i racconti di Milu
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Dediti allo scambio di coppia io, Francesco, con mia moglie Ivana, entrambi trentaquattrenni e senza figli, ci frequentiamo con altre due coppie, separatamente, da più di un anno.

Gli altri sono Ivo e Gloria, nostri coetanei o quasi, un figlio piccolo, e Mario e Isa, quarantenni con due figli adolescenti.

Li abbiamo conosciuti tramite un sito di annunci, e ricordo ancora bene l’ansia mia e di Ivana quando decidemmo, dopo varie esitazioni, di fare il gran passo.
Mille dubbi ci avevano attanagliati, principalmente sulla serietà dell’altra coppia, poi sulle possibili malattie e altro ancora. Dubbi svaniti al primo impatto con Mario e Isa, i primi che avevamo conosciuto, già esperti e ben lieti di instradare due novizi come noi, istruendoci sul fornire e chiedere analisi aggiornate e sul come scoprire gli annuncia falsi o mercenari.

Un’esperienza appagante, estremamente coinvolgente. L’eccitazione di fare sesso con un’altra donna con il consenso di mia moglie si sommava a quella di vedere lei tra le braccia dell’altro. Con loro Ivana aveva avuto la sua prima esperienza saffica. Isa era stata bravissima a coinvolgerla e vincere le sue remore.

L’altra coppia è venuta dopo, quando oramai “veterani” abbiamo risposto ad un altro annuncio. Con loro ci siamo trovati bene subito e siamo diventati amici, tanto da fare le vacanze assieme l’estate scorsa, con l’unico problema di fare attenzione al figlio piccolo che dormiva poco distante.
Ci incontriamo il sabato, a casa di uno o dell’altro, e alterniamo le coppie così da vederci in pratica ogni quindici giorni per serate di sesso sfrenato.

Ultimamente ci è venuta voglia di fare qualcosa di ancora migliore: uno scambio collettivo, tutte e tre le coppie insieme, così l’abbiamo proposto separatamente, garantendo per l’altra coppia, e abbiamo avuto l’assenso entusiasta di tutti, con la chicca che anche Mario e Isa avrebbero portato una coppia di loro conoscenza: Sandro e Sandra, 30 anni lui, 27 lei, neofiti entusiasti.

Così ora siamo a casa di Mario, che per l’occasione ha sbolognato i figli da qualche parte, e ci guardiamo tutti quanti incuriositi.
Ivana, Gloria e Sandra sono vestite in gran spolvero, ci tengono a far bella figura con le nuove conoscenze. Isa gioca in casa ed è vestita più comodamente, se pur anche lei in una mise sexy che attrae gli sguardi. Noi uomini siamo vestiti più sportivi, e dimostriamo anche più scioltezza, almeno nei primi minuti. Una specie di cameratismo si crea subito tra di noi e ognuno pensa agli eccitanti intrecci possibili senza fretta di arrivare al dunque, familiarizzando mentre beviamo qualcosa e discutiamo di cose fatue e non.

Gloria, la più curiosa del gruppo, insiste per sapere da Sandra cosa l’ha decisa, che esperienze ha fatto, le sue aspettative, i suoi progetti. Sandra rimane circuita dalla massa di parole di Gloria e risponde sciogliendosi man mano fino a che parla a Sandra, ma in pratica a tutti, come se fossimo vecchi amici. E’ quel che Mario chiama il feeling, quell’atmosfera che, se creata, scioglie ogni titubanza, vince ogni ritrosia, rende normale ogni cosa.

Comodamente seduti, noi maschi, vediamo le donne improvvisare una gara di spogliarello, sottolineata da fischi e apprezzamenti maschili mentre gli abiti cadono lasciandole in intimo. Tutte e quattro sexy, tutte e quattro che si muovono su una musica immaginaria cercando il movimento più eccitante per noi. Vedo apparire in contemporanea le quattro natiche, otto globi appena nascosti da scarsi centimetri di stoffa o appena separati da un filino striminzito.
Piegandosi mostrano i loro segreti più intimi e noi maschi ci eccitiamo guardandole e scambiandoci sguardi arrapati.

Completamente nude si prendono per mano e si girano inchinandosi a raccogliere un applauso sincero ed entusiasta, poi si seggono e pretendono da noi maschi uno spettacolo simile.

Siamo sicuramente meno aggraziati, più sbrigativi, eppure le quattro ci guardano come noi guardavamo loro, specialmente quando, con un gesto plateale simultaneo, ci giriamo verso di loro togliendoci l’ultimo pezzo di stoffa e mostrando quattro membri diversi tra loro per forma e dimensioni, ma tutti e quattro tesi orgogliosamente verso le nostre compagne.

Ci siamo, mi dico, incerto su come cominciare e con chi. E invece Mario propone un gioco erotico. Quello in cui a suon di musica quattro persone girano intorno a tre sedie e, all’improvviso cessare della musica, occorre sedersi velocemente. Chi resta in piedi è eliminato.

Non è erotico il gioco, è erotica la variante che ci propone: tre donne in ginocchio a bocca aperta, quattro uomini con l’uccello teso che girano intorno; la quarta donna che decide quando fermare la musica, il segnale di sbrigarsi a cercare una bocca che ci accolga.
Ridiamo e accettiamo entusiasti, la notte è giovane, abbiamo tutto il tempo.
Isa viene sorteggiata per comandare la musica e, a malincuore, si accosta all’impianto mentre le altre tre, ridacchiando, si dispongono a triangolo, in ginocchio, guardandoci con occhi furbetti.

Noi quattro maschi cominciamo a girare lentamente, poi più in fretta. All’improvviso silenzio mi fiondo sulla testa più vicina e riesco a infilare il mio uccello dentro. Non bado nemmeno a chi sia, solo dopo vedo che è Sandra. Di fianco Sandro è accolto da Gloria e Ivo da Ivana. Il povero Mario rimane escluso, è stato poco reattivo e si siede sul divano riempiendosi un calice di vino guardandoci con invidia. Sentimento di breve durata: una delle donne deve alzarsi e lui sceglie Ivana che si accoccola al suo fianco, calice in una mano, l’altra stesa a impugnare il membro di Mario che carezza dolcemente.

Ricomincia la musica e ancora giriamo. Mi distraggo e perdo l’attimo, o meglio la bocca. Scornato mi siedo anche io prendendo il vino che mi porga Mario. Vedo che Sandra e Gloria indugiano sui membri eretti di Sandro e Ivo. Io scelgo Sandra che fa con me come Ivana con Mario.

Rimane la sola Gloria che vede gli uomini girare intorno a lei. Più che gli uomini guarda gli uccelli tesi che la sfiorano, a volte la faccia, a volte la nuca. Fa più volte il gesto di imboccarne uno, più volte saetta con la lingua per un tocco fugace. Ride Gloria, come una bambina di fronte alla vetrina di un negozio di dolci, e come una bambina batte le mani felice.

Isa fa durare la musica più a lungo, le dà modo di giocare come preferisce, di strusciarsi e farsi strusciare. Al dunque Sandro è più veloce di Ivo e si impossessa della bocca compiacente di Gloria. Non è più un gioco ora, è un vero e proprio pompino, con la donna che afferra l’uomo per le natiche tirandolo a sé, ingoiandolo tutto, la bocca schiacciata sul suo ventre.

Finito il gioco Isa si precipita su Ivo, è rimasta estranea troppo a lungo, per troppo tempo ha visto gli altri toccarsi, carezzarsi, le mano che si era infilata tra le cosce non le basta più.
Fa stendere l’uomo sul tappeto, gli sale sopra in posizione inversa e subito imbocca l’uccello e abbassa le anche per nascondere il volto dell’uomo, per porgergli la micina umida da leccare.

Ivana e Sandra si spostano, si mettono più comode chinandosi sui nostri ventri, omaggiandoci a loro volta del calore umido delle bocche, delle lingue guizzanti e carezzevoli. Io e Mario usiamo le dita carezzandole, penetrandole.
Per qualche minuto la stanza si riempie dei nostri gemiti, del rumore delle bocche operose, dei sospiri deliziati.
Rovesciata Sandra sulla schiena la penetro senza difficoltà e lei mi accoglie con un sospiro stringendomi con braccia e gambe dietro la schiena. Scopiamo per un po’, senza fretta, quasi una scopata coniugale e intorno anche gli altri lo fanno nelle posizioni che più piacciono loro.

- Cambio –

La voce perentoria di Isa ci distoglie, ci richiama, ci impone di cambiare partner. E’ un ordine scherzoso, nessuno se ne ha a male. Io mi sciolgo da Sandra cedendola a Mario e ritrovo proprio Isa sopra di me, alla cavallerizza, me seduto sul divano. Davanti al volto ho il suo seno burroso, troppo sodo per essere sincero ma lo stesso attraente. Mi chino a succhiarle i capezzoli mentre lei si muove sopra di me, la mano sulla mia nuca per stringermi e carezzarmi. Hanno un sapore strano, scoprirò poi che vi ha passato il rossetto. Al momento non mi interessa, mi gusto quelle fragoline di bosco correndo da una all’altra, leccandole, succhiandole forte, facendo gemere Isa che so essere sensibile proprio lì.

Ancora cambio, sempre deciso da Isa ma senza parlare, semplicemente smontando da me e andando verso un’altra coppia per sostituire la donna.

Nella variazione vedo mia moglie da sola. Mi alzo e mi accosto, le carezzo le guance allargate in un sorriso, la prendo per mano e la conduco con me al divano rimettendomi a sedere. Lei siede sopra di me, dandomi la schiena. E’ la sua posizione preferita: riesce a comandare lei la penetrazione lasciandomi modo di spaziare tra i suoi seni e il suo clitoride.
Si muove piano, anche lei non ha fretta. All’orecchio le sussurro che è bellissima, che mi fa impazzire vederla così disinibita, così “puttana”. Lei risponde che lo sa, che lo fa apposta per rendermi felice, che è contenta di Sandro che ha un uccello stupendo, che vuole scopare ancora con lui, che ci vuole insieme.

L’idea mi viene improvvisa. La blocco per i fianchi, la costringo a alzarsi uscendo da lei. Geme di delusione, protesta fino a che non sente le mie dita, bagnate della mia saliva, sondarle il buchino. Gira la testa sorridendomi:

- Sei un porco –

Entro dentro con un dito, poi con due appena sento il muscolo rilassarsi. La abituo piano a piano e quando la sento pronta la alzo e la rifaccio sedere. E’ lei a impugnarmelo e puntarselo sull’ano, ha imparato a amare questo tipo di rapporto anche se non lo facciamo spesso, però sa che io lo adoro e me lo concede ogni volta. Questa volta non sa che ho idee diverse. Appena avverto che ha vinto il fastidio, che il piccolo dolore iniziale sta diventando piacere, chiamo a me Sandro:

- Sandro…….. vieni qui…… mia moglie vuole anche te –

Sandro è sul pavimento, sopra Gloria che mi guarda con stizza, scocciata dall’essere abbandonata, ma appena capisce il perché gli occhi le brillano di libidine. Si alza con lui, l’accompagna, lo fa inginocchiare e gli prende l’uccello per puntarlo alla micina di Ivana.

Mia moglie ha un sussulto, mi dice qualcosa che non capisco, agita le anche sopra di me e poi si blocca, immobile, in attesa dell’altro uomo.
Lo sento, sento distintamente l’uccello di Sandro che entra in mia moglie, attraverso il velo di carne che ci separa lo sento strusciarsi prima in avanti e poi indietro, e poi ancora avanti.

Io posso muovermi poco, mi limito a spingere e ritrarmi col pube per pochi centimetri, ma è sufficiente a Ivana per impazzire.
Si scuote sopra di me, stringe forte Sandro tirandoselo sopra, muove le anche rischiando di far uscire uno di noi o entrambi.

Urla Ivana, frasi sconnesse. A volte comprendo un “dai”, un “più forte”, un “insieme”, per la maggior parte non capisco nulla se non che sta godendo stretta tra me e Sandro il quale può muoversi più ampiamente, e lo fa entrando e uscendo da lei con cadenza sempre più veloce.

L’orgasmo di Ivana arriva all’improvviso: l’istante prima si muoveva incitandoci, l’attimo dopo è come percorsa da una corrente elettrica. Le braccia le cadono di lato muovendosi scoordinate, il busto che oscilla e trema. La testa le ricade indietro. Le lecco il collo per tutto il tempo del suo piacere, anche quando Sandro grida che non ce la fa più e gode a sua volta dentro di lei, fino a quando non la sento rilassarsi tra le mie braccia, scivolare di lato sul divano.

