i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

| Sexy Video Chat | Gay Cam | Messenger - NEW |

[ - ] Stampante
Indice
- Text Size +
“Dai, avvicinati, vieni qua, accarezzami, non temere”. Non subentrano né succedono sovente tali criteri né metodi fra di noi, perché abitualmente in linea di massima capita che ci stringiamo tutte le volte che io ho girato la chiave nella serratura, perché le nostre lingue più che le parole ricoprano successivamente cavità umide variamente sistemate.

Quindi il fatto di sfiorami cara Rashida, direi che è proprio da cancellare. Io voglio degustarti, desidero averti, perché tu mi stai strappando e rimuovendo l’anima, tu non hai pudore e su quest’aspetto già ci siamo certamente di più. Certo, a ben vedere ci sarebbe d’analizzare nei dettagli quel sorseggiarti, però diciamo che è variamente decifrabile e interpretabile. Che cosa sarà: candore? Per caso decenza? Probabilmente pudore? Che cos’è una nuova marca di detersivo per l’anima? Adesso controllo sul vocabolario perché forse è meglio.

Fammi del male che fai bene, dal momento che vado via sragionando, rimettendoci il senno. Su quest’aspetto discutiamone mia cara Rashida. Attualmente mentre gli faccio del male lui gode da morire, questo è più che evidente, ma che razza di sadico del piffero sarebbe diversamente? Se volessimo proprio dirla tutta, non è che mi dispiaccia quando lui mi fa del male, per il fatto che sul delirare non commento, viceversa, direi che le terrazze sono il nostro ambiente naturale. Lì però perdo la ragione, lo ammetto, visto che mi crea qualche perplessità, del controllo me ne frego, la razionalità è contrastante, inconciliabile e opposta con quella passione animale. Alla fine succede che per godere dovrò avere torto?

Vieni qui, toccami, avvicinati qua, coraggio bagnami. Un visibile miglioramento è quel bagnami rispetto allo sfiorami, dai, va là Rashida, in seguito ci sono svariati modi d’infradiciare, malgrado ciò non ne abbiamo trovato ancora uno che proprio non ci piaccia, se ben ricordo ne abbiamo esplorati parecchi, nondimeno ho un’incrollabile fiducia, sì, ci dev’essere senz’altro.

Io vorrei amorevolmente trucidarti, voglio viverti pienamente, chiedo un bacio avventuroso e spericolato pieno di tanti imprevisti, da non crederci però. Il bacio prima d’uccidere oppure dopo? No, perché sarei per il mentre, dato che viene meglio così a spanne. Non che io sia proprio un’esperta né un’intenditrice, sul viverti ovviamente fino in fondo e reciprocamente sì, su questo non credo ci siano mai stati dubbi né indecisioni peraltro neanche minime. Fammi del male che fai bene, io vado via e perdo la ragione, perché direi che esistono e ci sono un’infinità di contegni e di modi per fare del male, in realtà alcuni assai raffinati e sottili, quasi impercettibili al momento, nuovi amari e dolorosissimi, altri ancora grezzi, immediati e persino rustici. Maneschi e violenti indiscutibilmente sì, susseguenti certo, ma di fatto di breve durata. Scommetto che è facile intuire quali preferisco, vero Rashida? Tendo a pensare che per te sia lo stesso.

Voglio risparmiarti, preferisco sennonché un bacio avventuroso, azzardato e propizio, da non crederci, perché accontentarsi non è una scelta contemplabile, quindi è ovvio che ne voglia un’altra, anzi, che qualunque cosa lui dia in seguito io voglio altro e altro ancora. Se fosse lineare e semplice non sarebbe né allietante né ricreativo né spiritoso. Dopo, invero, quell’indolente alzarsi della posta in gioco, rende la contesa e la sfida sempre più degna e maggiormente esemplare, oltretutto rispettabile d’essere sperimentata e vissuta fino in fondo.

In qualsiasi modo l’intimidazione e il ricatto avanzi e proceda, diverrà un’affermazione, un annuncio e in conclusione un indiscusso quanto incontrastabile e inarrestabile trionfo.

{Idraulico anno 1999}