Mi chiamo Sandro, voglio raccontare una storia che mi è capitata un po’ di anni fa.
Avevo circa cinquant’anni, lavoravo nel mondo della finanza ma ero appassionato di musica e la sera nei fine settimana suonavo il pianoforte e canticchiavo nei locali della zona.
Quella sera suonavo in un ristorante non lontano da casa mia, la gente mangiava ai tavoli e io in un angolo facevo musica tranquilla da piano bar.
Ad un certo punto arriva una coppia che conosco bene, sono mio cugino Paolo e sua moglie Giovanna, ci si vede poco in giro anche se abitiamo poco distanti.
Sono una coppia sui quarant’anni, lei è un gran bel pezzo di gnocca, capelli neri lunghi, occhi scuri, labbra grosse carnose, curve tutte a posto.
Vestita con una camicetta scollata e una gonna a tubino stretta che arriva appena sopra il ginocchio, con uno spacco vertiginoso sul davanti che mette in evidenza le sue belle gambe.
Le sue forme sono perfette da ventenne, il suo culetto fantastico fasciato da quella gonna stretta mi ha fatto drizzare il cazzo.
Quando mi passano davanti per andare al loro tavolo, mi fanno un cenno di saluto con la mano mentre canto e suono il piano e si vanno ad accomodare.
Decido di fare una pausa, e bere qualcosa al bar, Paolo sfrutta il momento per alzarsi dal tavolo e venirmi a salutare e scambiare due parole.
I soliti discorsi come stai come stanno gli zii poi mi scappa un “ha un gran bel culo tuo moglie”, Paolo non si scompone, conosce il mio passato da lati lover e mi dice “e si ha un culo fantastico”, prendo coraggio “mi piacerebbe scoparlo, fate queste cose? possiamo andare a casa mia dopocena”.
“No direi di no però possiamo provare a fare un giochino che ho già fatto qui nei vostri bagni un po’ di tempo fa” mi dice, “cosa?” rispondo, il cazzo mi è diventato di marmo, mi piacciono i giochini.
Paolo continua “Lei è andata in bagno con una benda per gli occhi, io l’ho seguita poco dopo, ho bussato tre volte e lei ha aperto era bendata, eravamo d’accordo che teneva le mani sul muro si che fosse girata in avanti che di schiena, non poteva toccarmi, ho giocato un po’ poi l’ho scopata e ho portato via le sue mutandine, è stato bello dopo a tavola la stuzzicavo su chi dei presenti avevo mandato in bagno”.
“Non ci credo che mi fai fare questo gioco” dissi, lei dal tavolo ci guardava un po’ spazientita e allora lui mi disse “devo andare ma vediamo se riesco a rifare il gioco, ma non baciarla mi raccomando si accorgerebbe.” e se ne tornò al tavolo, io tornai a suonare.
La cena era andata avanti, aspettavano il dolce, ad un tratto lei si alza prende la borsa e va verso il bagno, mi passa davanti, guardo la sua coscia che esce dallo spacco, intravedo il pizzo delle autoreggenti, guardo il suo culo bello sodo, ho il cazzo che mi esplode, accorcio la canzone per fare in fretta una pausa e la seguo.
Toc toc toc, la chiave gira nella toppa la porta si apre, lei indietreggia, si appoggia di schiena al muro, le mani lungo i fianchi sul muro, è bellissima, la camicetta un bo sbottonata fa intravedere il suo bel seno.
La mia mano entra piano nello spacco della gonna sulla sua coscia, il suo respiro si fa ansimante, la mia mano sale piano fino al suo clitoride che ha bagnato le mutandine, le mie dita entrano dentro le labbra della sua figa, lei mugola di piacere.
La prendo per i fianchi e la giro contro il muro, le sue mani appoggiate alla parete, faccio scorrere la sua gonna a tubino sul suo culo su fino ai fianchi, mi abbasso accosciato e mordo le sue bellissime chiappe, le tolgo le mutandine e le metto in tasca.
Mi rialzo, mi sbottono i pantaloni e libero il mio grosso arnese, lei ha allargato un po’ le gambe, e ha spinto il culo un po’ infuori, ha capito e si prepara ad essere fondata, la sua fighetta gronda di piacere.
Entro dentro la sua figa piano, poi più forte, il mio grosso cazzo è dentro la sua pancia, lei ansima e cerca di trattenere le urla di piacere, poi alcuni colpi decisi e sborro dentro la sua figa.
Esco dal bagno, Paolo è li fuori ha ascoltato l’amplesso, gli consegno le mutandine bagnate di Giovanna.
La serata si conclude e loro mi salutano, Giovanna mi ringrazia, sorpreso le dico “per cosa?”, “la musica” risponde lei sorridendo in modo che mi sembra malizioso.
Ad oggi Paolo non mi ha ancora chiarito se lei non si accorta di niente, o se ha capito o addirittura se entrambi fossero d’accordo.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…