La stanza è calda, la luce soffusa, profusa da una lampada di carta posta sul comodino, regala un’atmosfera sensuale, familiare, intima.
Respiro, è tardi stasera, la mezzanotte è trascorsa da un pezzo, dovrei coricarmi, la sveglia suonerà presto domattina ma devo andare in bagno.
Il rituale notturno sottrae preziosi minuti al sonno che una volta indossato il pigiama e spento la luce, tarda ad arrivare; la mente evoca immagini, pensieri, riflessioni…all’improvviso, non so bene per quale associazione mentale mi vengono in mente i racconti di “O” li ripasso mentalmente mentre una voce che immagino sia la sua, recita alcuni brani impressi quasi a memoria.
La sua passerina pelosa, le curiose dita che frugano dentro di lei, i film vintage del quale entrambi siamo appassionati, inizio a toccarmi molto lentamente, la mano destra strofina il sesso da sopra il sottile cotone del pigiama, ne percepisco perfettamente il rilievo, poi scivolo dentro e lo afferro con ferma dolcezza, è caldo e gonfio, mille immagini abitano il buio della stanza, chiudo gli occhi e desidero che sia lei a fare ciò che sto facendo, fino allo spasmo che sporca le mie dita di balsamo salato.



Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…