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Lui le ha inviato la posizione gps ed un messaggio con riportato unicamente l’ora e il giorno dell’incontro.
Il navigatore la sta portando in una zona fuori mano poco fuori città, della quale lei inconsciamente non conosceva l’esistenza.
Come poteva non esser mai stata lì, a così pochi km dalle sue abitudini, dai suoi rifugi sicuri?
Un senso di ansia e paura le taglia il fiato quando l’indicazione sul monitor le fa prendere una sterrata attraverso la quale si addentra nella foresta.
La cosa un po’ la inquieta ma il pensare a quali possano essere le intenzioni di lui si eccita, memore di quel loro particolare rapporto di lussuria e rispetto decide di proseguire.
Decide di andare incontro a lui.
La foresta si apre improvvisamente e la strada si interrompe, di fronte a una distesa di filari di peschi in fiore.
Lo spettacolo è stupendo e in lei si erge un malizioso senso di romanticismo che decide di rigettare subito indietro, non vuole dare neanche mentalmente quella soddisfazione a lui, che la comanda senza manifestarle i suoi sentimenti.
Scende dall’auto ed attende istruzioni, perdendosi in quella distesa fatta di rosso porpora e rosa brillante.
L’attesa si fa vibrante di aspettativa e viene spezzata in un istante da una sua chiamata.
Le parole sono secche, non lasciano spazio ad emozioni quando le impone di mettersi gli auricolari senza filo.
Subito dopo la seconda richiesta: vuole che lei si spogli completamente e nuda varchi quella selva di peschi in fiore, seguendo un selciato che la condurrà al centro della piantagione.
Riluttante per la paura di essere vista lei decide di spogliarsi comunque, conscia di non poter rifiutare.
Chiara sa che è lui a tenere le redini del gioco.
Lui non dice nulla, la guarda appostato dove lei non possa vederlo.
Ebbro di eccitazione e lussuria la invita a raggiungere il centro di quell’angolo di paradiso, dove le ha fatto trovare delle sorprese.
Lei procede, un po’ impacciata e intimidita fino a raggiungere il punto da lui indicato.
L’aria di fine marzo è fresca e i suoi capezzoli sono turgido, procurandole un leggero dolore che non sa se attribuire al senso di gelo o all’eccitazione crescente.
Cerca di fermare i pensieri ma l’eccitazione sta scendendo al basso ventre, procede nuda a piedi scalzi in quello specchio di colori e scorda di essere all’aperto, alla possibile mercè di chiunque.
È terra e fuoco, non si è mai sentita tanto parte della natura.
Arrivata al punto stabilito si bagna, vedere un ceppo di quercia sul quale sono depositati quegli oggetti, così freddi ma potenti in contemporanea le fanno scendere degli umori.
Sente goccioline arrivare alle caviglie e non capisce se siano gocce vere o sensazioni di un sistema nervoso impazzito.
Si era scordata lui non avesse mai riagganciato e fosse lì con lei, in quel momento.
Non lo vedeva ma lo percepiva, ne sentiva il fiato che lambiva il collo, una delle parti di lei che lui preferisce.
L’auricolare la riporta nel mondo reale, lui con una voce asettica le impone il primo a sinistra.
Lei prende il primo dei tre oggetti, un kit di due mollette collegate da una piccola catenella d’argento, e le applica ad entrambi i capezzoli.
Il dolore le provoca una scarica di adrenalinaca lussuria e prende fuoco, avvampando di piacere.
Non le da il tempo di godere che lui stabilisce sia il momento del secondo oggetto, quello in centro.
Lei prende quel piccolo plug, lo insaliva e lo inserisce analmente.
La seconda scarica di eccitazione si dipana verso l’alto, travolgendole il sesso, la pancia, i seni arrivando fin su la testa, fino al punto del più nascosto del suo cervello.
Lui la fissa in quegli occhi verde smeraldo, nei quali vorrebbe sciogliersi e le impone il terzo oggetto, soffrendo di dover così venire a mancare di quella struggente vista.
Lei indossa la mascherina e, nel momento di venire meno la propria visuale, nuda ma eccitata in quel filare di peschi, sente il primo click…
La sua voce si fa piccolissima accennando una piccola ritrosia, sa di non poterselo permettere e le parole le muoiono in gola senza uscire.
La cosa la terrorizza ma nel profondo sente salire una strana sensazione, come un senso di gioia nell’essere musa del suo uomo in un’araldica situazione paradisiaca, quasi onirica.
La seconda raffica di foto la mette in imbarazzo ma la accetta, sa che di lui si può fidare ed il piacere di sentirsi in parte sua la pervade.
Lui le ordina di masturbarsi, e di fermarsi quando giunge al limite dell’orgasmo.
Lei in preda a quel sogno impuro e appassionato esegue, si tocca ed il piacere diventa un tutt’uno: testa, seni, dietro e davanti.
Il nettare si espande facendola morire di eccitazione.
Si muove in trance mentre raffiche di foto ovattano il suo dito, è la sua musa in questo momento e questo la riempie di grazia e felicità.
Lui le ordina di continuare e di avvisare quando giunge al limite, si non permettersi di venire senza il suo permesso.
Lui è eccitato da impazzire, un cumulo di sensazioni lo pervade mentre si spoglia, dopo aver impostato l’automatismo della sua reflex.
Si avvicina di soppiatto a lei, in silenzio, conscio del fatto che la sua estasi non le permetterà di sentirlo.
Passa un breve istante dal momento nel quale lei gli dice che deve fermarsi, che sta arrivando, a quando lui da dietro le prende una spalla e delicatamente la spinge verso il basso, facendola inginocchiare.
Quel tocco le spara il cuore in gola, ma la sua mano grande e forte le avvolge la spalla e la rassicura.
Paradosso di una situazione che non avrebbe mai pensato.
Mi sto abbassando fisico ed anima per qualcuno? Proprio io? Davvero Chiara stai facendo questo?
Ma trovatasi in ginocchio decide di concedersi totalmente, poggiando gli avambracci a terra e permettendo così a lui di avere sboccatamente esposto verso l’alto tutto il suo bene.
Il suo pene scivola dentro di lei senza alcuna reticenza, un sospiro di piacere unisce entrambi mentre una mano di lui le prende la nuca e l’altra si appoggia al suo fianco.
Sentono di fare all’amore mentre lui la penetra in questo modo, piano ma deciso, continuo ma accondiscendente nella loro unione.
La reflex in lontananza agisce da sola mentre il piacere poco alla volta cresce in entrambi, lui trattiene a stento versi e parole, lei non riesce a trattenere il suo piacere e lo urla a quei fiori di pesco che la proteggono, al mondo, alla natura tutta.
Vengono insieme, in contemporanea, flotti di seme si uniscono all’oceano di umori, permettendo ad entrambi di godere come poche altre volte.
Lei è in trance mentre lui esce, dimostrando una forza di volontà di ferro nel mostrarle il proprio dominio.
Non dice nulla mentre lei si adagia al suolo, si china su di lei solo per baciarla, un gesto tenero e appassionato, prima di alzarsi ed allontanarsi repentinamente.
Lei è ancora a terra che lui ha già recuperato là reflex e si è allontanato.
Lei sta ancora godendo che lui riattacca la linea oscurandole l’udito, tagliando il loro ultimo legame.
Lei sta ancora sognando quando dopo svariati minuti si toglie la mascherina.
Lei non si è ancora tolta gli oggetti che le sente un messaggio arrivarle.
Lei, nuda, vede una foto di loro due nel pieno dell’allesso.
La cosa la spaventa ma di lui vuole fidarsi.
Lui pensa ai suoi splendidi occhi verdi, al loro emergere nel gioco di colori di quel stupendo pescheto in fiore.
Come un ghibli un sorriso gli taglia la faccia.
Chiara è sua e lui lo sa.

Per confronti e commenti: laran888@yahoo.com

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Autore Pubblicato il: 10 Maggio 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti di Dominazione, Sensazioni0 Commenti

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