimo ansimando profondamente e mi morsi anche le labbra da cui non uscì l’urlo liberatorio.
Nel tempo non breve per riprendermi dall’orgasmo senti Irina gemere di piacere.
Dopo questi avvenimenti pensavo che Irina andasse via di casa. Per me sarebbe stato un grande dispiacere perché ora avevo voglia di sedurla invece ebbi una sorpresa ed ero solo all’inizio della scoperta di essere una femmina.
La sera Irina uscì e non cenò con noi. Nel salutarmi prima di uscire di casa notai una voce allegra e serena e potrei dire anche  felice.
L’indomani mattina non ci incrociammo ed io andai al lavoro dopo una notte agitata e scopereccia.
Giovanni mi aveva scopato, ero venuta pensando alle ore precedenti in cui la libidine e la voglia di sesso mi avevano preso ma la voglia era rimasta intatta.
Pensavo a quell’uomo della spiaggia ed a Irina.
I miei desideri erano orientati più alla ragazza perché era lì a due passi da me e la mia immaginazione mi portava a sognarla in un rapporto lesbico intenso e clandestino.
Era stata una lunga giornata di lavoro in cui dimostrai la mia euforicità e ne ero soddisfatta. L’idea di fare sesso extraconiugale non mi era passata.
Ero appena rientrata in casa e lascio cadere i vestiti ai piedi del letto e stanca morta crollo.
Irina mi sente e già mi toccavo tra le gambe quando lei entra piano nella mia camera; è delicata non vorrebbe svegliarmi dal sogno che sto vivendo in quegli istanti.
Vorrei dormire ma la mia di possederla è più forte del sonno.
La vedo, le allungo la mano, si avvicina. Anche lei sotto una camicetta semiaperta è nuda con un minuscolo perizoma che non toglie e forse aspetta che lo faccia io.
La tiro verso il letto e lei mi sorride come a dire “sei sveglia?” ed io che rispondo mentalmente “Bhè si! se tratta di scopare con tanta voglia sono la prima a svegliarmi e mandare a fare in culo il sonno”
La voglio, la abbraccio, le bacio il collo e mi gusto il suo profumo ottimo e dolce ma non troppo forte. Scopro che assaporarlo con i baci e gustarlo fino in fondo da un brivido più grande.
Le sbottono e a sfilo la camicia, il suo seno non era imprigionato nella morsa del suo reggiseno ma era stretto li sotto e sembrava che quasi non la facesse respirare.
Non ho mai capito perché portasse sotto gli abiti il reggiseno vista la sua taglia terza e forma perfetta.
Quando slacciai il reggiseno il suo sospiro di libertà, seguito da un brivido che le percorse la schiena dato dalle mie mani fredde, era come se fosse liberatorio di qualcosa.
‘’Tesoro! voglio fare l’amore con te ‘’ furono le sue parole.
Nel sentire queste parole la mia mano si blocca e sento la sua mano che correre a prendere la mia per accompagnarla fra le sue gambe.
Irina indossava un perizoma di tessuto finissimo trasparente bagnato dai liquidi vaginali che emetteva ma avevo difficoltà a titillare il suo clito. Mando un dito in esplorazione e questo scivola tra il tessuto delicatissimo e la pelle liscia come la pesca; lo passo fra le due labbra umide e ne approfittai per risalire al suo clitoride pulsante di passione. Solo allora sento il suo respiro diventare affannoso e perciò mi soffermo qualche secondo in più.
La aiuto a togliere quel velo che è di ostacolo alla vista chiara della sua figa; ora è finalmente totalmente nuda.
Mi metto in ginocchio sul letto aprendole le gambe, la bacio sulle cosce e le sue mani mi spingono la testa li dove volevo andare subito per gustare il suo sesso. Non avevo fretta ma lei fremeva di voglia e per aumentare il desiderio mi faccio desiderare un po’ strusciandomi su di lei e muovendomi con mosse sinuose passando la mia figa sulla sua gamba e la una mia gamba sulla sua figa.
Irina mi bagna come io bagno lei perché stiamo impazzendo dalla voglia di leccarcela e lei non aspettava altro che fare lo stesso con me.
Difatti è lei a prendermi e girarmi mettendo la figa verso il suo volto.
Mi ritrovo carponi quando lei stirandosi verso di me mi lecca velocemente la figa tutta bagnata dandomi un brivido infinito e profondo che percorse tutto il corpo.
Quando vogliosa mi fiondo decisa sulle sue labbra ho il sublime piacere di essere a contatto della sua figa depilata, morbida e bagnata come piace a me e solo in quel momento lascio scivolare la lingua velocemente senza affondarla in lei.
Sentire il suo ansimare è un piacere.
Affondo la lingua e sento il clitoride e lo titillo con la punta della lingua che passo anche nelle prossimità per aumentarne il piacere..
