
un errore umido
la cui fragranza ti precipita nella solita
ottusa
voglia di me
lo sguardo un’intricata polverosa
ragnatela
a coprire il vuoto dei tuoi occhi.
Rigido e convulso nel buio
del vicolo
mi spingi contro un muro che sa di muffa
e di gatti
frugandomi impaziente.
Il tuo respiro affannoso non appanna
il mio viso
scolpito nel quarzo
non soffoca
il carnoso dissoluto vegetale
della bocca
che ti implora oscenità
mentre mi faccio riempire i fianchi
per due soldi di piacere.
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Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie