Premessa: questi miei racconti sono ispirati a una protagonista – la moglie di mio zio – realmente esistita di cui ho avuto la fortuna (o la sfortuna, in quanto come semplice spettatore!) di assistere ai suoi incontri di sesso con fortunati ragazzi più o meno miei coetanei, dunque molto più giovani di lei.
Col tempo, rimettendo insieme quei ricordi delle estati trascorse con lei e la sua famiglia risalenti a una ventina di anni fa, mi sono reso conto che, come si dice spesso, la realtà aveva superato di gran lunga la fantasia!
Ho man mano riesumato episodi e aspetti della personalità della bella zietta che ricordavo in modo nebuloso o non ricordavo affatto, e alla fine è tornato pienamente alla luce il periodo più importante della mia maturazione sessuale, che mi ha portato ad essere oggi più voyeur che attivo.
Penso siano eccitanti per i lettori non solo le sue scopate, ma anche gli aspetti della sua personalità davvero unica nella sua ambivalenza, quel suo essere mamma e troia, moglie e cornificatrice, donna di chiesa e esibizionista, etc.
Graditi commenti e opinioni su quel gran cornuto di mio zio e quella super troia della moglie, invio anche foto (non porno ma autentiche!), scrivetemi a:
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Graziana è una mia zia acquisita, moglie del fratello di mio padre, zio Franco.
Già ai tempi del fidanzamento con zio Franco era alquanto chiacchierata e ricordo che ai miei non piaceva affatto: disinvolta e disinibita, molto sexy, di famiglia modesta, scuola dell’obbligo finita a stento e scarsa voglia di lavorare, secondo loro era più interessata al cospicuo patrimonio di famiglia di mio zio che a lui, sovrappeso e afflitto da miopia e calvizie, insomma non certo un adone…
In breve lei era riuscita a farsi mettere incinta e a farsi sposare, convincendo mio zio ad andare in affitto in un quartiere costoso e nel giro di un paio d’anni si era mangiata il tesoretto del marito tra pellicce, vestiti firmati, vacanze di lusso, attività commerciali fallimentari, etc!
I miei erano ovviamente disperati, anche perché nel frattempo era nato pure il secondogenito e zio Franco era senza lavoro… grazie alle conoscenze di mio padre alla fine era riuscito a trovare un modesto impiego statale ma ovviamente di fare la bella vita di prima non se ne parlava più!
Sicuramente mio zio era molto innamorato della moglie, di cui era chiaramente succube.
Purtroppo dopo il matrimonio, con le preoccupazioni economiche che ne seguirono, aveva preso a bere…
Complice l’alcol, qualche anno dopo il matrimonio aveva cominciato a soffrire di disfunzione erettile (ovvero non gli si drizzava più), fino a diventare impotente.
Lo avevo scoperto origliando nelle riunioni di famiglia che si tenevano nelle domeniche d’inverno a casa nostra, apprendendo che un mio cugino medico lo aveva indirizzato a un noto specialista per curarsi, ma senza grandi risultati.
In quegli anni vedevo gli zii e i miei cugini solo a qualche comunione o battesimo, la presenza di mia zia scatenava sempre i pettegolezzi del parentame per il suo fare disinvolto e l’abbigliamento con scollature e spacchi che lasciava poco spazio all’immaginazione e al sottoscritto largo spazio all’insegna delle… seghe a raffica!
In realtà che ricordi nessuno poteva dire di averla mai “pizzicata” a cornificare il povero zio, ma che lui fosse un gran cornuto era dato per scontato da tutti.
Mi affascinava soprattutto fantasticare su come lei riuscisse a soddisfare le sue voglie senza farsi mai cogliere sul fatto, lasciando zie, cognate e cugine a spettegolare senza prove…
A quei tempi avevamo una casa al mare che sfruttavamo poco, i miei lavoravano quasi tutta l’estate arrivando solo alla sera e io ci passavo lunghe giornate in solitudine, segandomi (guardone in erba) su mamme e sorelle dei pochi miei coetanei che frequentavano il lido.
La casa era abbastanza grande e così i miei avevano pensato di invitare la famiglia di mio zio, contenti di poter passare qualche giorno insieme ai nipotini che durante l’anno vedevamo poco perché per i già citati problemi economici gli zii si erano trasferiti in periferia.
