i racconti di Milu
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Anche se prendere cazzi mi diverte molto non sono uno che in pubblico lo ammette apertamente, un po’ perché mi piace anche la figa e non voglio che questo pregiudichi le possibilità di portare a letto qualcuna, un po’ perché il sesso fra maschi a parer mio è bello proprio quando si fa con la complicità del segreto e del proibito.
Da un po’ di tempo si è unito alla mia cerchia di amici un ragazzo di nome Claudio, un tipo abbastanza esuberante che fa spesso battute a sfondo sessuale, a volte diventando persino pesante.
Fu così che una sera, in pizzeria dopo un pomeriggio passato in spiaggia, iniziammo a scherzare sul sesso anale con una delle ragazze, lei diceva che non lo avrebbe mai fatto e chiedeva cosa ci trovassimo noi maschietti, la discussione andò sul complicato e Claudio, forse aiutato dal paio di birre che aveva bevuto, cominciò a sostenere che per lui il sesso anale è essenziale nel rapporto di coppia ma non solo, ammise candidamente davanti a tutti e tutte che in diverse occasioni si era inculato anche maschi ed una volta era pure stato con una trans.
Io evitavo di gettare benzina sul fuoco e mi limitavo a ridere alle battute di tutti, la cosa bella era che nessuno sembrava particolarmente scandalizzato, anzi tutti sembravano accettare senza problemi questa sua ormai dichiarata bisessualità.
Era ovvio che a me la cosa in realtà interessava parecchio e da quella sera, quindi, iniziai a cercare di legare di più con lui e a frequentarlo con ogni scusa. In più occasioni lo provocai con strusciamenti apparentemente accidentali, pose particolari e mostrando “la merce” ogni volta che se ne presentava la possibilità, come ad esempio nelle docce dopo le partite di calcetto.
Il tempo passava e lui sembrava non cogliere più di tanto le mie provocazioni finché arrivò quel martedì pomeriggio in cui mi chiamò e mi disse:
“questa sera ho voglia di uscire, ma degli altri nessuno vuole fare nulla, ti va se andiamo al bowling? Beviamo un paio di birre e facciamo una partitella”.
Accettai e ci accordammo che mi sarebbe venuto a prendere a casa per le otto; puntualissimo arrivò sotto casa, mi chiamò sul cellulare e mi disse:
“dai scendi, non farmi aspettare come le donne altrimenti poi come le donne per farti perdonare ti tocca darmi il culo, e lo sai che te lo faccio volentieri!”.
Da quelle parole fu chiaro il motivo dell’invito ad uscire ed ovviamente era quello che speravo, presi la giacca, corsi giù per le scale e salii in macchina, lo salutai e lui mi disse subito:
“hai fatto in un lampo, avevi paura di dovermi dare il culo eh?”.
“No, è che ero già pronto” risposi, poi aggiunsi con tono scherzoso:
“comunque ero tentato di farti aspettare per vedere cosa avresti fatto”.
Ci mettemmo a ridere, lui ingranò la marcia e partimmo verso il bowling.
Durante il tragitto lui ruppe il silenzio dicendo: “sai, secondo me se provassi ti piacerebbe”.
“Cosa?” chiesi io fingendo di non aver capito (se solo avesse saputo quanti cazzi sono passati e quante palle si sono svuotate nel mio culo! Ma era più divertente fargli credere di non averlo mai fatto pur ammettendo di averci fatto un pensiero qualche volta).
“A prenderlo nel culo” rispose, “sai hai un bel culo, quasi sprecato su un maschio, secondo me dovresti provare”.
“Ma sei matto?” risposi, “a me piace la figa”.
“Che c’entra?” disse lui, “anche a me piace, ma questo non esclude che mi piacerebbe anche farti il culo o farmi fare un pompino da te, una cosa non esclude l’altra”.
Poi aggiunse: "vuoi dirmi che non ci hai mai pensato?"
Rimasi un po’ in silenzio poi gli risposi: “certo che ci ho pensato! chi dice che non ci ha mai pensato è un bugiardo, ma questo non significa che voglia provare”.
"Se ci hai pensato ti sarai reso conto se la cosa ti eccita oppure no, quindi che effetto ti fa?" mi incalzò.
"Le tue domande iniziano a diventare imbarazzanti e troppo personali" gli risposi con tono scocciato ma sperando, in realtà, che questa risposta non lo facesse desistere dall'approfondire l'argomento.
"E dai! Siamo fra amici e poi siamo adulti, sai che io non mi scandalizzo, puoi stare tranquillo, non lo dirò a nessuno ma sono proprio curioso di sapere come la pensi su questa cosa".
