i racconti di Milu
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Quel giorno, mentre giravamo nel centro commerciale alla ricerca di un regalo per nostro figlio, mia moglie mi disse;
“Giorgio, mi pare ti manchino le mutande, che ne dici se le compriamo da “xxxxxxxxx”, così non ci pensiamo più?”
“Mi fa un po’ fatica, ma direi che si può fare”.
Fu così che entrammo nel negozio, non c’era nessuno, tranne la commessa, una sola commessa, una bella ragazza sui trenta, forse qualcosa meno.
Occhi e capelli di un nero profondo, carnagione color ambra, poco trucco ben messo, una camicetta bianca su una gonna corta sopra il ginocchio, ma soprattutto un paio di sandali tacco dodici, che lasciavano vedere il tallone curatissimo e lo smalto rosso fuoco sulle dita. “Buongiorno signorina stiamo cercando delle mutande da uomo per mio marito”
Così mi dette una rapida squadrata di tipo professionale per valutare la taglia, ma sufficiente ad inquietarmi un pochino, perché quando ti guarda una bella donna, anche se con interesse di tipo professionale, è sempre piacevole.
E poi non sono un brutto uomo, ho cinquanta anni, ma li porto bene e soprattutto mi difendo bene a letto e questo sicuramente si riflette nei miei comportamenti con l’altro sesso, mi da sicurezza.
Mia moglie è una bella donna, ha quarantacinque anni e le piace molto il sesso che pratichiamo con una certa frequenza, inoltre da un pò di tempo ho una storia con una psicologa che lavora nello stesso palazzo dove ho lo studio, che mi fa delle pompe straordinarie e che non fa che elogiare il mio cazzo, è una vera pornostar mancata, nonostante le apparenze dicano tutto il contrario.
“Boxer o slip?”
“Tassativamente slip” risponde al volo mia moglie con uno sguardo vagamente ambiguo, che sul momento mi sorprese, ma mi provocò subito un certo movimento tra le gambe.
“Ok” e si mise a cercare dietro al banco. Aveva un culo da urlo, fasciato molto stretto dalla gonna bianca e che faceva intravedere la presenza di slip molto ridotti, forse una brasiliana, come piacciono a me.
Inconsciamente guardai verso mia moglie e mi accorsi dal suo sorriso complice che aveva ben visto dove si era appuntato il mio sguardo.
“Vecchio porco, vuoi giocare un po’? “ mi sussurrò sfiorandomi pericolosamente il lobo di un orecchio “Ho visto come la guardi ed anche tu le piaci, si direi proprio che possiamo giocare”
“Questi sono della migliore marca che abbiamo, e ci sono di tanti colori in tutte le taglie. Per la taglia direi ad occhio che una cinquanta va bene”.
“Si, potrebbe andare, ma credo debba provarli, anche perché è un tipo di slip differente da quelli che usa normalmente. Che dice signorina, li può provare?".
“Sicuramente si, vi faccio accomodare nel camerino”.
Io ero sempre più sorpreso, ma il gioco lo conduceva mia moglie…
Entrai da solo nel camerino e mi tolsi scarpe pantaloni e mutande, indossando quelle nuove, colore blu scuro.
Mia moglie si affacciò, scostando la tenda e mi disse:
“Vediamo come ti stanno” iniziando un lento e delicato massaggio sul pacco accompagnato da una slinguata dentro l’orecchio, cosa che mi provoca sempre reazioni incontrollate, ma soprattutto erezioni istantanee e selvagge.
Poi guardandomi neglio occhi con fare a dir poco sfacciato:
“Scusi signorina, può venire un attimo? Vorremmo il suo parere.” E scostò la tenda
Quando apparve, notammo subito il suo più totale imbarazzo, ma tentò di dissimularlo con un'espressione professionale, un po’ scocciata, come per autodifesa.
“Non le sembra che la cinquanto gli tiri un po’? Vede come l’elastico dell’orlo stringe?” Ed infilò un indice birichino fra il mio corpo e l’elastico delle mutande tirandolo verso di lei e facendo apparire in tutta la sua magnificenza la mia erezione che stava diventando colossale.
A quel punto la ragazza avvampò ed anche io, pur eccitato oltre misura, ero in pieno imbarazzo, non sapevo cosa fare. La ragazza da una parte fissava il mio cazzo che tendeva paurosamente gli slip, dall’altro stava forse pensando di buttarci fuori all’istante.
