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Dopo aver preso le perette ed essersi liberata, finalmente la cognatina Francesca iniziò a stare bene, si stava dimostrando un valido aiuto in casa e, nonostante l’assenza di mia moglie mi pesasse ancora molto, il clima in casa era più che positivo.
Francesca ora parlava di più, soffriva meno il mio carattere un po’ burbero e sapeva come portare avanti le faccende di casa e questo, per uno come me, non era cosa da poco.
Ogni tanto contattavo mia moglie Laura al telefono che era dovuta andare al nord, a Milano, per aiutare il figlio in momentanea difficoltà, gli raccontai che avevo dovuto fare un clistere alla Francesca e, a tal proposito, mi avvisò che sua sorella, in effetti, soffriva molto di costipazione e bisognava, ogni settimana, fargli un bel clistere, ma che la cosa si era sempre rivelata una impresa perché Francesca era molto capricciosa e, fina da piccola, non voleva mai farselo fare motivo per il quale doveva intervenire papà con la forza a suon di sculacciate.
In quel mentre vidi Francesca scendere dalle scale…
“Hai parlato con Laura ? Come sta ?”
“Lei sta bene, ma mi ha avvisato che tu soffri un po’ di… di….”
“Costipazione !” disse con forza Francesca, come felice che gli avessi dato un motivo per discutere di una eventuale soluzione
“Cosa intendi per costipazione ?” chiesi guardandola in viso con un sorrisino un po’ malizioso
Compresi che la vergogna la riempiva, come ciò aveva compreso, presto sarebbe avvenuto.
“Francesca, tua sorella è fuori, ma mi ha detto che hai bisogno di clisteri ogni tanto. Non vergognarti. Io e lei, al bisogno, li facciamo e sono bravo”
Francesca abbassò lo sguardo, arrossì di vergogna “No Andrea, io ho troppo vergogna, non intendo sottopormi a quel tipo di operazione”
“Francesca, vuoi ritrovarti nelle condizioni di quando eri arrivata ??” e, così dicendo, mi alzai per preparare il necessario per un bel clistere.
Francesca fuggì di sopra e si chiuse in camera, io preparai l’infuso di camomilla in grande quantità, estrassi dall’armadietto sia la peretta che il clistere d vetro da 2 litri e li misi in bella vista sul piano della cucina.
Quando tutto fu pronto, vidi Francesca ridiscendere dalle scale e, non volendo perdere tempo, le dissi con tono perentorio di abbassare i pantaloni del pigiama e le mutandine perché doveva ricevere un abbondante clistere, cosa che lei fece immediatamente con mio stupore.
La presi all’improvviso sulle mie ginocchia e cominciai a sculacciarla,
“Francescaaa!! Adesso basta fare storie altrimenti non mi fermo fino a quando vedrò il tuo sederino tutto rosso ….” E giù sculacciate
“No, nooo… ti prego basta, mi fai maleeee… ahaarghh, ahahaaia… basta …” Implorava Francesca, poi gli intimai: “Adesso per punizione toglimi la mia cintura in cuoio che te la farò sentire sulle tue chiappette…!!” (sempre su suggerimento di mia moglie, altrimenti mai mi sarei permesso).
Lei piangeva, e mi implorava: “Noooo…., Ti prego la cintura nooooo !!”
“Allora, lo facciamo il clistere o devo continuare?” smise di dimenarsi come una forsennata e approfittai per esplorare il suo buchino, Francesca aveva l’ano stretto, credo fosse vergine lì. Presi un lubrificanti e lo spalmai sulla cannula. Poi sul suo ano che faceva resistenza.
Le ricordai la cinghia e allora lei cominciò a collaborare. Le inserì un dito dentro, nel culetto, lei si lamentò, ma io avvertì subito un tappo.
“Francesca!!! Altro che peretta, dovrò farti un bel clistere di vetro”
Lei cominciò a piangere… ma era necessario…
Mi alzai ordinando a Francesca di mettersi alla pecorina sul grande divano, piangeva ma sapevo che erano tutte scene e che il clistere glielo dovevo fare. Riempii l’ampolla di vetro di camomilla fino all’orlo, poi afferrai tutto lo strumento, con il tubo, e lo appesi all’attaccapanni presente a fianco del divano. Notai lo sguardo terrorizzato di Francesca quando vide la grossa cannula “Noo ti prego Andrea …. Quella cannula è enorme..” mi supplicava, ma io come risposta gli diedi una ulteriore serie di forti sculacciate gridandogli “Adesso basta fare i capricci, alla tua età la devi smettere di reagire come una bambina, queste sono cose che poi ti fanno stare bene !!”
