‘Ti prego’ fammi venire…’, sussurrò chiusa in bagno, mentre sfregava convulsamente le dita sulle grandi labbra gonfie e fradicie.
‘Quando arriverai da me. Ora rivestiti’.
‘Ma’ lui è di là’ e in strada’ non farmi uscire così”.
‘Dimmi chi sei’.
‘La tua puttana… tua e di nessun altro’, ansimò, trattenendo a stento i gemiti.
‘Ti aspetto. Ma, continua a toccarti da sola e puoi scordarti della mia esistenza. Ti voglio pronta ad esplodere, in calore, con in testa solo un irrefrenabile desiderio di me’.
Non poté replicare, la chiamata era terminata un istante prima.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…