Ora, in questo letto, dopo l’amore,
mentre asciughi dolcemente il sudore
del mio corpo sazio di te,
non dire’ti voglio bene’, dimmi
‘ti voglio’ e basta.
Non dire’tu sei la donna che ho amato di più’,
dimmi che sono stata la più sapiente
delle tue amanti.
Ti ho adorato e gustato,mangiato e bevuto,
giorno per giorno;
obbediente schiava dei tuoi orgasmi,
mi sono abbeverata alla calda e salata fonte
del tuo sperma.
Ora voglio la carta vincente,
quella che mi renderà padrona del tuo corpo
per l’eternità.
Ma la carta non esiste, neppure per un baro
come me.
Il tempo è scaduto, i giochi sono fatti,
ed io ho perduto.
Ti guardo, ho paura; paura per domani,
quando, al mio risveglio, per ritrovarti,
dovrò cercare il tuo odore,
unica memoria di te,
tra le pieghe delle lenzuola.



Cara Errica, scusami se ti rispondo con ritardo ma ho letto adesso il tuo commento. Grazie. Scrivimi le tue fantasie…
Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche