i racconti di Milu
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Quella prima uscita con il mio capo, Rocco di 35 anni, mi turbò. Non mi era mai capitato, prima, di masturbarmi con tanta veemenza. Sentivo, però, che anche in lui c’era un’attrazione nei miei confronti.



E vorrei vedere! Non capita tutti i giorni di incontrare una diciannovenne come me… Anche se sembro un po’ imbranata, e forse un po’ lo sono, agli uomini piaccio. Ed ero certa che anche a Rocco avrei fatto un certo effetto. Mi tornarono in mente delle occhiate al ristorante che, ripensandoci, mostravano chiaramente l’interesse con cui mi guardava.



Qualche giorno dopo, poco prima di andare a letto, accesi il PC e lo trovai su Messenger. Iniziammo a scherzare. Le battute divennero sempre più spinte. E dopo un po’ ci ritrovammo, eccitati, a provocarci. Mi raccontò che il pomeriggio era in studio da solo quando era passata una vecchia amica. “Ti ha fatto un pompino?” gli chiesi scherzando e lui, da stronzo, mi disse di sì, e che era stato molto bello. Cosa credeva, che aveva di fronte una bambina ingenua?!? Volevo dimostrargli il contrario e gli dissi:



L. “Generalmente noi donne ne facciamo molti. Sai, la sete si fa sentire glglgl”



R. “e cosa c'è di meglio di una sorgente con… cannello?” – mi rispose



L. “mmmmmmmmmmmmm nulla”



R. “ma anche voi avete una sorgente ECCEZIONALE. E’ la cosa che amo di più........”



L. “anch’io”



R. “E GIA' M'E' VENUTA SETE!!!!!!”



L. “glglgl a chi lo dici”



R. “però deve essere una sorgente BAGNATA al punto giusto”



L. “molto bagnata”



R. “la tua come è di solito?”



L. “super bagnata”



R. “seeeeeeee”



L. “e vaffffffffffffffffff fa come ti pare”



R. “ed ora?”



L. “nn te lo dico. Ma ora mi tocco…”



Ero seduta, da sola, davanti al Pc. Sentivo sciogliermi e mi piaceva. Mi sfiorai da sopra il pigiama.



R. “fammela sentire”



L. “siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii sentiiiiiii”



R. “mmmmmmmmmmmmm”



L. “è un laghetto”



R. “forse se ci metto la lingua MIGLIORA”



Questo bastardo mi stava eccitando davvero. Vuoi la guerra…? Bene!

L. “mmmmmmmmmmmmm, Aspetta, devo sfilarmi i pantaloni che si stanno bagnando”





R. “ESAGERATAAAAAAA”



L. “se eri qui vedevi! Anzi sentivi hehehehhheh”



R. “e già ma… pure tu S E N T I V I “



L. “mmm com'è ora?”



R. “indovina? E’ duro come un sasso”



L. “ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh”



In realtà anche Rocco, nel suo studio, si era eccitato più di quanto potesse immaginare. Questa bimba impertinente, con la faccia da santarellina, gli aveva realmente fatto venire il membro duro come il marmo. Quella stessa bimba che, all’inizio, non gli aveva fatto certo una bella impressione. Poco loquace, sempre accompagnata dal ragazzo, coperta come una suora e vestita, come è di moda tra i più giovani, in modo tutt’altro che femminile. Poi, però, dopo un fitto scambio di sms e mail piccanti aveva iniziato a guardarla con un occhio diverso. Era carina la bimba... Ed era anche sveglia. Altroché… Aveva tutte le cose al punto giusto e nascondeva una forte carica erotica… Rocco iniziava a desiderarla ma il proprio ruolo lo poneva in una situazione difficile. Non voleva che fosse frainteso. Era per questo che, dopo la prima cena, l’aveva riaccompagnata al minimo accenno di “mal di testa”. Ma stasera, davanti al monitor, un linguaggio tanto esplicito lo stava veramente eccitando. Nella fantasia se la immaginava. Sulla sedia, senza pantaloni, con quella fichetta odorosa in mezzo a quelle belle gambe… E chissà se anche i capezzoli erano duri come il suo cazzo. Non ce la faceva davvero più e, con la sinistra, aveva iniziato a masturbarsi sognando Lalla… E le disse…



