i racconti di Milu
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Da un'idea di un lettore, la nuova storia di Mary la troia

Mary era stanca; stanca di accontentarsi di un marito, Antonello, remissivo, dedito al lavoro, dove sorprendentemente riusciva ad avere un discreto successo, ma completamente dimesso sia nella vita di coppia che in quella sociale.
Convivevano più per compagnia che per amore, almeno da parte sua; per il marito provava un sincero affetto, ma nessuna attrazione fisica; del resto lui non era mai stato capace di scoparla per bene; soffriva di una forma acuta di eiaculatio precox; era sufficiente che la moglie lo sfiorasse per eiaculare; Mary era costrettaa godere da sola perché gli incontri erotici con Antonello erano ridotti ad uno ogni tanto e per di più rapidissimi. Questa situazione non era mai stata affrontata e, quindi, non era mai stata superata.
Forse per il senso di colpa, Antonello era completamente remissivo e la sua unica paura era perdere la moglie.
Il figlio, Andrea, aveva ereditato ogni nota caratteriale del padre; buoni voti a scuola, ma spesso fatto oggetto di scherzi dai suoi amici. A 18 anni appena compiuti non aveva ancora avuto una ragazza ed in compagnia era sempre il soggetto del gruppo.
Nel tempo lei aveva cercato di smuovere il figlio, teneva che non diventasse come il marito, ma i fatti le stavano dando torto.
Mary cercava di mantenersi sempre in forma; palestra, massaggi, abbigliamento ricercato; la guardavano tutti e se ne compiaceva.
I colleghi di Antonello non lesinavano di complimenti, mentre gli amici del figlio lo frequentavano solo per poter vedere lei.
Aveva avuto una breve relazione extraconiugale, interrotta bruscamente quando Antonello iniziò a insospettirsi e si mise a controllare ossessivamente la moglie. Mary temette che le potesse portare via il figlio ed interruppe quella storia.
Ancora ricordava quelle scopate; le uniche volte in cui aveva goduto, dopo il matrimonio.
Erano anni, ormai, che Mary non godeva a letto; provvedeva, ogni tanto, da sola; si era procurata un vibratore e con quello giocava; per il resto la sua vita sembrava destinata alla totale noia.

Casa loro era spesso frequentata da Giacomo, un amico collega di Antonello che, pian piano, era diventato molto amico anche di Mary. Raccoglieva le sue confidenze e le sue frustrazioni e cercava di rasserenarla. In realtà aveva un obiettivo: non solo diventarne l’amante, ma fare di lei una schiava sessuale. Il lavoro era stato lungo, ma adesso era arrivato il momento di raccoglierne i frutti.
Mary gli piaceva, ma voleva principalmente vendicarsi di Antonello. Per un paio di anni si era mostrato amico, in realtà voleva vendicare un cugino al quale era particolarmente legato e che aveva subito un brutto licenziamento per un capriccio di Antonello.
Quella sera Giacomo andò a trovare Mary; sapeva che il marito era fuori. Andrea era uscito con gli amici, e lui chiamò Mary per fare due chiacchiere.

- adesso sto passando sotto casa tua, disse l’uomo al telefono con Mary
- vuoi salire? Ci beviamo una cosa intanto che aspetto il rientro di mio figlio
- sì dai, faccio una telefonata e tra dieci minuti sono da te

Mary approfittó di quei dieci minuti per aggiustarsi, si pettinò e si truccó leggermente; infilò un leggins scuro aderente che esaltasse le sue cosce ed il suo culo, ed un top bianco senza reggiseno.
Infiló un paio di sneaker nel momento in cui Giacomo citofonó; lo considerava amico, però Mary subiva segretamente il suo fascino. Avrebbe voluto osare, ma aveva troppa paura che lui rifiutasse e lo dicesse ad Antonello.
- ciao, esordì Giacomo
- ciao, vieni
- ti trovo bene, sempre in formissima tu
- lo dici perché mi vuoi bene. In realtà sono stanca, Giacomo. Cosa vuoi bere?
- ci facciamo un rhum?
- sì, ne ho bisogno
Mary andò in salone a prendere la bottiglia, seguita da Giacomo che ammirò il culo alto e sodo della donna, disegnato dai leggins che aderivano perfettamente alla sua linea
- ancora i soliti problemi?
- quelli sono irrisolvibili. Non c'è mai un momento di brillantezza in questa casa
- mi dispiace, Mary; lo sai; Antonello è fatto così. Tanto è capace nel lavoro, tanto, poi, si perde nella vita. Ho provato a parlargli, a dirgli di essere più flessibile con il resto dei colleghi. Però è sempre così arrabbiato; alle volte mi fa davvero incazzare. Io sono l’unico con il quale ha un rapporto cordiale, eppure anche a me, alle volte, tira gli schiaffi dalle mani
- sono stanca di sentirmi dire che è fatto così; è fatto male, ed anche Andrea sta crescendo come lui; va be’, comunque, fottiamocene per stasera e beviamo; posso riempire?
Giacomo si avvicinò alla donna e l’abbracció. Mary per poco non fece cadere la bottiglia di rhum. Istintivamente protese il culo verso il bacino dell’amico. Si lasció abbracciare e sentì le mani di Giacomo scendere lungo i fianchi...

