i racconti di Milu
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Quando Matias si risvegliò era l'alba: le prime cose che vide appena aprì gli occhi furono la sabbia bianca e finissima di quel tratto di costa e a pochi metri da lui i flutti tranquilli di un mare azzurrissimo e calmo. Accocolata sul suo petto c'era una giovane ragazza mulatta, vestita solo di un perizoma, che dormiva beatamente. " Chi diavolo è questa tizia?'" e " Cosa accidenti ho combinato ieri sera?'" furono le prime domande che si fece nella sua testa Matias, che non rammentava nulla dei fatti precedenti il suo risveglio. Si guardò intorno, muovendo solo la testa per non svegliare la ragazza, per cercare di capire qualcosa. Alle sue spalle intravide uno dei tanti localini affacciati sul litorale e ricordò vagamente di essere stato a una festa lì dentro. Che la ragazza l'avesse rimorchiata lì dentro? Anch'egli indossava solo un paio di boxer e vedendo che c'erano dei vestiti sparsi intorno al telo da mare sul quale erano stesi era evidente che avevano passato la notte insieme. A Matias sembrava strano però aver fatto conquiste lì dentro: non era un latin lover da discoteca e le poche donne che aveva avuto le aveva conosciuto in ambito studentesco o lavorativo o al massimo erano avventure estive con ragazze del suo paese che conosceva da sempre. Un alito di brezza più forte degli altri accarezzando la schiena nuda della ragazza la svegliò e appena aprì gli occhi si preoccupò di salutare: " Buongiorno Matias. Sei sveglio da molto".
Notando che il ragazzo non rispondeva la giovane mulatta, a cui Matias inizialmente aveva attribuito una trentina d'anni ora pareva pure più piccola, si rivolse a lui affermando:
" Ok, tu hai bisogno di un caffè'"
" Sì- si riprese lui- ma dove andiamo? A quest'ora sarà tutto chiuso.
La ragazza si rimise l'abito elegante della sera prima che era sparpagliato sulla spiaggia come la sua borsa e frugò dentro questa:
" Ma io ho le chiavi. Ieri sera ho chiuso io, ricordi?"
Matias si decise a confessare:
" Ma le chiavi di cosa? Scusami, ma io non ricordo niente di ieri".
" Veramente.?"
" Altrimenti non lo direi".
" Le chiavi sono di quel locale lì dietro" e indicò proprio il posto che aveva visto Matias prima. " Dai, Matias, mettiti almeno i pantaloni e andiamo a prenderci 'sto caffè."
Lui ubbidì e mentre si dirigevano verso la porta, le chiese:
" Sei la padrona del locale?"
" No, magari, sono soltanto la barista. Ci siamo conosciuti ieri, non lo ricordi davvero?"
Mentre erano seduti nel locale deserto e attendevano che la macchina del caffè si scaldasse, Matias provè a frugare nei suoi ricordi e trovò una lettera.
" Il tuo nome, tu hai un nome con la kappa, vero?
" Vedo che cominci a ricordare qualcosa. Sì, comincia con la kappa".
" Kate'?"
" Centro al primo colpo. Tieni, il tuo caffè è pronto. Certo che avevi ragione ieri sera quando mi dicevi che non reggi i superalcolici.
" Aspetta, Kate, mi puoi raccontare com'è andata? Mi rinfreschi la memoria?
" Che ieri sera c'era una festa nel locale te lo ricordi? Che tu sei venuto coi tuoi amici qui lo ricordi?
" Sì... vagamente".
" Noi eravamo quasi in chiusura e praticamente eravate rimasti solo tu e i tuoi amici e così siamo entrati un po' più in confidenza. Di solito mi accompagna a casa la mia collega ma ieri non stava bene e ho chiesto a te se mi davi un passaggio a casa mia, che non è lontano da qui, e tu hai accettato.".
" Come mai lo hai chiesto proprio a me? ".
" Perdonami, avevi un aria così spaesata, non sembravi proprio un lupo da locali".
" Non lo sono infatti".
" Questa tua maniera quasi innocente, da gentiluomo timido, mi ha intrigato, e così l'ho chiesto a te. Quando ho chiuso Tu mi hai aspettato mentre io mi davo una sistemata nel bagno dei dipendenti e quando sono arrivata ti ho chiesto se ti potevo offrire qualcosa per ringraziarti ma erano rimasti solo superalcolici e tu mi hai detto che non li reggi. Io invece mi sono fatta un paio di rum e pera e tu mi guardato come se fossi un' aliena . Mi hai chiesto come faccio a reggere e io ti ho detto che non sarebbe cambiato niente anche se ne avessi bevuto un altro paio. E così hai voluto scommettere che non ce l'avrei fatta a berne altri due senza vomitare o cambiare espressione del volto. E hai perso!".
" E cosa abbiamo scommesso?.
" La posta l'hai lasciata decidere a me. Sicuro di non ricordare proprio niente? Qui arriva il bello".
" Mi dispiace ma ho un'amnesia".
" Abbiamo scommesso una prestazione orale. Se avessi vinto tu ti avrei fatto un pompino, se avessi vinto io me l'avresti leccata."
Matias diventò rosso fuoco, prima di riprendere
" Ah, e quindi io ti ho..."
" Sì, hai pagato la scommessa qui sulla spiaggia, ci sei voluto venire tu e prima di venire hai voluto bere un paio di rum e pera anche tu, tanto per essere più sciolto".
" Ah, ecco perchè non ricordo un cazzo... non ne bevo mai cose così forti"
" Sei stato forte anche tu ieri con me, sono pure venuta. E ti assicuro che non vengo facilmente neanche col cazzo"
" ..Ma quindi, dopo che te l’ho…leccata, ci siamo addormentati insieme?
“Mmmm… No, non è andata proprio così?”
“ E com’è andata?”
“ Ecco, dopo che tu me l’hai leccata, e bene, io mi sono eccitata come una pazza e così ho voluto ricambiare il favore”.
Matias ebbe un flash:
“ Aspetta, mi sembra di ricordare qualcosa. Tu gridavi qualcosa in spagnolo ieri sera mentre io te la leccavo? ”.
“ Sì, parlo sempre in spagnolo quando mi eccito. E’ la mia seconda lingua”.
“ E’ la prima qual è?”
“ L’italiano ovviamente. Anche se tu mi vedi scura di pelle, io sono nata qui. Mio padre è dominicano e mia mamma è italiana. Si erano conosciuti in vacanza”.
“ Capisco. Stavi dicendo che.. che hai fatto dopo che te l’ho leccata?
“ Mi sono eccitata, ti ho spogliato ( perché tu eri ancora vestito) e ti ho fatto un pompino. Effettivamente non è stato facile farti venire, l’alcool che avevi in corpo ti aveva un po’ intorpidito, e insomma , prima ho dovuto lavorare un po’ di mani e strusciarmelo un po’ sulle tette per fartelo venire duro”
“ Non mi si drizzava?”
“ Non del tutto, ecco. Ma dopo la spagnola ti sei ripreso e ho cominciato a succhiartelo”
“ Abbiamo fatto pure una spagnola?”
“ Matias, stanotte io e te abbiamo fatto tutto. Dalla masturbazione reciproca al sesso orale, una spagnola e abbiamo pure scopato in diverse posizioni. Ah, tranquillo comunque, abbiamo usato il preservativo, ne avevi un paio nel portafoglio.
“ Già, il portafoglio. Dove l’avrò messo’”
“ Tranquillo, ti ho messo portafoglio e cellulare nella mia borsa.” E dicendo questo glieli porse e se li rimise in tasca.
“ Grazie Kate”.
“ Figurati. Immaginavo che non fossi abituato alle notti di sesso selvaggio e quindi ho pensato a metterteli da una parte”.
