Leggi qui tutti i racconti erotici di: nylonsAddict

Che potesse andar peggio di così non lo so. Chiaramente ricevere una promozione dal capo
è sempre motivo per festeggiare: stipendio più alto, responsabilità, balzo in carriera.
Possiamo dirla come ci pare, ma se di punto in bianco ti dicono che devi passare metà di
ogni mese in Sicilia e l’altra metà a Roma, un po’ ti rode. Terra bellissima, cibo fantastico,
sole … ma è lontana, è scomoda, è calda …. Siamo a Luglio porca puttana. Così sul divano di
casa, mentre l’aria condizionata trattiene il silenzio della notizia appena data alla mia
partner, sorseggio del whiskey cercando di annegare le problematiche che ne escono fuori.
Tra l’altro questo nuovo progetto è un software per la sanità, in collaborazione con le
farmacie locali per una maggiore efficienza e tracciabilità dei farmaci nelle strutture
ospedaliere del mezzogiorno. Il progetto pilota sarà a Catania e poi su tutti gli ospedali
dell’isola. Durata prevista sei mesi. Speriamo almeno il Natale me lo lascino vivere a Roma.
Mi alzo e vado a finire la valigia che domani si va a fare il primo sopralluogo per gli uffici che
ci hanno allestito proprio all’interno dell’ospedale in un’area con fibra, spazi, salette per
riunioni (a detta loro). Prendere sonno non è facile, pensieri, preoccupazioni, domande. La
testa non trova pace e nemmeno le chiacchiere sul perché non rifiutare l’impiego. Business
is business e se non si fanno adesso questi sforzi non si faranno mai.
Così alle 7.45 a Fiumicino faccio il mio check-in e mi imbarco sull’aereo vestito di tutto punto
in un elegante spezzato a giacca leggera. Attenzione come sempre ai dettagli, specialmente
in presentazione, legando i colori degli accessori per risaltare tutto il resto. L’ora passa in
fretta e per le 9 e qualcosa sono nella terra degli aranci, dei cannoli e si perché no anche
delle belle donne mediterranee, che da sempre mi hanno attratto e colpito. Mai avuto a che
fare con una donna sicula, peccato arrivarci solo adesso in questo progetto, magari
un’infermiera, una chirurga, una dottoressa… poteva fare al caso mio! Finisco di fantasticare
e torno concentrato sul mio da fare: riunione, tour della struttura e pranzo con i vari
responsabili.
Un taxi mi accompagna alla struttura e vengo accolto da miei due colleghi di Roma che
faranno con me la spola avanti e indietro per questo progetto. Simone da sempre collega
d’avventure e Gaetano, più fresco di collaborazione ma sicuramente una bella testa
esplosiva e intraprendente. Così dopo un caffè al volo e vari convenevoli tipici
dell’accoglienza meridionale arriviamo alla sala dove viene fatta la presentazione del
progetto e dove dovrò anche prendere parola. Così dopo che la direttrice della struttura e
altri personaggi anche della regione hanno dato il loro apporto, tocca a me salire e parlare al
microfono. Poche parole, poche slide a presentazione di un progetto che vogliamo che sia
semplice e proprio per questo efficacie e senza fronzoli, per aiutare e rendere più fluido
l’esistente processo. Mentre parlo alla platea però non posso non notare, due occhi
profondi, un sorriso professionale e allo stesso modo tagliente, di una donna presente nella
prima fila che mi guarda e segue il mio discorso con particolare interesse. Porta un camice
addosso dove sotto c’è un bel vestito, che culmina il giusto sulle gambe lasciando scoperta
una buona percentuale di queste. Pelle abbronzata fino al dorso dei piedi che stanno
benissimo in dei sandali beige che bilanciano il moro dei capelli tipico del posto. Dal camicie
e dall’attenzione che devo dare a tutti non riesco a capire bene le sue forme, che però
sembrano generose e invitanti, ma mai accattivanti come il suo sguardo che ha questo dono
proprio di saper rapire e incatenare.
Così finisco il mio discorso e me ne torno al mio posto in seconda fila vicino ai miei colleghi
che si complimentano, ma da bravo compagno di “squadra” non posso non far notare subito
le cose importanti.
“Ragazzi ma avete vito in prima fila che fica che c’è ?”
S: “sshh.. ahah…mannaggia sempre il solito, non ho visto ma dici la mora ?”
G: “cazzo si che l’ho vista l’ho incrociata prima mentre stavamo entrando, che fica. Con
quelle tette poi”
“Ah allora avevo visto bene… beh caro Gaetano visto che sei l’unico che può, mi aspetto
grandi cose da te”
G: “Ecco subito pressione, lo sapevo !”
Così finiamo di cazzeggiare e torniamo sulla presentazione che da lì a poco finirà. Dopo
questa ora di chiacchiere e belle premesse, ci spostiamo per il tour della struttura. Facciamo
un giro nei reparti, vediamo il nostro futuro ufficio che è più che decente, anzi molto meglio
di quello che ci aspettavamo e finiamo con il giro con la Farmacia dell’ospedale dove
riceviamo la lieta notizia.