Impaurita dalla mia reazione Francesca smise di singhiozzare mettendosi nella giusta posizione a pecorina “Su Francesca… su più in alto il sedere !”
Obbedì come impaurita, inarcò la schiena alzando ben bene il suo bellissimo culo, affondò il viso piangente nel cuscino in attesa che….
iniziai l’operazione avendo cura di mostrargli la grossa cannula mentre la rivestivo di lubrificante, poi mi chinai sul suo sedere, gli allargai ben bene i glutei, e iniziai la penetrazione lentamente ma inesorabilmente…”Ahahiiiooo…. Ooohooh… “Francesca gemeva, quella cannula la penetrò sino a che farfallina accarezzò i l’interno dei suoi glutei…”Ecco Francesca… sei pronta ?? ora iniziamo. Aprii la farfallina e un getto di camomilla schizzò negli intestini di Francesca la quale ebbe un sobbalzo come di piacevole sorpresa…”Francesca, ora fai dei bei respiri, ampi e lenti” gli ordinai mentre, con una mano tenevo la cannula ben salda dentro il suo culetto e, con l’altra mano premevo sulla sua schiena come per tenerla giù. Francesca guardava in alto, aveva davanti a sé, il contenitore di vetro che faceva trasparire la discesa dell’infuso dentro di lei.
Francesca sospirava e gemeva, ma era evidente che dietro i suoi gemiti nascondeva una evidente sensazione di piacere dovuta al senso di sottomissione inevitabile nel prendersi un umiliante clistere. Ammetto che la sua posizione e la visione del suo bellissimo culetto mi turbava parecchio, ma era mia cognata e penso che sua sorella non mi avrebbe mai perdonato sconfinamenti erotici…. Ma ne avevo gran desiderio.
“Quanto manca Andrea… io…. io…”
“Zitta e respira bene Francesca, il clistere è solo a metà..:” e partì una serie di sculacciate sul sederino di Francesca già martoriato dalle precedenti
“Respira respiraaa !!! “ “Sì.. Sì.. Andrea, io… mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu…. mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu…. mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu….”
Francesca aveva gli occhi socchiusi e la bocca semiaperta gestiva il suo respiro lento e profondo che mi eccitava da morire…, la lingua ogni tanto inumidiva le labbra in segno di evidente piacere, io roteavo e muovevo la cannula del clistere per favorire il deflusso del liquido che aveva pervaso i suoi intestini per oltre un litro…” mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu…. mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu…. mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu….”.
Era un piacere eseguire quel clistere a Francesca e anche quando arrivarono i primi crampi annunciati con “Ahhaiaaa… ahhahaii !! mi fa malee… non la tengo…. Oohhoooii…. La pancia mi scopiia….” Chiusi la farfalla della cannula e gli massaggiai il ventre “Tranquilla Francesca, è normale, ora facciamo distribuire la camomilla nel tuo pancino e poi andiamo avanti…”.
“Andrea… ora va meglio…” “Brava Francesca, manca poco più fi mezzo litro, fai uno sforzo dai…”, “Va bene Andrea… mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu…. mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu…. mmmfhfhfhhh… pffhiiuuuuuu….”
Il clistere terminò il suo deflusso fino all’ultima goccia davanti ai suoi occhi, estrassi la cannulla con estrema lentezza “Francesca ora lo devi tenere per 10 minuti almeno….”, “Ma io non ce la faccio, mi sento scoppiareeeee….”, “Stai calma, ora sdraiati a pancia in giù e rilassati ma tieni stretto il tuo culetto”. Preso a compassione le massaggiai dolcemente la schiena, ero eccitatissimo e non volli privarmi di sbirciare in mezzo alle cosce di Francesca dove era evidente l’eccitazione della sua passera, era tutta bagnata ma feci finta di nulla.
“Ok Francesca, ora vai a scaricarti, poi vedrai come starai meglio”
Non se lo fece ripetere due volte….. Fu un bellissimo, estenuante, dolcissimo clistere !!!….
Ma non finisce qua

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Autore Pubblicato il: 14 Novembre 2022Categorie: Erotici Racconti, Racconti Erotici0 Commenti

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