"Ma perché ci tieni tanto?"
“Perché hai un culo che me lo fa diventare duro ogni volta che lo vedo, se tu fossi un po' meno chiuso verso cetre esperienze ti farei passare un paio d'ore nei panni della mia femmina, e ti garantisco che sarebbe molto divertente”.
Non gli risposi e rimanemmo in silenzio per un po', avendo paura di aver smorzato eccessivamente la sua voglia di provarci il silenzio lo ruppi io:
"visto che ti piace mettermi in imbarazzo, adesso ti faccio una domanda io ma voglio la verità".
"Spara!" mi rispose.
"Ti sei mai fatto una sega pensando al mio culo?".
"Oh si! anche prima di venirti a prendere questa sera" rispose.
"Ma sei proprio un porco!" esclamai.
Si mise a ridere poi rispose: "adesso tocca a me farti una domanda".
"Ma no! mica è una gara" risposi.
"Dai, dai" continuò, "se fossi costretto ad andare a letto con un uomo e l'unica scelta fosse essere attivo o passivo, cosa sceglieresti?".
Feci finta di pensarci un po', poi gli dissi: "beh, il culo peloso di un maschio non me lo farebbe nemmeno drizzare, quindi mi toccherebbe mettermi buono e lasciarmi fare il culo".
"Tu non hai idea di quanto divertente sia sborrare nel culo peloso di un maschio" mi rispose lui.
"Beh, peccato per te, io andando in bici ho le gambe depilate e mentre ci sono salgo fin sopra e depilo anche culo, palle e pube" gli risposi.
"Già, metti caso che io salti fuori da un cespuglio mentre vai in bici, ti butti per terra, ti strappi i pantaloncini da ciclista e ti sodomizzi di forza, non vorrai mica farti trovare in disordine?" mi rispose ridendo.
"ti infilerei il cazzo fra la catena e la corona e te lo taglierei" gli risposi sempre ridendo.
"si, per poi portartelo a casa, mettertelo nel cassetto del comodino e giocarci di notte" rispose lui.
Continuammo a scherzare in questo modo andando sempre più nei dettagli, finché ci mettemmo a parlare di orgasmo tramite il massaggio della prostata e della possibilità di raggiungerlo mentre si viene sodomizzati, fingevo che fosse una novità e di non saperne niente, mentre in realtà sapevo benissimo di cosa si trattasse ed era proprio la ricerca di quello che spesso mi spingeva a darmi ai maschi.
“Facciamo una scommessa” disse, “se questa sera al bowling vinco io tu fai qualcosa con me, deciderai tu dove fermati, se vinci tu io non te lo chiederò più”.
“Non mi sembra una scommessa tanto equa” risposi, “io ho più da perdere che guadagnare”.
“Guadagnerai molto di più se perderai la partita, fidati, allora ci stai?”.
“Se ti dicessi che ci sto rischierei di essere frainteso e saltare la partita” risposi, scoppiammo un una risata e in quel mentre gli dissi: “va bene, tanto ti straccerò”.
Giocammo la nostra partita e persi miseramente (e di proposito) uscimmo dal locale e ci dirigemmo verso la macchina, lui salì prima di me e mentre stavo per entrare e sedermi mi disse di aspettare, passò una mano sul sedile e se l'annusò assumendo un'espressione compiaciuta.
“Che fai?” gli chiesi,
“Su questo sedile c'era seduto il tuo culetto, annuso il suo profumo pensando che tra poco me lo farò”.
“Ma non avevamo detto che avrei deciso io dove fermarci?” lo ammonii.
“Oh, vedrai che non vorrai fermarti, sono sicuro che ti piacerà moltissimo” rispose.
Aveva ragione ma non volevo ammetterlo e mi piaceva recitare la parte della verginella, così arrivammo a casa mia e lo feci salire, finsi di essere imbarazzato e lui propose di spogliarci entrambi, me la tirai un po' poi lo accontentai.
Andammo in camera, ci avvicinammo al letto e mi disse: “stenditi a pancia in giù, voglio ammirarti il culo”, diligentemente obbedii e mi distesi sul copriletto con le mani sovrapposte fra loro sotto una guancia e la testa girata su un lato, lui si inginocchiò fra le mie gambe aperte e cominciò a sfiorarmi delicatamente le natiche passando di tanto in tanto un dito sulla spaccatura fra di esse, mi venivano i brividi, ci sapeva fare.
Dopo un po' cominciò a divaricarmi i glutei per guardarmi l'ano, lo lasciai fare, stette un po' ad ammirarlo poi ci avvicinò la faccia e cominciò a leccarlo, a quel punto mi voltai per sottrarmi esclamando: “no dai! Mi vergogno!” e in quel mentre ebbi modo di vedere il suo cazzo già duro, si accorse che lo guardavo ma fece finta di non notarlo e mi consigliò di lasciarmi andare e rilassarmi.
