i racconti di Milu
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Cristina continuò a baciare il marito con passione.
Lentamente fra carezze, baci, leccate profonde e lentissime, arrivò al cazzo del marito che ingoiò completamente. Riempì di baci la cappella e scese a leccare quelle palle che da tempo non toccava. Sapeva che aveva umiliato profondamente il marito, in tutti quei giorni uno stato d'ansia aveva accompagnato la sua attesa: la paura che il marito non avesse voluto avere altri rapporti con lei, che il suo rapporto di coppia avesse sofferto della sua stupidità.

Mentre lei si occupava di propinare al marito uno splendido pompino si sentì trasportare su quello che riuscì a riconoscere come il volto che l'aveva accompagnata durante la sua notte di trasgressione.
Un profondo gemito accompagnò la penetrazione dolce e prolungata di quella splendida lingua. Lentamente il marito iniziò a leccare le grandi e piccole labbra, piccoli morsi all'interno delle cosce le procuravano dei brividi incredibili. Lentamente la lingua risalì ed iniziò a leccare il buco del culo. Nulla bloccò' la penetrazione delle dita, nessuna protesta. e quando la lingua carezzò intensamente il clitoride. un gemito prolungato accompagnò il primo orgasmo

Il marito silenziosamente portò Cristina sopra le sue gambe e la penetrò. Fu un momento, un attimo in cui la moglie sentì prepotente la potenza del marito. Fu solo un momento presto dimenticato grazie alla lunga astinenza, e i poderosi colpi di lui la portarono ad un nuovo orgasmo: intenso e accompagnato da lunghi gemiti.
Messa a pecorina il marito riprese a penetrarla profondamente:

- Ti prego sborrami in faccia, Voglio la tua crema di bellezza –

Prontamente il marito, arrivato al punto di non ritorno, si sfilò e puntò il cazzo verso il viso della moglie che fu completamente ricolma
Ansanti si abbracciarono . Un velo di tristezza copriva il volto del marito. Un silenzio profondo che fece pensare Cristina: doveva rendere la serenità al marito.
Non insistette e accarezzando quel volto e nascondendo quelle lacrime che lentamente sgorgavano dai suoi occhi si addormentò fra quelle braccia che l'amavano.
La mattina dopo dolcemente preparò la colazione e si apprestò per andare in ufficio.
Nel breve viaggio ripensò alla notte con Lucio: la sua maleducazione verso di lei e verso il marito che l'aveva accolto, il suo sbeffeggiare quell'uomo buono e dolce, il negare a lui quello che aveva permesso a Lucio. Una profonda angoscia la rese ancora più pensierosa, angoscia accompagnata dalla convinzione di essere stata così stupida da non avere imposto a Lucio l'uso del preservativo.
I controlli fatti dal ginecologo avevano evidenziato una leggera candida , prontamente curata, gli altri esami tutti negativi.
Pensierosa entrò nello stabile dove aveva l'ufficio, era sicura: doveva trovare il modo di riportare la serenità al marito, doveva pagare pegno e se necessario essere umiliata per dimostrare che l'amore verso quest'uomo era più grande, più profondo di un qualsiasi cazzo.

Alessandra era quella che possiamo definire una Mlf: un corpo tonico, un seno prosperoso ed un culo a mandolino. Cristina non aveva grandi rapporti con lei ma le aveva parlato della sua voglia di trasgredire e lei l'aveva convinta a parlare con il marito, per coinvolgerlo nella ricerca del superdotato. Il lavoro non aveva permesso alle due donne di rivedersi e, nel salutarsi, Alessandra le chiese come era andata.
Cristina, mestamente, le racconto l'accaduto e Alessandra le fece notare dove avesse sbagliato: aveva trovato un maleducato, aveva offeso il marito che l'amava, l'aveva reso cornuto davanti ad una comunità.

- Adesso cosa pensi di fare? –

Piangendo Cristina si disse disposta a tutto pur di far dimenticare completamente l'accaduto al marito.

