i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

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Mi ero fidanzata con un bel ragazzo dopo aver avuto altre avventure molto brevi ma piacevoli in cui ho scoperto, come tutti, il sesso. Dopo due anni di convivenza mi sono sposata e sono felice con il mio Lui. Lo amo e non mi fa mancare niente, la nostra vita coniugale si svolge regolarmente e ne sono felice; il sesso fa la sua parte nel nostro ménage.
Ma d’inverno ciò che mi mancava di più è infilarmi la mattina presto nel letto caldo dei miei; mio padre si leva sempre presto mentre a mia madre piace trattenersi al caldo. Per me, figlia singola, è una felicità infilarsi tra le lenzuola di quel letto al caldo e andare ad adattare il mio corpo contro il suo. Trovavo ka pelle di mia madre morbida e profumata di donna mentre l’odore caratteristico di mio padre mi teneva compagnia come s e lui fosse lì con noi.
D’estate mia madre dorme nuda ed io nello stare accanto a lei mi tolgo il pigiama leggero di tela per cercare di stringermi a lei almeno per qualche minuto prima che il caldo ci costringa ad allontanarci.
Man mano che crescevo tra di noi le confidenze aumentavano e cambiavano seguendo il mio sviluppo fino a diventare una giovane donna.
Quando dormivo con lei lo facevo addormentandomi abbracciata a lei, per poi svegliarmi con lei abbracciata a me.
Appena sveglie parlavamo, parlavamo tantissimo di tutto; quello era il momento delle confidenze, delle confessioni e dei consigli. Era il momento in cui parlavo dei miei dubbi, dei miei desideri, delle mie esperienze con i ragazzi, i primi piaceri, i litigi, ecc.
Lei con calma, da persona saggia, mi dava parole di conforto e raccontava delle sue storie delle sue esperienze. Non mancavano mai i consigli.
Questa era un’abitudine che ho preso da piccola e che nonostante il passare degli anni non ho perduto; ora a 29 anni, sposata con un uomo giovane ed efficiente sotto tanti punti di vista, questa usanza mi manca.
E’ la mia prima estate da donna sposata e mi godo le meritate ferie; il mio lavoro all’università mi permette di avere un lungo periodo di vacanza mentre mio marito ha solo quattro settimane.
I miei genitori stanno in un’altra casa non vicino alla mia.
La sera prima di partire per tornare al lavoro alla fine del periodo di ferie mi chiede “Quando sarò tornato al lavoro, tu starai con i tuoi genitori?”
“E’ ovvio che stia con loro” rispondo avendo con mia madre molta confidenza ed essendo anche mia amica.
E’ la prima separazione da quando ci eravamo sposati. Lui mi ha salutato a lungo toccandomi e baciandomi, spingendo con il bacino contro il mio in modo che le gambe si incrociassero.
La notte ho sentito molto la sua mancanza e non parlo solo del sesso, che era bellissimo farlo, ma proprio della sua mancanza fisica e sento che mi è mancato il suo corpo.
Ovviamente appena lui è partito mi sono trasferita dai miei. Il giorno seguente, alla mattina, non appena mio padre si è levato dal letto mi sono levata anche io dal mio letto per infilarmi nel lettone al posto suo dopo essermi sfilata la sottile camicia da notte che indossavo. Mi sento di nuovo bambina vicino al corpo morbido e caldo della mamma che mi avvolgeva nel suo abbraccio.
Al momento ero assonnata e non mi sono ben resa conto di dove fossi; infatti quando mi sono svegliata mi è sembrato tutto strano ma in pochi secondi ho realizzato dove fossi.
Mia madre era aderente alla mia schiena con una mano su una mia mammella. Mi rigiro nel suo abbraccio fino a trovarmi faccia a faccia con lei, il suo braccio sulla mia spalla, il mio sulla sua, le mie tette che sfiorano le sue, il suo odore di donna ed assumo la posizione che avevo da ragazza per farci le nostre confidenze.
Mi è venuto spontaneo iniziare a raccontare di mio marito, di come mi sentissi strana nel non averlo vicino, di quanto mi mancasse. Mamma mi rispose che mi sarei abituata e che il rivedersi a fine settimana sarebbe stato più bello.
Faceva caldo. Ci leviamo dal letto ed andiamo a farci la doccia assieme.
Mentre la insapono le chiedo “Mamma, tu e papà lo avete mai fatto dietro?”