La bella mora della prima fila prende parola, spiegando tutto il ciclo vita dell’ordine, scarico
e fruizione dei farmaci sia diretto che indiretto, svelandosi così la responsabile della
farmacia ospedaliera. Daniela, così dice di chiamarsi, ma onestamente i miei occhi e la mia
mente è presa a vedere quelle labbra, carnose di donna, che con una professionalità e un
portamento femminile e sensuale ci spiegano cose che il nostro cervello non sta nemmeno
prendendo in considerazione. È bella, è donna, è tanta. Speriamo che il nostro Gaetano
chiuda la pratica in poco tempo così mi si leva dalla testa qualsiasi tentazione.
Così ci dirigiamo al pranzo, organizzato a un po’ di minuti dalla struttura sul mare. Un buffet
molto bello e ben organizzato, areato dal vento per combattere il caldo della stagione e con
la bellezza di questa terra che forse unica per tanti motivi. Come la bellezza di questa donna,
che da stamattina mi sta catturando l’attenzione e gli sguardi, che devo dire, forse per caso
forse per gioco, ci restituiamo a vicenda. Così mentre mi accingo a prendere qualcosa da
mangiare, con la giacca sul braccio e il piattino tra le mani, vengo consigliato proprio da chi
sta giocando con me.
D: “Ti consiglio questa con i gamberi, sono freschi e di qui vicino. Ah … piacere Daniela”
“Salve, beh posso darti del tu anche io vero?”
D: “Beh mi sono permessa, visto che un capo IT così giovane non l’avevo mai visto.”
“Piacere Stefano, beh sai le commesse scomode in estate le danno sempre a chi deve
dimostrare. Speriamo di esserne in grado”
Le dico con un sorriso umile e sicuro allo stesso tempo. Lei mi guarda mentre si fa dare da
bere un bellini.
D: “L’abito non fa il monaco, ma mi sembra che tu sia sul pezzo … questa volta ce l’hanno
mandato sveglio”
“Grazie, dai speriamo di rispettare le aspettative. Di certo io devo essere onesto, se fino a
ieri mi pesava un po’ intraprendere questa avventura lontana da casa, con quest’accoglienza
tutto sarà più facile”
Lei mi guarda, sorride… e beve dal calice guardandomi.
“Oh no? Prevedi qualche difficoltà ?”
D: “Chissà …”
Dice sorridendo andando verso i suoi colleghi. Mentre io torno dai miei, ma con la testa
immersa in quelle poche chiacchiere, inebriato dalla femminilità e sensualità di questa
donna che sembra lasciare nulla al caso. Quelle bella gambe, slanciate dal tacco che poi si
perdono nel vestito che sale fino a dare luce a risalto a quel bel seno, coronato poi da quel
viso intrigante e deciso, è un unione di dettagli che non può lasciarmi indifferente.
Verso la fine del pranzo però, mentre la vedo finalmente sola a guardare il mare senza
nessuno girarle attorno mi avvicino anche io con il mio prosecco e affianco a lei le parlo.
“Beh con un paesaggio così è difficile stare tutto il giorno in Farmacia immagino.”
D: “Immagini bene, poi noi isolani abbiamo un attaccamento speciale con il mare… ci
lasciamo trasportare. Pensiamo a tante cose, alle scelte fatte… a cosa lasceremmo se
dovessimo mai partire. Ho studiato a Roma sai? Per un periodo”.
“Si ? … beh ti sei trovata bene ? Comunque capisco le difficoltà anche io nella mia piccola
carriera mi sono spostato varie volte. Ora qui farò avanti e indietro ma comunque lasci
qualcosa.” Poi aggiungo ….” Ma trovi altro…. “
Lei si gira, sorridendo e mi chiede
D: “Voi romani avete la lingua lunga quando volete …. “
“Voi invece sapete come attirarci … quindi direi che chi è causa del suo mal… “
D: “Sei sposato ?”
“No … convivo… tu ?”
D: “Io si”
“Beh è una cosa bella no ? D’altronde le migliori vanno sempre via dal mercato abbastanza
presto”
Ride lei, accennando ad aver apprezzato il complimento.
D: “Si è una bella cosa. È che ogni tanto alcuni incontri mi fanno pensare… e il mare mi aiuta
a viaggiare con la mente”.
In preda ormai alla conversazione non resisto, come se potessi, come se fosse normale,
come se fosse giusto… come se ormai volessi solo lei.
“Beh credo che sia il caso di approfondire questa tematica. So che non potresti, ma che ne
dici di parlarne altrove stasera dopocena. In un posto che conosci te dove siamo sicuri”
Lei mi guarda, tra lo stupita e il rapita, il presa e lo spaventata.
D: “Non posso…”
“Ma vuoi”
D: “Dammi il tuo numero … ti scrivo io nel caso posso. L’hotel è il xxxx vero ? “
Sorrido… so che è tutto sbagliato ma non resisto, non resisto a quegli occhi, a quello
sguardo. Non resisto all’idea di spogliarla con le mie mani baciandole il collo e afferrandole
dolcemente quei seni così gonfi di voglia. Mentre la guardo è come se le passassi nella
mente queste immagini. La vedo bere ancora, quasi mordicchiare il vetro come se fossero le
mie labbra.
“Beh allora speriamo stasera in un tuo messaggio… “

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