“ Comunque a me tutti questi discorsi sul sesso mi stanno eccitando… forse è meglio che me ne vada e ti lasci in pace”.
“ Fermati- lo bloccò Kate- Guarda che io mi sono divertita tantissimo stanotte e se vogliamo sfogare i nostri istinti anche adesso a me va bene. Anzi, potremmo concludere facendo l’unica cosa che non abbiamo fatto ieri”.
“ Fammi indovinare, Kate…. Non mi hai dato il culo!”
“ Esatto! Ma non perché io non volessi, eri tu che eri sfinito e non ce la facevi più. Pensa che i boxer te li ho rimessi io per la decenza altrimenti tu ti saresti addormentato nudo” .
“ Decenza? Ma se tu avevi solo un perizoma indosso”
“ Beh, almeno la passera me la sono coperta. Allora, lo vuoi il culo?”
Matias non rispose, la guardò negli occhi, si alzò e con decisione la cinse per un fianco e la fece alzare in piedi e girare verso il bancone dove appoggiava le braccia. Le tolse con foga il vestito e il minuscolo perizoma e si tirò fuori l’uccello già ritto. Kate si voltò appena e commentò: “ Vedo che oggi non hai i problemi di stanotte. Ma se non mi lubrifichi un po’ mi farai male>. A quella parole, Matias infilò prepotentemente un dito nella vagina di Kate e iniziò a muoverlo vorticosamente dentro le pareti che si stavano allagando di umori. Ogni tanto Matias tirava fuori il dito e spalmava i succhi di Kate parzialmente sul suo uccello e parzialmente nell’ano della ragazza. Fu ella stessa a chiarire quando poteva bastare. A quel punto Matias le allargò le chiappe con le mani e pian piano infiò il suo cazzo nel sedere di Kate, che borbottava qualcosa sottovoce. " Tutto bene? le chiese Matias mentre aveva cominciato a stantuffare in quello stretto orifizio.
" Sì, si, è che... insomma, il culo non è così agevole come la figa". Mentre Matias con lentezza continuava a muoversi dentro Kate, questa mugolava in modo che Matias pensò che non fosse convintissima di ciò che stava facendo.
" Dimmi la verità, Kate! Tu non lo prendi spesso dietro, vero?
" In effetti no, da cosa lo hai capito"?.
" Sei bella stretta innanzitutto e poi i tuoi mugolii non mi sembrano di piacere".
"E' piacere misto a dolore, ma adesso sta aumentando il piacere. Continua, ti prego".
Soltanto quando Matias era a pochi affondi dal venire si rese conto che Kate era davvero una bella ragazza e che era stato davvero fortunato a passare la notte con lei e stava maledicendo i superalcolici che gli avevano cancellato i ricordi di una serata che da lucido doveva essere stata davvero spassosa. Ora i gemiti di Kate si facevano più intensi e sembrava davvero che il piacere avesse preso il sopravvento. Matias era ormai al limite:
" Kate, sto per..."
" Vienimi pure dentro!" non lo lasciò finire la ragazza. Con altri tre affondi Matias si svuoto copiosamente dentro il lato B di Kate che, finalmente libera dalla costrizione della pecorina posteriore, si rigirò verso Matias e gli disse: " Beh, ora io faccio una doccia. Dopo, se vuoi puoi darti una sciaquata pure tu.
Matias scosse il capo: " No. Mi laverò quando tornerò in albergo coi miei amici. Piuttosto voglio chiederti se mi lasceresti soddisfare un piccolo desiderio".
Kate rise: " Non vedo cosa altro potresti volere da me. Me l'hai infilato dovunque".
