i racconti di Milu
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Io avevo bisogno d’alternare, di variare, avevo ambizione, desiderio e occorrenza di te, così festoso, perspicace, sbarazzino e seducente nel tuo sensuale modo d’essere e di presentarti. Le tue idee appassionate e raggianti mi hanno scaldato in maniera convincente riportandomi a discussioni lontane e improvvisamente mi sono accorto d’essere più amichevole e oltremodo simpatico persino disposto allo scherzo, come da molto tempo non m’accadeva. E’ stata una scoperta comprensiva, condiscendente, insolita e piacevole sia nell’anima quanto nel corpo: io ho cominciato a fissarti squadrandoti con gli occhi diversi e ogni giorno che passa mi sembri più desiderabile; a dire il vero le minuzie del tuo viso che mi erano in origine persino sfuggite, ebbene sì, adesso esamino il tuo fisico disadorno e indifeso, sfioro la tua epidermide e assaggio le tue interiori familiarità gustandomi i rifugi più nascosti. Mi piace il tuo modo d’infiammarti mentre parli, mi piace sentirti gemere quando m’intrufolo dentro:

“Senza fretta, fa’ piano”.

Questi termini si sono stampati nella memoria e il mio metodo d’amare è mutato per te, perché i palpeggiamenti e i tocchi bruschi e decisi sono diventati affabili e disponibili, l’andatura assieme a quel ritmo ansioso e invasato si è modificato per riconoscere e per rispettare i tuoi tempi, per degustarne in conclusione l’incondizionato e carico piacere. Una nuova modalità d’amare, una cognizione, un’innovazione, perfino un’apprezzata esperienza, una brezza leggera che sta diventando pigramente una tempesta.

Tu sei sempre più ardente, emotiva e irrazionale, io esamino e squadro i tuoi occhi modificarsi da benevoli e compassionevoli in poderosi e risoluti, giacché le tue movenze dissipano e sperperano la consueta dolcezza e i tuoi baci si trasformano in morsi dispotici e maneschi. Tu sei come un serpente a sonagli con gli stessi scatti simultaneamente peraltro azzardati e insidiosi, in seguito tu sorridi baldanzosa e fiera, io ti guardo e tremo mentre m’affondi le unghie nella carne, perché i tuoi morsi sono un dolore per lungo tempo atteso, tant’è che il tuo corpo cerca e insegue il piacere adagiandosi sul mio e tutto diviene eccezionale, maestoso e sovrannaturale.

Il tempo defluisce veloce come il sangue nelle nostre vene, il cuore accelera seguendo l’eccitazione, dato che la bufera dei sensi è a stento incominciata. Io ti scruto entusiasmato nel momento in cui ti curvi per mostrarmi la schiena, scendo con lo sguardo sulle natiche e rimango affascinato dalla tua fisionomia, poiché contemplo per intero quel profilo. Sfioro la tua pelle e mi gratifico baciandoti dove pochi possono: io adoro il tuo sapore, succhio goloso il nettare che lento mi scende sul viso, le mani cercano le tue rientranze cresciute, te le tocco delicatamente nel modo che t’aggrada intanto che la mia voglia sarebbe di stringerli bruscamente e rudemente.

Io ascolto il silenzio rotto soltanto da quei piccoli gemiti di piacere seguiti dai movimenti del bacino che indecente asseconda e incoraggia la mia lingua perché ti fa ammattire, per il fatto che stuzzica pure me allo stesso modo. Le dita lasciano i seni e scendono a cercare la polpa calda, trovano il fiume libero e affondano con perizia ad analizzare e in seguito a esplorare la meta ambita, gioco con le labbra nel momento in cui devio e slitto totalmente dentro in te, siccome resto impressionato e piuttosto sorpreso nel sentirti così stretta. Io vorrei affermare ed esporre moltissime cose mentre ascolto la tua voce dal tono lieve:

“Insieme, sì tesoro, mi piacerebbe tantissimo che noi due godessimo simultaneamente”.

Le tue parole dette segretamente affollano, popolano e riempiono la mia testa. Sì, stanne certa piccola mia, verremo insieme, perché questo è per noi evidente, indiscutibile e innegabile.

{Idraulico anno 1999}