“Che intendi dire per dietro?”
“Si, dietro, nel sedere!”
“Ah, capisco, si, dietro! Tuo marito ti ha chiesto il buchetto, vero? E tu che hai detto o fatto?”
“Posso dirti che ho fatto la stupida? Sai, lui ha insistito e mi ha facilitato oltre ad avermi convinto con grande dolcezza ed allora abbiamo provato. Faceva male; sembrava bruciare e sembrava che mi volesse rompere qualcosa, allora abbiamo smesso. Ora sai che c’è? Lui me lo chiede sempre ed ogni tanto ci prova. Ecco, voi lo avete mai fatto?”
“Si tesoro. Certo! Io e tuo padre lo facciamo ma non provo quello che tu dici“
“Ma a te non fa male?”
“All’inizio un pochino, poi passa e, credimi, ne vale la pena!”
“Ma mamma, non è una cosa un po’, come dire, sporchina? Le mie amiche ne hanno parlato perché i loro uomini hanno fatto la stessa proposta e loro hanno detto che non lo faranno mai!”
“… e tu dai retta a loro? Scommetto che con i mariti non lo fanno ma poi hanno gli ammanti con cui si lasciano aprire e danno il culo a cani e porci. Guarda che prima o poi ci provano tutte. Gli uomini hanno un debole per il buchetto e se non glielo dai tu, vanno a cercarlo da qualche altra parte! In fin dei conti piace anche a noi. E’ che non vogliamo farlo sapere e ci creiamo una sorta di verginità anale che in realtà è una grande ipocrisia. A me piace e, quando lui ci sa fare, col culetto mi fa godere parecchio”
“Davvero? Ma fa tanto male la prima volta?”
“Si, è vero. La prima volta duole un po’, ma se ti prepari bene passa subito”
“Che vuoi dire con ‘se ti prepari bene’? Devo imparare qualcosa vero? Ma allori mi dirai tutto? Io voglio fare felice a Fulvio e se tu mi dici che si gode, allora mi sacrifico!”
“Certo che si gode, tesorino mio! Fulvio come ce l’ha il pisello?”
“A me sembra così grosso! Lui dice che è normale. Direi lungo così, e grosso così” e con le dita indico la lunghezza e la circonferenza del cazzo di Fulvio.
“Beh, non male. Ti confesso che ti invidio. Certo che per affrontarlo ti dovrai preparare bene. Voglio essere sincera con te. La prima volta non fu con tuo padre ma con un fidanzato che avevo. Lo amavo tanto e spaventata per le dimensioni che aveva, che oggi sono del tutto normali, di nascosto di tuoi nonni sono andata dalla ginecologa che per fortuna mi capì perché anche lei faceva le stesse pratiche e mi insegnò tanto. Sono arrivata al tuo punto quando eravamo non ero ancora sposata ma a tuo padre non ho detto mai niente. Dopo 10 anni di matrimonio tuo padre me lo chiese e così volevo fargli un regalo per dimostrargli quanto lo amavo. Non mi potevo certo confidare con tua nonna così come faccio con te ora. Invece con la ginecologa avevo parecchia confidenza perché eravamo coetanee e ci conoscevamo da ragazze. Sarà stato per questo che mi ha aiutato.”
“Dai raccontami! Ora sono impaziente”
“Si, ma ora usciamo dal bagno ed andiamo a far colazione!”
Ci asciughiamo e andiamo in cucina e di fronte ad un cappuccino casalingo, toast, burro e marmellata, la mamma inizia a raccontare.
“Non ho affrontato immediatamente l’argomento con la ginecologa. Andai lì da lei per una visita e come hai fatto anche tu mi sono messa sul lettino ginecologico a gambe per aria, facendo il solito esame, quando le chiesi cosa ne pensasse dei rapporti anali?
Lei non restò sorpresa e continuò il suo lavoro ma dopo la mia richiesta mi toccò la rosellina posteriore
Le dissi che era da tempo che ci stavo pensando ma le dissi anche che avevo molti dubbi.
Lei mi rispose “Io direi che con le proprie cautele, se fatto bene, può anche essere piacevole” e sorrise.
Il suo sorriso mi fece venire dei dubbi e mi preoccupò qui e dissi “Spiegati meglio!”
“Beh! Non è proprio come si vede nei film porno, sai! Ci vuole preparazione e molta pulizia se si vogliono evitare problemi sanitari!”
