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Note:
Diventare una Sissy
Era molto che ero alla ricerca di una Padrona quando un amico mi dice:”se vuoi chiama questo cellulare, ho già accennato a questa Mistress di te, Lei sta cercando il suo schiavo fisso” e buona fortuna.
Telefono e come sempre sono imbarazzato ed in difficoltà quando contatto una Padrona; non so mai cosa dire, come comportarmi sono un vero imbranato. Ma la conversazione per fortuna è breve e decidiamo di vederci la sera successiva.
Sono emozionato, agitato, forse la conosco ma la cosa che più conta è che abita vicino a me e quindi avrò occasione di incontrarLa spesso.
Quando mi apre la porta mi accorgo che una gran bella Donna, mi ordina di inginocchiarmi e di salutarLa correttamente: bacio sui piedi e saluto “buonasera Padrona”; il bacio sui piedi mi piace, mi fa sentire immediatamente uno schiavo, ma la seconda parte mi lascia un po’ perplesso, mi è stato insegnato che prima di dire “Padrona” devi guadagnarti il ruolo di schiavo.
Lei mi chiarisce subito le regole e ciò che vuole e cerca nel suo schiavo. E’ sadica, le piace femminilizzare e avere una sissy come schiavo. Non sono maso e questo un po’ mi spaventa, ma amo l’umiliazione e questo può associarsi facilmente alla femminilizzazione ma una sissy è per definizione: serva, schiava e cagna, è quest’ultimo aspetto che mi preoccupa, ma è talmente tanto tempo che cerco una Padrona “sotto casa” con la quale condividere la mia passione. Decidiamo di provare ed il primo mese scorre tranquillo, non sento più parlare di sissy. Ci vediamo anche 2 volte a settimana, Lei mi pinza i capezzoli anche con dei coccodrilli e poi li torce e li tira, i dentini mordono la carne tenera e delicata, a fatica trattengo le lacrime e le urla ma voglio diventare un bravo schiavo, voglio che Lei sia consapevole che sono una “prima scelta” nonostante l’età ed i miei limiti. Mi sculaccia e poi usa puddle, flogger e cane sulla mia schiena ed in particolare sulle mie chiappe segnandole per bene. So che mi sta valutando, cerca di comprendere il mio livello di sopportazione, la mia capacità di soffrire.
Il mese è passato, ed una sera mentre sono in ginocchio e le sto massaggiando i piedi, che sono bellissimi e che amo baciare fra un massaggio e l’altro, mi dice adesso bisogna cominciare la tua trasformazione ed il tuo addestramento, per prima cosa il nome “Patricia” e poi cambiamo il collare. Mi slaccia il collare nero da cane che indosso per allacciarmene un altro: rosa e con una medaglietta che porta inciso da un lato, quello visibile “troia” e sul retro “schiava di Padrona Opis Verano”. Sapevi che questa era una delle mie passioni e che sarebbe successo prima o poi. Bene la prossima volta che vieni andremo a fare spese, intanto per domani procurati un paio di perizoma, collant neri max 40 denari e calze con reggicalze e appena arrivi a casa vuota i cassetti da tutta la biancheria da uomo e gettala, da ora in poi userai solo intimo da donna. Ora spogliati e prendi nell’armadio le scatole con lo strap che devo depilarti. Mi spaventa , so che è doloroso ma non so rendermi conto di quanto lo sia e questo mi innervosisce. Le strisce mi vengono posate sulle gambe, sulle braccia; il dolore vero è però quando le strisce mi vengono applicate sul petto e sulla pancia, le lacrime scorrono realmente. Quando mi guardo nello specchio è strano vedere il mio corpo glabro, mancano solo la parti intime che Lei mi dice:”depilerai con la crema e poi rifinirai con un rasoio. La prossima volta che ci vediamo ti darò le regole da rispettare, e vedrai che a poco a poco ti piacerai, sei molto femminile”.
La sera entro in un negozio intimissimo e compro i 2 perizoma come ordinatomi. Torno a casa svuoto l’armadio, rifinisco la depilazione, mi cambio e mi guardo. L’immagine che mi rimanda lo specchio mi turba, un po’ di pancetta ma ho due belle gambe e un bel culo, proprio come dice la Padrona. Dalla vita in giù sembro una donna soprattutto guardandomi di spalle e se non avessi qualcosa che… adesso guardandomi in mezzo alle gambe e vedendolo così “nudo” mi imbarazza.
Ci vediamo nuovamente pochi giorni dopo, sono eccitatissimo e mi chiedo cosa faremo. Suono Lei mi fa salire e dopo averLa salutata “adeguatamente”, baciandole i piedi, mi mette il collare e poi dice: “usciamo”. Mi tremano le gambe, come faccio ad uscire con il collare, e soprattutto la medaglietta con la scritta “Troia”, provo a protestare mentre il mio pene cresce inevitabilmente nei miei jeans a dimostrazione di ciò che provo. Usciamo, montiamo in auto, sono poco attento alle parole della Padrona, preoccupato della mia condizione e solo quando mi afferra il collare mi giro verso di Lei che irritata mi dice:” Forse dovresti girare con quel collare a vista” e mi allunga una sciarpa che sollevato avvolgo intorno al collo.
MI da rapidamente le indicazioni e ci troviamo di fronte ad un grandissimo magazzino cinese, entriamo. Mi ordina di prendere un carrello e di seguirla. Un reparto dopo l’altro.