Mi rimisi a pancia in giù fingendo di essere riluttante ma con in realtà tutta l'intenzione di lasciarlo fare e godermi la leccata, dopo un po' di leccate “a spatola” mise la lingua a punta ed iniziò a spingere per infilarcisi dentro, non capivo più niente e per un attimo ebbi la tentazione di vuotare il sacco, dirgli che non ero vergine e chiedergli di incularmi con tutta la forza che aveva ma riuscii a trattenermi finché si fermò e mi ordinò di mettermi carponi.
“Eccolo, adesso mi incula” pensai, invece si rimise dietro di me, mi leccò ancora un po' poi mi chiese se in cucina avessi dell'olio o del burro per lubrificarmi meglio, gli risposi che nel cassetto del comodino c'era del gel lubrificante che usavo per fare il culo alle trombamiche, lo prese e cominciò a prepararmi.
Quando fui pronto mi infilò due dita e subito individuò la prostata, cominciò a massaggiarla e io non seppi trattenermi dall'inarcare la schiena ed esclamare “oh, si, cazzo!”.
“Ti piace eh? Lo vedi che è divertente? Cosa ti avevo detto?” mi disse lui sogghignando.
Mentre mi massaggiava mi afferrai il cazzo con una mano e cominciai a menarmelo ma lui mi bloccò subito il polso e mi ordinò di non farlo, “perché?” gli chiesi; “perché se poi vieni non vuoi più continuare e io vado in bianco, le prime volte non dopo che si è venuti non si vuole più niente dentro, quindi dobbiamo fare in modo che tu venga dopo di me”.
Lui non sapeva che per me non era affatto la prima volta ed in effetti quello che aveva appena detto era vero, ricordo le lotte per divincolarmi dai miei partner i primi tempi quando venivo prima di loro e non volevo più mentre essi volevano continuare, il mio primo ragazzo mi faceva sempre stendere a pancia in giù e si metteva sopra, “così non mi scappi” mi diceva ed in effetti puntualmente venivo e subito gli chiedevo di togliersi, lui invece continuava con un ritmo più frenetico nel tentativo di fare presto e riuscire a venire prima di essere disarcionato, tappandomi la bocca per impedirmi di urlare mentre lo imploravo di smettere.
Ricordo che più di una volta arrivò a farmi piangere ma dopo poco che mi era venuto dentro ero sempre già pronto per un altro round.
Nel frattempo Claudio aveva il cazzo durissimo, lo vidi e mi venne una gran voglia di succhiarglielo ma se glielo avessi preso in bocca di mia spontanea volontà avrei dimostrato troppa disinvoltura e il gioco della verginella non avrebbe più retto.
“Adesso sei pronto” mi disse, poi mi afferrò e mi fece stendere a pancia in su, mi prese le gambe e me le fece alzare, appoggiò il cazzo al mio buco del culo e cominciò a strusciarci contro la cappella.
“Hai paura?” mi chiese.
“Un po'” risposi.
“Potrebbe farti un po' male, l'ideale per le prime volte sarebbe prenderti da dietro sdraiati su un fianco, in modo che tu possa scappare in avanti se ti fa male, oppure farti salire sopra a smorzacandela così controlli se, quando e quanto entra, ma ti ho vinto a una scommessa quindi ti scopo come voglio io”.
In quel mentre la sua cappella cominciò a spingere per farsi strada dentro di me e io, per rendere la cosa più eccitante e sperando che non mi desse retta gli dissi: “ok basta, voglio fermarmi qua”.
“E mi lasci così?” mi rispose con tono arrabbiato.
“Scusa ma non me la sento” ribattei mentre in realtà pensavo “dai! Afferrami e sfondami senza pietà!”.
“Ok, capisco, ci siamo spinti troppo in la per te, non preoccuparti” mi rispose lasciandomi le gambe ed allontanandosi.
Ero deluso ma non potevo dirglielo, così dissi che mi sentivo in colpa e mi offrii di "sacrificarmi" proponendogli di rimanere li a giocherellare, strofinandosi il cazzo contro il mio culetto fino a venire.
Ci rimettemmo nella posizione di prima, lui si prese in mano quel cazzo lungo, dritto e nodoso, lo guidò verso il mio buchetto e ricominciò a strofinarmelo contro, nel frattempo io continuavo a sperare che perdesse la pazienza ed entrasse di forza ma niente! stava li a strofinarsi e se non avessi fatto qualcosa io il massimo che avrei rimediato quella sera sarebbe stata un'imbiancata di culo senza penetrazione.