Risposi “La mia domanda è fatta proprio perché so che non è come in un film. So che ci bisogna fare attenzione perché da lì non esce acqua pulita” ed ho proseguito nel chiedere “Dimmi una cosa: ma tu lo fai?”
La risposta mi lasciò molto sorpresa ed allo stesso tempo mi tranquillizzò.
“Curiosa, eh! Beh! Io e mio marito abbiamo un debole per il culetto!”
Mi ricordo che sollevai la testa per guardarla in volto e dissi “Ma allora se lo faccio è una cosa bella?”
“Tesoro mio, se ne hai voglia, prova! Se poi vi piace continua a farlo. Una volta che ti abitui, male non fa!”
“Ho sentito dire dalle mie amiche che … si potrebbe rompere e se non si rompe non entra”
La ginecologa scoppiò a ridere “Ma no mia cara! Sono tutte leggende metropolitane! Certo, bisogna usare delle precauzioni e non tutte siamo fisicamente adatte, ma generalmente non ci sono problemi, neanche con quelli ben forniti tipo il marito di Raffaella!” e nel pronunciare queste ultime parole si voltò verso l’infermiera con uno sguardo malizioso.
Raffaella era l’infermiera che, sentendosi nominare, si è avvicinata.
“Raffaella, dovresti gentilmente preparami una pera che voglio fare un esamino più completo alla nostra signorina! Come hai capito la nostra Emma sta pensando di usare l’altro ingresso!”
L’infermiera era una giovane donna di circa 35 anni che immediatamente ubbidì “Subito dottoressa”
E la ginecologa continuò “E brava Emma! Vedrai che una volta che ci prendi gusto sarà difficile toglierti il vizio, anzi ti dirò che non lo perderai per tutta la vita!”
La ginecologa nel frattempo mi ha massaggiato il pube e la vulva. Io non capivo il perché e pensavo che stesse facendo qualcosa che avesse a che fare con l’esame che mi avrebbe fatto.
Raffaella si è poi avvicinata e la dottoressa ha iniziato “Allora Emma! Adesso vediamo se da quelle parti è tutto a posto, poi parleremo dei dettagli. Mi raccomando: la prima cosa, importantissima, è la pulizia. Tutte le volte che vorrai dedicarti ad avventure anali, dovrai farti almeno una o meglio due perette, per lavare bene la zona, non solo al di fuori ma anche dentro in modo da pulire al meglio l’intestino. Non preoccuparti perché è elastico e vedrai che avrai delle belle sensazioni. Certo che lì dentro non c’è un bell’ambiente e non vorrai sporcare il tuo amato fidanzato?! Seconda cosa altrettanto importante è la lubrificazione. Vedi, lì dietro non è come davanti. Davanti ci sono le secrezioni vaginali che lubrificano, dietro non c’è niente, di conseguenza prima di mettere dentro qualsiasi cosa, lubrificare sempre. Vaselina, creme varie, al limite sapone. Puoi usare in extremis la saliva ma la durata della lubrificazione è scarsa e poi si asciuga, ma, sai, ad estreme voglie estremi rimedi! Ecco, devi fare così”
Aveva preso una ditata di vaselina da un tubetto e la spalmò sul mio buchetto spingendo un dito dentro facendomi rabbrividire ma, contrariamente a quanto mi potevo aspettare, non mi aveva dato fastidio e né dolore. Puoi immaginare quanto ne sono rimasta sorpresa.
Poi la dottoressa ha continuato le sue operazioni dicendo “vedi, bella bimba, come entra bene? Mi sembra che la sensibilità sia buona. Tu che ne dici Raffaella? Anche a te pare buona vero? Passami la peretta. Ecco, ora fai un bel respiro e stai ferma. Non spingere fuori niente e resisti a ciò che ti sta entrando”
Un istante dopo ho sentito un rivolo di acqua tiepida entrare; ovviamente era uscita dalla cannula ed è stato un sottile piacere. Le perette e le avevo fatte altre volte e le odiate, ora però la sensazione era piacevolissima. Quando tutto il contenuto della peretta era entrato dentro di me gonfiandomi un po’ piacevolmente, Raffaella estrasse lentamente la cannula e la ginecologa mi ha detto “Ecco fatto! Ora vai in bagno e fai attenzione a non perdere niente mentre cammini!