" Voglio guardarti mentre fai la doccia. Solo guardare e non toccare, non toccare neanche me stesso. "
Kate rimase perplessa: " Il voyeurismo non è una cosa che mi entusiasmi ma visto quanto mi hai fatto godere stanotte, ok. Ma mi vedrai solo di spalle". Matias acconsentì e si rivestì prima di seguire Kate e osservarla in una doccia che per lui fu qualcosa di veramente sensuale. Quando anche Kate fu rivestita, tornarono in spiaggia a prendere il resto degli abiti, e videro che anche se era ancora presto erano già arrivati diversi bagnanti. Era ormai giunto il momento dei saluti quando Matias fece una domanda provocatoria:
" Kate, ma il padrone del locale sa che ti fai inculare lì dentro?
" ... Non credo sappia che lo faccio con gli altri, visto che lì dentro sei stato il primo che non era lui."
" Ah, quindi tu e il padrone..."
" Sì, avevamo una storia un po' di anni fa ma avventure estive, niente di più. Poi lui si è fidanzato seriamente e comunque mi ha tenuto a lavorare. I miei due unici precedenti anali li ho avuti con lui alla chiusura del bar. Ma, come hai capito, è passato un po' di tempo. E al di là della mancanza di abitudine dietro, tu ce l'hai più grosso. Senti Matias, immagino che anch'io per te sia solo un'avventura estiva e mi sta bene, ma ti va di venire a cena con me stasera? Ovviamente pago io, non vorrei che pensassi che faccio la troia di professione e che tutto quello che abbiamo fatto lo abbia fatto per interesse".
" Kate, io non ho pensato proprio niente".
" Effettivamente- continuò Kate, rivolgendosi più a sè stessa che a Matias- non sono una ragazza troppo difficile in fatto di sesso, ma a mio modo sono seria. Quando sono stata fidanzata non ho mai fatto le corna a nessuno. E' che quando sono libera, come adesso, sono una maiala e se mi capita l'occasione non ci penso troppo. Cerco sempre di agire con rispetto, evitando gli uomini e gli ex delle mie amiche ad esempio".
" Kate! Perchè senti il bisogno di dire tutto questo a uno conosciuto da meno di un giorno?"
" E' facile indovinare: la tua aria innocente mi intriga da matti, mi piacerebbe..."
" Fare il bis?" rise Matias.
" Beh, a parte quello, magari conoscerti un po' meglio".
" Va bene, dai, vengo a cena con te. Ma pago io. Altrimenti non sarebbe da gentiluomini."
" Facciamo così- replicò Kate- Io offro l'aperitivo e tu la cena. E il locale lo scelgo io, che non ho gusti sofisticati".
Matias assentì , si scambiarono i numeri di cellulare, e poi lui le diede quel passaggio a casa che avrebbe dovuto darle la sera prima. Rientrato in albergo fu tempestato di domande dai suoi amici su come fosse andata la serata con la " negrettina" come l'avevano chiamata loro e lui rispose con un generico " Bene. Stasera la rivedo".
Giunta l'ora di passare a prendere Kate, questa salì in macchina che era uno splendore. Matias non potè esimersi da un complimento: " Sei una meraviglia Kate".
" Ti piaccio più vestita che nuda'? scherzò lei, dandogli un soffice bacio sulla guancia e poi indicandogli il posto dove l sarebbero andati. Lasciarono l'auto in un parcheggio in fondo a una strada ciottolata nell'interno del paese. Risalendo appena a piedi quella suggestiva strada trovarono il bar dove fare l'aperitivo, scolpito tra le pietre di quella borgata. Si piazzarono nei tavoli all'esterno dove non c'era quasi nessuno e subito arrivò il cameriere col menù dei drink e la carta dei vini. Rimasti soli, Kate scherzò con Matias: " Immagino tu non prenda un cocktail, non credo lo reggeresti".