Ma mia moglie ci sorprese entrambi, capendo al volo la situazione:
“Ascolta, non vogliamo infastidirti, né fare qualsiasi cosa che urti la tua suscettibilità, quindi solo una tua parola, prendiamo gli slip, li paghiamo e ciao. Scegli te. Ma ripeto non faremo mai niente che possa darti noia”.
La commessa era ancora più attonita, ma quando incrociò il mio sguardo ancora più attonito del suo, capì che la situazione non era pericolosa, il mio imbarazzo era la prova che anche noi eravamo alla prima esperienza di tale situazione.
Non so cosa accadde in quei momenti, che mi apparvero interminabili, poi guardò l’orologio e disse con grande semplicità:
“Vado a chiudere il negozio per la pausa pranzo” .
A quel punto stavo per venire, bastava un solo gesto ed avrei riempito le mutande di sperma, non so come feci a resistere.
Chiusa la porta tornò da noi e si mise in piedi, immobile, come ad aspettare un ordine.
Mia moglie prese allora a scorrere lentamente la mano sul mio cazzo, mentre la guardava con espressione lasciva.
Poi con un gesto plateale lo fece saltare fuori nel vero senso della parola, visto che ando a sbattermi violentemente sulla pancia.
“Visto che cazzo si ritrova il mio maritino? Voglio sparargli una sega, la sega più bella adella sua vita, di fronte ad una ragazza splendida che si masturba per questo cazzo. Dai, non mi dire che non hai voglia di farti un ditalino, qui davanti a noi!”
Alzava ed abbassava la pelle del mio uccello quasi con violenza a volere sottolineare la potenza della sua sega, mentre io stavo per sborrare, ma poi d’un tratto si bloccava. Prese dalla punta il liquido spermatico che quasi gocciolava e lo passò sulla cappella, facendomi gemere. Ero in trance.
La commessa a quel gesto si lasciò andare, si sfilò la camicetta e si strappò il reggiseno, mostrando un paio di tette da urlo. Si mise a sedere sullo sgabello a gambe larghe ed iniziò a strizzarsi i capezzoli ed a godere con dei gemiti sommessi. Era come trasfigurata, lo notai quando si sfilò i sandali e li gettò a terra con violenza.
Mia moglie aveva mollato la mia fava ed aveva aperto la mia camicia per slinguarmi i capezzoli, che con le orecchie sono il mio punto G, e stava sragionando.
“Guarda che porco sei, ti fai fare una sega da tua moglie davanti ad una splendida ragazza e lei si fa un ditalino per te. Sei un maiale!”
Ero quasi in coma quando vidi la ragazza alzarsi in piedi, spostare il lembo delle sue mutandine di pizzo bianco e sfregarsi violentemente la fica, come impazzita.
Un altro colpo della mano vellutata di mia moglie ed avrei sborrato, lei mi concosceva bene, sentiva come lo avevo duro, di marmo. Quindi per concludere aspettò che la ragazza venisse con il suo ditalino furioso, tappandosi la bocca con una mano per non urlare e cadendo poi seduta sullo sgabello come una foglia secca.
Io avevo un palo al posto dell’uccello, ero quasi cianotico, quando ancora mia moglie mi sorprese:
“Vuoi essere te a farlo venire? Ti va di stringere questa fava così dura? Guarda che quando schizza è un vero diluvio…”
La ragazza, con le tette di fuori e scalza si avvicinò, mi prese l’uccello in mano standomi di fianco ed iniziò a farmi una sega.
“Infilagli la lingua in un orecchio, trioetta, vedrai come sborra” E fece la stessa cosa lei dall’altro lato.
Mi partì un primo schizzo che andò oltre un metro di distanza, seguito da almeno altri tre tutti lunghi e densi, mentre la ragazza continuava a slinguarmi l’orecchio ed a guardare attonita la mia sborra sul pavimento. Era basita, non si aspettava questa conclusione e quando lasciò il mio cazzo aveva la mano completamente impiastricciata, e con grande imbarazzo se la pulì alla meglio con un fazzolettino, rendendosi per questo ancora pù arrapante.
Poi con la più grande naturalezza abbiamo raccolto le nostre cose, pagato le mutande e ci siamo salutati con un bacino sulle guancia, come vecchi amici.
Una esperienza indimenticabile, che mai si ripeterà e che mi ha più volte costretto a masturbarmi, mentre mia moglie sembra quasi avere rimosso questa cosa, come non fosse mai capitata, ma lei è una gran donna.
Note finali:
Per i vostri graditi commenti: goodrush@hotmail.it