Non mi restava che obbedire. D’altra parte non potevo certo andare in giro con l’intestino pieno di acqua. Non ti dico il piacere che ho provato nel liberarmi scaricando il miscuglio che si era formato dentro di me. Non appena ho fatto scendere l’acqua nel water si è presentata Raffaella con un’altra peretta piena “Per il risciacquo” mi disse ed io come se fossi già esperta mi sono piegata lì, curvandomi sul water, offrendole il buchetto e lei mi ha infilato la cannula con dolcezza e subito dopo mi ha dato una pacca sul sedere dicendo anche “Vedrai come sarà contento tuo marito!”. Raffaella pensava che fossi sposata ma invece avevo solo un ragazzo che mi piaceva con cui intendevo fidanzarmi.
Tornata in ambulatorio dove c’era la dottoressa mi hanno fatta risistemare sul lettino nella posizione classica ginecologica.
“Ora ti infilerò uno speculum anale per vedere bene che non ci sia qualcosa di particolare all’interno. Farò piano ma sentirai un po’ di freddo, ecco! E’ il metallo dei questo arnese, niente di più”
Lo speculum era davvero freddino e non sul momento non mi è piaciuto molto quando lo ha allargato l’ano per esaminarmi.
“Tutto perfetto mia cara Emma, sembra che quello che manca sia solo l’uccello del tuo maschietto!”
Raffaella ha fatto una sonora risata e al mio sguardo stupito, sempre ridendo, ha detto che suo marito diceva che il suo di uccello faceva rima con culo e le due donne insieme risero di cuore.
Con quei discorsi di uccelli ci siamo eccitate non poco ed eravamo un po’ tutte su di giri così, quando tornai a casa, ero eccitatissima ma dovevo aspettare fino a sera per fare la prova della riuscita dell’apertura.”
“Mamma, è stato allora che ti sei fatta fare scopare il culetto per la prima volta?”
“Si figlia mia. E’ stato bellissimo. Mi sono preparata per benino e quando lui me l’ha infilato ero coì eccitata che ho goduto quasi subito”
“Dimmi, con il babbo quando lo hai fatto?”
Oh! Non ci ho impiegato molto. Mi sono offerta subito a lui perché temeva di mettermi incinta”
“Mmmmm, mamma, mi hai fatto venire una voglia matta di provare. Pensi che dovrei andare dalla ginecologa a parlarle di questo mio desiderio?”
“No, non ce n’è bisogno. Te la do io un’occhiatina, se vuoi” e mi strizzò l’occhio “ormai sono esperta e so riconoscere quando si può farlo!”
“Si dai, così poi..”
“ andrai a caccia dell’uccello adatto!” mi risponde mamma ridendo felice.
Sorridendo come ragazzine complici di chissà quale buona malefatta mi ha preso per mano e siamo andate di nuovo in bagno facendomi sedere sul bidet ma piegata in avanti offrendo le natiche alla mamma che dall’armadietto ha preso la sua peretta. Quella peretta l’avevo vista tante volte ma mai avrei immaginato che potesse servire per prepararsi alla pulizia prima di una scopata anale.
“Sarà bene che te ne regali una, questa non te la do perché è diventata la mia fedele amica. Quando me la faccio, prima di andare a letto, mi mette dell’umore giusto. Ecco qua, acqua tiepida ed una goccia di sapone intimo e profumato. Tesoro, dovresti curvati un po’ di più. Ecco così, brava!”
Il suo dito mi ha accarezzato il buchino procurandomi dei brividi che mi ha creato delle piccole scariche elettriche quando l’ho sentito infilare dentro allargando lo sfintere. Mamma lo ha mosso un pochino e poi lo ha estratto subito per sostituirlo con una cannula sottile e rigida. Era davvero piacevole e subito i miei pensieri sono andati al cazzo grosso e caldo di Fulvio e con imbarazzo ho iniziato a bagnarmi nella figa non appena l’acqua ha iniziato ad entrare nell’intestino pur non essendo molta. Poi mamma ha tolto la cannula e mi ha detto aspetta un po’ figlia mia, aspetta qualche minuto che faccia effetto. Un paio di minuti ed ero pronta.