Approfittando del semideserto intorno a loro, Matias afferrò delicatamente Kate per il collo, la tirò a sè e la baciò decisamente per qualche istantelasciandola senza fiato. Quando smise di baciarla, la guardò dritta negli occhi: " Se deve succedere qualcosa tra di noi stasera, voglio ricordarmi tutto!" e dopo una pausa. " Io prendo un Franciacorta". Fu Franciacorta anche per Kate. Mentre sorseggiavano dai loro calici e Matias apprezzava la bellezza del luogo, Kate spiegò che anche se ora abitava più vicino alla spiaggia, lei era cresciutà lì, in quel borgo: vi aveva fatto le scuole, c'era la sua parrocchia, c'erano le sue amiche e i suoi ricordi. Terminato l'aperitivo si diressero in cima alla via ciottolata dove c'era una rocca che guardava il mare. " Ecco, il ristorante è lì dentro" specificò Kate.
" Non mi avevi detto che non avevi gusti sofisticati? Mi hai portato in un castello".
" Ti assicuro Matias che nonostante la suggestione del luogo è una trattoria alla buona, dove si mangia tanto e si spende il giusto"
Finita la cena, Matias si rese conto che Kate aveva ragione e usciti di lì la ragazza lo prese per mano dicendogli che lo voleva portare in un posto. Arrivarono a un prato un po' nascosto, non distante dalla rocca dove avevano cenato.
" Stasera è la notte di San Lorenzo- disse Kate, sdraiandosi sull'erba- Ci sono le stelle cadenti.
Anche Matias si sdraiò sull'erba accanto a lei fregandosene di indossare abiti eleganti e senza dire una parola con un dito iniziò ad accarezzare il volto di Kate per poi discendere fino al collo e infilarsi nella scollatura tra i seni mentre lei, immobile e muta, fissava il cielo. Con lentezza il dito di Matias si infilò sotto una delle coppe del reggiseno di Kate e cominciò a sfiorarle il capezzolo già irto. Matias cambiando posizione e guardando Kate negli occhi utilizzò l'altra mano per infilarsi sotto l'altra coppa del reggiseno e accarezzare anche l'altro capezzolo. Diede a quel punto un forte bacio sulle labbra di Kate e in silenzio cominciò ad abbassarle le spalline del vestito fino a sfilarglielo totalmente e appoggiarlo di fianco a lei. In intimo di pizzo bianco sulla sua pelle scura e con i tacchi ancora indossati, Kate agli occhi di Matias era un autentico spettacolo della natura. La ribaciò, stavolta infilando la sua lingua con passione fin quasi nella gola di Kate, mentre questa aveva cominciato a slacciare i bottoni della camicia di Matias, e quando rimase a petto nudo, la ragazza rovesciò Matias sotto di sè e cominciò a percorrere con la lingua il suo petto, per poi scendere fino alla pancia, fino a sfiorare la cintura. Fu velocissima nello slacciargli la cintura, e togliergli pantaloni e scarpe fino a lasciarlo in boxer e rimettersi a cavalcioni sopra di lui, chinandosi per baciarlo. Mentre le loro lingue danzavano Matias si occupò di togliere il reggiseno e le mutandine a Kate e questa denudò completamente il ragazzo, che leggermente sollevatosi e staccatosi dal bacio cominciò a leccare i seni di Kate fino a quando questi non furono interamente pregni della sua saliva. A quel punto, mentre Matias guardava il cielo stellato, Kate diresse la sua bocca verso il sesso eccitato di Matias e dopo aver leccato l'asta lentamente per un paio di volte, lo infilò fin quasi in gola per poi cominciare un meraviglioso e lento pompino. Kate ci sapeva fare e Matias, eccitato al massimo, non voleva rischiare di venire subito. Così, le permise di succhiarglielo solo per pochi minuti prima di prenderla per i f fianchi, rovesciarla e portare la sua figa già bagnata alla bocca per ricambiare il piacere orale. Erano stati in silenzio fino allora , si udivano solo sospiri e gemiti, ma quando Matias cominciò con la sua lingua a giocare col clitoride, Kate, come da previsioni, si mise quasi a urlare, naturalmente in spagnolo. Forse fu per il timore che qualcuno potesse sentirla che dopo poco implorò Matias di smetterla e di passare ad altro: " Scopami, Matias, scopami, ti prego".
CONTINUA