Rilassai i muscoli, espirai e nello stesso tempo allungai le mani lungo i fianchi fino ad afferrare il suo bacino, a quel punto lo tirai con forza verso di me costringendolo ad entrare.
Mentre la sua asta correva dentro di me per tutta la sua lunghezza emettei un urlo in falsetto, mi aspettavo che d'istinto si fosse tirato indietro invece si infilò dentro di me senza opporre la minima resistenza.
“Che cazzo fai? Sei pazzo?” esclamò.
Mi aveva fatto male davvero, non mi aspettavo che entrasse così, ansimavo e per i primi venti secondi non riuscivo a dire una parola, poi lo pregai: “toglilo, ti prego!”.
Si tirò indietro di poco e fu peggio, sembrava che uscendo dovesse strapparmi fuori le budella così urlai nuovamente e gli chiesi di stare fermo.
“Ok, stiamo fermi qua un pochino, vedrai che ti rilassi o mi si ammoscia un po' e riuscirò a tirarlo fuori senza farti male” mi rassicurò.
“Che situazione imbarazzante” gli dissi, “immagina se adesso rimaniamo incastrati e ci tocca andare al pronto soccorso così, sai che figura? E se poi lo vengono a sapere i nostri amici?”.
“Ma no, tranquillo, quella dei due che rimangono incastrati è più che altro una leggenda, ha solo fatto il vuoto perché è entrato troppo in fretta, basta avere un po' di pazienza, vedrai” mi rispose.
Come due scemi invece di preoccuparci cominciammo a scherzare sulla situazione e dopo un po' lui provò nuovamente a tirare indietro, non faceva male ma non volevo dirglielo e volevo che rimanesse li, così finsi nuovamente di provare un dolore lancinante e lui spinse dentro nuovamente i pochi centimetri di cazzo che aveva tirato indietro.
“Fallo ancora” gli dissi.
“Cosa?” rispose meravigliato.
“Tira indietro poi vai in avanti, poi fallo ancora, e ancora” gli dissi guardandolo con un sorriso malizioso.
“Sei sicuro?” mi chiese.
“Ormai siamo arrivati qua” dissi, “tanto vale vedere se davvero è divertente come dici”.
“Mi stai chiedendo di scoparti?”
“Fallo prima che ci ripensi!”.
Così cominciò a muoversi su e giù dentro di me e io mi godevo il fatto di essere scopato con tutte le premure che dovrebbe ricevere chi lo fa per la prima volta.
“Guardati, hai il cazzo duro, vuol dire che ti piace” mi disse.
“Si, mi piace, continua” gli dissi.
Andò avanti soddisfatto a scoparmi così per un po', poi lo tolse e mi ordinò di mettermi a pecora, obbedii girandomi, mettendomi carponi sul letto e lasciando che mi penetrasse nuovamente, mi afferrò per i fianchi, riprese a scoparmi con un ritmo molto allegro e dei colpi decisi finché lo sentii rallentare ed esplodere dentro di me, inondandomi con la sua sborra calda.
“Mi hai sborrato nel culo” gli dissi come se non fosse ovvio.
“Scusa, magari non volevi, avrei dovuto chiedertelo” mi rispose quasi imbarazzato.
“Non fa nulla” dissi.
Il suo cazzo aveva perso tono ma era ancora abbastanza barzotto da rimanere dentro di me senza essere sputato fuori, passò una mano sotto di me, mi afferrò il cazzo e cominciò a menarmelo.
“Adesso tocca a te” mi disse, io lo lasciai fare e non ci volle molto perché schizzassi nella sua mano imbrattando tutto il copriletto.
“Hai visto che ti è piaciuto?” mi disse soddisfatto mentre mi dava un'energica sculacciata.
Presi un cuscino e glielo tirai fingendo di essere arrabbiato poi esclamai: “mi hai rotto il culo, bastardo!” ci fu un attimo di silenzio poi scoppiammo a ridere entrambi.
“Andiamo a farci una doccia?” propose.
“Vai tu” risposi, “poi sparisci, non ti voglio più vedere!” il tono era chiaramente scherzoso, lui andò a farsi la doccia, si rivestì, mi ringraziò per la scopata e se ne andò, in realtà avrei avuto ancora voglia ma se glielo avessi detto non sarebbe stato un comportamento da verginella, e mi piaceva troppo vedere come si sentiva spavaldo e macho nella convinzione di avermi veramente iniziato alla sodomia.
Note finali:
se ti piacciono i miei racconti scrivi a gabrihole@email.it