i racconti di Milu
racconti erotici per adulti

[ - ] Stampante Capitolo or Storia
Indice
- Text Size +

 

Il giorno dopo mi ritrovai nuovamente nuda davanti allo specchio mentre mi vestivo per andare dal medico.

Pensai che, nonostante i miei 39 anni, potevo ancora piacere a qualcuno ed , incoraggiata da questo pensiero, senza pensarci su, ho preso dal cassetto un perizoma al posto delle solite sleep ed un reggiseno a balconcino, ricordi di un epoca lontana nel tempo e li ho indossati.

Coprii tutto con un abito classico, adatto ad una donna della mia età

Un'ora dopo ero nel suo studio

Lui era seduto alla scrivania, stava scrivendo, e , senza alzare lo sguardo dal foglio, mi disse di spogliarmi

Incominciai a farlo

Lui non si mosse, ma vedevo che, sottecchi, mi stava osservando.

Quando, come facevo al solito, stavo per girarmi su me stessa per togliermi il vestito, sentii una voce imperiosa che mi ordinava di non girarmi.

Quando, rimasta in perizoma e reggiseno, stavo per salire sulla sedia, lui mi disse di togliermi tutto e di rimanere ferma in piedi davanti a lui.

Ero nuda, con le braccia lungo i fianchi come in attesa di un giudizio.

Lui si alzò, mi venne vicino, mi girò attorno guardandomi attentamente.

“ Non male” fù il suo primo giudizio, espresso come se fosse la prima volta che mi vedeva nuda

Mi posò la mano sul culo accarezzandolo, e , strisciandola sulla mia coscia, la fece scivolare davanti, sulla figa.

“ Allarga le gambe “ ripetè con la stessa voce dal tono deciso

Sentii il palmo accarezzarmi l'interno della cosca ed il taglio scorremi sul clito dopo essersi inserito tra le grandi labbra.

Ora mi stava di fronte, con una mano tra le gambe allargate e l'altra che incominciò a strizzarmi e torcermi dolorosamente i capezzoli

Stavo per aprire la bocca per gridare quando mi disse di non parlare, di non gridare, di non muovermi, di assaporare il piacere del dolore , di aprire gli occhi e di guardarlo mentre lui godeva nel toccarmi a quel modo

Poi, strisciando la mano che era tra le cosce sulle grandi labbra,  arrrivò sul pube

Non lo so come non me ne fossi accorta prima, ma, ad un certo punto, ho sentito arriavarmi sulla guancia uno schiaffo, violento al punto da farmi perdere l'equilibrio.

Mi coprì d'insulti , mi rimise in piedi e , preso un lungo righello che c'era sulla scivania, incominciò a colpirmi sul culo con forza.

Avevo paura di muovermi.

Dopo poco avevo il culo che mi bruciava.

Fortunatamente si fermò anche lui.si stava calmando.

Mi disse che questa volta la punizione per i miei errori era stata breve, ma che, in seguito, sarebbe stata molto più severa.

Gli chiesi cosa avessi fatto di sbagliato.

Mi disse che la la pelle della figa non era perfettamente liscia, che era chiaro che l'avessi rasata da più di un ora, mentre avrei dovuto sapere che dovevo farlo non più di un'ora prima di incontrarlo.

Mi disse che per punizione questa volta non mi avrebbe fatto godere, che potevo vestirmi ed andarmene.

Mi ritrovai in strada con il culo in fiamme, con la guancia che mi faceva ancora male, ma, quel che è peggio, con una gran voglia di godere.

Era incominciato il mio addestramento

 

Note finali:

per commenti o critiche

ketty7566gmail.com