L’ultima stella cadente
ha varcato l’immenso infinito
del sogno,
ha lasciato alle sue spalle
due pupille furtive
e le gioie fuggitive
del mondo.
Dorata è ancor
la corona di nubi
che accompagnò l’astro supremo
ai recessi turchini del silenzio,
il profumo vago dell’assenzio
esala dalla tua carne
inebriata di passione.
La fabbrica bianca
dorme solitaria tra le brume,
grigio grigio un fumo di macchine
sale ai cieli stellati
mentre la voce cupa del maestrale
svela il mistero del male.
Oh, lo crederesti tu?
Nel vecchio stabilimento abbandonato
nessuno abita più.
Soltanto i neri corvi
dimorano oltre i suoi vetri rotti
e non s’ode da millenni
il rumore tetro delle betoniere.
Le alte e grigie ciminiere
sfidano le vette impossibili
dell’universo,
accarezzano la luna
e le stelle che brillano per l’eterno.
Se sapessi,
quanti operai tristi
varcarono quelle soglie,
quali sofferenze e che sconsolati affanni
videro quelle mura antiche,
ora baciate da un manto d’edera!
Uno sguardo,
una lusinga,
un sentimento,
tutto questo
e nient’altro
sogna adesso sotto gli astri bianchi dell’immenso,
l’ultimo lume della notte s’è già spento,
ad altro che a due ciglia morbide io non penso,
purpuree, chiare e languide sono
le forme perdute dei monti,
lontani,
avvolti da un manto di nebbie,
mentre ogni tuo sussurro
come un balsamo
si spegne.



Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie
Per me non è una novità...anche se bianchi o nere/i non fanno differenza.... sono solo protagonisti come tutti gli altri..