Ora, in questo letto, dopo l’amore,
mentre asciughi dolcemente il sudore
del mio corpo sazio di te,
non dire’ti voglio bene’, dimmi
‘ti voglio’ e basta.
Non dire’tu sei la donna che ho amato di più’,
dimmi che sono stata la più sapiente
delle tue amanti.
Ti ho adorato e gustato,mangiato e bevuto,
giorno per giorno;
obbediente schiava dei tuoi orgasmi,
mi sono abbeverata alla calda e salata fonte
del tuo sperma.
Ora voglio la carta vincente,
quella che mi renderà padrona del tuo corpo
per l’eternità.
Ma la carta non esiste, neppure per un baro
come me.
Il tempo è scaduto, i giochi sono fatti,
ed io ho perduto.
Ti guardo, ho paura; paura per domani,
quando, al mio risveglio, per ritrovarti,
dovrò cercare il tuo odore,
unica memoria di te,
tra le pieghe delle lenzuola.



Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..
Ciao William! Mi fa piacere che ti sia piaciuto tanto da rileggerlo. Ma non è stato un calcolo narrativo. L'incipit…
Bellissimo racconto, aspetto il seguito 👍👏
Non solo riempite bene, ma anche fatta la gioia dei cornuti che hanno leccato a dovere!
Rileggendo questo ottimo racconto, mi sorge una domanda: la frase iniziale, dove la protagonista si sveglia con l'intontimento, si ricollega…