Le piace così tanto che non riesce a leccarmi e neanche continuare a scoparmi con le dita come stava facendo; è abbandonata al piacere e non si cura di farmi godere e ricevere i liquidi profumati che emetto dalla vagina.
Le mie labbra imprigionano il suo clitoride e con il dito indice, medio e anulare le procuro tanto piacere dentro.
Si agita e sussulta in preda alle sensazioni che le do.
Mi viene un’idea ed allora ecco cosa faccio.
Premetto che in una delle riviste che avevo acquistato c’era un DVD porno che ovviamente avevo nascosto tra la mia biancheria personale.
Allora interrompo l’accoppiamento con Irina, la prendo per mano e la sollevo baciandola.
Na volta in piedi le sue mammelle premono sulle mie ed è una sensazione unica nel sentirle premere su di me, calde e turgide.
Prendo il DVD ed Irina sorride, forse immagina qualcosa ma continua anche lei a baciarmi.
In camera da letto ho un televisore collegato ad un lettore DVD, ne inserisco il disco ed vado al suo fianco per godermi le immagini con Irina.
Nel frattempo vedevo realizzata una delle mie fantasie. Mi sono sempre chiesta come potesse essere un rapporto con una ragazza ma ho sempre lasciato che ciò restasse una semplice fantasia forse perché non pensavo mi potesse capitare l’occasione per provare.
In effetti sentivo crescermi dentro una strana sensazione, mi sentivo attratta da Irina e questo non mi era mai successo nei confronti di nessun altro. Erano sensazioni provate da ragazzina.
Anche Irina nel giro di una notte aveva cambiato atteggiamento diventando quasi provocante e maliziosa.
Iniziamo a vedere il film ed all’improvviso vediamo che le due protagoniste hanno una relazione.
Avevo scelto quel film con un intento preciso e stava cercando di portare entrambe a fare un’esperienza simile a quella che stavamo vedendo. Vista la mia inesperienza i miei pensieri sono rivolti a cosa avrei fatto e a come mi sarei comportata. Sono agitata ma allo stesso tempo curiosa e anche eccitata..
La prima mossa di Alessia non tardò ad arrivare. Quando iniziò la seconda scena hot del film mi mise una mano sulla coscia e aspettò se le dicessi qualcosa; vedendo che non la ostacolavo si avvicinò delicatamente verso l’interno delle mie cosce. La sentivo agitata ma molto decisa a continuare quello che stava appena iniziando a fare.
Mi bagnai per l’eccitazione che in quel momento mi a saliva dentro come un brivido interminabile dalle gambe fino alla testa e la stessa cosa accadeva anche a lei. Ad un certo punto presi la sua mano e la portai sulla mia figa per farle toccare con mano la mia eccitazione. Nel sentire che ero bagnata fu come se avesse avuto una scarica di adrenalina e passione.
In un secondo mi si avvinghiò alle labbra e mi baciò con una passione, le nostre lingue si incrociarono e sembrava che nessuno avesse potuto più staccarci tanto eravamo eccitate.
Poi Irina mi fece mettere in piedi, le luci naturali che penetravano nella stanza dall’esterno erano soffuse e creavano un’atmosfera davvero calda, adatta alla situazione.
 Lei iniziò a spogliarmi lentamente, mi sciolse prima i lunghi capelli vaporosi per farli cadere sulle spalle, poi mi baciò vicino al collo e dietro le orecchie sospirandomi “Ti voglio mia adesso!” poi prese le mie braccia e le alzò per potermi sfilare con facilità la canotta aderente che indossavo, mi slacciò il reggiseno e accarezzò le mie tette, le morse e leccò i miei capezzoli, continuò a spogliarmi giocherellando con l’elastico del mio tanga che subito dopo fece cadere a terra insieme la gonna
Ero nuda e eccitata come non mai.
Spogliai anche lei togliendo con delicatezza la canotta che indossava, feci scorrere la mia mano calda sul suo seno e poi sopra sulla sua figa per farla eccitare ancora di più. Mi avvicinai al suo collo e la baciai con passione. Lei ebbe un brivido che le fece venire la pelle d’oca e lei prese una posizione con
le gambe aperte.
Non potevo resistere alla visione della sua figa deliziosa e curata e mi ci lanciai contro sprofondando la mia lingua all’interno. Le leccai il clitoride tantissime volte, lo succhiai e baciai  e nel frattempo, man mano che leccavo, mi avvicinai anche al suo buchetto; tornai a baciare e leccare la sua figa e le misi più volte le dita dentro spingendo forte e provocandole un piacere immenso che culminò con il primo orgasmo.
Era la mia prima volta con una donna ma era stupendo.
Entrambe sapevamo cosa piace ad una donna e cosi lo mettevamo in pratica
Mi fece sdraiare sul letto, mi allargò le gambe e mi leccò fra le gambe, mi infilò le sue dita che muoveva con estrema abilità; forse aveva avuto già esperienze di questo tipo.