Divenne poi un’abitudine passare l’estate insieme, finita la scuola mi trasferivo direttamente al mare e passavo le mie giornate da solo con zia e cuginetti, infatti sia i miei che mio zio ci raggiungevano solo il fine settimana e qualche giorno intorno ferragosto.
Quelle estati sono state per me indimenticabili, una vera scuola di sesso e di vita che mi ha segnato per sempre, facendomi apprezzare i piaceri del voyeurismo e della masturbazione…
Immaginate un adolescente “nerd” sovrappeso, vergine (non di segno zodiacale!), mai cagato dalle ragazze e accanito divoratore di giornaletti porno in tempi (primi anni 2000) in cui internet e telefonini cominciavano appena a condizionare la nostra vita, trovarsi ogni giorno con una milf generosamente dotata come mia zia dal fisico prorompente e formoso solo un po’ appesantito dalle gravidanze e un viso non brutto ma che il naso aquilino e lo sguardo un po’ torbido rendevano la classica “faccia da troia”, che girava per casa seminuda e in spiaggia indossava (si fa per dire) tanga microscopici che coprivano a malapena i suoi capezzoloni sporgenti e perizoma brasiliani che offrivano in bella vista il suo bel culone sodo che cellulite e smagliature ricordo delle gravidanze rendevano ancora più arrapante, e i riccioli scuri della figa villosa che spuntavano maliziosi dal triangolino sul pube…
Il tutto spesso ingioiellato da un’arrapantissima catenina d’oro ai fianchi, che faceva pendant con una vezzosa cavigliera al piede sinistro, orecchini alla tzigana e collanina con medaglietta di padre Pio a cui era devota assai (!!!).
Da brava troia tutta “casa e chiesa”, zia Graziana era anche un’abile manipolatrice: la prima estate trascorsa insieme ricordo lunghe chiacchierate con lei distesa languidamente sul lettino in spiaggia fumando una sigaretta dopo l’altra e sfogliando le sue immancabili riviste di sexy-gossip (Eva, Novella, Cronaca vera, etc) mentre mi eccitava con le sue forme generose in bella vista a malapena coperte dai suoi micro-bikini.
Si descriveva come una mammina affettuosa e mogliettina integerrima, innamoratissima di mio zio nonostante fosse minidotato e impotente (quando lo ricordava riusciva perfino a farsi spuntare una lacrimuccia, con tanto di teatrale “ma io lo amo lo stesso!!!”), concupita da tanti uomini ma sempre fedele alla famiglia, etc. etc.
Nella mia ingenuità, in quelle prime settimane trascorse insieme al mare mi stavo convincendo davvero che in fondo fosse “tutto fumo e niente (o comunque poco) arrosto”, cioè che alla fin fine la moglie di mio zio fosse solo una bella figa esibizionista che godeva a eccitare i maschi e niente più…
Nel mio caso poi lo faceva sicuramente con un pizzico di sadismo, facendomi chiaramente capire che “guardare e non toccare…”
Ogni giorno ero protagonista passivo di scenette degne dei filmacci cult anni 80 che andavano allora con la Fenech o la Bouchet, dalla porta del bagno lasciata “casualmente” semiaperta mentre lei nuda si docciava al mettersi in topless in giardino sapendo che dalla finestra della mia camera vedevo tutto…
Il “doppio cassetto” dei costumi era un esempio di come mia zia riusciva a gestire abilmente in famiglia la sua troiaggine: avevo infatti scoperto che aveva un “cassetto famiglia” con bikini moderatamente osé ma al limite della decenza per una madre di famiglia, da indossare quando c’erano mio zio e i miei o magari parenti venuti a trovarci, e quello che chiamavo “cassetto sporcacciona” per gli altri giorni (e per la mia goduria!) con un assortimento di tanga e microbikini il cui top non riusciva a coprire neppure le areole dei suoi capezzoloni e dal cui perizoma spuntavano i peli pubici nonostante si depilasse!
Una volta ricordo che mentre scendevamo in spiaggia con mio zio e i cuginetti si era accorta di aver dimenticato a casa il costume di ricambio, mi ero offerto di tornare indietro a prenderlo e, ingenuamente, avevo scelto di proposito dal “cassetto sporcacciona” un tanga rosso assolutamente indecente che aveva sfoggiato in settimana facendomi segare come un pazzo tutto il giorno!