La percorse un brivido; mani esperte di un uomo su di lei e non quelle impacciate del marito.
Sentiva il cazzo di Giacomo nonostante la stoffa del leggins e del suo pantalone. Lo sentiva duro; sapeva che Giacomo avrebbe resistito sino a farla godere. Allungò le mani verso la patta; iniziò a segarlo da sopra i pantaloni.
Avesse fatto così ad Antonello, sarebbe già venuto.
Girò il volto e si baciarono.
- tra un po’ arriva Andrea, disse preoccupata Mary
- ha le chiavi con sé?
- no… e dicendo così si avvinghiò a Giacomo e lo baciò con una incontrollabile passione
Si ritrovò inginocchiata davanti all’amico di famiglia; sbottonò avidamente il pantalone, infilò la mano per toccare quel cazzo che la voleva.
Non era più abituata ad un uomo che riuscisse a non venire dopo pochi secondi. Tirò fuori la verga ed iniziò a leccarla. Non le sembrò vero, invece di godere diventava sempre più duro. Lo succhiò, lo leccò e lo divorò nella bocca; si lasciò andare a rumori gutturali tanta era la voglia di spompinare un cazzo. Iniziò a sentire un lago tra le cosce.
Si alzò e si liberò dei leggins.
Prese per mano l’amico e lo portò nella camera da letto
- sei sicura di volerlo fare sul letto matrimoniale?, le chiese Giacomo
- si. A me non dà fastidio, anzi ti dirò che mi eccita
Si distese nuda sul letto e divaricò oscenamente le cosce.
Giacomo la scopò all’inizio delicatamente, poi fece venire fuori tutta la rabbia. Stava sbattendo la moglie del suo peggior nemico ed era solo all’inizio del proprio piano d’azione.
Iniziò ad insultarla e vide che Mary reagì eccitata
- sei una puttana
- siiiii
- sei una zoccola
- siiiiiii
- sei una lurida vacca
- siiiiiiiii continua
- tuo marito e fuori per lavoro e tu ti fai scopare da un altro cazzo
- siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
- ti eccita farlo cornuto
- siiiii…solo un cornuto poteva sposare una zoccola…continuaaaaaaa…godoooooooo
L’orgasmo fu dirompente; era troppo tempo che Mary non godeva scopando; le ultime volte l’aveva sempre fatto da sola, nel chiuso della propria camera. Finalmente aveva trovato il coraggio di provare con un altro uomo che non fosse suo marito. Aveva iniziato una nuova vita, lo sapeva, ma non sapeva quale vita l’aspettasse.

Il primo indizio arrivò subito.
Giacomo la fece mettere in ginocchio sul letto; lui si mise in piedi sul materasso e le infilò il cazzo in bocca; Mary era impegnata in un profondo pompino, quando l’amico prese il telefono e chiamò Antonello. Mary impallidì.
Lo supplicò di non farlo, ma Antonello rispose e l’amico rimase a chiacchierare con lui mentre la moglie lo stava spompinando.

- fai una cosa, appena chiudi con me, chiama Mary; sono passato da lei stasera e l’ho trovata un po’ giù per la tua mancanza
detto ciò, Giacomo guardò Mary impegnata a spompinarlo e represse una risata
- si, lo faccio subito; grazie Giacomo per essermi amico
- è bello essere amico tuo
così dicendo, mise la mano libera dietro la testa di Mary spingendole il cazzo in gola.

Chiuse la telefonata e squillò il telefono di Mary; Giacomo si allungò per prenderlo e lo porse alla donna che sfilò il cazzo dalla bocca per rispondere.
Mentre Mary parlava con il marito, Giacomo si segò davanti al suo viso inondandolo di sborra; alcune gocce finirono sul display, altre sui capelli, altre sulle lenzuola e la maggior parte in pieno volto.
Mary si affrettò a chiudere la telefonata con Antonello, guardò Giacomo e gli disse un affettuoso
stronzo