Quello che non sai
è che una volta a letto
Nel buio della stanza
Vogliosa ed eccitata
I capezzoli rizzati…
Sempre gonfio il clitoride
Che seguita a pulsare…
Il respiro ancora ansante…
La figa …
Rorida e bollente
La figa
Che indecente…
Non smette di grondare’
Non mi basta, non mi basta
L’orgasmo appena avuto!
Mi stringo
Tra le gambe
Il mio cuscino…
Che strizzo,
Strapazzo ,
Inzuppo,
Coccolo,
Violento’
Annegando
In una
Furiosa cavalcata
La voglia
Ed il bisogno mio di te’
Quello che non sai
E’ che il cuscino
Ormai bagnato,
Strizzato tra le gambe’
Per ore ed ore…
A cui mi avvinghio
E mi stringo
Sempre più…
Senza tregua,
Senza alcun riguardo’
Quel cuscino…
Mio tenero bastardo…
Quel cuscino…
Sei tu!



Stupendo quando lo continui con la 3°parte Ti lascio la mail se mi vuoi contattare apaperina758G@yahoo.com
Ciao William... Dunque, posso onestamente dirti che non ho piani precisi per un eventuale prequel sebbene l'idea mi stuzzichi. Tuttavia…
Come sempre, un ottimo racconto, Rebis: l'attesa è valsa la pena. Sarebbe bello avere anche la storia antecedente, che narra…
Bello! Adoro le santarelline porche
Sempre più coinvolta con Giacomo, bei racconti grazie