“Ora svuotati che ne facciamo un’altra. Io ne faccio sempre due. Non ti dico quando tuo padre lo ha voluto fare in campagna; il suo uccello era diventato color cioccolato. Si era sporcato tutto ma le nostre voglie erano grandi e non potevamo aspettare e volevano fare una trasgressione facendolo all’aperto
Ero eccitatissima e mamma mi sfiorò la fighetta bagnata dicendo che anche a lei faceva lo stesso effetto. Di nuovo i brividi e la sensazione di piacere. Purtroppo l’operazione è stata breve.
Tornate nella sua camera da letto mi ha fatto mettere in ginocchio sul letto con la testa bassa e ed i glutei bene in alto. Con le mani me li ha aperti bene e con i pollici mi ha allargato il buchetto fino a che il dolore lancinante mi ha costretto a lanciare un gridolino di dolore.
“Scusa tesoro, non è niente, vedrai, sarà bellissimo. Hai un buchetto perfetto, nessun difetto. Che ne dici se facciamo un po’ di pratica?”
“Cioè?”
Non mi sono mossa dalla posizione in cui mi aveva messo ed ho sentito che dal cassetto del suo comodino ha preso qualcosa
“Certo, con questo.... puoi sostituire il tuo bel maritino ed anche fare allenamento!” ha detto facendomi vedere un vibratore “Dai che ne hai voglia! Credi che non lo sappia. Quando ho passato la mano mi sono accorta che sei pronta”
La sua mano è andata ad accarezzare la mia fighetta bagnatissima.
Lei ha portato quel vibratore alla bocca e ne ha leccato la punta.
“Oh, si mamma, ne ho proprio voglia. Dai, godiamo insieme!” ho detto quasi senza volerlo tanta era la voglia di avere quello strumento dentro. Ne avevo visto tanti in rete ma mai uno nella realtà.
“Oh si tesoro, ne ho voglia anch’io. Me ne hai fatto venire voglia anche a me. Fammi posto che me lo infilo dopo che tu lo hai preso dentro!”
Si è distesa sul letto al mio fianco. Io ero sempre caponi e lei distesa; in questo modo i nostri occhi potevano vederci mentre facevano sesso. Lei prima di distendersi si era tolta la vestaglia.
Per noi c’era quell’intimità di due lesbiche che facevano sesso abitualmente.
Come per incanto le nostre bocche si sono unite, le nostre lingue si sono intrecciate e cercate nelle bocche scambiandoci la saliva, le mani hanno toccato le tette ed i polpastrelli sono andati a stringere pizzicando i capezzoli irrigiditi per poi scendere ad accarezzare ed insinuarsi negli angoli intimi bagnati tra le nostre gambe.
Il primo orgasmo ci travolse subito lasciandoci senza fiato.
Lei è stata la prima a riprendersi dallo stordimento dell’orgasmo e, acceso il vibratore, me lo ha passato su tutto il corpo per farmi sentire l’effetto dandomi grandi brividi di piacere iniziando a toccare le labbra e poi le tette, i capezzoli dandomi le sensazioni fossero infiammati, proseguendo sul il ventre, sull’ombelico ed infine dedicarsi alla mia fighetta orami smaniosa di provarlo per la prima volta dentro.
Per riceverlo ho aperto per bene le gambe offrendomi completamente. Il piacere della forte vibrazione sul mio sensibilissimo clito fu indescrivibile. Ho aperto ancora di più le gambe e la mia figa si è aperta ancora di più anche lei, mi sono inarcata per un altro orgasmo violento e squassante portandomi in una dimensione non terrestre. La dolcezza della bocca di mia madre, della sua lingua sul mio grillettino mi ha riportato sulla terra, poi di nuovo il vibratore che mi ha penetrato scivolando nella mia intimità più profonda. Me lo sentivo nel ventre come se fosse nel mio utero e volesse entrare ancora. Lo sentivo dentro di me come un dispensatore di sensazioni mai avute e tutte splendide. Mia madre è bravissima nel manovrarlo e nel portarmi all’estasi. A lei piaccio quando godo così. Il mio cervello pensa solo al sesso come una droga. Non capisco più niente. Parla, gemo, urlo incoerentemente portando il bacino alla sua bocca perché mi lecchi il clitoride. Sono nelle sue mani.
L’orgasmo mi stordisce e mi fa perdere conoscenza; forse mi sono addormentata dopo averne avuto uno potentissimo.
Al risveglio ancora ansimante e stanchissima mi trovo la figa grondante di mamma sul mio volto a portata di lingua. Lei si che capisce la qualità del sesso ed una buongustaia del sesso fatto bene.