Mi riservò un trattamento fantastico leccando anche la rosetta posteriore, vi infilò un dito e lo mosse per farlo dilatare maggiormente per poi infilare anche un secondo e un terzo dito; adesso ero tutta dilatata. Mi chiese se avessi un dildo. Per me era un vocabolo nuovo e d allora andò in camera sua e tornò tenendone in mano uno. Me lo infilò dietro prima con delicatezza e poi con spinte sempre maggiori.
Era fantastico!
Stavo godendo come non mai tanto che sfociai in un primo meraviglioso e intenso orgasmo.
Lei continuava a penetrarmi dietro con il dildo.
Le chiesi se poteva prestarmelo e lei non esitò nel dir di si.
Feci sdraiare Irina al mio fianco, mi leccai due dita e le infilai una per volta nel suo buco posteriore.
Era la mia prima volta. Non avevo mai fatto niente di simile a nessuno, quindi andai con calma; poi presi il dildo e glielo misi a poco a poco nel culo molto delicatamente perché era stretto.
Dai suoi gemiti, dal respiro e dalle espressioni del viso capii che lei si stava abituando a tenerlo dentro così iniziai a penetrarla sempre più velocemente mentre con l’altra mano le toccavo il clitoride finché anche lei non venne in un orgasmo bellissimo che mi lasciò attonita e felicemente sorpresa.
 Stavamo godendo come non mai e non avrei mai voluto smettere.
Ad un certo punto decido che la sua passerina ha bisogno di attenzioni maggiori, quindi la bacio di nuovo e le ficco dentro la mia lingua mettendole anche il dildo. Lo spingo fino in fondo  ed allora Irina prende la mia mano e la accompagna con la sua fino a quando non ha anche il suo terzo orgasmo.
E’ stravolta dal piacere e come lei anche io.
Mi fa posizionare in modo tale da ritrovarci a fare una 69. Quindi inizia a leccarmi tutta tra la figa e l’ano mettendoci dentro la lingua, mi morde, mi succhia, mi fa impazzire. Prende il dildo e me lo mette nella figa vogliosa. Non ci penso neanche due minuti in più ed apro le gambe accogliendo dentro il cazzo gommato. Irina lubrifica il cazzo di gomma nella mia figa ancora bagnata e con un colpo secco mi scopa. Penso che se fosse stato un cazzo vero mi avrebbe spaccata. Anche se lei non è da meno. Stantuffa il dildo dentro e fuori la mia figa mentre lei gode anche ad averlo dentro e subire lo stesso, quando sbatte contro di me. Ha un sensore casuale che vibra quando meno te lo aspetti che ti fa impazzire ancora di più. Mi penetra con forza come piace a me finché non arrivo anche io al mio nuovo orgasmo.
Era bellissimo pregavo che non smettesse mai. Ma non mi ascolta.
Senza lubrificarlo, senza un po’ della sua saliva, mi pianta quel cazzo di gomma nel culo violentemente. Il dolore di quel cazzo che mi ha aperto il culo mi fa godere come una porca. Schiaffeggiandomi il sedere continua a scoparmi ininterrottamente fin quando l’orgasmo di entrambe non ci fa cadere sul letto sfinite.
Anche lei godeva ma non si saziava mai, come me del resto. Quando mi rimetto a quattro zampe sul letto sento, il glande di gomma puntare sul mio buco del culo. Vuole sfondarlo, ma non lo fa subito. Sento la sua lingua che inizia a leccarlo. Provavo una sensazione strana non mi aveva mai leccato il culo.
‘’ Quanto ti amo!!‘’
‘’ Infinitamente, tutte le volte ti scoperei !!!‘’
Leva il dildo dal culo abbandonandolo sulle lenzuola e mi accarezza ancora un po’.
Il film del DVD è andato avanti e le scene si sono succedute. Le abbiamo viste insieme ma soprattutto eravamo intente a scoparci ed a fare sesso reale e non copiare quel che vedevamo. In un nuovo incontro clandestino avremmo rivisto con più calma quelle immagini.
Siamo esauste e decidiamo quindi di smettere e andare a riposare..
Ci diamo un bacio passionale e dormiamo contentissime.
L’indomani la saluto con la promessa di ripetere il tutto molto presto. Lei risponde si in un secondo.
Dopo la bellissima ed eccitantissima esperienza con Irina quel pomeriggio, qualcosa dentro di me è cambiato. Non avevo più la paura del sesso come mi avevano inculcato fin da piccola, o meglio stavo sempre attenta ovviamente a ciò che facevo, ma l´essermi masturbata davanti alla mia amica ed essere stata scopata e l´aver visto lei fare la stessa cosa davanti a me aveva acceso in me la luce nuova dei nuovi orizzonti di piacere che ritenevo irraggiungibili e realizzato le immagini che mi facevano eccitare sempre di più.