Faccio attenzione a uscire dal suo culetto senza farle male. Io non ho goduto, ero troppo serrato in quell’intreccio. Subito sopra di me sale Gloria che ha assistito alla doppia penetrazione seduta sul bracciolo, toccandosi micina e culetto, penetrandosi con le dita.

- Lo voglio………. lo vogliooooohhhhh –

Grida mentre mi sale sopra e s’impala di colpo, prendendomi dentro fino in fondo, galoppando fin da subito verso l’orgasmo che la coglie poco dopo, spingendo col pube freneticamente contro di me fino a farmi quasi male. Questo suo modo selvaggio di fare mi rallenta ancora il piacere. Sono sempre dentro di lei, eretto al massimo. Avverto l’impulso egoistico di cercare il mio piacere ma nemmeno riesco a muovermi perché arriva Ivo che la penetra da dietro:

- BASTARDO MI FAI MALEEEEE……. –

Senza delicatezza, lubrificato, forse, solo dai succhi della micina di Sandra che stava scopando poco prima, Ivo l’ha penetrata nell’ano. Si ferma per permetterle di abituarsi e intanto le carezza la schiena, il collo, i fianchi. Sento Gloria sopra di me rilassarsi piano a piano, le labbra serrate dal dolore si stendono in un sorriso appena accennato. Si muove da sola, con circospezione, spingendo prima verso di me e poi verso di Ivo.

- Mmmmmhhhhhh…….. muoviti ma fai piano……… -

Glielo dice con voce roca, la mano stesa dietro la testa a abbracciarlo. Io, da sotto, le bacio i seni, spingo verso l’alto un poco sentendola bagnarsi sempre più.

Il dolore è passato, ora Gloria prova solo piacere, e lo dimostra muovendosi con forza, incitando Ivo a darglielo tutto, fino in fondo. Accanto a noi gli altri si sono fermati per guardarci. Ivana si tocca reciprocamente con Isa, gli occhi che le brillano di eccitazione. Mario è dietro Sandra, entrambi in piedi, la possiede da dietro tenendola per il seno, entrambi non si perdono un istante della nostra performance. Accanto a loro Sandro pare abbandonato a se stesso, finché non vedo la mano di Sandra che lo carezza.

Dobbiamo essere veramente un bello spettacolo. Anzi, lo spettacolo è Gloria che parla e geme a profusione, muovendosi avanti e indietro scoordinata tanto che prima io e poi Ivo perdiamo il contatto. Si affretta a farsi penetrare di nuovo, ci prega di farlo, di scoparla insieme, di farla godere. Mi rassegno a restare immobile o quasi facendo da punto stabile a entrambi, senza badare al mio piacere, e ho modo di vedere Gloria trasfigurare, mille espressioni passarle per il viso mentre si muove sempre più veloce, al ritmo frenetico che Ivo dà a quella inculata.
Godono entrambi poco dopo, staccandosi uno alla volta e lasciandomi seduto col cazzo dritto, il divano ridotto a una palude di fluidi. Mi guardo intorno in cerca di una donna con cui potermi soddisfare, troppo tempo ho tenuto indietro l’orgasmo, se non vengo sarei capace di fare una pazzia. Mario mi capisce al volo, senza staccarsi da Sandra la spinge verso di me, la fa inginocchiare e chinare in avanti.

Finalmente, il mio uccello è dentro la sua bocca e sento la sua lingua muoversi lungo l’asta, sul glande, lì dove sono i miei punti più sensibili. Mi godo lo splendido pompino e nemmeno l’avverto di stare per venire. Il primo schizzo la coglie con il mio uccello profondamente conficcato nella gola. Ha un singulto, tossisce togliendoselo e ricevendo il secondo schizzo in faccia, poi lo riprende, lo stringe con le labbra appena sotto la punta, muovendo velocemente la mano e ingoiando il mio seme man mano che le spruzzo in bocca.

Appagato la vedo godere sotto i colpi di Mario, gli occhi chiusi, una goccia perlacea all’angolo della bocca aperta in un gemito continuo.

La serata non è finita così ma, come si dice, questa è un’altra storia.