Mi ci tuffo leccando e succhiando furiosamente mordicchiando il suo grilletto che trovo rigido e mi piace che lei urli e mugoli; mi sento bene così e mi rinfranca che a lei piaccia ciò che le faccio.
Lei è su di me in un 69 da favola. Con mio marito non è così bello.
Non mi accorgo di niente di ciò che lei fa su di me fino a che non sento una fitta e allora mi rendo conto che mi sta chiavando con il vibratore che funziona al massimo delle vibrazioni.
Credevo di essermi sfogata con l’orgasmo precedente ma non è così; mi abbandono ad un urlo che viene soffocato dalle sue cosce e vengo ancora una volta potentemente nella sua bocca che mi succhia il clito come fosse una caramella.
Anche lei dopo pochi secondi viene strofinando la sua figa sulla mia faccia.
Il vibratore è stato dimenticato nel mio culo che si è aperto per riceverlo per la prima volta in assoluto; la sua azione mi solletica ed è molto piacevole.
Mi riprendo mentre ancora quell’oggetto è dentro e sta vibrando “Non ho mai goduto così tanto, mamma. Avevi ragione, è splendido farlo così”
“E’ stato bellissimo tesoro mio e vedrai cosa proverai un cazzo vero! E poi ti confesso che s e aggiungerai ai tuoi giochi oltre al cazzo anche il vibratore allora farai un viaggio fra le stelle!”
“Oh, mamma! Non vedo l’ora! Ma prima che arrivi Fulvio, sabato prossimo, facciamo ancora pratica, vero?”
“Certo cara. Ti farò godere ancora tanto e preparerò per benino il tuo culetto per l’uccellone del tuo maritino”
Ero più che soddisfatta e mi distendo sul letto come una gatta, mi sfilo il vibratore dal culo dandomi ancora piccole scariche di piacere, lo annuso e lo tocco con la punta della lingua perché la curiosità di sentire il mio sapore del mio culetto; non è male e credo che lo vorrò assaggiare di nuovo.
Mia madre mentre stavo per crogiolarmi al suo fianco si è voltata ed ha sollevato le gambe per aria “Dai!” ha detto. Era un implicito invito a fare qualcosa sul suo buchetto che appariva non tanto piccolo.
Mi inginocchio dietro di lei e la apro con le mani. Il suo buchetto scuro e frastagliato si apre davanti a miei occhi.
Ansima e la sua fica gronda per l’eccitazione.
Raccolgo un po’ dei suoi umori con le dita li spalmo sul buchetto che tocco per la prima volta trovandolo morbido e cedevole. Lei ansima e mugola.
Avvicino il naso ed ora capisco da dove proviene quel suo caratteristico profumo di donna che sentivo fin da piccola: è odore di donna eccitata.
Lo assaggio con la punta della lingua e lo trovo un po’ amarognolo.
Appoggio le labbra e con la punta della lingua spingo forte, il suo sfintere cede, le infilo la lingua in culo, poi mi rialzo e punto il vibratore spingendolo tutto dentro; entra come una lama nel burro e capisco che lei è abituata a prenderlo.
Ora gemendo forte ha iniziato a sgrillettarsi violentemente con tre dita e lo sciacquettio mi eccita da matti.
La stantuffo velocemente a fondo con il vibratore cercando di seguire il ritmo delle sue dita.
Passa qualche minuto e sento un urlo, mamma si irrigidisce, il suo sfintere blocca il vibratore come una morsa, poi si rilassa e crolla sul letto squassata dalle convulsioni dell’orgasmo.
Anche io porto le mani alla mia fighetta più eccitata che mai e vengo in pochi secondi agitandomi e vibrando in modo scomposto. Mi ritrovo così sdraiata accanto a lei.
Ci addormentiamo sfinite dagli orgasmi a ripetizione avuti per poi svegliarci abbracciate, appagate, stremate dal profondo godimento.
“Mamma, se Fulvio mi farà godere anche solo la metà, gli darò il culo anche tre volte al giorno!”
“Pensa a me che tuo padre non smetterebbe mai! Dai, ora andiamo al mare. Tuo padre ci sta aspettando. Non sospetta di sicuro che abbiamo fatto sesso. Io non dirò niente”
“… ed io farò lo stesso sia con lui che con Fulvio. Sarà un nostro segreto”