Quando gliel’avevo dato già pregustando le seghe che mi sarei fatto l’aveva subito fatto sparire nella borsa sussurrandomi imbarazzata “ma sei matto?!? Questo non mi copre manco l’anima!!!” per non farsi sentire da mio zio che giocava con i pupi sotto l’ombrellone, così ero dovuto tornare a casa a prenderle un bikini dal cassetto “famiglia”!
A distanza di tanti anni sono convinto che quelle sue provocazioni seguite immancabilmente da parte mia da una raffica di seghe che mi lasciavano vistose occhiaie avevano anche lo scopo (pienamente raggiunto!) di rendermi suo devoto scudiero, difatti ben presto aveva cominciato a usarmi a suo piacimento per mollarmi i cuginetti quando con varie scuse cornificava mio zio…
Infatti fin da quella prima estate non avevo tardato a scoprire che la zietta aveva un debole i ragazzi palestrati e… ben dotati, insomma belli cazzuti, ovvero tutto il contrario del povero zione del quale, purtroppo, io ero la copia… più giovane, con la mia ventina (abbondante) di kg di troppo e un’incipiente calvizie, il che spiegava perché la moglie non mi considerasse proprio!
Mi colpiva e sconcertava soprattutto la sua spigliatezza e anche sfacciataggine nell’approcciare i ragazzi che le facevano sangue, si poneva molto giovanile con loro e si faceva dare subito del tu, usando le espressioni e il gergo di noi adolescenti…
Spesso mi chiamava vicino a lei quando prendeva il sole in spiaggia e mentre si divertiva a eccitarmi mi faceva snocciolare o mi chiedeva di spiegarle espressioni e termini allora in voga tra i giovani.
Sentire una 45enne parlare come una di 16-18 anni faceva un po’ strano ma anche questo spiegava perché avesse così successo fra i ragazzi, ovviamente anche perché non passava certo inosservata!
Fra di loro penso ci fosse un “passa parola”, infatti durante la settimana quando non c’erano mio zio e i miei, intorno al nostro ombrellone spuntava sempre qualche ragazzo che stendeva il telo lì vicino e se la mangiava con gli occhi …
Lei era comunque esigente: no a magrolini o sovrappeso, occhialuti tipo nerds, calvizie incipienti, brufolosi e bruttarelli, via libera a bellocci, sfrontati, palestrati, tatuati e soprattutto cazzuti e con i coglioni sempre pieni!!!
Per diverse estati mi sono goduto svariate seghe a spiarla mentre si faceva fottere dai ragazzi conosciuti in spiaggia, mentre quel povero cornuto del marito si ammazzava di lavoro…
Una cosa che anche a me quando riuscivo ad assistere segandomi faceva molto piacere, oltre che naturalmente ai miei ben più fortunati coetanei che invece se la chiavavano di gusto, era che per farsi montare Graziana amava mettersi sempre tutta nuda anche per le “sveltine” di pochi minuti, inoltre le piaceva scopare ingioiellata (catenina sui fianchi, cavigliera, filo di perle, braccialetti), il tutto penso allo scopo (pienamente raggiunto!) di attizzare la voglia e il cazzo degli allupati pischelli con un “effetto sturbo” davvero super…
Ma a mandarli fuori di testa alla grande era certamente la troiaggine di mia zia, in quelle indimenticabili estati in cui sono riuscito a spiarla più volte con discrezione l’ho vista e sentita fare, e farsi fare, veramente di tutto, all’insegna del sesso più sfrenato: pompini con o senza ingoio, 69, spagnole con sborrate sulle tette, spegnimoccolo, inculate a pecorina o in piedi a 90 gradi, etc.
Come invidiavo quei ragazzi della mia età che si godevano tutto quel ben di dio sfogando i loro ormoni e le loro voglie su una gnocca maiala che poteva essergli madre!
(continua)
Storia assolutamente vera, solo adattata ad essere presentata come racconto. Graditi commenti e opinioni su quel gran cornuto di mio zio e quella super troia della moglie, invio anche foto (non porno ma autentiche!), scrivetemi a:
nipotino@tutamail.com



A quando una bella doppietta per le due amiche con i due cuck a godersi la scena delle mogli riempite…
Bello finalmente vedere qualcuno che inserisce una nera nel proprio racconto!
Bellissimo peccato che pubblichi raramente
Ciao..non trovo la tua email..carlettoporcello@gmail.com
Dopo tanto tempo, bello rileggere i tuoi racconti, complimenti