R. “Ho un C A Z Z O D U R O e resistente”



L. “invitante….” - gli risposi



R. “un consiglio: DOVRESTI PROVARLO!!!!!”



L. “un pensierino si può fare… che dici?”



R. “quando vuoi”



L. “ti prendo in parola…”



R. “attenta però perché anch'io TI PRENDO in parola”



L. “bene bene mmmmmm piuttosto…”



R. “piuttosto di così......... se anche tu avessi una cam......”



L. “mmmmmmm”



R. “ma preferisco L I V E con tanto di SUONI, ODORI, CALORE e… SAPORI”



L. “mmmmm che voglia”. Ero veramente eccitata, ed il mio dito toccava insistentemente il clito, entrava nella fica e tornava a scivolare, più bagnato che mai, sul clitoride. Era bellissimo…



R. “VORREI ESSERTI D'AIUTO bagnare il tuo dito con la lingua”



L. “ah si ah”



R. “e passartelo nel..... laghetto. Intorno sopra un po' dentro. E ancora intorno, e sopra, e dentro”



Era come se mi vedesse. E lo sentivo là, con il suo cazzo duro pronto a violarmi. Ed io godevo!



L. “mmmmmmmmmmm”



R. “DENTRO. D E N T R O”



L. “mmmmmmmm nel profondo”



R. “e poi tutta la lingua intorno. E DENTRO. Madonna che sete!!!”



L. “zitto va”



R. “ma sei sicura che non troverei il deserto?”



L. “E’ un lago! Sto navigando”



R. “Dai… masturbati per me? Mettici un dito!”



L. “ok mmmmmmmmm anke tu pero'”



R. “ed ora due?”



L. “ok anke 3”



R. “com'è?”



L. “molto eccitata mmmmmmmm ti stai toccando?”



R. “è lui che mi tocca! m'è arrivato in gola”



L. “wow”



R. “ma lo farei sentire a te IN GOLA!!!!!!”



L. “magari”



R.“e muovile più veloci e poi rallenta”



L. “certo anke la lingua su e giu'”



R. “ed ancora veloce e quelle tette ECCEZIONALI?”



L. “hai un bel culo. E anke davanti stai messo bene: si vede un bozzo mmmmm”



R. “ma non l'hai ancora visto in tiro”



L. “wow potrei vederlo… se tu volessi!”



R. “Q U A N D O V U O I”



L. “perchè mi scoperesti davvero?…. cazzo ste mani mettile sulla tastiera” - per rispondere impiegava sempre più tempo. Lo sapevo: si stava masturbando per me. Aveva il cazzo in mano e se lo menava pensando a me… Ne immaginavo l’odore ed anch’io, ormai, mi toccavo sempre più oscenamente…



R. “E TU METTILE SOTTO”



L. “ce l'ho gia”



R. “e muovi le dita insieme, non a tempo”



L. “so come devo fare saputone”



R. “voglio proprio sentire questo lago che dici tu. E DA LI’ BERE...... E LECCARE....... E POI SCOPARTI PER ORE…”



L. “lo vorrei proprio vedere questo super cazzo di cui parli”



R. “mentre TI LECCO LE TETTE..... E TI TOCCO DAPPERTUTTO. Sono una piovra…”



L. “La mia specialità è la bocca”



R. “anche la mia...... MA NON SOLO. Adesso vorrei affogare tra le tue cosce”



L. “mmmmmmmmmm”



R. “e bere tutto”



L. “a chi lo dici ci infileresti la tua lingua? tutta dentro”



R. “T U T T A… E la farei girare come un MULINELLO”



L. “bravo”



R. “lo dovresti vedere adesso”



L. “fammelo vedere”



R. “come?”



L. “vieni da me. Sarebbe ora di fare qualcosa sul serio?”



R. “quando preferisci mattina pomeriggio o sera?”



L. “mattina! Domani sto a casa SOLA te lo potrei succhiare x bene dal vivo”



Quella frase fu devastante per Rocco che dovette contenere con le mani la quantità impressionante di sperma caldo che eruttava, violento, dal suo pene. Era da tempo che non godeva così, da solo. Non amava le chat ed il sesso on line. Le donne gli piacevano ma in carne ed ossa. Eppure, quella sera, la bimba impertinente lo aveva veramente stravolto. Spingendolo a masturbarsi senza ritegno mentre la moglie dormiva nella stanza accanto. Il ghiaccio era rotto, l’eccitazione folle e non perse tempo:



R. “fino a che ora stai da sola?”



L. “fino alle 13.00 Mario lavora, stai tranquillo”



R. “sarò da te alle 10.00”



L. “voglio vedere!”



continua…