- Va bene, invitami a cena. Sarà difficile che tuo marito dimentichi ma possiamo provare a riportare la serenità nel suo animo. Ricorda però: dovrai essere disponibile ad ogni sacrificio, senza remore né ripensamenti –

Tornata a casa Cristina avvisò il marito che l'indomani avrebbero avuto ospiti a cena. Lui solo annuì con un grugnito, forse ripensava all'accaduto e Cristina si dette mentalmente della stupida Il giorno dopo si preparò accuratamente estetista ,messa in piega, una cucina afrodisiaca, tanto che il marito pensò ad un nuovo incontro con un superdotato, ma non poteva essere. La sera suonarono alla porta:

- puoi andare tu caro?–

Il marito apri la porta ed una splendida donna si parò davanti a lui: bella, avvolta in un tubino nero che poco lasciava all'immaginazione, un seno stupendo che prorompeva dal suo decoltè' ed un culo a mandolino che avrebbe fatto dannare un santo

- piacere Alessandra, collega di Cristina, …....complimenti che bella casa…....beh, mi fa entrare? -

Dopo i normali convenevoli si misero a tavola. Giovanni si sentiva in imbarazzo: Alessandra non gli toglieva gli occhi di dosso e mentre cenavano una mano birichina sali lungo le sue cosce fino ad accarezzargli il cazzo che si era eretto in modo incredibile. Lentamente le carezze si fecero più ardite ed una sensazione di potenza proruppe insieme al suo cazzo estratto da quella mano. Guardò sua moglie e vide un sorriso stamparsi sul suo volto.

- Non preoccuparti Amore ....stasera è la tua serata, , voglio farmi perdonare tutto il male che ti ho fatto! –

Cristina si alzò da tavola e Alessandra, inginocchiatasi davanti a lui, iniziò un lento e lungo pompino. La lingua carezzava la lunga asta, circondava la splendida cappella. Nessuno si preoccupò delle tende aperte. Cristina invitò i due amanti ad accomodarsi nella loro camera matrimoniale

- Ma...-

Fece Giovanni.

- No mio caro , non preoccuparti, tu sei stato attento e benevolo nei miei confronti ed io, stupidamente, no. Ora meriti il massimo godimento……. e nella nostra camera -

Alessandra sorrise e spogliato Giovanni riprese lo splendido pompino: la lingua scese sulle palle, ricercò il buco del culo, con un dito lo penetro ed una prima sborrata inondò prepotentemente la bocca della donna.
Cristina, accomodata nella poltrona vicino al letto, guardando negli occhi il marito assisteva allo splendido incontro.
Giovanni fini di spogliare Alessandra, e Alessandra fini di spogliare Giovanni.
Si distese sul letto e apri le gambe al duro cazzo del marito che repentinamente la penetrò

- Siiiiiii ……..sei meraviglioso, chiavami, fammi tua, riempimi della tua crema bollente –

Giovanni iniziò un lento e profondo avanti e indietro senza mai distogliere gli occhi dal viso della moglie:

- Alessandra sei stupenda, hai una fica caldissima –

- sei potente –

gli rispose La donna e volendo prolungare la scopata estrasse il cazzo dalla fica e lo riprese in bocca, lo passò sul viso, lo lecco e lo riposizionò nel caldo antro della sua vagina.

- Porco …...chiavami , fammi tua., riempimi, sborrami. -

Cristina era lì , con lo sguardo sognante seguiva l'evoluzioni del marito e provò quel senso di umiliazione che era stato di lui, Le lacrime sgorgarono e rigarono il volto ma nulla fece per fermare l'atto così come nulla suo marito aveva fatto con lei.
Un urlo prolungato accompagnò la sborrata nella fica di Alessandra :

- Vieni Cristina, vieni a ripulire la mia fica, lecca il succo di tuo marito –

Cristina che voleva vivere fino in fondo la sua umiliazione si posizionò fra le cosce dell'amica ed iniziò a leccare lentamente tutti gli umori. Non si accorse che il marito era ritornato nella stanza. Lentamente si avvicinò alla moglie e la sodomizzò.

- Sì, sì amore prendimi, inculami……,perdonami ….. ti amo –

Giovanni iniziò una lunga cavalcata che non ebbe cali di potenza ne altre defaillances. Un urlo tremendo accolse i lunghi schizzi del marito:

- Ti avevo già perdonata, ma il tuo comportamento mi ha reso la serenità perduta -Un lungo bacio ed una ulteriore richiesta di perdono accompagnarono il riposo delle due donne e di Giovanni. Mai più Cristina rifiutò nulla al marito e Alessandra fu partecipe della ritrovata armonia. Ma questa è un'altra storia.